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La Nuova Sardegna"

Domenica 17 settembre 2006

"Il Parco c'è ma non si vede"

Le accuse di Margherita Ds e Rifondazione Comunista

    "Il Parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena, al momento della sua istituzione, è stato accolto con largo consenso da parte della comunità maddalenina da sempre animata dalla grande sensibilità per la salvaguardia del proprio territorio. Mentre in questi anni questo patrimonio di fiducia e sostegno è stato dilapidato dalle diverse gestioni dell'Ente che hanno incrinato e messo in crisi il rapporto tra il Parco e i maddalenini".   

   E' quanto sostengono in una lettera inviata la ministro ministro Pecorario Scanio e al presidente della Regione Renato Soru, le segreterie dei Ds, Margherita e Rifondazione Comunista che giudicano al contrario dei responsabili del Parco, la conduzione non consona al ruolo che deve rivestire il Parco stesso. A loro giudizio l'Ente non si occupa dei compiti per il quale è stato costituito, e quindi ha tradito la propria missione: "Perché sembra interessato esclusivamente a fare cassa senza mettere in cantiere nessuna iniziativa per la reale tutela dell'ambiente, per la difesa del paesaggio, per la diffusione di una nuova cultura ecologica. Nessun progetto ne di ampio ne di corto respiro, nessuna iniziativa rivelante".

   Ed aggiungono anche che "Il territorio dell'Arcipelago, nonostante la sua ineguagliabile bellezza, sembra troppo spesso per la totale incuria, una discarica a cielo aperto". Complice anche la l'amministrazione. "Non né le attese ricadute economico-occupazionali né tanto meno, la difesa dell'ambiente. In altre parole a non vedersi è proprio il Parco. Le forze politiche del centro-sinistra sono quelle che nel lungo cammino che ha portato alla nascita di questa istituzione, hanno scommesso con più decisione sulla nascita del Parco, investendo la propria credibilità e capacità di fare opinione. Lo abbiamo fatto animati dalla convinzione che il Parco potesse esprimere al meglio la vocazione autentica di questo Arcipelago, e la necessità di un giusto equilibrio tra ambiente e sviluppo. Crediamo ancora, nonostante la delusione e la sfiducia diffusa tra i nostri concittadini, che un'altro Parco sia possibile. Riteniamo che si possa rilanciare il Parco e con il Parco un'idea nuova e diversa di quello che deve essere il futuro di questo Arcipelago". 

   I tre partiti auspicano, al fine di rinsaldare il rapporto di fiducia con la popolazione locale, primo fruitore e "guardiano" del territorio, che il nuovo presidente sia l'espressione della comunità maddalenina e che al contempo abbia le le conoscenze tecnico-scientifiche che per "leggere" il territorio e saperne determinare le istanze e cogliere le opportunità connesse alla gestione del patrimonio ambientale oltre che sociale".

   In occasione del rinnovo dei vertici dell'Ente si chiede un segale di forte discontinuità rispetto alle esperienze gestionali che si sono susseguite dall'istituzione ad oggi.

Andrea Nieddu

 

 

 

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