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La Nuova Sardegna"
| Mercoledì 9
agosto 2006
Il nostro ospedale non si tocca Nasce un comitato di cittadini in difesa del "Paolo Merlo"
Si è costituito in questi giorni un comitato spontaneo di cittadini con l'obbiettivo di analizzare le problematiche relative al funzionamento del Dell'ospedale "Paolo Merlo" (nella foto). Lo scopo è quello di trovare delle soluzioni che consentano il mantenimento e l'efficienza di tutti i reparti che caratterizzano l'ospedale, compreso quello di chirurgia. "La riorganizzazione proposta dalla dirigenza della ASL - è scritto in una nota - non è condivisibile in quanto si basa sull'effettiva chiusura del reparto di chirurgia e la trasformazione del nostro ospedale in un poliambulatorio sulla base di semplicistiche considerazioni di bilancio. Tutto ciò, aggiunto ad una vera e propria contraddizione, rilevabile dal documento programmatico redatto dalla stessa ASL, rappresentata dalla promessa di maggiori investimenti finanziari per rendere operativo il poliambulatorio di diagnostica". Anche questa considerazione deve spingerci - così si legge - ad affrontare con convinzione questo argomento perché l'ospedale è patrimonio dei maddalenini come pure dei palaesi, degli arzachenesi, dei santateresini e dei galluresi in genere, ed è per questo che non possiamo tacere di fronte a un disegno che nasconde precise volontà di ridurre un servizio sanitario periferico come il Paolo Merlo, per obbiettivi di risparmio a vantaggio di nuove strutture ospedaliere di eccellenza". Il comitato, poi, aggiunge: "Il nostro ospedale può dare risposte alle esigenze sanitarie pubbliche galluresi senza per questo rischiare di essere demagogici. Non ci interessa polemizzare nei confronti di nessuno, vogliamo che il problema si affronti con cognizione di causa e che si dia un'opportunità di rilancio delle funzioni ospedaliere nella loro interezza, considerato che vivere in un'isola complica la vita dei cittadini gravando anche nel bilancio economico delle famiglie e che questa peculiarità è stata riconosciuta dal Parlamento italiano nel 1994. Non intendiamo - conclude la nota - rinunciare a questo riconoscimento. Invitiamo coloro che vogliono dare un contributo e che hanno a cuore il problema del futuro del Paolo Merlo e in particolare alle attività del comitato". E' annunciato che renderanno pubbliche tutte le iniziative. Andrea Nieddu |