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La Nuova Sardegna"
| Sabato 12 agosto
In vetrina il pane di Tramatza
Dopo la mostra di coltelli dell'artigiano maddalenino Giovanni Bonannini, ora è la volta del pane delle feste del Campidano di Tramatza, di Ester Orro. Alla Maddalena prosegue il percorso dedicato alle vetrine delle tradizioni tipiche dell'isola. Quella del pane è un'arte tramandata da secoli e che Ester ha ereditato dall'anziana suocera Giuseppina Loi che ha ottenuto diversi riconoscimenti. L'arte del pane viene custodita nei principali musei: ogni forma ha il suo significato, vuoi che si tratti del matrimonio o del santo patrono. Nel campidano, il granaio dell'antica Roma, le tecniche di lavorazione del pane sono patrimonio comune popolare, ma si stava perdendo la padronanza dell'arte e della modellazione. Ora le prospettive sono migliorate, e i giovani desiderano sempre di più offrire agli invitati i simboli di una felice unione in occasione del loro matrimonio. Le famiglie ornano nelle ricorrenze speciali le loro tavole dei loro pani dalle forme diverse, di fiori e di frutti e di tutte le cose belle e buone. Per non parlare poi delle crescenti richieste del mercato, sia italiano che estero. E' anche fondamentale riscoprire il significato sociale del pane delle feste, che vede molte braccia lavorare insieme. Non a caso nella festa di San Costantino a Sedilo i pani più belli vengono offerti ai poveri del paese, come evidente e implicito segno di fratellanza. Il pezzo forte presentato alla Maddalena è stato un pane di due metri di diametro che rappresenta l'Agliola, con tutte le figure delle fasi di lavorazione, dall'aratura alla semina del grano, alla macinazione, alla panificazione. Forma e sostanza, quindi, è quanto e stato presentato da Severino Gala. Sebbene possa rappresentare un incipt filosofico quanto si è potuto ammirare presso la Boutique della Carne è relativo al primordiale e ancor attuale nutrimento dell'uomo: il pane. Il pane come forma, nelle sue artistiche rappresentazioni. E' la sostanza è ciò che la pietanza ha dato e continua a dare all'umanità. Ammirando le magnifiche creazioni di Ester Orro, (pubblicate su Pani, edita da Elisso), non si vede solo forma e sostanza, ma si può entrare in punta di piedi nella cultura sarda che presenta un mondo ancestrale, sconosciuto ai più, dove si sposano in misura magnifica il duro lavoro dei campi con la gioia della festa, l'appartenenza ad una società apparentemente chiusa con l'aprirsi a nuove culture: Insomma restando affascinati dalle creazioni della Ester ci si può introdurre in un mondo fatto non solo di acqua e farina. Si può sentire scorrere dentro di noi tutta la forza e la tradizione della cultura sarda. Percorrendo la storia dell'artista ci imbattiamo in un cardine della nostra cultura: la trasmissione orale e l'acquisizione della manualità, tramandata e protetta nelle mura domestiche dalle magnifiche donne sarde; fondamentali nella gestione non solo della casa ma di tutto il paese. Capiamo allora come la lavorazione del pane assuma in particolari occasioni una valenza unificatrice del paese: dal pane per la sposa al pane pasquale e altro ancora. Andrea Nieddu |