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Mercoledì 23 agosto 2006

Andrea Parodi dei Tazenda incanta La Maddalena

Erano tanti i motivi che hanno spinto Andrea Parodi e i Tazenda a ritornare alla Maddalena. Intanto perché nel gruppo c'è Gino Marielli che ha origini maddalenine, e poi perché quando Parodi nel 1980 aveva deciso di vivere di musica gli era stata assegnata la cattedra per l'insegnamento proprio nella scuola nautica dell'isola, dove però non ha mai lavorato. E poi perché nell'isola è venuto per anni come turista. Ci teneva tanto Andrea Parodi a tornare, anche per i ripetuti inviti di Lucia Mocci Biddau, e Maria Madrau, due appassionate dei Tazenda incontrate a Sassari qualche mese fa.

   Detto fatto, dunque. Ma il grande appuntamento con gli isolani e i turisti, circa 2.500 in piazza, aveva rischiato di saltare. "Se non fosse stata questa serata - ha detto Andrea Parodi - l'avrei annullata perché due giorni prima in ospedale credevo di non farcela. Poi sul palco pur avendo per la prima volta un problema di salivazione dovuta alla chemioterapia, e dove non riuscivo a respirare, la presenza del meraviglioso pubblico, la mia famiglia, i miei tre figli, gli amici, mi hanno fatto ricaricare le batterie. Ho sofferto molto per cantare, ma sono felicissimo di aver dato il massimo e grazie anche ai miei tre collaboratori in una serata che spero il pubblico abbia gradito".

   E il pubblico ha gradito, eccome. Tanto che dopo le più belle canzoni del repertorio, rispolverate assieme a Gino Marielli, Gigi Camedda, ma anche Andrea Poddighe, vocalist dei "Sole nero", Nino Casu, come "Pizzinnos in sa gherra", "Ammentos" e "S'ultima lughe" come del resto "La Compagnia" fino ad arrivare a "Carrasegare". Infine "Chelu Nieddu", canzone che si riferisce ai morti negli incendi in Sardegna per continuare con "Nanneddu meu", dove il pubblico si è scatenato con un lunghissimo accompagnamento.

    La parte più bella quella finale però doveva ancora. Infatti "Spunta la luna dal monte", la canzone che ha reso celebre il gruppo, è stata l'ultima della serata con un crescendo di applausi.

   Andrea Parodi era sfinito e lo si notava, però ha resistito. Si e scusato quando gli è stata richiesta  "Non poto reposare". Mi piacerebbe cantarvela - ha detto - ha una tonalità altissima e non c'è la faccio proprio". Il lunghissimo applauso lo ha avvolto e quasi lo ha sommerso. Ha la forza di dire anche: "Non posso continuare questo mio progetto, che presenterò all'anfiteatro romano di Cagliari a fine settembre con Noari, Rita Marcotulli, Mauro Pagani, Gavino Murgia e i Tazenda, che saranno ospiti. Mi reputo un uomo fortunato: quando vivi dentro la malattia non ti devi abbattere, devi combattere".

Andrea Nieddu

 

 

 

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