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 IL PERSONAGGIO: Intervista al custode di Budelli 

 Cualbu respinge le accuse: il Parco funziona, e bene 

 

Martedì 29 agosto 2006

Nel Parco è rinata la Spiaggia Rosa

Sette anni di divieto di accesso a barche a barche e turisti hanno fatto tornare all'antico splendore la caletta di "Deserto Rosso"

 

    Alle nove del mattino Cala del Roto assomiglia al paradiso. Si vede una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, l'atmosfera che nel 1963 Michelangelo Antonioni firmò in Deserto rosso il film con Monica Vitti protagonista che raccontava a sua figlia una fiaba ambientata in questa spiaggia. E' la Spiaggia Rosa, che assume una colorazione unica al mondo grazie al deposito di un microrganismo, la Miniacina Miniacea, che si stacca dalla Posidonia e, trasportata dal mare, si ferma sulla battigia. E' questo protozoo a dar vita alla Spiaggia Rosa, incredibilmente rinata dopo aver rischiato la scomparsa per via del vandalismo.

    A salvare la perla dell'Arcipelago di La Maddalena è stata la nascita del Parco naturale che ha messo fine al saccheggio dei turisti che per anni sono arrivati a Cala del Roto e ripartiti dopo aver portato via chili di sabbia come souvenir.

   L'allarme venne lanciato già negli agli anni Ottanta e nel 1992 il ministro dell'Ambiente Carlo Ripa di Meana fu il primo a varare norme di salvaguardia con il decreto di istituzione dell'Area marina protetta dell'Isola di Budelli. Ma soltanto nel giugno del 1999 l'allora presidente del Parco Ignazio Camarda è riuscito a vietare l'approdo delle barche e persino il passaggio sopra la spiaggia, dove una sabbia bianchissima e leggerissima verrebbe devastata dal calpestio delle migliaia di vacanzieri in giro per l'Arcipelago.

   Non bastano certo i divieti formali. Provare per credere. Gia poco prima delle dieci arrivano nei pressi delle boe che impediscono l'attracco delle barche i primi dei 35 barconi che ogni giorno portano qui da Cannigione, Palau, Santa Teresa, La Maddalena fra tremila e quattromila vacanzieri stipati sui barconi. "Sarebbe sufficiente un via libera perché molti di costoro si avventino sulla Spiaggia Rosa", scherza ma non troppo Luca Alfonso, alla guida di una delle barche del Parco incaricato della sorveglianza in mare e a terra.

   Il vicino Porto della Madonna, nel triangolo fra Budelli, Santa Maria e Razzoli, è rivestito di barche. Ci sono almeno altre tremila persone a due passi dalla Spiaggia Rosa. E incredibilmente di quelli approdati a terra cerca almeno di fare il bagno e curiosare con la maschera fra le distese di posidonia dove vive il microrganismo padrella Spiaggia Rosa. Vincenzo Satta, direttore del parco, non sta un attimo fermo, o zitto. Urla contro chi, facendo finta di nulla, tenta comunque di oltrepassare le boe ed entrare nella zona proibita. "Se ci distraessimo soltanto per un attimo - spiega, a ragion veduta - scenderebbero dalle barche, si butterebbero in acqua come incursori. In realtà, nonostante i divieti e la vigilanza, tentano ancora oggi, seppure in pochi, di portarsi via la sabbia. Perché è vero che qualcuno, pentito, la vuole riportare indietro, ma la droga dell'appropriazione è molto diffusa. E qui fra i dipendenti del Parco è diventata quasi una leggenda il placcaggio operato da Giovanna Demontis, oggi impegnata sulla barca che va a controllare se è stato pagato il biglietto d'ingresso nelle acque dell'Arcipelago. Due anni fa Giovanna bloccò con uno scatto e un tuffo da rugbysta un vandalo che stava tentando di scappare con la sabbia".

  E' insomma lontano il giorno in cui tutti, ma proprio tutti, si accontenteranno di ammirare la Spiaggia Rosa senza necessariamente doversene appropriare. Succede per le opere d'arte nei musei, bisognerà pure che i vacanzieri si abituino ad ammirare da lontano questo capolavoro della natura. "Il rischio è alto - spiega ancora il direttore del Parco - perché il numero dei visitatori cresce di anno in anno. Oggi abbiamo incassato 2.200 euro dai biglietti pagati dalle barche. Il costo del Ticket e di due euro al giorno per metro lineare. Certo, oggi c'è la barca di Paul Allen, ex socio di Bill Gates, che ha pagato da sol 500 euro. Abbiamo comunque già superato il 2005 nella bigliettazione, e mancano ancora settembre e ottobre. La Maddalena va, ma occorre imparare a rispettarla".

    Yuri Donno, laureato in scienze naturali che dentro il Parco si occupa anche dell'allevamento di aragoste a Stagnali, è l'organizzatore delle dodici squadre di vigilanza (otto al mattino e quattro al pomeriggio)  che pattugliano il Parco, un territorio immenso, 18 mila ettari. tredicimila in mare, cinquemila a terra. "Non sa mai fermo, come gli altri", garantisce Vincenzo Satta che non apprezza di scarsa efficienza dei servizi. "Non è vero che no diamo informazioni e non ci sono cartelli e indicazioni. Purtroppo - sostiene - tutti i nostri cartelli vengono distrutti o spariscono nel giro di poche ore. C'è un vandalismo che no si ferma mai. Ma noi non ci arrendiamo. E stiamo garantendo anche la pulizia, persino con un battello che ritira la spazzatura dalle barche. La verità è che ci sono diportisti abituati a non pagare, a consumare l'ambiente gratis. E non sempre sono i più poveri".

   Vietato distrarsi, dunque. Improvvisamente. Vincenzo Satta smette di parlare e si lancia sulla passerella che costeggia la Spiaggia Rosa. Ha visto che sulla  sinistra, un po' nascosti, due o tre turisti cercano di lanciarsi in acqua. Un urlo e Luca Afonso arriva con il gommone "Era una famigliola di inglesi - racconterà poi -  che arrivava con borse frigo a fare  pic nic". Ma intanto un gruppo di ragazzi in gommone salta la boa e si avvicina alla spiaggia. "Ma perché, e vietato?", dicono a chi li blocca cadendo dalle nuvole.

   L'assalto continua. I barconi trasportano i loro carichi umani, le tre, quattrocento barche ormeggiate al Porto della Madonna, duecento metri in linea d'aria, scaricano umanità alla cerca di emozioni. Una ragazza con animo da imprenditrice e fra i pochi contenti, vende crepes, a domicilio, anzi, a bordo.

Giancarlo Ghirra

 

Martedì 29 agosto 2006

IL PERSONAGGIO

Mai abbassare la guardia: parola di custode-eremita

   Budelli. La Spiaggia Rosa non è disabitata. Mauro Morandi, modenese di 67 anni, una vita da insegnante, vive qui, ufficialmente custode di un'isola che ha un proprietario privato, una società italo-svizzera che tenta vanamente di guadagnare denaro in  in un angolo di Paradiso dove tutto è vincolato, niente si può spostare. Unico manufatto la casa (una casermetta militare, ovviamente, come tanti edifici alla Maddalena) nella quale Mauro vive assediato dai turisti d'estate, come un'eremita d'inverno.

  Circondato di gatti, un secchio pieno di cicche, in compagnia della sua amata Silvana che torna a Modena con i primi freddi. Morandi ha tanti amici che gli portano da fumare e da mangiare. "Qualche volta si pesca, ma certo non in estate - chiarisce - Non mi manca niente, ho i miei libri, e in questi mesi invasioni di gente cui devi spiegare che non si può camminare sulla sabbia o buttarsi in acqua. Non è semplice in questa società fondata sull'idea del possesso. Ma io ci provo. E in fondo andava peggio 17 anni fa, e le orde di vacanzieri arrivano con ombrelloni, giochi per i bambini, e se ne andavano lasciando spazzatura e buche nella sabbia rubata. Intendiamoci, qualche notte qui arrivano lo stesso i vandali, perché la mattina vedo tracce di piedi. Ma niente a che vedere con il passato".

   Parola do custode un po' eremita poeta finito in quest'angolo di Paradiso acquistato nel 1965, per 50 milioni di lire da un industriale che riuscì poi a venderla ad una società italo-svizzera.

 Giancarlo Ghirra

 

 

 

Martedì 29 agosto 2006

Cualbu respinge le accuse: Il Parco funziona, e bene

   Budelli. Amico e camerata dell'allora ministro Altero Matteoli. Gianfranco Cualbu, avvocato penalista con radici nel MSI e militanza in AN si è trovato spesso nell'occhio del ciclone. Renato Soru gli ha chiesto di dimettersi dalla presidenza del Parco, il sindaco della Maddalena Angelo Comiti ha parlato di metodi di gestione banditeschi. E persino Legambiente gli ha regalato pochi mesi fa la bandiera nera. "La Ragione? La sua gestione del Parco è burocratica - dice il presidente Vincenzo Tiana - e poi, caso quasi unico in Sardegna è arrivato a dire che la partenza degli statunitensi con la loro base di sommergibili nucleari sarà un danno".

   Bersagliato dalle critiche, l'avvocato Cualbu non si turba più di tanto. Al Comune - spiega - sindaci di tutti i colori hanno la mentalità del caporale di giornata, che fare ispezioni e comandare. Rispetto il sindaco eletto dai cittadini, ma il Parco, che è nazionale, ha un ruolo autonomo, non di servizio all'amministrazione. Ha Soru ho già risposto due anni fa contestando atteggiamenti da inquisitore, ma in fondo, con la Regione il ruolo di istituzionale ci impone di dialogare, così come con il Comune. E il Parco va, funziona, è efficiente. Legambiente? Forse ha il dente avvelenato perché avevo tolto dei locali a Stagnali, dove abbiamo creato un Centro di educazione ambientale di avanguardia. In realtà tante sono le critiche, e anche l'ambizione di occupare questa poltrona che però riserverà sorprese al mio successore. Girano tante leggende, ma la mia indennità è di lire 1.400 euro al mese".

 Giancarlo Ghirra

 

 

 

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