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MERCOLEDÌ, 10
GENNAIO 2007
I beni demaniali
dismessi al centro del vertice tra Regione e Difesa

I beni demaniali da dismettere saranno al
centro dell’incontro in programma oggi a Roma. Al tavolo
parteciperanno la Regione e il ministero della Difesa. È il secondo
appuntamento dopo quello del 13 dicembre. Il sopralluogo sull’isola,
invece, è stato rinviato a data da stabilirsi.
Il precedente incontro non aveva dato risultati soddisfacenti.
Nell’occasione erano emerse le difficoltà legate al passaggio dei
beni. Il consigliere comunale Salvatore Sanna contesta «la decisione
furbesca della Difesa di dare risposte solo sui beni rappresentati
fotograficamente, invece che sul totale degli immobili presenti nelle
planimetrie che aprivano ogni scheda. Durante l’incontro - continua
Sanna - era emerso un radicale mutamento di orientamento rispetto alla
disponibilità registrata a favore di Cagliari. Gli alloggi maddalenini
vengono dichiarati tutti in uso e catalogati di servizio. Anche quelli
notoriamente vuoti da anni, oppure occupati senza titolo da ex
dipendenti militari e non, o da loro parenti». Una situazione sospetta,
soprattutto se confrontata con quella cagliaritana: «È difficile
accettare che a Cagliari, città militarmente in crescita, la Difesa
chieda 70 appartamenti in città in cambio di alcune centinaia di
alloggi militari dismissibili, e alla Maddalena, militarmente in
disarmo, preveda di mantenerne 200». Qualche esempio: «per Santo
Stefano, a fronte della dismissibilità dell’area del deposito
carburanti di punta Sassu, la Difesa nicchia per l’area attualmente
utilizzata dalla Us Navy, e dichiara in uso il deposito munizioni -
spiega Salvatore Sanna -. Ma il punto più importante della questione
rimane il comprensorio di Moneta, che anch’esso messo a disposizione
della Navy per la sua logistica, deve essere altrettanto interamente a
disposizione del nuovo sviluppo maddalenino. L’area dell’attuale
Militarsen di cala Camicia e la cosiddetta area operativa di
Marisardegna di cala Camiciotto, sono il sito ottimale per la
localizzazione del polo industriale cantieristico per la nautica da
diporto». Ancora, tra le ipotesi ventilate ci sarebbe anche «il
posizionamento a cala Camiciotto della testa di ponte per Santo Stefano».
Una situazione difficile da districare per l’assenza del Comune al
gruppo di lavoro Regione-Difesa: «Senza il coinvolgimento
dell’amministrazione isolana la Regione è più debole nella sua
capacità di proposta - conclude Sanna - e rischia di accontentarsi di
soluzioni inservibili».
Andrea Nieddu
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