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VENERDÌ, 19
GENNAIO 2007
Via dalla Maddalena
il 29 febbraio 2008
Comunicata
ufficialmente la data in cui la marina americana lascerà Santo Stefano

Il cerchio, praticamente si è chiuso e la
notizia che si attendeva ormai da tempo,è diventata ufficiale e certa.
Il 29 febbraio del 2008 la marina Usa lascerà definitivamenteo la base
americana di Santo Stefano, dove per adesso è ancora è ormeggiata la
nave appoggio Emory Land. L’annuncio, che ratifica con la veste
dell’ufficalità quanto più volte detto è stato dato l’altro ieri
ai dipendenti italiani che lavorano all’interno della base dal
vicecomandante Biery. Dopo questo incontro con le maestranze italia il
comandante si è recato dal sindaco.
È stato un colloquio che è durato circa un’ora. L’alto
ufficiale, ha rivelato inoltre al primo cittadino della Maddalena che la
Emory Land partirà definitivamente verso la base americana di Norfolk,
il primo ottobre del 2007.
Tra le notizie positive (per adesso) c’è anche da annoverare
che che nessuno dei circa 150 dipendenti sarà licenziato.
Almeno fino al 31 dicembre di quest’anno.
Praticamente - ha detto Erio Fiori sindacalista della Cgil - la
notizia che era stata data a settembre a tutto il personale, viene
confermata esattamente così come era stata anticipata.
Il vicecomandante della base americana ha anche comunicato al
sindaco Comiti altri dettagli sul piano di dismissioni. Un piano che,
come ha confidato l’ufficiale americano, era già pronto ed è stato
consegnato a Roma al ministro Parisi.
Insieme all’ammiraglio Ulrick comandante delle forze americane
in Europa, il nostro ministro della Difesa avrebbe concordato nei
dettagli tutti i passaggi che l’ufficiale americano ha poi portato a
conoscenza dello stesso sindaco, dei sindacati e del personale che
lavora nella base.
Dunque, vediamo di riassumere: i primi uffici che potrebbero
essere chiusi sono quelli ubicati a Due Strade dove c’è la caserma
“Morale” che ospita gli uffici ricreativi. Stessa sorte spetterebbe
a quelli situati nella zona Paradiso a Padule.
Successivamente il provvedimento di chiusura interesserebbe gli
edifici della Trinità, che ospitano la Seis. La clinica, per motivi
facilmente comprensibili, sarà l’ultima ad essere chiusa.
Comunque - conferma ancora Fiori - tutto il personale interessato
agli uffici che chiuderanno sarà a disposizione della N.S.A (Naval
Support Activity), che resterà a disposizione per tutte le evenienze.
Dunque, sostanzialmente questo è quello che prevede il piano di
evacuazione degli americani.
Ma al di là di queste notizie rimane da registrare anche che
l’isola ha cominciato ad avere ripercussioni negative da questa
partenza.
La Seis che si interessa di controllare gli appartamenti di Via
Trinita, ha già licenziato quattro dipendenti, la Gemmo Impianti otto.
E altri posti di lavoro si sarebbero persi nell’indotto.
E se per ora la perdita di questi posti di lavoro sembra
contenuta, c’è però da ricordare che, qualche tempo fa, era stato
promesso che non ci sarebbero state ripercussioni negative di alcun
genere sul livello occupazionale.
Andrea Nieddu
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