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DOMENICA, 28 GENNAIO 2007
Ronchi guiderà la
Quercia divisa due new entry dalla maggioranza
“Costruiamo una nuova storia”. È questo il motto che il congresso
dei Ds, sezione Antonio Gramsci della Maddalena, ha presentato ai propri
militanti. C’erano tutti i big: il segretario regionale Giulio Calvisi,
l’assessore regionale alle Riforme Massimo Dadea, il segretario
provinciale Natale Tedde, il consigliere regionale Renato Cugini, il
senatore Gianni Nieddu, i consiglieri provinciali Pier Franco Zanchetta,
Piero Sotgiu e Domenico Mannironi. Ha aperto i lavori Sergio Corona,
responsabile regionale dell’organizzazione che ha tentato - invano -
di appianare i contrasti dentro la Quercia. Una mozione è stata
presentata dal neosegretario, Luca Ronchi, del gruppo di Zanchetta. Non
c’è stata quella di Stefano Filigheddu, intenzionato a costituire una
nuova sezione. Ma, soprattutto, c’è stato un (ri)avvicinamento al
partito del sindaco Angelo Comiti, non più iscritto dal 1993. Anche due
consiglieri della maggioranza (civica e nata in contrapposizione ai Ds
ufficiali alle scorse comunali) hanno preso la tessera. Sono fatti di
grandi rilievo: cambiano i rapporti dentro la Quercia, potrebbero
cambiare anche quelli nella maggioranza consiliare.
Luca Ronchi ha letto una relazione di quattro pagine: «Questa è
una base in cui sono presenti, oltre alle tutte le categorie storiche
del partito, moltissimi giovani, donne, liberi professionisti, piccoli
imprenditori e disoccupati in attesa di trovare sbocchi occupazionali».
Relazione approvata da tutti, anche se da parte di qualcuno (Gian
Luca Lioni della Margherita) c’è stato un suggerimento a costruire un
nuovo progetto (il Partito democratico). «Il partito - è scritto nella
mozione - sente il peso del particolare momento che sta attraversando la
città e pertanto bisogna che lo stesso cambi rotta per un nuovo
riformismo». Riferendosi poi alle beghe interne, Ronchi non lo ha
nascosto, anzi ha confermato la presenza di due anime che «non deve
scandalizzare nessuno, perché il partito è diviso perché il paese è
diviso».
Un passaggio sottolineato proprio dal sindaco Comiti. Che,
rivolgendosi all’ex segretario Filigheddu e suo avversario, ha detto:
«Non c’è l’esigenza di aprire una nuova sezione. Piuttosto è
meglio avere un partito forte e unito perché è l’unico che abbia
voglia e capacità di programmare per la città». Ma soprattutto perché
il sindaco, come ha detto lui, se non è stato inserito fra i 5
consiglieri iscritti al partito - ai tre della minoranza (Tore Sanna,
Gianvincenzo Belli e Fabio Canu) se ne aggiungono due neoiscritti nella
maggioranza consiliare (Antonello Tedde e Gianfranco Atzei) - potrebbe
anche sentirsi il sesto.
Andrea Nieddu
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