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03 febbraio 2007

Troppa fretta e poca lungimiranza "nella liberalizzazione" dall'occupazione straniera?

Nessuno si fa avanti per garantire ai maddalenini possibili alternative

 

  Forse da parte dei politici locali e non, si è pigiato un po' troppo sull'acceleratore nell'invocare prima il ridimensionamento dell'apparato della Marina Militare nel richiedere, poi la "liberalizzazione" dall'occupazione americana.

  Se nel primo caso occorreva andarci un tantino più cauti, nel secondo, l'aspirazione, da considerare legittima, andava definita stipulando dei seri accordi di programma con il Governo Nazionale e Regionale, affinché la partenza degli americani non lasciasse sul campo "ceneri di posti di lavoro". Da qualche anno a questa parte, infatti, è stato un coro di invocazioni tendenti a liberare l'isola dall'occupazione straniera. Spesso però, la fretta è cattiva consigliera e, quindi, adesso, si stanno pagando le conseguenze di chi, con troppa leggerezza, ha invocato la "cacciata" degli americani senza preoccuparsi delle ripercussioni che ciò avrebbe determinato. Era prevedibile, infatti, che senza un preciso piano di reintegrazione delle forze di lavoro "scaricate" dalla Marina Militare americana e dalle imprese esterne che fornivano servizi vari, avrebbe determinato una situazione socioeconomica preoccupante. E' stato facile, per tutti, cavalcare la "tigre" dell'espulsione straniera, senza tener conto delle conseguenze che ne sarebbero derivate sul fronte occupazionale. Nel momento "caldo" di cacciare gli americani su due piedi, era facile trovare consensi a tutti i livelli, perché le "mode", spesso prendono il sopravvento sulle realtà oggettive che le comunità vivono sulla propria pelle. Per chi non conosceva e conosce la situazione maddalenina, era facile proclamare slogan di cacciata dell'occupante straniero. Oggi, purtroppo, che i nodi cominciano ad arrivare al pettine, quei disfattisti si sono quasi dileguati. Sono gli stessi che, alla notizia che gli americani sarebbero andati via entro la metà dell'anno in corso, non esitarono a brindare e a proporre proclami di rinascita dell'isola. Fatto sta che nessuno si fa avanti per garantire ai maddalenini, man mano che perdono il lavoro, possibili alternative.

  Quasi quasi, sarebbe il caso di parlare di un "grande imbroglio" , se tra breve, non si avranno notizie e garanzie in ordine all'assorbimento di quanti hanno perso il posto di lavoro. La "cacciata" tanto implorata, a questo punto si è rilevata un vero è proprio boomerang per l'economia isolana, la quale, in questo momento, langue come non mai. Il sindaco Comiti, dal suo canto, è in prima linea nel richiamare al rispetto degli impegni tutte quelle personalità politiche che sul caso Maddaena sprecarono fior di discorsi. Tutti a sostenere, incautamente, che la partenza della Marina Militare americana, non avrebbe provocato gli sconquassi paventati dai soliti disfattisti. Oggi, purtroppo, è emersa una realtà che conferisce loro ragioni da vendere. La "cacciata" dell'invasore americano andava programmata, stabilendo prima, un protocollo d'intesa sull'assorbimento di quanti avrebbero perso il lavoro.

  Quei soggetti furono considerati dei visionari, dei disfattisti, sempre pronti a prospettare situazioni di pessimismo, piuttosto che "predicare" ottimismo e divulgare teoremi propositivi.

  Cominciamo con il riconoscere, intanto, che finora il Governo italiano s'è guardato bene dall'assumere iniziative concrete sul fronte degli impegni assunti a suo tempo. Nel momento di maggiore esultanza, alla certezza della partenza degli americani, ci furono assunzioni precise di responsabilità sulle alternative occupazionali che si sarebbero generate. Fu un coro di promesse quella della creazione di risorse alternative, tese, innanzi tutto, a garantire, come detto, una nuova occupazione a chi avrebbe perso il posto di lavoro. Su questo fronte, purtroppo, regna il buio più fitto. I licenziamenti, sulla testa dei maddalenini, continuano. Di gente a spasso, non ne manca. L'incertezza sul futuro, cresce. Nulla si muove in questa direzione. E, intanto, a La Maddalena, avanza il disagio sociale, la la disoccupazione galoppa galoppa inarrestabile.

  Nell'isola si percepiscono, ormai, i sintomi di una crisi profonda. Il sindaco lo ripete da tempo. Le sue, però, sembrano parole al vento, visto che Roma come Cagliari non hanno fornito ancora garanzie di alternative occupazionali.

  Comiti chiama e Soru risponde, questo è vero. Ma dove sono al momento le iniziative? Non si sa. Segnali ottimali non ne arrivano. Non se ne vedono all'orizzonte. L'aria è increspata. Il buio è fitto, in tutte le direttrici. La disperazione e il pessimismo crescono, perché due proposte perorate a livello governativo, da Gian Piero Scanu e Gianni Nieddu tendenti a fungere nel frattempo da ammortizzatori sociali, hanno fatto un buco nell'acqua. Fa bene, quindi il sindaco Angelo Comiti a non concedere tregua al Governatore Soru. Fa bene a chiedere che si ridiscuta, questa volta in termini seri, del "caso La Maddalena". Questa volta, però, è indispensabile mettere al bando i "venditori di fumo".

Fonte: "Il Corriere della Gallura"

 

 

 

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