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| 03 febbraio 2007 "Riconversione"; manca la concretezza
Arsenale, Marina Militare e americani: nell'isola si respira aria di smobilitazione generale. E le preoccupazioni, tra gli abitanti, non mancano, benché Governo e Regione abbiano promesso, a più riprese, che una riconversione sarebbe stata assicurata per salvaguardare l'occupazione. La speranza di tutti e che gli impegni formulati e assunti in più circostanze da esponenti del Governo Nazionale e da quello regionale siano mantenuti, perché altrimenti, la situazione diverrebbe estremamente preoccupante. E' pur vero che l'amministrazione Comiti sta facendo il possibile, su tutti i fronti, per mantenere viva la tensione e far si che il mondo politico, a livello nazionale e regionale, tenga conto del declino occupazionale di La Maddalena. Il discorso, per giunta, non va proiettato solo in direzione di quei posti di lavoro che si sono persi e si stanno perdendo, giorno dopo giorno, con il ridimensionamento dell'Arsenale, della Marina Miliare e della partenza degli americani. Va esteso a tutto l'apparato socioeconomico isolano, poiché una volta che cala l'occupazione in settori strategici come quelli militari, è evidente che la ripercussione si rifletterà anche in altri settori dell'economia maddalenina, come il commercio e il terziario in genere. Diverse attività commerciali e pubblici esercizi hanno dovuto già prendere atto di un calo considerevole del giro d'affari e, conseguentemente, chi ha personale alle proprie dipendenze, sta programmando di "ammortizzare" le perdite con la riduzione dell'organico. La prospettiva per il futuro non si presenta rosea. Appare, semmai, piuttosto grigia, almeno fino a quando da Roma e da Cagliari, come promesso, non si comincerà a gettare le basi per il "recupero" di quei posti di lavoro andati persi nel corso dell'anno appena trascorso. Tutti hanno parlato di una riconversione dell'economia maddalenina. Non più ancorata alla "militarizzazione", bensì ancorata ad un'industria turistica qualificata, con alberghi a quattro e cinque stelle, sfruttando appieno quelle bellezze naturali di cui l'isola dispone e utilizzando convenientemente tutte le dismissioni militari. Si tratta ovviamente di discorsi apprezzabili e sicuramente lungimiranti. C'è da chiedersi, però, fino a che punto essi potranno essere tradotti in concreto e rigenerare quei posti di lavoro che sono svaniti nel nulla. Su questo fronte fa bene il sindaco Comiti a sollecitare e pungolare di continuo gli stati generali della politica nazionale e regionale, affinché nell'isola si sviluppino, quanto prima, programmi e interventi seri, in grado di frenare il recesso economico al quale si sta assistendo. Il problema essenziale, comunque, resta e rimane quello di sviluppare una politica del lavoro che contribuisca a ridare speranza a chi il lavoro lo ha perso, per quanti sforzi abbia compiuto nel corso tempo, non è riuscito a "riciclarsi" in nessun settore produttivo. Il 2007, quindi, dovrà essere un anno all'insegna della mobilitazione non solo da parte degli amministratori locali, delle organizzazioni sindacali e di categoria, ma dell'intera popolazione. Dovrà essere, in sostanza, una mobilitazione spesa a spronare chi di dovere, perché La Maddalena possa guardare al futuro con ottimismo. Fonte: "Il Corriere della Gallura"
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