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La Nuova Sardegna"

 MERCOLEDÌ, 18 APRILE 2007

Roma. Primo tavolo tra le istituzioni per il rilancio

si traccia il futuro

Con la chiusura della base Usa i disoccupati saranno 2200

C’è bisogno di un buon traghettatore, per trascinare l’isola della Maddalena fuori dalla palude. Serve un condottiero abile, che sappia come muoversi per non lasciare l’arcipelago invischiato nelle acque stagnanti dell’incertezza economica. Ieri a Roma, in via della Mercede 9, è stato fatto un altro passo avanti verso lidi più sereni. Nella sede del Diset (Dipartimento sviluppo economie territoriali della presidenza del consiglio dei ministri), si è riunito il tavolo interistituzionale, che mette fianco a fianco i rappresentanti dei ministeri dell’Ambiente, Difesa, Sviluppo economico, Lavoro, Riforme, insieme a quelli di Regione e Provincia. A fare le veci di Renato Soru c’era il direttore generale Fulvio Dettori, per l’ente gallurese il presidente Pietrina Murrighile e il capogruppo dei Ds, il maddalenino Pierfranco Zanchetta. Al tavolo anche Angelo Comiti, sindaco della «piccola Parigi», isola in bilico che vede aprirsi davanti a sè un orizzonte incoraggiante. Fatto di accordo di programma, ammortizzatori sociali e iniziative di sviluppo per la riconversione economica. Le premesse sono buone, ma il rilancio è ancora fermo sulla carta: ora si deve fare in fretta, perchè già a ottobre il post Usa, con l’addio dei militari americani, inizierà a farsi sentire pesantemente.
 La novità più importante è rappresentata dal fatto che la vertenza maddalenina non è più osservata solo da alcune angolature. C’è uno zoom complessivo, che racconta una realtà dove i disoccupati sono già 1700. Con la chiusura della base, potrebbero diventare circa 2200. In gioco c’è il futuro dei 168 lavoratori alla dipendenze dirette della Us Navy, altrettanti dell’indotto e 147 dell’arsenale.
 Francesco Boccia, capo del dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali, ha ammesso che l’emergenza c’è. Per questo la situazione dell’isola passerà sotto la lente degli esperti del ministero, attesi prossimamente nell’arcipelago. È il primo passo per inserire la questione all’interno del nuovo accordo di programma quadro Stato-Regione, in cui le specificità del territorio acquisirebbero un posto di primo piano. È il via libera per l’arrivo di finanziamenti, stampelle indispensabili per sorreggere la traballante economia prima che sia in grado di camminare da sola su gambe sicure.
 Nel frattempo si bada all’immediato. Va avanti la battaglia, condotta in Senato dal diessino Gianni Nieddu, per l’estensione dei benefici della legge 98/71 al personale della base Usa. Al momento solo una novantina di loro, quelli assunti entro il 1989, hanno le carte in regola per essere riassorbiti nelle pubbliche amministrazioni. «Sull’estensione ci sono state date precise garanzie - dice il presidente della provincia Pietrina Murrighile -, nel frattempo saranno attivati gli ammortizzatori sociali per sistemare chi gode già dei benefici previsti dalla legge». Il presidente si dice soddisfatta dell’incontro, ma ammette che «forse manca ancora una messa a fuoco completa del problema La Maddalena e c’è bisogno di ragionamenti più approfonditi da affrontare tutti insieme». In particolare riguardo alla richiesta di istituzione dell’area di crisi, già sottoscritta nel documento siglato con l’assessore regionale al Lavoro Maddalena Salerno il 17 febbraio del 2006. Un punto fermo della vertenza, sottolineato anche da Pierfranco Zanchetta, presidente della neonata commissione speciale della Provincia che si occupa della questione maddalenina. «Ci siamo dati appuntamento tra 15 giorni, per un nuovo incontro nel quale probabilmente arriveranno risposte certe. Per ora è confortante rendersi conto che la situazione della Maddalena è sostenuta con forza dalla presidenza del consiglio dei ministri». Al prossimo appuntamento parteciperà anche il rappresentante del ministero delle Infrastrutture, ieri assente: «In agenda - aggiunge Zanchetta - c’è il passaggio del demanio marittimo dalla Capitaneria alla Regione». Soddisfatto anche il sindaco Comiti, stanco di autodefinirsi “un re senza regno”. «La trattativa si muove velocemente - dice -, abbiamo verificato con sollievo che l’attenzione è altissima».
 È rimasta ai margini della discussione la polemica legata alla gestione del Parco. Al timone dell’ente al momento c’è Giuseppe Bonanno, commissario nominato alcuni mesi fa dal ministro Alfonso Pecorario Scanio. Che proprio ieri (dopo avere caldeggiato la creazione del parco del Gennargentu) ha aggiunto che entro la fine dell’anno tutti i parchi avranno un presidente, scelto sulla base di accordi con le Regioni. E Soru ha già dato la sua benedizione a Bonanno. La classe politica locale però storce il naso: dice che la nomina deve essere concordata, che non può cadere dall’alto. Nessuna obiezione sulla professionalità dell’attuale commissario, ma il sindaco Angelo Comiti pretende di avere voce in capitolo.
 Della Maddalena si parlerà anche oggi, alla Camera. La commissione Difesa, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle servitù militari, incontrerà i gruppi di base della Sardegna: il comitato «Gettiamo le basi», il comitato popolare di difesa ambientale Sarrabus-Gerrei, l’associazione Teulada Libera. «Gettiamo le basi» illustrerà alla commissione i dati sul focolaio di malattie riscontrato attorno ai poligoni e alle basi militari sarde, chiederà la sospensione delle esercitazioni militari e una bonifica radicale in particolare dei territori militarizzati della Maddalena, Quirra e Teulada. La commissione potrà visionare, inoltre, il documento (già consegnato all’assessore alla Sanità Nerina Dirindin) sugli aspetti considerati oscuri dell’indagine «Ambiente e salute nelle aree a rischio della Sardegna», svolta dall’associazione Epidemiologia sviluppo ambiente (Esa) su incarico della Regione.


SILVIA SANNA

 

 

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