Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2007

 Vedi come pubblicizzare un evento su questo Sito 

La Nuova Sardegna"

 DOMENICA, 22 APRILE 2007

Bonanno presenta i progetti per il Parco

«Io, presidente per meriti»

                             Sventola il curriculum sotto il naso di chi lo accusa di essere un privilegiato. Non si sente il pupillo di nessuno, Giuseppe Bonanno. L’attuale commissario, futuro presidente del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, dice di essersela guadagnata, quella poltrona che per anni ha osservato da lontano. Con il sogno di occuparla, prima o poi.
 Maddalenino, 32 anni da compiere a luglio, studi universitari a Firenze. Bonanno è laureato in Scienze forestali e ambientali, nell’elenco dei titoli figurano anche un dottorato di ricerca in Economia e pianificazione ambientale e l’attività svolta come consulente della commissione agricoltura, in Toscana. Due sue proposte sono diventate legge: una riguarda la gestione delle aree verdi, «pensate in misura tale da compensare l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera prodotta dai nuovi insediamenti». A vent’anni ha conosciuto l’attuale ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «In qualità di componente di un’associazione ambientalista - spiega - gli presentai un’interrogazione sull’opportunità della presenza di sommergibili a propulsione nucleare nelle acque di un parco nazionale. Naturalmente mi riferivo all’arcipelago della Maddalena, casa mia». A metà dicembre del 2006 il ministro «non d’imperio come dice qualcuno, ma su spinta dei piccoli partiti che mi hanno indicato», lo ha nominato commissario di quel parco, che vede allontanarsi la macchia nera delle servitù militari. Entro l’estate diventerà presidente: il governatore Renato Soru ha già dato il via libera, manca solo il passaggio alla Camera.
 LA POLEMICA. Al sindaco Angelo Comiti la procedura non è piaciuta. Precisa di non avere dubbi sulle capacità professionali di Bonanno, ma dice che la decisione è calata dall’alto, che la Regione doveva prima discutere con il Comune per operare insieme una scelta così importante. In segno di protesta, Comiti qualche giorno fa ha presentato le dimissioni dalla comunità del parco: sedeva nella poltrona del presidente, ruolo che gli aveva assegnato lo stesso Soru qualche mese fa. «Segnale inequivocabile - dice il commissario del Parco - della volontà di lavorare tutti insieme per il rilancio dell’ente». Nessuna polemica con Comiti, però: «Capisco il suo malumore - spiega Bonanno -. L’arcipelago attraversa una fase delicatissima, è normale che il sindaco pretenda di avere voce in capitolo. Ma non approvo la sua scelta, perché rischia di compromettere quanto di buono abbiamo fatto insieme sinora». Per questo Bonanno ha scritto una lettera a Soru, in cui gli chiede di respingere le dimissioni di Comiti e di convocare al più presto tutti attorno a un tavolo: «Voglio lavorare a braccetto con il Comune, non senza».
 I PROGETTI. Al presidente della Regione, Giuseppe Bonanno ha spedito anche un plico voluminoso in cui racconta la sua idea di parco. Citando un modello tutto da invidiare, al quale sogna di agganciarsi attraverso un gemellaggio. «Il parco nazionale delle Cinque terre in Liguria - dice - è la dimostrazione di come le cose funzionino al meglio quando c’è accordo tra le istituzioni che operano nel territorio. La sede del Parco e del Comune coincidono, insieme stabiliscono le strategie e agiscono come vasi comunicanti. Dove non arriva uno interviene l’altro». Bonanno fa un esempio: «Il Parco si era reso conto che bar e ristoranti facevano i furbi con i turisti: prezzi salatissimi, scarsa qualità del cibo, coperto alle stelle. Ne ha parlato con il Comune ed è nato il patto di trasparenza: l’amministrazione vincola l’occupazione del suolo pubblico da parte degli esercenti all’offerta di menù basati sulle produzioni tipiche locali. E il costo del coperto è stato cancellato». Ecco allora l’idea: «Sono già in corso contatti con la Provincia per trasformare il Parco in una vetrina, attraverso una convenzione con i produttori che guadagnerebbero molto in termini di visibilità». Ma c’è spazio anche per immaginare un’officina dei sapori: «Mirto, essenze, oli essenziali, creme - aggiunge Bonanno -, l’immenso patrimonio di macchia mediterranea è un serbatoio prezioso da cui attingere a piene mani. Le radici agricole devono essere riscoperte, e va ripensato il rapporto con il mare. Temi fondamentali sinora trascurati».
 LA PASSATA GESTIONE. È un tipo diplomatico, Bonanno. Però non riesce a far finta di niente di fronte alle macerie sulle quali cammina da qualche mese. «La gestione scorsa è stata disastrosa - spiega -. Il Parco è stato trasformato in un feudo. Chiuso, distante dalla comunità. I maddalenini sono stati tagliati fuori, ecco perchè ancora vedono l’ente come un oggetto misterioso. Bisogna ricucire i rapporti, con la gente e con le istituzioni. Il mio predecessore, Gianfranco Cualbu, aveva presentato ricorso contro il piano paesaggistico regionale. È stato ritirato: le idee di Soru in materia di ambiente viaggiano in perfetta sintonia con la idea di parco».
 I POSTI DI LAVORO. Sono dodici le persone che lavorano per l’ente. Nessuno di loro è assunto: negli ultimi anni si è andati avanti con cococo e contratti a tempo determinato. La stabilizzazione dei precari è una priorità nell’agenda del futuro presidente, poi arriveranno le nuove selezioni. «Quando per la prima volta ho parlato di concorsi, il centrodestra maddalenino mi ha attaccato dicendo che da commissario non potevo occuparmi della pianta organica. In realtà si è perso tempo: l’ex commissario Camarda i concorsi li aveva banditi, il presidente Cualbu li ha cassati. Io vado avanti: ho incontrato i sindacati, si fa strada la possibilità di chiedere un ampliamento dell’organico. A mio parere qui servirebbero 24 persone».
 I COMPENSI. È una poltrona ambita, quella del presidente del Parco. Molti politici si siederebbero al comando con piacere. «È sicuramente un ruolo di prestigio, che garantisce visibilità. Ma nessuno si immagini indennità da favola o alloggi gratis. Non esistono». Sono 1800 gli euro che Giuseppe Bonanno percepisce a fine mese: il compenso rimarrà lo stesso anche quando sarà nominato presidente. «Una cifra alta per chi svolge un’altra professione e al Parco, come già accaduto, si fa vedere solo di sfuggita. Per me non sarà un extra piovuto dal cielo, ma il giusto guadagno per un lavoro che mi impegnerà almeno 10 ore al giorno».

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2007

 

 

Home Page