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 Anche il Banco di Sardegna tra i soci 

 

 MARTEDÌ, 24 APRILE 2007

Ha acquistato dalla società «Seis» 134 villette affittate ai soldati della base di Santo Stefano

Sbarca Ligresti e investe sul villaggio dei marines

Il costruttore e patron di Fondiaria-Sai vuole creare un complesso alberghiero

Salvatore Ligresti

Dalla Milano da bere alla Maddalena da far risorgere. Salvatore Ligresti - costruttore siciliano finito invischiato in Tangentopoli e ora tornato alla ribalta - è il primo imprenditore che scommette sulla riconversione economica dell’arcipelago dopo l’addio della Us Navy. Una sua società, Immobiliare Lombarda spa, quotata alla Borsa e partecipata dal Banco di Sardegna, ha acquistato la società Seis spa, proprietaria di 60mila metri cubi residenziali pronti a raddoppiare.
 Seis spa (società edilizia immobiliare sarda) ha sede legale a Roma ed era controllata da Impregilo spa, il colosso nazionale delle costruzioni. E’ attiva solo per la gestione, dopo la realizzazione nel 1974, di un complesso residenziale alla Maddalena. E’ composto da 134 villette, in località Trinità, affittate ai militari americani della base di Santo Stefano e alle loro famiglie. Impregilo incassava dai dipendenti Us Navy 2 milioni e mezzo di euro all’anno. Il valore dei terreni e dei fabbricati è stato messo a bilancio per 8 milioni e mezzo di euro.Il Villaggio Seis
 Un villaggio che rischiava di essere fantasma. Disabitato dagli americani, che andranno via dalla Maddalena entro il 2008. Di scarso appeal per i turisti. Ma Ligresti ha deciso di lanciare la sua scommessa: Immobiliare Lombarda, la capogruppo della famiglia nel settore edile, ha acquistato le quote di Seis spa. L’operazione è già stata presentata al mercato borsistico e, a giorni, dovrebbe avere il via libera dell’Isvap: l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni si occupa di un affare immobiliare perché la società-madre della famiglia Ligresti è la Fondiaria-Sai, ma non dovrebbero esserci problemi per accordare il lasciapassare.
 Immobiliare Lombarda ha sottoscritto l’accordo con Impregilo (e con un altro azionista di Seis, Brioschi Finanziaria) il 23 febbraio. Ad Impregilo andranno 12 milioni di euro (la plusvalenza stimata è di 7 milioni di euro), a Brioschi un milione. Ma c’è di più. «L’accordo sottoscritto - è scritto nel bilancio 2006 di Impregilo - prevede inoltre il riconoscimento di un earn out (la parte variabile di un prezzo d’acquisto, ndr) massimo di un milione di euro per l’ulteriore volumetria che dovesse essere resa edificabile, a seguito di specifici provvedimenti urbanistici, sul terreno di proprietà della società entro il 30 giugno del 2011».
 E’ un passaggio importante perché aiuta a dimostrare la volontà di Ligresti di investire con decisione alla Maddalena. Per due ragioni. La prima è questa: Ligresti ha già il controllo di Impregilo insieme ad altri big dell’economia italiana (i Benetton, per esempio). E’ entrato nel capitale della società alla fine del 2006 e un mese fa ha perfezionato il patto per il suo controllo. Poteva avere potere su Seis in modo indiretto: l’ha voluto diretto. Quella creatura, dopo il Tanka Village di Villasimius, gli permette infatti di sbarcare da protagonista in Sardegna. E se da una parte Ligresti ha abbandonato l’idea di partecipare al bando di gara di Soru per la riconversione delle miniere del Sulcis, dall’altra ha invece puntato l’obbiettivo verso La Maddalena.
 Un business per lui promettente anche per una seconda ragione. Seis aveva già presentato un piano per trasformare le volumetrie residenziali in alberghiere, con un aumento di 50 mila metri cubi. Un’operazione in linea con il piano paesaggistico e che permetterebbe all’arcipelago di fare un salto di qualità nell’offerta ricettiva. Al posto dei militari americani, i turisti. Ligresti ha le competenze per portare a termine l’operazione, ed è per questo che Impregilo ha inserito la clausola che le assicura un prezzo più alto per la vendita di Seis.
 L’imprenditore siciliano, molto attivo nella Milano di Craxi, si è preso cinque anni di tempo per ottenere le autorizzazioni. Non si sa mai visto come vanno le cose nel mondo dell’edilizia. Anche perché Soru ha già detto di no a quel raddoppio volumetrico.

 

 MARTEDÌ, 24 APRILE 2007

Anche il Banco di Sardegna tra i soci

   Tra i soci di Ligresti, c’è dunque il Banco di Sardegna. L’istituto sassarese ha una piccola, ma stabile, quota in Immobiliare Lombarda, la capogruppo nel settore edilizio dell’imprenditore siciliano.
 Immobiliare Lombarda ha subìto una profonda trasformazione nella seconda metà del 1999. Ha acquisito quel nome, intanto: si chiamava Premaimm spa. E ha visto l’ingresso di nuovi soci. Tra questi, numerose banche. Intesa aveva il 19.3%, Unicredit il 19.8, Banca di Roma (poi Capitalia) l’11.5%. Il Banco di Sardegna, il 2.6%.
 Nel tempo, la presenza delle banche nell’azionariato è venuta meno. Allora c’era stato un forte aiuto alla famiglia Ligresti, che si stava appena risollevando dopo le disavventure giudiziarie del patriarca, arrestato nel 1992 durante Tangentopoli. Ai Ligresti sono state chieste, come garanzia, le azioni delle loro società, prese in pegno.
 Poi, il gruppo ha cominciato a marciare bene da solo e le banche hanno cominciato a ritirarsi. Nell’ultimo report pubblicato da Consob (la commissione che vigila sulle società quotate), nell’azionariato di Immobiliare Lombarda non ci sono più due banche (Unicredit e Capitalia), mentre il peso di un’altra (Intesa) è notevolmente diminuito rispetto al 1999: allora era del 19.3%, ora è dell’8.2%. A comandare, è Premafin spa, che non altro che la cassaforte finanziaria della famiglia Ligresti.
 Chi non ha ridotto la propria presenza è il Banco di Sardegna, la qui quota è rimasta uguale. L’istituto sassarese non partecipa al patto di sindacato di Immobiliare Lombarda, quindi non ha deleghe operative.
 Difficile, però, pensare che Ligresti, in qualche modo, non abbia contattato i vertici isolani (se non quelli della capogruppo emiliana, la Bper) per informarli dell’imminente operazione che ha come teatro La Maddalena, il centro oggi più promettente per gli investimenti immobiliari.
 I soci di Immobiliare Lombarda hanno approvato lo scorso 19 aprile il bilancio del 2006, chiuso con ricavi pari a 95 milioni di euro e un utile di 3.1 milioni di euro.
 Un buon risultato, in un settore, quello immobiliare, che al momento non conosce crisi e che per i Ligresti potrebbe essere sempre più incoraggiante. Anche in Sardegna, e se non nel Sulcis, almeno in Gallura.

 (g.pi.)

 

 

 

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