SASSARI. «Era una promessa perchè con la vostra
isola eravamo in debito». Angelo Zomegnan, il motore del Giro
d’Italia numero 90, aveva preso un impegno con i tifosi sardi
e lo ha mantenuto. Ci ha messo qualche anno (sedici per la
precisione) ma ha fatto le cose per bene. La corsa rosa ha
scelto l’isola per la passerella iniziale: tre giorni da
vivere tutti d’un fiato tra i graniti della Gallura e le
sugherete del Limbara, i panorami della Riviera del Corallo, le
magìe di Barumini e l’azzurro del golfo di Cagliari.
Tre-giorni-tre di dirette tv con l’isola sullo sfondo e una
carovana che al fascino antico del pedale aggiunge il gusto
della gara. «Eravamo in debito con la Sardegna - ha spiegato
Zomegnan - perchè nel ’91 quando il Giro fece tappa
nell’isola ci fu uno sciopero dei giornalisti che oscurò la
corsa. Speriamo di rifarci quest’anno». Speriamo perchè per
i giornalisti le cose non vanno molto meglio di allora e il
ciclismo ha urgente bisogno di una boccata di aria nuova.
Ci prova con il via da Caprera per una crono a squadre che
vuole ricordare il bicentenario della nascita di Garibaldi e
celebrare l’unità del Paese. Una scelta non facile.
Soprattutto per gli aspetti logistici. «Portare in Sardegna la
carovana rosa - ha confessato Stefano Diciatteo, addetto stampa
della manifestazione - è stata una scommessa. Ma ormai ci siamo».
Oggi i primi arrivi. Tra oggi e venerdì
sbarcheranno a Olbia qualcosa come 1500 persone tra ciclisti,
meccanici e giornalisti, addetti alla pubblicità e alla
sicurezza. Una “bigiotteria” variopinta di macchine e tir,
miss e veline, addetti ai lavori e aggregati a vario titolo,
ammiraglie, camper ufficiali e centinaia di motociclette. Per
trasportare tutti sono state prenotate cinque navi, in partenza
da Genova, Livorno e Civitavecchia. I ciclisti (gli iscritti
sono 198) arriveranno all’ultimo momento rischiando
l’overbooking sui (pochi) collegamenti aerei per Olbia.
Intanto l’organizzazione è già al lavoro. La cabina di
controllo della tre giorni sarà all’hotel Melia, a Olbia,
dove saranno ospitate la segreteria di corsa, la sala stampa, il
centro di controllo radio e tutti i servizi logistici.
Il prologo. La tradizionale sfilata dei
“girini” si terrà venerdì pomeriggio a bordo della
portaerei Garibaldi attraccata a Santo Stefano. Una breve
cerimoniale accompagnerà la visita, parte integrante del
programma ufficiale della corsa. La festa d’apertura è stata
organizzata in perfetto stile olimpico, con le squadre che
sfileranno precedute dalla loro bandiera e si porranno, in
bell’ordine, sul ponte di volo dell’ammiraglia della Marina
Militare. La fanfara della Brigata Sassari avrà il compito di
accogliere i ciclisti che saliranno a bordo a piedi portando una
sola bici per squadra.
Le tappe e i protagonisti. Il via verrà dato
sabato a Caprera. La prima tappa sarà una cronometro a squadre
che sembra fatta apposta per la Discovery Channel di Contador e
Vaitkus. Gli avversari più temibili sono la Csc (ex squadra di
Ivan Basso, vincitore della corsa rosa 2006) di Schleck, Cuesta
e Gustov e per la T-Mobile di Gonchar, Bernucci e Axel Merckx.
La seconda frazione, da Tempio a Bosa passando per Sassari,
Alghero e Villanova, à adatta a un finisseur di lusso e il
candidato più probabile a salire sul podio è l’iridato Paolo
Bettini, della Quick Step. Quindi la Barumini-Cagliari con un
nuovo arrivo allo sprint sul palcoscenico di via Roma. Da tenere
d’occhio Petacchi, McEwen e Brown, con la delusione per la
mancanza presenza del capoterrese Alberto Loddo, unico ciclista
sardo professionista. In compenso potremo ammirare fuoriclasse
come Cunego, Savoldelli, Di Luca e Simoni senza trascurare le
giovani promesse Riccò e Nibali. Un piatto da leccarsi le dita.
Domani la presentazione. Sarà la Riviera del
Corallo ad ospitare la presentazione delle tre tappe isolane.
Diverse le iniziative organizzate dall’Associazione un’Isola
Idea Condivisa, in collaborazione con la Regione, la Gazzetta
dello Sport e Rai fiction. Il programma prevede il
coinvolgimento delle scuole superiori algheresi. Al mattino, al
cinema Miramare, verrà proiettata la fiction dedicata a Marco
Pantani. Sarà presente l’attore protagonista Rolando Ravello
che risponderà alle domande degli studenti. La sera, invece,
con inizio alle ore 19, nella sala convegni del Chiostro di San
Francesco, si svolgerà la conferenza stampa vera e propria e
una tavola rotonda dal titolo “Ciclismo, tra fiction e realtà”
con la partecipazione - tra gli altri - di Angelo Zomegnan,
Manlio Brigaglia l’assessore regionale allo Sport Carlo
Mannoni.
Il rischio scioperi. «Avevo promesso che saremo tornati
in Sardegna - ha detto il patron della corsa - ma questo è solo
l’inizio di un disegno che, in tre anni, ci porterà a toccare
tutte le regioni d’Italia e il 98% delle province. Non dico il
100% solo per prudenza, ma il disegno è di quelli importanti.
Le partenze dal Sud o dalle Isole sono una sottolineatura degli
aspetti locali che fanno parte della cultura della corsa rosa.
In questo caso, la Sardegna ha caratteristiche, orografiche e di
paesaggio, oltre che di cultura, che nessuna regione può
ricalcare». Piaggeria? Probabilmente no. Anche se nessuno ne
potrebbe fare una colpa a Zomegnan. Sulla strada del Giro, oltre
alle bellezze e al calore dell’isola, ci sono alcuni macigni
che fanno paura: I marittimi della Cgil hanno confermato lo
sciopero dei traghetti per sabato, gli operai della Legler
minacciano azioni di protesta e il personale civile della base
americana alla Maddalena potrebbe dimenticarsi di essere...
civile. Insomma tra il Giro e la Sardegna c’è ancora qualche
sciopero di mezzo. Speriamo non faccia troppo male.
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