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 La manifestazione di protesta dei dipendenti ipendenti Usa E Saremar 

 Polemica politica

 

DOMENICA, 13 MAGGIO 2007

Il Giro rilancia La Maddalena Soru: «Garanzie sul futuro»

   Una gara nella gara. Nell’arcipelago, per un giorno dipinto di rosa, si disputano due competizioni. Una è la corsa per la prima tappa del Giro d’Italia: dopo 16 anni torna in Sardegna e fa conquistare al giovanissimo Enrico Gasparotto, della Liquigas, maglia rosa e maglia bianca. La seconda non ha niente di agonistico: riguarda la lotta per il futuro della Maddalena. Da una parte, i nostalgici delle basi italiane e americane. Dall’altra, i più convinti sostenitori della smilitarizzazione. «In una giornata di festa che ha richiamato tanti turisti e appassionati muoviamo tutti insieme i passi per dare un altro destino all’arcipelago», spiega Renato Soru. Il governatore arriva poco dopo le premiazioni. Ma ancora in tempo per incontrare il sindaco, Angelo Comiti, la gente che passeggia sul lungomare, una delegazione di dipendenti della Marina italiana e della Us Navy a caccia di garanzie certe sulla riconversione dei posti di lavoro nel settore civile.
 «Più tardi ho appuntamento allo Yacht Club di Porto Cervo con l’Aga Khan - prosegue Soru - Continuerò a cercare di convincerlo a investire alla Maddalena, visto che ha già manifestato un interesse. Per la nuova pagina che si apre abbiamo bisogno d’interventi seri. E contiamo su imprenditori capaci di puntare sul turismo e sulle straordinarie bellezze naturali di queste isole, come sta già facendo Ligresti col villaggio di Baia Trinita». Rispondendo ai lavoratori in lotta (ieri in sciopero anche i marittimi della Saremar), il governatore ha poi assicurato il proprio personale impegno: «State pure tranquilli: come giunta regionale operiamo per fare in modo che distaccamento Usa, Arsenale e indotto siano riconvertiti con ampie assicurazioni per i dipendenti. Alcune settimane fa abbiamo raggiunto un accordo con la Difesa. Lunedì tornerò a Roma per formalizzare questi passi chiave al Ministero».
 Quasi immediata una dichiarazione del principe ismailita che a lungo ha regnato sul dorato impero della Costa Smeralda. Esattamente 40 anni fa, il 12 maggio del 1967, la nascita dello Yacht Club. «Ricordo bene quel giorno - confessa Karim nel festeggiare la ricorrenza - Porto Cervo era un villaggio in una parte della Sardegna arida. Ora, soprattutto dopo la completa ristrutturazione della Clubhouse, lo Yacht Club è riconosciuto come uno dei più importanti nel mondo, grazie al calendario che comprende regate di grande valore».
 «Ma adesso guardiamo avanti con la stessa determinazione - conclude - Intendiamo esportare i nostri valori su altri mari con eventi di alto prestigio». Fra gli altri ospiti del principe, il presidente della International Sailing Federation Goran Peterson, il vice della Federazione italiana vela Giorgio Tusacciu, i rappresentanti dei circoli nautici di Amburgo, Monaco, Perth, Valencia e del Royal Ocean Racing Club di Londra.
 Intanto, alla Maddalena, in questa comunità di 12 mila abitanti che in agosto raggiunge punte di 45 mila e che in queste ore contrassegnate dal Giro registra un massiccio sbarco di vacanzieri, la festa va avanti da giorni. La Regione ha contribuito con un fondo di un milione e 250 mila euro per le giornate sarde. E alla Maddalena la kermesse è già senza soste. Nelle scuole elementari trasformate in immenso ufficio stampa per la corsa ciclistica. Lungo le stradine della città vecchia. In piazza Umberto I, da tutti ormai chiamata piazza Comando per il ricordo delle tante adunate. Ma chiunque si accorge dell’aria che cambia. Non è soltanto il «maestralino», come lo definisce qualcuno, a portare via pesi del passato. E neppure le migliaia di maglie e camicie di un inconfondibile rosa indossate un po’ da tutti, bambini, ragazzi, turisti, non solo dagli organizzatori. E neanche dall’insolita presenza nelle stupende baie di 210 tra giornalisti e fotoreporter (al Giro, in tutto, ne sono accreditati 760) o delle 1400 persone al seguito.
 No. In queste ore, così come nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, sono moltissimi, soprattutto i comuni cittadini, a interrogarsi sul destino prossimo venturo. A chiedersi quale nuova atmosfera comincerà a respirarsi quando i sommergibili a propulsione nucleare di stanza a Santo Stefano partiranno verso un’altra base appoggio.
 I più preoccupati rimangono i 300 lavoratori civili che ancora adesso vedono i loro salari pagati dai militari. I delegati confederali e le altre sigle sindacali manifestano vicino al traguardo del Giro. Non hanno bloccato la corsa, come qualcuno aveva proposto. Chiedono però visibilità per chiarire le ragioni della protesta. Commenta Stefano Giorgi, della Cisl: «Soru ha riaffermato i suoi impegni. Ma noi abbiamo bisogno di risposte certe, concrete, definitive». A pochi passi i dipendenti esibiscono striscioni e scandiscono slogan.
 In fibrillazione, naturalmente, il sindaco, ieri catapultato in una sarabanda d’inviti, premiazioni, cerimonie, strette di mano e delicati incontri. «Comunista per un quarto di secolo», come dice lui stesso, adesso Angelo Comiti guida una giunta civica che in queste settimane ha speso poco meno di 200 mila euro per sistemare le strade in vista della corsa. Al suo fianco, compagni della sinistra storica, l’Udeur e qualche esponente di centrodestra. «Vede questa darsena? - domanda davanti alla piazza dell’arrivo della prima tappa indicando i moli dove sono attraccati yacht, barche d’epoca, panfili e modesti gommoni - Bene, è uno dei nostri biglietti da visita. Si chiama Cala Renella. La Regione ci ha dato 8 milioni e mezzo per rimodernarla. In tutto, per l’arcipelago, ne ha già stanziato 25. La giunta sarda pensa alle nostre prospettive. Ma io mi chiedo: dove sono invece i rappresentanti del governo nazionale? che cosa aspettano a onorare le loro promesse?».
 Le domande restano sospese nell’aria. Alla fine, arrivano a Renato Soru. Il presidente, dando prova di un’abilità diplomatica che gli avversari del centrodestra e della sua stessa coalizione di rado gli riconoscono, sfodera un sorriso. Poi risponde sicuro: «La Regione è parte dello Stato, sono certo che Roma s’impegnerà a fondo». Da queste parti il Giro è finito. L’altra gara, quella sul destino dell’arcipelago, va avanti.

PIER GIORGIO PINNA
(ha collaborato Andrea Nieddu

DOMENICA, 13 MAGGIO 2007

Dipendenti Usa E Saremar La manifestazione di protesta durante il Giro d'Italia

Stanno fermi, immobili, attenti a non oltrepassare di un millimetro lo spazio che la questura ha assegnato alle loro bandiere, ai loro corpi, alla loro protesta. Sono i dipendenti della Base Usa di Santo Stefano che hanno fatto il loro sit-in, colore grigio, avvolto nella cornice, colore rosa e gigantesca del Giro d’Italia che la sua prima tappa,l ’ha dedicata ai duecento annidi Giuseppe Garibaldi. Due confini, due mondi quelli che hanno convissuto ieri pomeriggio nella piazza Umberto Primo monopolizzata dal villaggio del Giro, dal processo alla tappa, dalle telecamere,dai camion mastodontici perle attrezzature, smontate e rimontate alla velocità della luce,dalle macchine colorate delle 22 squadre. Un posto lo hanno trovato anche i dipendenti per dire che fino a questo momento «provvedimenti formali e concreti» per tappare i buchi non ce ne sono stati. I buchi nella vita lavorativa e nello stipendio che creerà la dipartita americana. Insomma quella legge, quel decreto, disposizione salva stipendio,promesso e che non si è visto, per loro, controllati da circa 400 uomini delle forze dell’ ordine schierati, ma anche mescolati tra la folla, il pubblico,

in attesa. Per un attimo Giro ed ex civili Usa che stanno per perdere il loro stipendio hanno condiviso, si sono sfiorati, toccati,sono apparsi sugli stessi schermi, hanno parlato agli stessi microfoni. Gli uni, per dire della gloria, del vento che ha reso difficili i percorsi, del sudore,della fatica e delle prossime tappe, di maglia rosa e di cronometro, di salite e discese. Di altre salite hanno parlato gli altri, i ragazzi della base, con la Uil e la Cisl a rappresentarli con un sit-in che la Cgil ha deciso di non condividere. Mentre il sindacato c’era per i marittimi della Saremar che hanno scioperato per 24 ore, collegando La Maddalena con la terraferma per le corse essenziali. Per loro,il discorso cambia. Qualche licenziamento,anche concreto,se lo sono già dovuto sobbarcare.Due equipaggi non sono stati più riconfermati mentre a collegare l’isola sono rimaste 21corse e i traghetti dei privati. Qualche disagio lo hanno creato. Ieri, la gigantesca organizzazione rosa ha poi sbaraccato,pedalando via, verso la tappa di oggi, la Tempio-Bosa. Insieme alle forse dell'ordine varie centinaia dislocate qua e là nell'isola, per le strade e tra la gente per una Maddalena blindata ma con autentico garbo.Con loro, se ne va anche la carovana rosa, con i gadget, le hostess che circolavano su mezzi elettrici di grido e poi tutta la squadra: più di mille tra automobili,camion, container. Mentre erano più di 3mila le persone tra sportivi, giornalisti, medici, tecnici, autisti, massaggiatori. La macchina del ciclismos e ne va da La Maddalena,portando con sé lo spettacolo, i colori, la ricaduta economica, (brutto termine), i momenti di gloria, mentre loro, i dipendenti della base, i marittimi della Saremar che hanno poco chiaro destino, lo stipendio, insomma che ne sarà di loro e delle famiglie,rimangono nell’isola. Per loro la gloria è già lontana.

 Alessandra Deleuchi

Fonte: "Il Giornale del Nord Sardegna"

 

 

DOMENICA, 13 MAGGIO 2007

Polemica politica

L'assessore allo Sport accusa : «Non sono stato invitato»

 Pier Paolo Olivieri, assessore allo Sport del comune della Maddalena, lamenta il fatto di non essere stato invitato alla cerimonia di inaugurazione del Giro che si è tenuta venerdì a bordo dell'incrociatore Garibaldi.  Anche i consiglieri comunali non erano presenti. «Io per l'incarico che mi è stato recentemente attribuito, pensavo, anzi ero certo, che sarei stato coinvolto- spiega Olivieri - ma così non è stato. Il Giro non è solo una manifestazione culturale, ma è anche e soprattutto un evento sportivo unico. Che peccato».

 Alessandra Deleuchi

Fonte: "Il Giornale del Nord Sardegna"

 

 

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