| MARTEDÌ, 22 MAGGIO 2007
| Nessuna
proposta all’Ente parco che ha un diritto di prelazione sul
possibile acquisto del paradiso iperprotetto |
| Budelli in
vendita? Giovedì un incontro |
| Si ripetono
le ricorrenti voci per la cessione dell’isola cara ad Antonioni |

Metti un paradiso in vendita. Spiega che è un’isola: Budelli,
nientemeno, perla dell’arcipelago, famosa per la spiaggia rosa fatta
conoscere da Michelangelo Antonioni in tutto il mondo col suo film «Deserto
rosso». Poi la notizia certa: un vertice ufficiale.
Aggiungi un pizzico di suspense: magari un compratore
misterioso, la volontà di cedere quote tenuta un po’ coperta come in
un gioco di high society, infine una proprietà mai evidente del tutto.
Concludi con un tantino di charme internazionale: che so, un avvocato
svizzero e qualche big del cinema primattori nelle trattative. Alla
fine, certo, tutto è più affascinante. Ma c’è un particolare:
almeno in parte la storia si ripete. E c’è un secondo dettaglio:
Budelli fa parte di un parco nazionale, prima che un solo millimetro dei
suo chilometro e mezzo quadrato possa andare a terzi l’ente che lo
gestisce ha diritto di fare una controfferta e finora nessuno ha avviato
la procedura. Tuttavia, dopodomani, proprio alla Maddalena, si terrà un
incontro che alla luce delle ultime voci potrebbe riservare più di una
sorpresa. Anzi, si configura proprio come l’unica cosa sicura in una
ridda d’ipotesi e supposizioni non si sa ancora quanto attendibili. Al
tavolo delle trattative, da una parte, Andrea Bonanno, il commissario già
designato presidente dell’Ente Parco. Dall’altra, l’avvocato
elvetico Vittorio Peer: amministratore unico della Nuova Gallura, Srl
che possiede l’isola. È stato lui a farsi promotore della riunione,
senza però fornire, a quanto risulta alla controparte, alcun
chiarimento specifico sulle proprie intenzioni. Vuol parlare di vendita
o di altro? Chissa. Soltanto giovedì (forse) l’enigma troverà
risposte.
Nel frattempo il menù sulla vicenda s’arricchisce di altri
gustosi piatti destinati a suscitare curiosità. Le chance di una
cessione di Budelli rimbalzano dalle montagne svizzere in Lombardia. Da
qui giungono sino alla Sardegna. Ed è la seconda volta in due anni,
tanto per limitarsi alle cronache del recente passato. Infatti il tempo
trascorre e, inevitabilmente, niente accade. Da quando l’isoletta è
passata di mano, arrivando alla società a responsabilità limitata nel
dicembre 1984, dicerie e chiacchiere si succedono a ritmo incalzante. Di
tanto in tanto, qualcuno abbocca. E così, a parti alternate,
rappresentanti della Regione o del Governo assicurano: «Non vi
preoccupate: compriamo noi». Poi trascorrono altri mesi, altri anni. E
tutto resta come prima. Sarà lo stesso anche stavolta?
Andrea Bonanno non lo sa. Aspetta d’incontrare il legale
elvetico per capire. «Insieme con le ipotesi di vendita nelle ultime
settimane sono circolate altre voci - dice - Si parla di progetti, non
si sa bene se già presentati in Comune oppure da presentare, per
ristrutturare la casa del guardiano di Budelli. A volte sento riferire
cose ancora differenti: possibilità di richieste di autorizzazioni per
visite guidate nell’isola, magari per escursioni sino a Monte Budello.
Ma di fatto, né a livello ufficiale né a livello ufficioso, nessuno mi
ha manifestato alcuna volontà di qualsivoglia genere». Come il
direttore dell’Ente Parco, Vincenzo Satta, il presidente si limita
dunque a una constatazione inoppugnabile: «La legge quadro sulle aree
naturali nazionali come la nostra è stata approvata nel 1991, sette
anni dopo l’ultimo passaggio di proprietà dell’isola. È una
normativa molto rigida: prevede un nostro diritto di prelazione e
vincoli ben precisi che si aggiungono ai divieti sul demanio».
In sostanza le stupende cale e le superfici interne di Budelli -
come Santa Maria, Razzoli, Spargi, persino gli scogli Barrettini - sono
superprotette sul piano ambientale. Il che fa naturalmente scemare le
concrete offerte d’acquisto: chi avrebbe interesse a comprare
un’isola sulla quale non può non solo costruire neppure un capanno
per gli attrezzi ma neanche spostare una pianta di cisto? Oggi, tra i
proprietari figura il regista Augusto Caminito, celebre negli anni
Settanta e Ottanta. Gli altri, al di là del rappresentante legale, non
si conoscono. Può darsi che giovedì, se non i nuovi compratori, si
possano conoscere almeno i nomi di tutti i vecchi.
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