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GIOVEDÌ, 21 GIUGNO 2007

La Maddalena rinnega il parco

Approvato all’unanimità un documento che considera esaurita la funzione dell’area protetta

  Il siluro al parco arriva dal voto compatto di tutto il consiglio comunale. L’ordine del giorno, che disconosce il protocollo di intesa Stato, Regione, Comune del 1994, è stato approvato all’unanimità. Nel documento è stato dato mandato al sindaco e alla giunta di attivarsi in tutte le sedi per trovare un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio dell’arcipelago.
 La funzione del parco nel nuovo contesto storico viene considerata esaurita dal consiglio comunale. Si cerca un nuovo assetto normativo per la tutela del territorio con l’individuazione, di uno strumento istituzionale condiviso dalla comunità.
 Nel consiglio comunale non viene messo da parte il ruolo attivo di tutta la cittadinanza che può scegliere liberamente di volere il parco o di deciderne la soppressione. È bastata un ora, circa, per mettere maggioranza e opposizione d’accordo e per convincere tutti che il parco così come è non può essere accettato. Si cerca di produrre nella fase che vive La Maddalena un nuovo sviluppo che risponda alla sostenibilità ambientale. Ma non si dimentica l’immenso valore ambientale e paesaggistico naturalistico di tutto il territorio dell’arcipelago. Per l’aula è esaurita la funzione del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, istituito con la legge 10 del 1994. Si deve valutare, nel nuovo contesto storico, come si potrà ricostruire il futuro della comunità isolana. Il sindaco, Angelo Comiti non ha nascosto il suo disappunto per il criterio seguito nella nomina dei presidenti. La contestazione non era sui nomi, ma sull’iter seguito. «Non c’è da sorprendersi - dichiara -, perché questa decisione arriva dopo un dibattito ampio. Dopo 12 anni siamo arrivati alla conclusione che il meccanismo di governo e di scelta del suo organismo istitutivo è superato sia dal tempo, che dal momento particolare che vive l’isola. Il messaggio che il consiglio comunale di La Maddalena ha inviato è quello di indurre il ministero dell’Ambiente, il Governo e la Regione a fare i conti con la nostra collettività. Non dimentichiamo la valenza e l’importanza dell’arcipelago dal punto di vista naturalistico, ma non può esistere un parco o che non tenga conto della comunità che lo abita e lo anima. I meccanismi così particolari che fanno coincidere i confini del parco con quelli del nostro comune devono essere rivisti, riproposti e ripensati. Dentro questi meccanismi la parte preponderante deve essere data alla comunità della Maddalena». Sulla stessa linea anche il rappresentante dei democratici di sinistra in consiglio Gian Vincenzo Belli. «Il modello di parco proposto 12 anni fa - dichiara - non è più attuale per le ingerenze e le incongruenze che non riconoscono il ruolo del parco in unico territorio e in in unico comune. Chiediamo di rivedere il progetto, e di pensare a un altro modello di parco abolendo la legge 10 e sostituendola con un’altra istitutiva. Un nuovo tavolo operativo che dia risalto ai bisogni e alle peculiarità di questo territorio. La richiesta di tutti i consiglieri è legittima, anche perché il parco è nato in un contesto sociale economico completamente diverso da quello di oggi, che non è più attuale e pertanto va rivisto».
 Sullo sfondo del voto di oggi si stagliano i rapporti tesi dei mesi scorsi tra amministrazione ed ente parco. Ma sull’arcipelago sembrava essere ritornato il sereno dopo la firma di un documento congiunto tra il sindaco Comiti e il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno. Il patto sembrava essere inattacabile e lo stesso Bonanno nei giorni scorsi aveva sottolineato l’esigenza di una maggiore collaborazione tra ente e amministrazione.

Andrea Nieddu

 

 

 

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