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VENERDÌ, 22 GIUGNO 2007

Parco e G8: clima già rovente

Il lavoro e il rilancio economico i primi obiettivi

«Non un semplice G8: piuttosto un Mondiale di calcio-Olimpiade-Giubileo tutto insieme». Al vertice dei Grandi mancano due anni. Eppure nella perla del Mediterraneo il conto alla rovescia per il business degli investimenti è già cominciato. In stile appropriato al vertice: grande, appunto. Tutti, alla Maddalena, nutrono una speranza: «Il summit deve segnare la rinascita dell’arcipelago, altrimenti la riconversione militare-civile fallirà». La gran parte dei politici e degli operatori vede rosa. Soprattutto dopo il successo nella terra cara a Garibaldi del via al Giro d’Italia: non solo un gioco di parole, visto che lo sponsor è il giornale sportivo più colorato. Ma nessuno nasconde le difficoltà da qui al 2009. Specie in una cittadina dall’alta rissosità sociale. Dove, a ogni angolo, c’è qualcuno che dà avvisi ai naviganti: «Mai fidarsi delle apparenze: questo è un posto in cui spesso le cose vanno al rovescio, come succedeva ad Alice nel paese delle meraviglie». Proprio di mercoledì il voto unanime del consiglio comunale contro il parco, considerato superato e avulso dal territorio. A prima vista una contraddizione. Ma i contestori pensano a un’oasi marina gestita dal Comune. «La priorità delle priorità, una volta andati via tutti gli americani entro il febbraio 2008, è fronteggiare la disoccupazione puntando sul patrimonio naturale», sottolineano infatti parecchi. Per aggiungere subito: «Il G8, assieme all’intesa con Regione e Stato, rappresenta un’occasione da non perdere perché restino servizi permanenti destinati al nuovo sviluppo».
 TRA SI’ E NO. Ma non tutti, com’è naturale, condividono la scelta del governo Prodi. Alcuni, per esempio i dirigenti di Rifondazione comunista, sono contrari. E per principio: «È assurdo che i leader di poche nazioni decidano i destini di centinaia di altri Stati e che per giunta lo facciano riunendosi a casa nostra», spiegano. Altri hanno posizioni critiche perché temono conseguenze per la sicurezza: i ricordi dei disordini negli ultimi vertici, sempre contestati da no global e black bloc, sono troppo recenti per venire dimenticati. Altri ancora sollevano ragioni di opportunità diverse, ma si mostrano possibilisti. La maggior parte degli esponenti che rappresentano i 12 mila abitanti - dai commercianti agli artigiani, dagli albergatori ai consiglieri comunali - appare soddisfatta. Almeno delle premesse. E chi lo è meno o non ci crede sino in fondo è comunque pronto a trasformare gli ostacoli in opportunità.
 IL SINDACO. Angelo Comiti, tradizioni di sinistra, guida una giunta civica molto variegata. Ne fanno parte delegati di An, Udeur, Comunisti italiani, ex iscritti di FI, rappresentanti della neonata Dc. Un altro segno di quel sovvertimento di prassi altrove generalizzate in un’alternanza tra schieramenti netti? Forse. In ogni caso, perché stupirsi? Qui alla Maddalena molte regole normalmente accettate paiono non avere alcun peso. Nelle ultime ore alle prese col bilancio e con il «no» all’intesa del ’94 sul parco il primo cittadino ha voluto rimarcare i suoi obiettivi primari. «Oggi non è tanto il G8 in sé al centro del dibattito: quello che deve andare avanti in questa fase è l’accordo integrato Comune-Regione-Stato - sostiene con convinzione - Attraverso una precisa scansione degli interventi, col supporto degli imprenditori privati, l’intesa consentirà innanzitutto la ricollocazione degli oltre 300 dipendenti il cui posto è in pericolo per il ridimensionamento delle basi. E poi dovrebbe dare un futuro ai nostri 1200 disoccupati “storici”. Tutto ciò andrà di pari passo alla creazione di almeno otto alberghi, servizi, infrastrutture come moli d’attracco e posteggi, la riconversione di spazi a Moneta, all’Arsenale, nell’ospedale militare, a Villa Weber. Ecco: il G8 va inserito in questo programma-quadro che interesserà numerosi ministeri. Di sicuro, consentirà di attrarre imgenti risorse finanziarie. Ma lo dovrà fare in un contesto duraturo, di vasto respiro e di più ampie proporzioni. Lo stesso contesto nel quale noi avremo un ruolo chiave in vista delle nostre prospettive economiche».
 IL FRONTE. Circa le dinamiche del summit 2009 la classe politica della Maddalena ha ben chiara la complessità dei provvedimenti da adottare in generale. Provvedimenti che, in previsione dello sbarco nel Nord Sardegna dei Grandi e dei loro entourages, oltre che di decine migliaia fra giornalisti e uomini della sicurezza, sfoceranno con ogni probabilità nella nomina di uno o più commissari ad acta. E che, a seguire ancora, vedranno il coinvolgimento di Olbia (dove si pensa già ad allungare la pista dell’aeroporto), di Arzachena e della Costa Smeralda, di Palau e S. Teresa. Se si pensa che nell’attuale fase i posti letto alla Maddalena sono poche centinaia e che interi centri-vacanze, come il Club Mediterranée a Caprera, non lontano dalla casa museo dell’Eroe dei due mondi, hanno chiuso i battenti per ristrutturazione, il quadro richiama in tutta evidenza l’urgenza di misure ampie e articolate.
 GLI ALTRI POLITICI. «Dobbiamo perciò pensare subito a un’economia basata su un turismo di qualità», afferma Enzo Satta, assessore (tecnico) all’Urbanistica, a lungo nello staff dell’Aga Khan quando il principe ismailita regnava sulla Costa Smeralda. «Diverse iniziative sono state intraprese - aggiunge - Hanno coinvolto importanti gruppi, come quello Ligresti nel Villaggio ex Seis. Di altre stiano predisponendo le premesse. In questo processo il G8 rappresenta un importante mezzo pubblicitario e una chance unica su scala internazionale». Qualche perplessità dal segretario cittadino dell’Udeur, Fernando Piras. Che sttolinea però come i dubbi riguardino solo potenziali pericoli per l’ordine pubblico. «Dobbiamo comunque pensare a una programmazione raccordata con Palau, Arzachena e S. Teresa - afferma - Con la speranza che il summit si svolga non in estate, stagione nella quale si aggiungerebbe caos al caos, ma in primavera o in autunno». Critico sul lavoro garantito sinora dalla giunta comunale Francesco Bardanzellu. «Uomo di destra», come si definisce, è capogruppo di Forza La Maddalena: «Al sindaco ho persino scritto una lettera: quando la Us Navy andrà via, saremo nei guai. Spariranno ogni anno 50 milioni di euro. I giovani dai 16 ai 35 anni dovranno venire mantenuti dalle famiglie. Abbiamo bisogno di un’effettiva continuità territoriale se vogliano che gli stessi sardi vengano da noi senza essere costretti a dissanguarsi. E, subito, di un porto degno di questo nome, di parcheggi, di servizi di trasporto. Ma soprattutto il Comune deve ridiventare proprietario della sua terra: la Regione rinunci alle logiche di gestione della Conservatoria, riservi tutto alla disponibilità concreta delle amministrazioni locali». «Chi visita le nostre isole il primo giorno pensa di essere in paradiso: quasi 50 chilometri quadrati stupendi come questi non si trovano dappertutto - dice Piero Deliperi, segretario cittadino di Rc - Dopo 24 ore di soggiorno però qualsiasi turista scorge le cose da un’altra prospettiva: qui le carenze sono croniche. Ecco perché vanno risolte senza aspettare il G8».
 GLI OPERATORI. È però tra gli albergatori, i commercianti, i titolari di bar e caffè, gli artigiani, gli immobiliaristi che si conferma, nettissima, la sensazione di trovarsi in un arcipelago benedetto dalla natura ma dai connotati particolari. Dove logica e razionalità non sempre prevalgono. Anzi, appaiono spesso alla mercé di venti impetuosi. Anselmo Cuneo, presidente della Cna locale e vicario di quella gallurese, responsabile, di fronte a Caprera, della società Marina del ponte per ormeggi e rimessaggi nautici, spiega il concetto senza perifrasi. «Lo dico da maddalenino che è stato in giro per il mondo quando si occupava dell’ufficio infrastrutture Usa - afferma - La nostra è una cittadina dalle troppe pazzie: qui, in 56 anni quanti ne ho adesso, non ho mai visto le cose andare per il verso giusto. Certo, col G8 c’è la possibilità di sistemare la viabilità, garantire i rifornimenti idrici, gettare le basi della rinascita. Ma come finirà? Spero che una volta tanto non butteremo tutto al vento». «Qualsiasi opportunità si crei, coi vertici e in ogni altro modo, per noi è vitale», sostiene Vincenzo Carrano. Anche lui per lungo tempo è stato ai vertici della Confederazione artigiani: è proprietario di un cantiere navale per la costruzione di pilotine e gozzi. «La natura finora ci aiutato - è sua la conclusione - Ora sarebbe il caso che l’aiutiassimo noi uomini». In una situazione così composita c’è il rischio di passare da una militarizzazione a un’altra, magari momentanea. Ma nessuno vuole più parlare di marines e soldati. Anzi. I primi segnali vanno in senso opposto. Sarà per questo che un traghetto dell’EneRMaR, impegnato tutto il giorno sulla rotta per Palau, è stato ribattezzato «Pace»?

 

VENERDÌ, 22 GIUGNO 2007

Summit preliminare sull’ambiente?

«Un G8 dei parchi prima del summit fra gli Otto». L’idea è di Giuseppe Bonanno, giovane e dinamico presidente dell’oasi naturale ora «rinnegata» dal consiglio comunale con un voto che mette d’accordo maggioranza e opposizione. Voto che però non turba Bonanno: «Mi pare un caso di schizofrenia istituzionale - si limita a dire con pacatezza - In queste ore, dopo la mozione trasversale, con l’assessore al Turismo, Pietro Olivieri, abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa: si riconosce il ruolo di Parco e Amministrazione per creare un ufficio congiunto con finalità che vanno dall’informazione all’accoglienza, dall’immagine ai marchi di qualità. Molti consiglieri sapevano di questi processi comuni. Abbiamo sempre privilegiato trasperenza, comunicazione, coinvolgimento, aperture. Non certo il gioco al massacro con un parco ad hoc privo di vincoli. E allora? Che cos’è questa se non un’isteria istituzionale, probabile preludio di divisioni che evidenziano strategie perdenti anche in vista del G8?».
 Il parco è vasto 18 mila ettari: 13 mila di superficie a mare, 5 mila a terra. Un tratto fra Sardegna e Corsica nel quale ricadono 7 isole da favola che suscitarono l’ammirazione del regista Michelangelo Antonioni. Un parco nazionale e non regionale, va ricordato. Bonanno resta comunque convinto che, grazie alla prioritaria riunione internazionale, sarà forse possibile stabilire una politica ecologista omogenea, da ratificare poi durante il G8. «Il coinvolgimento di tutti i ministri dell’Ambiente dovrebbe di per sé rappresentare una garanzia - sottolinea il presidente - Il nostro traguardo dev’essere non copiare la Costa Smeralda, ma creare i presupposti di un eco-sistema che sia volàno di sviluppo e sopravviva alle contingenze di un summit sia pure importantissimo come il G8. Insomma, l’obiettivo di fondo è quello di lasciare un’eredità permanente». Nella stessa ottica Bonanno inserirebbe altri interventi. «Come - dice - la riconversione della caserma Faravelli in polo di eccellenza universitario di Scienza del Mediterraneo. Il riuso dell’ospedale militare, dell’Arsenale, di vecchie fortificazioni. E, ancora, la trasformazione in centro congressi dell’Opera pia. L’utilizzazione del cinema Medoro. La creazione, oltre che di posteggi sotterranei a Palau e Maddalena, di un sistema di contingentamento dei veicoli nell’arcipelago e la contestuale adozione per la viabilità interna di pullman alimentati a metano, come avviene per esempio in Liguria nelle Cinque Terre». 

P. G. P.

(ha collaborato Andrea Nieddu)

 

 

 

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