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La Nuova Sardegna"

 

VENERDÌ, 13 LUGLIO 2007

Coppa America, la Sardegna campo di regata

Edizione 33: Bertarelli sceglie La Maddalena e fa pressing su Soru. Sì di Prodi e Parisi

ROMA. Antipasto: una tappa, la prima, del Giro d’Italia a due ruote. La pietanza principale: il G8, con i Grandi della Terra e una montagna di euro, nel 2009. La ciliegia sulla torta: l’America’s Cup, edizione numero 33. E’ l’anno della Maddalena, il 2007. L’anno della riscossa, del rilancio, della rivincita di un arcipelago che, dopo 35 anni di convivenza, saluta finalmente gli americani, e dopo più di mezzo secolo si toglie la divisa bianca da marinaio, getta a mare le le stellette e si cambia d’abito. La riconversione da economia militare a economia turistica non è più uno spot.
 Per brindare, c’è tempo, ma il vertice di ieri a Roma - presenti il premier Romano Prodi, il ministro della Difesa Arturo Parisi, il patron di Alinghi Ernesto Bertarelli e il governatore sardo Renato Soru - almeno una certezza l’ha generata: l’Italia, meglio: la Sardegna, è candidata ufficialmente a ospitare la trentatreesima edizione dell’America’s Cup. E i soldi, obietterà qualcuno? Beh, nel 2009 ci sarà il G8 e le risorse per il summit dei Grandi della Terra sono già sicure.
 Certo, c’è ancora da battere la concorrenza di Trapani, della Francia, e della stessa Valencia (la decisione finale si conoscerà entro luglio), ma l’orientamento è scontato: la nostra isola è in pole position per ospitare un evento che “muove” 60mila persone e che può portare - come è accaduto per l’edizione numero 32 nella città spagnola - a un incremento di tre punti percentuali del prodotto interno lordo di un Paese.
 Italia, dunque. Sardegna, dunque. In teoria, restano in piedi due località: Cagliari e La Maddalena. Quest’ultima soluzione è la più probabile. Intanto perché quelle isole piacciono da morire a Ernesto Bertarelli, il quale ha già pensato all’ex base Usa di Santo Stefano (gli americani traslocheranno nella primavera 2008) per il quartier generale dell’America’s Cup. Il presidente del consorzio svizzero, reduce dal trionfale bis in Coppa America, ha già compiuto un paio di sopralluoghi alla Maddelena anche perché ha intenzione di investire personalmente nell’arcipelago. Prima visita, durante le vacanze di Pasqua. Altri due o tre sorvoli più recenti su un campo di regata, a poche miglia dalla Costa Smeralda, che potrebbe essere l’ideale in funzione del nuovo protocollo per l’edizione numero 33 che prevede una nuova classe di imbarcazioni di America’s Cup. Barche più grandi, barche di 90 piedi, equipaggio di almeno venti persone. Con i nuovi scafi si dovrà andare più veloci, e il mare delle Bocche sembra fatto apposta per il nuovo protocollo, i cui dettagli saranno noti entro la fine del 2007.
 L’alternativa alla Maddalena è Cagliari, e a Soru sarebbe piaciuto dirottare al sud questo evento. Ci ha provato, incontrando le resistenze di Bertarelli che nei giorni scorsi, prima dell’incontro con Prodi e Parisi, l’ha sommerso di telefonate per confermargli che non esiste soluzione migliore dell’arcipelago.
 

Augusto Ditel

 

VENERDÌ, 13 LUGLIO 2007

«Uno scenario perfetto»

Costa Smeralda, Tom Barrack garantisce l’appoggio Onorato è scettico: «La spunterà ancora Valencia»

Comiti: «Da noi porte aperte, sarà il rilancio del nostro territorio»

PORTO CERVO. L’uomo più corteggiato del mondo, in questo momento, si chiama Ernesto Bertarelli, 42 anni, romano di nascita ma elvetico d’adozione. L’armatore di Alinghi riceve inviti da tutti: capi di Stato, primi ministri, finanzieri, sindaci e governatori.
 Tutti lo cercano, e tutti vogliono da lui, che con Alinghi ha vinto per la seconda volta la coppa delle “cento ghinee”, una promessa: disputare la coppa America nel mare di casa. Lo chiede la Francia, che mette a disposizione un’intera città della costa marsigliese, La Ciotat, con il suo mega porto industriale dismesso pronto ad essere riciclato in alberghi, centri nautici e alaggi. Lo accoglie a braccia aperte Re Juan Carlos, che sponsorizza la “Comunidad” autonoma valenciana, la quale non vuole perdere gli ulteriori 150 milioni di euro di investimenti. Il business lo ha fiutato anche Renato Soru, che intende mettere a disposizione l’intera Sardegna pur di ospitare la competizione velica per eccellenza. A Porto Cervo, dove Ernesto Bertarelli è di casa ed è socio del locale Yacth Club, attendono buone nuove.
 «Il nostro club velico organizza da oltre quarant’anni regate di importanza internazionale - dicono all’ufficio stampa - abbiamo le conoscenze e l’organizzazione per supportare qualunque genere di manifestazioni. Non dimentichiamo che il primo Club italiano a lanciare la sfida alla Coppa America fu il nostro, con Azzurra, nel 1993». Avere tra i soci Ernesto Bertarelli non influirà più di tanto nella scelta della nuova sede della 33ª Coppa America.
 Già nella passata edizione furono in tanti, Karim Aga Khan tra i primi, a chiedere all’armatore italo svizzero di valutare l’opportunità di far regatare le barche nell’arcipelago della Maddalena.
 «Le acque della Sardegna sono la tela perfetta su cui dipingere il ritratto dell’America’s Cup - dice Tom Barrack, il manager di Colony Capital e della Costa Smeralda -. Daremo il pieno appoggio al presidente della Regione Renato Soru e ad ogni forza che scenderà in campo per raggiungere questo risultato. Tuttavia - aggiunge il finanziere - abbiamo già provato a vincere questa sfida 4 anni fa senza successo, soccombendo di fronte a Valencia. Dobbiamo essere tutti consapevoli che per essere competitivi ci sarà bisogno di uno straordinario impegno di capitali e risorse. Saremo pronti ad impegnarci in prima persona per riportare Bertarelli sull’isola che gli ha insegnato l’amore per la vela». Una dichiarazione d’amore e d’intenti al quale si associa il sindaco della Maddalena Angelo Comiti.
 «Ernesto Bertarelli troverà porte aperte con la nostra amministrazione. Se questo sogno si avvererà metteremo a disposizione tutte le strutture dismesse dal demanio militare, un porto. Sarà il rilancio della Maddalena, sotto l’aspetto turistico e ambientale. Sappiamo che sarà dura, ma daremo al presidente della Regione il massimo sostegno. Se poi la scelta dovesse ricadere su Cagliari saremo ugualmente felici: la coppa America è un veicolo promozionale eccezionale, che farà conoscere la Sardegna all’intero pianeta. Ho scritto una lettera nella quale invito Bertarelli a esporrre la Coppa delle cento ghinee nell’isola, questa estate». Chi storce il naso, fiutando l’aria salmastra impregnata di business multimiliardario, e uno degli sfidanti all’America’s Cup, l’armatore Vincenzo Onorato, il “Mascalzone Latino” che si trova impegnato nella seconda fase dei Farr 40 di vela in Danimarca.
 «Se Bertarelli decidesse, cosa di cui dubito fortemente, di scegliere l’isola sarei il velista più felice del mondo, anche perchè mi sento sardo e non solo d’adozione. Ma gli interessi economici e finanziari intrecciati in questi anni dal team di Alinghi con la comunità valenciana e con il gotha della finanza spagnola e talmente forte che lo ritengo indissolubile: Bertarelli sta tirando su il prezzo, ma alla fine.

GIAMPIERO COCCO

 

 

 

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