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La Nuova Sardegna"

 

 

SABATO, 14 LUGLIO 2007

«Non illudiamoci, la Coppa resterà a Valencia»

Vincenzo Onorato va controcorrente: «Ma faccio il tifo per La Maddalena»

SASSARI. Certezze nessuna, dubbi tanti. Vincenzo Onorato si iscrive nella lista degli scettici e non lo nasconde. «La Coppa America è diventata un business - spiega - e Bertarelli sta solo cercando di fare soldi. Le candidature della Maddalena o di Cagliari, di Trapani o del Dubai fanno il suo gioco. Gli permettono di alzare il prezzo con gli amministratori di Valencia. Perchè alla fine la Coppa resterà li». Mister “Mascalzone” non è quello che si dice un diplomatico. E nemmeno ci tiene. Amministra un piccolo impero di traghetti ma si sente ancora un marinaio.
 «Per me la vela è soprattutto passione - racconta -. I soldi sono importati ma nella vita contano altre cose». L’imprenditore alla Maddalena è di casa e dovrebbe essere felice della candidatura dell’Arcipelago come sede della prossima finale. Invece...
 «Sarei felicissimo di fare la Coppa America alla Maddalena, ma non sono sicuro che finirà così. Anzi. Sono pronto a scommettere che Bertarelli non si sposterà da Valencia».
- Perchè è così sicuro, vi siete sentiti?
 «Non ci siamo sentiti e non credo che ci sentiremo. Lui va per la sua strada noi per la nostra. Dico che sceglierà Valencia perchè in quella città ha fatto investimenti importati e ha stretto rapporti di affari con l’establishment spagnolo. Parliamo di cifre importanti. Centiania di milioni. Perchè dovrebbe buttare tutto a mare»?
- Però la candidatura della Sardegna è forte. Dietro c’è la Regione e c’è il sostegno del Presidente del Consiglio. Non è uno scherzo.
 «Mi auguro che sia così. Non so che cosa abbia promesso Soru e fino a che punto si sia sbilanciato il Governo. Certo che se investissero alla Maddalena i 200 milioni che tutti gli anni versano nella casse della Tirrenia...»
- Questo è interesse privato.
 «Questo è soltanto realismo. La Coppa America è un affare e chi offre di più se l’aggiudica. La Sardegna ha i soldi per partecipare all’asta»?
- Alla Maddalena si stanno liberando le aree della base americana e c’è in programma il G8 del 2009. E’ una vera e propria rivoluzione per l’isola e per chi saprà cogliere l’occasione.
 «Ripeto quello che le ho già detto. Se la Coppa America si disputasse alla Maddalena sarei la persona più felice del mondo».
- Tra l’altro lei giocherebbe in casa, in un tratto di mare che conosce bene.
 «Ho capito dove vuole arrivare, ma non mi faccio illusioni. Bertarelli non è uno che concede vantaggi agli avversari. Anzi. Sta lavorando per assicurarsi la vittoria per i prossimi cento anni».
- Non le piace il nuovo regolamento?
 «Il problema è che non sappiamo ancora nulla. Bertarelli si è limitato a dire che alla prossima Coppa America parteciperanno barche di 90 piedi (poco più di 27 metri) ma senza specificare altro. Io vorrei sapere che tipo di barche saranno ammesse, dove si disputerà la coppa e quando. Chiedo troppo»?
- E’ quello che vorrebbero sapere tutti.
 «Già, siamo tutti in attesa. Tutti tranne Alinghi. Io ho il sospetto che gli svizzeri stiamo già provando la nuova barca e quando ci diranno come sarà avranno accumulato un vantaggio incolmabile. Ecco perchè sostengo che Bertarelli ha messo in cassaforte la coppa per i prossimi cento anni».
- Insomma non è convinto della necessità di modificare le barche. Eppure da Alinghi fanno sapere che la scelta è stata presa per rendere le regate ancora più spettacolari.
 «Le regate sono spettacolari quando c’è il corpo a corpo e gli scafi si equivalgono. Io non credo che basti modificare le misure per aumentare lo spettacolo. E poi c’è un problema di costi che non secondario. Una barca da 90 piedi con venti uomini di equipaggio costa molto di più degli scafi utilizzati fino a ieri. Ci sono i costi di progettazione, di costruzione e preparazione del team che lieviteranno in maniera pensante».
- E’ in grado di promettere che Mascalzone ci sarà?
 «Io ancora non so nulla. Non posso nemmeno contattare gli sponsor perchè non saprei che cosa proporre. Se dipendesse da me tornei in mare domani mattina, ma forse sono vecchio e vedo la vela in un altro modo».


di Antonio Ledà d’Ittiri
 

 

 

SABATO, 14 LUGLIO 2007

Alberghi, il parco e una base da reinventare

LA MADDALENA. All’occorrenza la “Us Navy”, che lascia l’isola di Santo Stefano, svende la gigantesca gru sul molo capace di sollevare decine di migliaia di tonnellate. E’ uno dei gadget a costo zero che Ernesto Bertarelli potebbe aggiudicarsi scegliendo la Maddalena per la 33ª Coppa America.
 Il pacchetto “all inclusive” che Arturo Parisi, ministro della Difesa, il premier Romano Prodi e il governatore della Sardegna Renato Soru hanno offerto al patron di Alinghi comprende i 34 mila metri cubi dell’ex arsenale militare, altrettanti della ex caserma Favarelli, i locali della ex infermeria militare, l’intera rada di Santo Stefano, compresi i moli e il front line davanti all’ospedale militare. In omaggio, come ciliegina sulla già immensa torta, c’è il porto interno dell’ex arsenale militare, già bonificato e con un’acqua cristallina dove ormeggiare i nuovi scafi della prossima Coppa America. Nessuno lo conferma, ma Ernesto Bertarelli quelle strutture militari le conosce a menadito: le ha già ispezionate in più occasioni, e l’ultima visita è stata effettuata dal finanziere-armatore alla fine dello scorso mese di maggio, poco prima della sfida finale, e vincente, con New Zealand.
 «Potremo gareggiare qui, la prossima volta», si sarebbe lasciato scaramanticamente sfuggire, parlando all’interfono con il pilota dell’elicottero che sorvolava l’arcipelago della Maddalena.
 Il pacchetto è allettante, com’è allettante, per Ernesto Bertarelli, il business che potrà realizzare nel trasferire la base nautica della prossima America’s Cup.
 Il protocollo d’intesa non è stato ancora approntato, ma al finanziere è stato assicurato che le strutture già individuate e che saranno ristrutturate per ospitare il G8 - che saranno dotate di ogni innovazione tecnologica e di una capientissima sala stampa - potranno essere utilizzate come sede della 33ª Coppa America.
 Sulle strutture ricettive non ci sarebbe alcun problema. Da Olbia a Santa Teresa di Gallura, passando ovviamente per la Costa Smeralda, l’offerta di posti letto e di hotel a cinque e più stelle è tra le più competitive sul mercato, compreso un aeroporto appena rinnovato in grado di accogliere aerei d’ogni genere, dai jet executive agli aerei cargo. Sul fronte della sicurezza i porti di Olbia e di Golfo Aranci sono tra i primi nel Mediterraneo, mentre Bertarelli potrebbe utilizzare, come “casa Alinghi” - ovvero il centro nautico dove allestire e “nascondere”, sino al giorno della rivelazione, la sua nuova creatura marina - i capienti moli dove oggi è ormeggiata la nave appoggio per sommergibili nucleari della flotta americana.
 Un’isola nell’isola inviolabile, a prova di spionaggio nautico. Per di più controllata a vista dai militari della Marina italiana.
 L’incognita è l’offerta economica. Oggi la Coppa delle cento Ghinee vale 120 milioni di euro, ma Ernesto Bertarelli vuole aumentarne il valore, portandolo a 150-180 milioni di euro. Tom Barrack, che di econonomia e business se ne intende, si è dichiarato disponibile ad entrare a far parte della joint venture che gestirà questo evento mondiale. Karim Aga Khan non lascia trapelare nulla, ma da Parigi avrebbe già dato incarico ai suoi uomini più fidati di sondare il terreno.
 

Giampiero Cocco

 

SABATO, 14 LUGLIO 2007

Renato Soru conferma: è più d’una speranza

«Per l’America’s Cup alla Maddalena c’è un forte interesse del ministro della Difesa Arturo Parisi e della Marina Militare». Renato Soru lo dice, rispondendo a una domanda specifica, durante la visita all’ex cartiera di Arbatax che vuole trasformare in polo della nautica. Nulla di più, nessuna affermazione sulla certezza che la prossima edizione della Coppa delle cento ghinee possa effettivamente tenersi in Sardegna: «C’è una candidatura che può avere o non avere successo, vedremo nelle prossime settimane». Ma la sottolineatura su Parisi e la Marina è significativa: la Sardegna non si muove da sola.
 Uno dei sospetti circolati in questi giorni è che Ernesto Bertarelli, il patron di Alinghi, stia giocando al rialzo, ovvero che in realtà non abbia un interesse vero per la Sardegna (o altri posti) ma che voglia convincere Valencia e gli spagnoli a mettere sul piatto altri soldi. Il presidente della Regione non ci crede. «Bertarelli - dice, rispondendo a un’altra domanda - alla Maddalena ci tiene molto. La scelta non è solo una questione di soldi. Il ritorno economico è una componente, ma ci sono anche quelle ambientali, di immagine, di audience televisiva e altro. Nelle prossime settimane ci sarà un approfondimento». Soru non dice di più ma non ha l’aria di chi sta facendo una semplice scommessa. Del resto, pare che Bertarelli abbia già messo su carta le cose da fare nell’ex Arsenale maddalenino.

(a.se.)
 

 

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