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La Nuova Sardegna"
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GIOVEDÌ, 19 LUGLIO 2007 Furti nella base Usa, perquisizioni a tappeto Sospetti anche su un cittadino statunitense che avrebbe gestito le ruberie nello spaccio
Il
saccheggio sistematico dei magazzini dello spaccio interno della base
della Us Navy della Maddalena non poteva passare inosservato. Ieri sera è
scattato il blitz, coordinato dal capitano della guardia di finanza di
Olbia Cesare Antuofermo, che ha portato decine di militari e gli agenti
del Navy-cis alla perquisizione di quindici tra appartamenti e garage di
ex dipendenti della base usa e personaggi legati al mondo della malavita.
Tra le persone che hanno subìto la perquisizione domiciliare anche un
cittadino statunitense, che avrebbe gestito i furti all’interno dello
spaccio militare. |
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GIOVEDÌ, 19 LUGLIO 2007 Un imponente spiegamento di mezzi
Il blitz è scattato alle 20. Una cinquantina di uomini in tutto, tra
agenti della guardia di finanza e ispettori americani del Ncis in pochi
minuti hanno passato al setaccio mezza isola. Uno spiegamento imponente di
uomini e mezzi che ha stretto il centro abitato in una morsa di divise e
sirene e che non è certo passato inosservato tra i maddalenini e tra i
turisti in vacanza. In pratica, un vero e proprio «rastrellamento» in una
ventina di abitazioni di militari e civili alla ricerca di tracce e indizi
dei furti commessi nella base americana. Stesso movimento di militari
anche in alcune abitazioni di Palau e Bassacutena dove pure risiedono
militari o personale civile della base Us Navy. Andrea Nieddu |
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GIOVEDÌ, 19 LUGLIO 2007 Traffici illeciti inesistenti I buoni rapporti tra americani e maddalenini Il lungo addio della Us Navy è cominciato il 22
novembre di due anni fa. Inatteso, inaspettato. In Italia sono le 20,47
quando le agenzie riferiscono la notizia: «I sommergibili americani di
Santo Stefano, La Maddalena, saranno trasferiti fuori dal territorio
nazionale della base secondo tempi e modi che dovranno essere definiti più
avanti». Il ministro della Difesa Antonio Martino è a Washington e
apprende la notizia direttamente dal capo del Pentagono, Donald Rumsfeld.
Dunque, dopo 33 anni di paure e di polemiche, di tensioni e di conflitti,
gli americani se ne vanno. O meglio, annunciano che se ne andranno.
Martino è spiazzato, ma cerca di sfruttare politicamente la situazione e
parla di «conclusione di lunghe trattative» tra i due governi amici. |