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CAGLIARI.
In quella complicata sciarada che è la vita politica e sociale
maddalenina, dove perfino l’impossibile può diventare probabile, il
dibattito ruvido e nervoso sul futuro dell’arcipelago è uscito dal
limbo delle filosofie di sviluppo e ha cominciato a camminare sulle
gambe dei fatti. Si parla di progetti, infatti. E si analizza nel
concreto, pezzo per pezzo, quel sistema dell’accoglienza che si sta
cominciando a costruire e che è destinato a diventare lo scheletro di
un’economia nuova, libera dall’annosa simbiosi con la marina militare
americana.
Un capitolo importante di questa trasformazione è l’apertura
del tavolo tecnico con la Regione che prelude all’intesa. Una maratona
lunga sette ore, nel corso della quale sono stati esaminati i ventidue
progetti che erano sopravvissuti alla prima scrematura fatta dal
consiglio e dalla giunta comunale maddalenina. Progetti di alberghi,
soprattutto. quasi tutti a cinque stelle. La filosofia che si è
affermata è infatti quella di costruire il futuro su fondamenta che
sostengano un turismo di qualità. Un delicato equilibrio tra
sfruttamento intelligente delle straordinarie risorse naturalistiche e
culturali dell’arcipelago e una politica di conservazione e di tutela
ambientale.
Il primo passo, dunque, era quello di verificare le compatibilità dei
progetti presentati con i criteri fissati dal Piano paesaggistico
regionale. Alcune proposte sono state subito “stoppate”, perché in
evidente contrasto con il Ppr. Per una decina, invece, si dovranno
verificare possibilità di modifica e di adeguamento. Soprattutto per
quanto riguarda cubature ritenute eccedenti e tipologie da rivedere e
correggere. L’appuntamento è stato fissato tra tre settimane. E’ molto
probabile, quindi, che ai primi di novembre si avrà un quadro completo
e definito dei progetti e si arriverà alla firma dell’intesa.
Secondo alcune indiscrezioni, comunque, sembra che solamente
attraverso la riqualificazione degli alberghi esistenti si potrebbero
avere circa tremila posti-letto in più. I progetti di
ristrutturazione, infatti, godono di un regime premiale che
attribuisce il 25% in più delle cubature esistenti.
Ma che l’ingranaggio si sia finalmente messo in moto è nei commenti e
nel cauto ottimismo dell’assessore Gianvalerio Sanna e del sindaco
Angelo Comiti. «Una giornata come quella di oggi - dice Sanna -
dimostra che la Regione non ha atteggiamenti di blocco rispetto ai
progetti di sviluppo e vuole andare avanti. La Maddalena tra due anni,
con il vertice del G8, sarà al centro dell’attenzione internazionale e
sono sicuro che sarà per la Sardegna uno straordinario biglietto da
visita».
«E’ andata abbastanza bene - dice il sindaco maddalenino Angelo
Comiti -. Senza entrare nello specifico, posso comunque dire che
abbiamo portato a casa tutto quello che potevamo portare. Adesso
entriamo nella fase della revisione e degli aggiustamenti dei progetti
che sono stati ritenuti concessionabili, dopo alcune variazioni e
stralci».
Da un calcolo molto approssimativo, risulterebbe che si potrebbe
arrivare all’ok per circa 200 mila metri cubi, esclusivamente
alberghieri.
Sia Sanna e sia Comiti preferiscono non entrare nello specifico della
discussione, ma non è difficile capire quali proposte abbiano superato
la prima verifica tecnica.
Ha buone prospettive sicuramente la
Immobiliare Lombarda spa. La società, capofila nel settore
edilizio del costruttore siciliano Salvatore Ligresti, ha rilevato
dalla Seis, controllata del colosso Impregilo, il villaggio di
Trinità, conosciuto anche come “il villaggio degli americani”. Da
questo complesso, costituito da 134 villette per un totale di 60 mila
metri cubi, l’Impregilo incassava circa due milioni e mezzo di euro
l’anno. L’operazione sarebbe costata a Ligresti una cifra intorno ai
13 milioni di euro. Il progetto presentato prevede la realizzazione di
due strutture alberghiere di lusso e la riqualificazione delle unità
abitative. Il problema qui è nella possibile eccedenza delle cubature.
Un altro progetto che, con qualche aggiustamento, potrebbe superare
le forche caudine del Piano paesaggistico è quello della
ristrutturazione dell’Hotel Cala
Lunga. Si tratta di un investimento da venti milioni di euro
per la costruzione di un porticciolo a Porto Massimo e per la
riqualificazione di un albergo di 74 stanze costruito negli anni
Settanta. Il progetto è stato presentato dalla Sviluppo Vacanze spa,
controllata dall’imprenditore Davide Cincotti (produzione e
distribuzione di packaging industriale). Al termine dell’intervento,
la struttura si dovrebbe chiamare Luxori Yachting resort Porto
Massimo.
Una cura dimagrante in termini di metri cubi (ma sembra anche un
ragionamento sulla tipologia) anche per il
Club Med che vuole realizzare
un cinque stelle superlusso, destinato a diventare il fiore
all’occhiello del colosso del turismo. Si parla addirittura di un
investimento che potrebbe arrivare a 35 milioni di euro.
Anche il Touring Club pare
abbia sfondato il tetto massimo della cubatura consentita e dovrà
perciò ridimensionare il proprio progetto. Ma per il complesso di
Abbatoggia non dovrebbero esserci molti problemi con un adeguamento
agli standard richiesti.
Chi sicuramente non dovrebbe avere molti problemi è il “cinque
stelle” che dovrebbe nascere dal
Compendio Mordini, dove un tempo la Us Navy aveva fissato il
suo quartier generale. La società della famiglia Serra pare abbia
preventivato un investimento che si aggira intorno agli otto milioni
di euro.
Per quanto riguarda il progetto a
Cala di Vela Marina, nell’isola di Santo Stefano, sembra che i
problemi siano davvero pochi. Per l’albergo di lusso che la famiglia
dell’ex sindaco Pasqualino Serra vuole creare sull’isola che la Difesa
gli ha in parte portato via e sulla quale il ministero ha rinnovato la
servitù, le obiezioni sono state molto poche. E’ forse il progetto che
attualmente si trova in pole-position.
Poche difficoltà dovrebbe incontrare anche la ristrutturazione
dell’albergo Nido dell’Aquila.
Un quattro stelle che, con un piccolo stralcio, avrebbe la
concessione.
Nella stessa situazione si troverebbe anche l’Hotel
delle Isole, albergo urbano che si vuole rimodulare per
adeguarsi ai nuovi standard dell’offerta turistica nell’arcipelago.
E infine l’Acquario, nella
zona Vaticano, dove attualmente esiste un deposito per cavi telefonici
sottomarini.
Grossi problemi, invece, per l’intervento proposto nella zona
Crocetta-Puntiglione dalla società olbiese
Isole Sarde srl. Un progetto
davvero ambizioso, ma che è sembrato da subito un po’ fuori dai
confini del Ppr: un albergo cinque stelle di 25 mila metri cubi, più
77 ville di lusso, per un totale di 50 mila metri cubi complessivi.
Insomma, un intervento globalmente di 75 mila metri cubi. La società
Isole Sarde srl propone anche la ristrutturazione e il restauro della
storica Villa Weber in favore del Comune come centro culturale e per
congressi. Gli ambientalisti avevano già manifestato i propri dubbi,
ma sembra che anche l’assessorato abbia giudicato non accettabile i 50
mila metri cubi di edilizia residenziale.
Problemi anche per l’intervento proposto al
Villaggio Piras.
Bocciatura netta, invece, per il progetto di un albergo di lusso da
ottenere nelle strutture della Marina a
Punta Rossa, a Caprera. Un no
ampiamente prevedibile, visti i vincoli della Soprintendenza, ma
soprattutto per la mancata legittimazione della proprietà. Il forte di
Punta Rossa deve infatti essere ancora trasferito dall’amministrazione
della Difesa alla Regione. |