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VENERDÌ, 12 OTTOBRE 2007

Primi passi per i «cinque stelle» alla Maddalena

  

 CAGLIARI. In quella complicata sciarada che è la vita politica e sociale maddalenina, dove perfino l’impossibile può diventare probabile, il dibattito ruvido e nervoso sul futuro dell’arcipelago è uscito dal limbo delle filosofie di sviluppo e ha cominciato a camminare sulle gambe dei fatti. Si parla di progetti, infatti. E si analizza nel concreto, pezzo per pezzo, quel sistema dell’accoglienza che si sta cominciando a costruire e che è destinato a diventare lo scheletro di un’economia nuova, libera dall’annosa simbiosi con la marina militare americana.
 Un capitolo importante di questa trasformazione è l’apertura del tavolo tecnico con la Regione che prelude all’intesa. Una maratona lunga sette ore, nel corso della quale sono stati esaminati i ventidue progetti che erano sopravvissuti alla prima scrematura fatta dal consiglio e dalla giunta comunale maddalenina. Progetti di alberghi, soprattutto. quasi tutti a cinque stelle. La filosofia che si è affermata è infatti quella di costruire il futuro su fondamenta che sostengano un turismo di qualità. Un delicato equilibrio tra sfruttamento intelligente delle straordinarie risorse naturalistiche e culturali dell’arcipelago e una politica di conservazione e di tutela ambientale.
 Il primo passo, dunque, era quello di verificare le compatibilità dei progetti presentati con i criteri fissati dal Piano paesaggistico regionale. Alcune proposte sono state subito “stoppate”, perché in evidente contrasto con il Ppr. Per una decina, invece, si dovranno verificare possibilità di modifica e di adeguamento. Soprattutto per quanto riguarda cubature ritenute eccedenti e tipologie da rivedere e correggere. L’appuntamento è stato fissato tra tre settimane. E’ molto probabile, quindi, che ai primi di novembre si avrà un quadro completo e definito dei progetti e si arriverà alla firma dell’intesa.
 Secondo alcune indiscrezioni, comunque, sembra che solamente attraverso la riqualificazione degli alberghi esistenti si potrebbero avere circa tremila posti-letto in più. I progetti di ristrutturazione, infatti, godono di un regime premiale che attribuisce il 25% in più delle cubature esistenti.
 Ma che l’ingranaggio si sia finalmente messo in moto è nei commenti e nel cauto ottimismo dell’assessore Gianvalerio Sanna e del sindaco Angelo Comiti. «Una giornata come quella di oggi - dice Sanna - dimostra che la Regione non ha atteggiamenti di blocco rispetto ai progetti di sviluppo e vuole andare avanti. La Maddalena tra due anni, con il vertice del G8, sarà al centro dell’attenzione internazionale e sono sicuro che sarà per la Sardegna uno straordinario biglietto da visita».
 «E’ andata abbastanza bene - dice il sindaco maddalenino Angelo Comiti -. Senza entrare nello specifico, posso comunque dire che abbiamo portato a casa tutto quello che potevamo portare. Adesso entriamo nella fase della revisione e degli aggiustamenti dei progetti che sono stati ritenuti concessionabili, dopo alcune variazioni e stralci».
 Da un calcolo molto approssimativo, risulterebbe che si potrebbe arrivare all’ok per circa 200 mila metri cubi, esclusivamente alberghieri.
 Sia Sanna e sia Comiti preferiscono non entrare nello specifico della discussione, ma non è difficile capire quali proposte abbiano superato la prima verifica tecnica.
 Ha buone prospettive sicuramente la Immobiliare Lombarda spa. La società, capofila nel settore edilizio del costruttore siciliano Salvatore Ligresti, ha rilevato dalla Seis, controllata del colosso Impregilo, il villaggio di Trinità, conosciuto anche come “il villaggio degli americani”. Da questo complesso, costituito da 134 villette per un totale di 60 mila metri cubi, l’Impregilo incassava circa due milioni e mezzo di euro l’anno. L’operazione sarebbe costata a Ligresti una cifra intorno ai 13 milioni di euro. Il progetto presentato prevede la realizzazione di due strutture alberghiere di lusso e la riqualificazione delle unità abitative. Il problema qui è nella possibile eccedenza delle cubature.
 Un altro progetto che, con qualche aggiustamento, potrebbe superare le forche caudine del Piano paesaggistico è quello della ristrutturazione dell’Hotel Cala Lunga. Si tratta di un investimento da venti milioni di euro per la costruzione di un porticciolo a Porto Massimo e per la riqualificazione di un albergo di 74 stanze costruito negli anni Settanta. Il progetto è stato presentato dalla Sviluppo Vacanze spa, controllata dall’imprenditore Davide Cincotti (produzione e distribuzione di packaging industriale). Al termine dell’intervento, la struttura si dovrebbe chiamare Luxori Yachting resort Porto Massimo.
 Una cura dimagrante in termini di metri cubi (ma sembra anche un ragionamento sulla tipologia) anche per il Club Med che vuole realizzare un cinque stelle superlusso, destinato a diventare il fiore all’occhiello del colosso del turismo. Si parla addirittura di un investimento che potrebbe arrivare a 35 milioni di euro.
 Anche il Touring Club pare abbia sfondato il tetto massimo della cubatura consentita e dovrà perciò ridimensionare il proprio progetto. Ma per il complesso di Abbatoggia non dovrebbero esserci molti problemi con un adeguamento agli standard richiesti.
 Chi sicuramente non dovrebbe avere molti problemi è il “cinque stelle” che dovrebbe nascere dal Compendio Mordini, dove un tempo la Us Navy aveva fissato il suo quartier generale. La società della famiglia Serra pare abbia preventivato un investimento che si aggira intorno agli otto milioni di euro.
 Per quanto riguarda il progetto a Cala di Vela Marina, nell’isola di Santo Stefano, sembra che i problemi siano davvero pochi. Per l’albergo di lusso che la famiglia dell’ex sindaco Pasqualino Serra vuole creare sull’isola che la Difesa gli ha in parte portato via e sulla quale il ministero ha rinnovato la servitù, le obiezioni sono state molto poche. E’ forse il progetto che attualmente si trova in pole-position.
 Poche difficoltà dovrebbe incontrare anche la ristrutturazione dell’albergo Nido dell’Aquila. Un quattro stelle che, con un piccolo stralcio, avrebbe la concessione.
 Nella stessa situazione si troverebbe anche l’Hotel delle Isole, albergo urbano che si vuole rimodulare per adeguarsi ai nuovi standard dell’offerta turistica nell’arcipelago.
 E infine l’Acquario, nella zona Vaticano, dove attualmente esiste un deposito per cavi telefonici sottomarini.
 Grossi problemi, invece, per l’intervento proposto nella zona Crocetta-Puntiglione dalla società olbiese Isole Sarde srl. Un progetto davvero ambizioso, ma che è sembrato da subito un po’ fuori dai confini del Ppr: un albergo cinque stelle di 25 mila metri cubi, più 77 ville di lusso, per un totale di 50 mila metri cubi complessivi. Insomma, un intervento globalmente di 75 mila metri cubi. La società Isole Sarde srl propone anche la ristrutturazione e il restauro della storica Villa Weber in favore del Comune come centro culturale e per congressi. Gli ambientalisti avevano già manifestato i propri dubbi, ma sembra che anche l’assessorato abbia giudicato non accettabile i 50 mila metri cubi di edilizia residenziale.
 Problemi anche per l’intervento proposto al Villaggio Piras.
 Bocciatura netta, invece, per il progetto di un albergo di lusso da ottenere nelle strutture della Marina a Punta Rossa, a Caprera. Un no ampiamente prevedibile, visti i vincoli della Soprintendenza, ma soprattutto per la mancata legittimazione della proprietà. Il forte di Punta Rossa deve infatti essere ancora trasferito dall’amministrazione della Difesa alla Regione.

Piero Mannironi

 

 

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