| SABATO, 13 OTTOBRE 2007
Base USA:
Soru ai sindacati: «Garantisco, nessuno
perderà il lavoro»
 Renato
Soru quei fischi non li ha proprio mandati giù. Li ha vissuti come una
protesta ingenerosa. Ingiusta. Per La Maddalena ha infatti speso molto,
mettendo in gioco il proprio prestigio e la propria credibilità politica.
Eppure, quando a fine settembre è andato nell’arcipelago per presentare la
sua idea di Partito Democratico, i dipendenti civili della Base Usa - che
chiedono una ricollocazione dopo la partenza della Us Navy - lo hanno
accolto con una rumorosa contestazione. E probabilmente al presidente non
devono essere sfuggiti anche i pesanti giudizi di alcuni sindacalisti,
riportati poi dalla stampa. Ironia del destino: quello era proprio il
giorno in cui la nave-appoggio Emory Land salutava l’arcipelago e faceva
rotta verso casa. Per questo, è bastato davvero poco per incendiare il
clima. Proprio alle prime battute, la riunione convocata a Ozieri nella
quale Soru doveva aggiornare i sindacalisti galluresi sulla situazione
degli ex dipendenti Usa, si è trasformata in una bagarre. E’ bastata una
parola di più, o forse semplicemente una parola fraintesa, di Tedde della
Cisl e il presidente della giunta regionale ha reagito quasi con furia.
Non basta: a un certo punto ha perfino minacciato di lasciare la sala
consiliare nella quale si stava svolgendo l’incontro.
Solo l’intervento del sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, l’ha
fermato. E proprio Comiti ha poi gettato acqua sul fuoco, tentando di
attenuare una tensione che stava diventando insopportabile. Ma forse c’è
anche dell’altro, oltre i fischi degli ex lavoratori della base Usa.
Magari qualche colpo basso messo a segno nel duello che si sta sviluppando
nelle primarie del Pd. Una rasoiata infatti Soru l’ha riservata al
sottosegretario Giampiero Scanu che, proprio alla Maddalena, nei giorni
scorsi lo ha attaccato frontalmente.
E come non pensare al senatore Gianni Nieddu quando il presidente della
Regione ha detto con un tono affilato: «Io faccio le cose che devo fare,
tutte quelle che posso fare: esercito pressioni su Prodi e spingo
continuamente sul governo. Ma l’estensione della legge 98 ai dipendenti
della base americana può solo nascere da iniziative parlamentari o di
governo. E allora i parlamentari sardi facciano la loro parte. Per quanto
mi riguarda, voglio però ricordarvi che io rappresento tutti i lavoratori:
i 170 che lavoravano per gli americani, ma anche i duemila maddalenini che
non hanno un’occupazione».
Poi, alla fine, Soru ha chiamato direttamente in causa Nieddu:
«Solitamente non faccio nomi, ma siete voi con le vostre domande che mi
costringete a dare una risposta. E allora se il senatore Nieddu ha messo
Regione e Comune sul banco degli imputati, io rispondo che ognuno deve
fare la propria parte. Io la sto facendo».
Il sindaco Angelo Comiti ha cercato di stemperare la tensione: «Quella
della Maddalena è una partita difficile, complessa, nella quale occorre
l’impegno e la buona volontà di tutti. Dobbiamo difendere i posti di
lavoro, è chiaro, ma dobbiamo essere anche consapevoli che ci muoviamo
all’interno di un’evoluzione dell’economia maddalenina e dobbiamo dare
lavoro a chi non lo ha mai avuto».
Con l’intervento di Michele Carrus della Cgil, finalmente la riunione ha
comunciato a camminare su una strada meno accidentata. Si è così parlato
della legge 98 che, anche se non risolve i problemi del personale civile
della Us Navy, certo può diventare un tampone e ridare ossigeno a quasi
duecento persone. Il problema è magari quello di rivedere la cornice della
legge perché possa esserci l’assorbimento dei lavoratori non solo nelle
amministrazioni centrali dello Stato, ma anche in quelle periferiche.
Dell’estensione della 98 si parla ormai da quasi un anno. Prima si cercò
di inserire nel maxi-collegato della Finanziaria dello scorso anno un
emendamento, con il quale veniva applicata anche ai dipendenti dell’Us
Support Activity la norma del 1971. Ma, nonostante gli accordi politici
presi e la sponsorizzazione autorevole di Anna Finocchiaro, l’emendamento
venne incredibilmente bocciato. Si passò alla strada del decreto, ma i
tempi si stanno dilatando enormemente. E intanto gli americani hanno fatto
le valigie.
Soru ha comunque ancora una volta rassicurato tutti: «Avevo detto che
nessuno avrebbe perso il posto di lavoro e oggi rinnovo quella promessa.
Se l’estensione della legge 98 ritarderà, mi inventerò qualcosa, come
abbiamo fatto per Arbatax. Magari creeremo una società temporanea».
Poi, rispondendo ai sindacalisti che chiedevano di conoscere il «progetto
globale per La Maddalena», Soru è diventato un torrente in piena: «Ieri
abbiamo scremato i progetti per gli alberghi nell’isola. Parlo di tremila
posti-letto. E parlo di 280 mila metri cubi da costruire. Vi rendete conto
cosa rappresenta tutto questo per l’economia maddalenina? Anni di lavoro,
milioni di euro di investimento. Tra tre settimane ci vedremo per la
decisione definitiva. Tre settimane, non tre anni. Capito?».
E l’Arsenale? Soru: «Ci siamo forse dimenticati quando, due anni fa, non
si capiva nulla con lo strano via vai di imprenditori corsi che
disprezzavano gli arabi e generali in pensione? Oggi l’Arsenale è tornato
al ministero che lo sta “girando” alla Regione. Che si farà? Mi chiedete.
Niente di più che soddisfare la sua vocazione naturale. E cioé
cantieristica e ricettività. Chi lo fara? Faremo il bando internazionale
e, quando comparirà l’annuncio sul Financial Times, vedrete che
arriveranno proposte da tutto il mondo. Insieme al Comune decideremo quale
sarà il progetto migliore».
A chi chiedeva se l’Aga Khan sia ancora interessato all’Arsenale, Soru ha
detto: «Interessa a molti. E se interessasse anche a Bertarelli?». Non è
sembrata una semplice battuta questa sull’interessamento dell’armatore di
Alinghi e oggi vero regista della Coppa America, la più grande
competizione velica in assoluto.
E infine un appello conciliante: «Questo è un buon momento. Stiamo tutti
calmi e mandiamo avanti questo processo di cambiamento. Risorse a
disposizione ne abbiamo abbastanza, fin troppe». Poi, una battuta sulla
nomina del commissario straordinario per il G8: «Un ruolo che vogliono
dare a Bertolaso? Va bene, io ho tante cose da fare. La mia candidatura
nasceva dal fatto che in altre regioni il ruolo era affidato ai
presidenti».
L’ultimo scossone, l’ha datto l’assessore provinciale all’Ambiente Pier
Franco Zanchetta, mettendo sul tavolo uno dei nodi strategici del processo
di riconversione: Caprera. «Presidente - ha detto Zanchetta -, c’è un
passo necessario che deve essere fatto. Ed è il passaggio di Caprera al
demanio regionale. Caprera è infatti strategica in un piano di rilancio
dell’intero arcipelago. E’ un patrimonio naturalistico che non ha eguali
in tutto il Mediterraneo e che potrebbe diventare una straordinaria
attrattiva per le sue qualità ambientali, ma anche come grande polo
culturale».
Soru ha confermato: «Zanchetta, lo stiamo chiedendo, è uno dei nostri
obiettivi. Il progetto di riconversione e di rilancio economico della
Maddalena non può esistere senza Caprera».
Piero mannironi |