| La Nuova Sardegna"
MARTEDÌ 5
FEBBRAIO 2008
Si insedia il consiglio direttivo del
Parco

Mentre Regione, Comune e Provincia preparano l’iniezione letale per
annientare il Parco, il presidente Giuseppe Bonanno irrobustisce la salute
dell’ente rendendo operativo il consiglio direttivo. Ieri mattina il
battesimo ufficiale dell’organo decisionale fresco di nomina e la
presentazione delle linee programmatiche.
Un lungo discorso con il quale Bonanno ha rivendicato la legittimità
dell’ente, illustrato progetti e indicato obiettivi. L’ascia di guerra
verso le istituzioni che chiedono l’eutanasia del Parco resta sotto terra.
Dal quartier generale di via Giulio Cesare arriva invece un appello alla
collaborazione.
Le nomine dei membri del consiglio direttivo portano la data del 28
dicembre. Una circolare del ministero ha assegnato le poltrone a Danilo
Pisu e Pier Mario Manconi, su designazione delle associazioni
ambientaliste, Marco Curini Galletti e Andrea Cossu, scelti
dall’università, i maddalenini Agostino Bifulco e Bartolomeo Bertorino
nominati dal ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole. Un
organismo spurio. Mancano i tre membri che devono essere indicati da
Regione, Provincia e Comune. Il triumvirato anti-parco ha già annunciato
che non li nominerà. Un messaggio di dissenso che non ha fermato i
progetti di Bonanno. «Oggi è una giornata importante per questo ente - ha
detto il presidente -. Fino a questo momento il Parco è stato zoppo. Il
presidente da solo non può controllare tutti gli aspetti di un ente così
complesso. Insieme potremo dare risposte al territorio. Ne abbiamo le
possibilità e i mezzi economici». Bonanno tende poi la mano agli enti che
vogliono affondare il Parco. «È necessaria la collaborazione con
Provincia, Regione e Comune - ha aggiunto -. Spero che nelle prossime
riunioni in questo consiglio ci siano anche i membri che dovranno essere
indicati da loro. Ma la mancanza di queste nomine non può essere usata
come strumento per impedire il cammino del Parco. Noi andiamo avanti. In
un periodo particolare come questo l’unico appello che posso rivolgere è
alla ragionevolezza». Bonanno indica poi alcuni punti del suo vangelo
verde. Tra gli impegni principali far brillare il gioiello più prezioso
dell’arcipelago, l’isola di Caprera. Bonanno punta a fare dell’isola di
Garibaldi un esempio di turismo virtuoso. «L’area scambio che abbiamo
creato nell’ex blocchiera è il primo passo verso una fruizione
intelligente del territorio, che cancellerà l’idea che alla Maddalena si
possa venire solo per le spiagge - ha spiegato Bonanno -. A Caprera si
potranno fare escursioni, andare a cavallo, seguire percorsi naturalistici
a piedi, in biciclietta. Il centro di educazione ambientale di Stagnali
dovrà essere un punto di eccellenza. Il museo geomineralogico e il centro
di ricerca delfini devono diventare elementi fondamentali dell’offerta
culturale dell’isola».
Bonanno non dimentica le altre isole dell’arcipelago. «Non possiamo ad
esempio più tollerare che ad agosto il porto della Madonna sembri il
salone di Genova - ha concluso Bonanno -. È fondamentale proteggere
l’ambiente».
Serena Lullia
MARTEDÌ 5
FEBBRAIO 2008
La crociata di Comune, Regione e
Provincia Un nemico da abbattere, un mostro calato dall’alto
che deve essere annientato. La battaglia contro il Parco compatta Comune,
Provincia e Regione. I tre enti uniscono le forze nella crociata per
liberare l’isola dallo straniero.
L’accusa è nota. Il presidente Giuseppe Bonanno e i vertici del Parco
sono stati scelti dal ministero dell’Ambiente. Provincia, Comune e Regione
vogliono abbattere i criteri di nomina sanciti dalla legge nazionale e
creare un organismo di tutela scelto dalle comunità locali.
Il primo indizio della guerra per demolire l’ente Parco è la delibera del
consiglio comunale della scorsa estate. Maggioranza e opposizione votano
all’unanimitù un documento nel quale chiedono l’eutanasia dell’ente. Solo
pochi giorni prima Comune e Parco avevano sottoscritto un protocollo di
intesa per creare un ufficio unico per elaborare le linee guida del puc e
del piano del parco.
Nel frattempo parte anche la richiesta di un referendum popolare per
demolire l’ente verde.
Nell’ultima seduta consiliare di gennaio il sindaco, Angelo Comiti, ha
annunciato che i tempi sono maturi per mettere in moto la procedura della
consultazione popolare. Dal primo cittadino anche un attacco diretto alle
nomine dei membri del consiglio direttivo. L’accusa è la mancanza di
requisiti professionali e scientifici da parte degli eletti, oltre che
l’assenza di non aver sentito il parere del Comune.
Ma la battaglia per polverizzare il Parco varca i confini dell’arcipelago
e trova alleati anche a Olbia e a Cagliari.
Provincia e Regione elaborano un nuovo modello di ente di tutela, un
progetto integrato di aree protette volute, scelte e guidate dalle
autorità locali. Una sorta di grande riserva che da Capo Testa arrivi fino
al Monte Acuto.
Secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Cicito Morittu, è inutile
avere due enti, Comune e Parco, che si sovrappongono e si ostacolano. Da
qui la decisione di chiedere la revisione degli accordi Stato Regione del
1999. Tra questi anche la legge che regola il funzionamento dei parchi.
L’assessore Morittu, aveva annunciato un incontro con un delegato del
ministero dell’Ambiente per il 23 gennaio. La crisi di governo ha mandato
in tilt l’agenda della Regione.
Nel frattempo i membri del consiglio direttivo si sono insediati e hanno
iniziato a lavorare al fianco del presidente Bonanno. Serena Lullia |