| La Nuova Sardegna"
SABATO, 16 FEBBRAIO 2008
nuovo look per il G8
L’ex ospedale militare, dove si terrà
il summit, diventerà un hotel a 5 stelle. Al posto dell’Arsenale 2
alberghi di lusso
Per il progetto dell’architetto Boeri
servono oltre 100 milioni

La matita è nelle mani di uno che La Maddalena la conosce
bene. Sua madre, Cini Boeri, negli anni ’60 ha progettato due ville a
Punta Cannone ancora oggi da copertina. Lui, Stefano Boeri, architetto di
fama, sta ridisegnando l’arcipelago per il G8. Planimetrie e schizzi sono
già pronti. Il summit tra gli “8 grandi” si terrà nell’ex ospedale
militare, trasformato in hotel 5 stelle. Al posto dell’Arsenale, due hotel
4 stelle.
Boeri ha 52 anni, dirige la rivista “Abitare”, è progettista del
Tanka Village di Ligresti ed è stato direttore artistico di Festarch, la
rassegna ideata da Soru. L’incarico gli è stato affidato da Guido
Bertolaso, commissario straordinario del G8, e “La Nuova” è in grado di
anticipare i progetti che saranno sottoposti all’attenzione del “comitato
istituzionale”.
Le strutture che ospiteranno i lavori del “grande evento”, così come l’ha
classificato il governo Prodi, sono due: l’ex ospedale militare e l’ex
Arsenale. Il primo sarà il cuore delle tre giorni, in programma alla fine
di giugno del 2009. Sarà lì che i gli “8 grandi” discuteranno e
dormiranno. L’ex ospedale, in via Mirabello, vista mare, ha una superficie
di 38mila metri quadri, di cui 6mila coperti (le unità immobiliare sono
16, con due ville separate).
Stefano Boeri, aiutato da un pool di specialisti, ha immaginato un
restyling che porterà la struttura centrale dell’edificio a diventare un
hotel a 5 stelle. Ci sarà una grande sala nella quale si terranno i
vertici tra i capi dei sette paesi più industrializzati del mondo (Stati
Uniti, Giappone, Germania, Francia, Inghilterra, Italia, Canada), più la
Russia. Gli “otto grandi” non si sposteranno da lì neppure per mangiare e
dormire: sono state infatti pensate delle suite, ampie, per ciascuno dei
capi di governo e di stato.
L’altra parte dell’evento avrà come location l’Arsenale, in piazza
Favarelli. La struttura si estende su 160mila metri quadri, di cui 19mila
coperti (ci sono una cinquantina di fabbricati), e un lungo banchinamento.
Boeri ha studiato una soluzione che consentirà di lavorare e dormire sia
allo staff degli otto grandi sia ai giornalisti. Dalla rimodulazione degli
edifici, nasceranno due hotel 4 stelle. Ci sarà una grande sala stampa
(sono attesi 3.500 giornalisti). La banchina sarà rivoluzionata, con l’uso
di particolari prodotti: c’è un gioco, molto luminoso, realizzato con il
vetro, che ne fa una splendida passeggiata. Una scelta che potrebbe
portare gli organizzatori a spostare il porto commerciale su un’altra
banchina, già realizzata: quella di Santo Stefano in uso fino a pochi mesi
fa alla Us Navy.
I progetti di Boeri saranno ora analizzati da Bertolaso, dal presidente
della Regione e dal “comitato istituzionale”, che dovrebbe costituirsi la
prossima settimana. Il costo dell’operazione è stato stimato in oltre 100
milioni di euro. Dovrebbero lavorarci, in tempi strettissimi, tra i 700 e
gli 800 operai.
Quando i piani di Boeri e del suo staff avranno il via libera, comincerà
la fase due: quella dell’esecuzione dei progetti. Chi li farà? E come? E
con quali soldi? L’aspetto finanziario è rilevantissimo. Al momento, per
il G8 ci sono 31 milioni di euro: 30 li ha messi il governo Prodi con la
finanziaria 2008, uno lo sta mettendo la Regione, quando la finanziaria
sarà approvata. All’appello mancano 70 milioni di euro, solo per le due
operazioni. Prodi e Soru stanno accelerando i tempi, un po’ perché
costretti a farlo da una condizione oggettiva (all’appuntamento manca un
anno e mezzo), un po’ per la paura che il futuro esecutivo, se guidato da
Berlusconi, blocchi tutto. E’ ipotizzabile uno sforzo finanziario
straordinario nelle prossime settimane per garantire alla Maddalena, e
alla Sardegna tutta, la realizzazione di un appuntamento di eccezionale
impatto economico e mediatico.
Per l’aggiudicazione dei lavori, il commissario Bertolaso sta pensando a
dei bandi. Viste le dimensioni delle opere, saranno chieste delle
manifestazioni di interesse. Verranno sondati alcuni gruppi che già
operano in Sardegna: dall’Aga Khan a Barrack, da Pirelli Re a Ligresti.
Per quest’ultimo, la Regione potrebbe accelerare l’iter dell’intesa
urbanistica, permettendogli così di riconvertire il villaggio Seis in
struttura alberghiera. Il G8 richiamerà infatti oltre 20mila presenze, e
La Maddalena ha bisogno di dare una forte offerta ricettiva (infatti anche
altri alberghi potrebbero avere una corsia preferenziale).
Soru ha posto una condizione: chi farà i lavori all’ex arsenale e all’ex
ospedale dovrà continuare a gestire le strutture anche dopo il G8.
GUIDO PIGA
SABATO, 16 FEBBRAIO 2008
Lo spettro elezioni sull’appuntamento
Prodi e Soru vogliono fare le cose bene, ma in fretta. Perché temono
che Berlusconi, se tornerà al governo, possa spostare il G8 dalla
Maddalena a Pratica di Mare, una soluzione preferita anche da alcuni
settori militari. Un luogo cui il Cavaliere tiene molto: è lì che, nel
maggio 2002, con lui presidente del consiglio, il presidente Putin firmò
l’adesione della Russia alla Nato. Dietro la mossa berlusconiana, potrebbe
esserci la giustificazione della mancanza di risorse per l’appuntamento
nell’arcipelago.
Per il G8, effettivamente, i soldi sono ancora pochi. Quelli certi
sono i milioni, trenta, stanziati dal governo Prodi nella finanziaria del
2008. Poi c’è il milione di euro che la Regione ha messo nella finanziaria
ancora in approvazione in consiglio regionale. Guido Bertolaso,
commissario straordinario dell’evento, ha detto che serviranno 130 milioni
di euro e che saranno trovati.
E’ un impegno cui il Governo ha intenzione di mantenere fede. Ma la
preoccupazione che serpeggia sia a Roma, a Palazzo Chigi, sia a Cagliari,
in viale Trento, è che Berlusconi non voglia difendere la scelta
dell’esecutivo Prodi.
In caso di vittoria alle elezioni di aprile, con conseguente ritorno al
governo del Paese, Berlusconi sarebbe tentato di spostare tutto a Pratica
di Mare, una location già sperimentata nel 2002 per la “storica” fine
della Guerra fredda. Lì tutto è pronto, o quasi.
Ma, dietro, potrebbe esserci anche una valutazione tutta politica. Sul G8
alla Maddalena, Soru ha investito moltissimo, dopo la battaglia contro la
presenza degli americani. Il presidente della Regione ha sempre sostenuto
che il G8 sarà una grande opportunità per La Maddalena, che potrà
modificare la propria economia: finita la dipendenza dalla marina militare
statunitense, l’arcipelago potrebbe sviluppare un proprio modello
turistico.
Molti progetti, ora fermi in Regione per via dell’intesa prevista dal
piano paesaggistico, potrebbero essere sbloccati a breve, andando ad
aggiungersi agli 800 lavoratori che dovranno rifare l’ex ospedale militare
e l’ex arsenale.
Contro Soru, qualche giorno fa, si sono espressi gli industriali del nord
Sardegna, preoccupati che i bandi per le grandi opere possano essere
decisi a Roma, a vantaggio di grandi gruppi.
E’ evidente, però, che interventi così consistenti (finanziariamente e
tecnicamente) hanno bisogno di grandi società, che poi dovranno gestire la
fase post-G8. Far fallire l’operazione, sarebbe un duro colpo alla
politica di Renato Soru.
GUIDO PIGA |