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MARTEDÌ, 26 FEBBRAIO 2008

L’arcipelago degli hotel a 5 stelle

Un’isola a cinque stelle (turistiche), senza più stellette (militari). Sulla carta, La Maddalena del futuro ha già un nuovo (bellissimo) volto. E’ quello disegnato dai progetti, undici di privati più tre dell’amministrazione comunale, che dovranno essere pronti per il G8. Investimenti imponenti che sanano le brutture delle cave di granito e dei villaggi per i marines.
 Waterfront. I progetti che cambieranno la faccia della Maddalena sono, prima di tutti, quelli pubblici. E andranno a rifare il waterfront della città. Che sarà un grande porticciolo turistico. In attesa che il piano urbanistico (o il commissario per il G8) indichi l’area per il nuovo porto commerciale, partiranno infatti i lavori che trasformeranno Cala Gavetta e dintorni. Per l’area di Padule sta per andare in appalto una gara da 2 milioni di euro per creare un parco urbano con piste ciclabili e spazi per i bambini. Sarà un polmone verde. Proseguendo da sinistra verso destra (per chi arriva in traghetto da Palau), c’è un piano di riqualificazione per Cala Balbiano. Sono previsti 120 posti-barca: manca la valutazione d’impatto ambientale, dovrebbe arrivare entro l’anno. Gli operai sono invece pronti a entrare in azione a Cala Gavetta, è questione di giorni. Nel cuore della città spariranno i massi frangiflutti: saranno sostituiti dai pontili. Verrà rifatta la pavimentazione e migliorata l’illuminazione. Il tutto con 600mila euro. Poi c’è l’affare Excelsior: il Comune, con 5 milioni di euro, vorrebbe abbattere l’hotel e realizzare una piazza, con parcheggi sotterranei. Un nuovo biglietto da visita che, però, trova l’opposizione dei proprietari dell’immobile. L’amministrazione ha avviato le procedure di esproprio dell’hotel; è possibile che la partita possa finire dentro quella del G8 (il commissario Bertolaso può cambiare gli strumenti urbanistici e fare gli espropri). Alla fine, La Maddalena si affaccerà sul mare senza più ostacoli.
 Alberghi. I privati hanno presentato 22 progetti, la Regione ne ha ammesso all’intesa 11. Sono tutti dentro un dossier di cui «La Nuova» può documentare ampie parti. Gli obiettivi che hanno Regione e Comune sono molteplici. Primo: aumentare l’offerta ricettiva dell’isola per il G8 e non solo. Secondo: riconvertire le aree ex militari (e le ex cave). Terzo: usare prodotti della bioedilizia (c’è anche il sughero) e energie rinnovabili (eolico e solare). Uno degli interventi più rilevanti è quello proposto da Seis spa, società acquistata dal gruppo Ligresti. Seis ha costruito e gestito per 30 anni un villaggio di 134 villette a Trinita, con vista su Budelli-Razzoli-Santa Maria. Ora vuole realizzare due hotel, uno a 5 stelle, l’altro a 4. Tutt’e due svilupperanno 24mila metri cubi. Nel 5 stelle, ci saranno dai 240 ai 260 posti-letto. Nel 4 stelle, dai 300 ai 320. L’architettura si avvicina al modello della Costa Smeralda. Restano delle volumetrie destinate al residenziale (36mila) e ci sono quelle per i servizi, dal centro velico al centro benessere (20mila metri cubi). In tutto, 113 mila metri cubi. Troppi, rispetto all’esistente: la Regione ha chiesto una revisione. I progettisti dovranno sforbiciare parecchio.
 Un altro significativo piano è quello di Vela Marina, srl posseduta dalla famiglia dell’ex sindaco Pasqualino Serra. Prevede la costruzione di un hotel 5 stelle nell’isola di Santo Stefano, con vista sull’Orso di Palau. Sorgerà su una cava di granito. Inizialmente, la srl pensava a due hotel: l’obiettivo era quello di sanare le due cave dismesse. La Regione ha chiesto l’accorpamento delle due strutture. L’hotel, così, sorgerà nella cava più vicina al porticciolo turistico di Cala Vela Marina. Svilupperà 33mila metri cubi (ma la Regione ha posto un tetto massimo di 25mila, sicché anche in questo caso gli architetti dovranno limare i metri cubi). Le camere previste sono 122. Particolare non da poco: per volontà di Serra, potranno attraccare solo barche a vela. Un albergo a 5 stelle prenderà corpo a Cala Lunga, parte nord della Maddalena, vista sulle Bocche. Lo tirerà su Itas, una srl recentemente acquistata da Sviluppo Vacanze spa di Davide Cincotti, salernitano, proprietario della società Deriblok (imballaggi plastici). Cincotti riconvertirà la volumetria esistente (un vecchio fabbricato da 20mila metri cubi, cui se ne aggiungeranno 6mila nuovi). Qui la Regione ha chiesto una leggerissima riduzione di volumetrie.
 Il Comune. «In municipio puntiamo sulla riconversione e sulla costruzione di strutture di grande pregio ambientale e a basso costo energetico - spiega Pasquale Russo, dirigente dell’area tecnica -. La Regione ha ammesso 11 progetti e ha chiesto ai privati di rivederli. Quando lo faranno, ci sarà la seconda fase a Cagliari: lì verrà dato il via libera. A quel punto, come amministrazione, avremo due possibilità. Se i progetti sono conformi al Puc, daremo subito la concessione edilizia. Se non lo sono, li inseriremo nella fase di adeguamento del Puc al piano paesaggistico». La missione è: fare in fretta.


GUIDO PIGA

Sul vertice dei Grandi domani incontro decisivo

E’ il giorno delle carte. E delle monete. Domani a Roma, palazzo Chigi, si insedia il “Comitato di coordinamento del G8”. C’è il presidente (Enrico Letta), il commissario delegato (Guido Bertolaso), e ci sarà Renato Soru, più ambasciatori, diplomatici, funzionari, militari, consiglieri. Una foto di gruppo, poi tutti sotto per approvare due atti fondamentali per il vertice alla Maddalena. Il comitato dovrà dire sì ai progetti di Stefano Boeri per la riconversione dell’arsenale e dell’ospedale militare. E poi dovrà trovare tra i 60 e gli 80 milioni di euro.
 Il “Comitato di coordinamento nazionale per il G8” è stato istituito dal governo Prodi con l’ordinanza che ha nominato Guido Bertolaso come commissario del grande evento in programma alla Maddalena nel giugno del 2009.
 Quella di domani nel palazzo del governo sarà la riunione d’insediamento; un appuntamento saltato nelle scorse settimane per via dell’indisponibilità di Soru.
 Oltre a Letta, Bertolaso e Soru, saranno presenti il rappresentante del viceministro Rutelli, il consigliere diplomatico di Prodi, tre rappresentanti del ministero degli Esteri, due nominati dal ministero dell’Interno e da quello della Difesa e uno dal ministero dell’Economia.
 A guidare i lavori sarà Letta. «La riunione segnerà l’insediamento del comitato ma sarà anche operativa» chiarisce Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica di Letta.
 Sul tavolo, dopo i saluti e gli abbracci, veranno calate le carte. Stefano Boeri, l’architetto incaricato da Bertolaso per rifare il look alla Maddalena, presenterà i progetti per la riconversione dell’ex ospedale militare della Maddalena, dell’ex arsenale e della caserma Faravelli.
 L’ex ospedale sarà il cuore dell’evento: è lì che si terrà il vertice degli 8 rappresentanti dei paesi più industrializzati della terra, è lì che, nell’hotel 5 stelle che nascerà, passeranno i tre giorni del vertice, giorno e notte. L’ex arsenale, che sarà trasformato in un hotel a 4 stelle e manterrà un’area per la cantieristica, ospiterà le delegazioni diplomatiche e i giornalisti.
 Il Comitato, dunque, dovrà dare il via libera alle idee di Boeri. O, è possibile, chiedere ulteriori modifiche. Quando la partita della riconversione sarà chiusa, il Comitato passerà ad affrontare un tema che, anche a Roma, viene definito “spinoso”. E’ quello delle risorse. Al momento, ci sono 30 milioni di euro destinati dal Governo per l’allestimento del grande evento (così è stato classificato). Ma sono soldi che non saranno usati solo alla Maddalena: serviranno per l’organizzazione generale. Per portare a termine tutte le opere, è stato stimato che serviranno dai 60 agli 80 milioni di euro. Dove trovare tutti questi soldi?
 Si sta affacciando un’ipotesi: quella di fare ricorso ai fondi europei per le zone svantaggiate (e la Sardegna lo era). C’è un capitolo sugli investimenti turistici cui il Governo e la Regione potrebbero attingere per gli interventi infrastrutturali. Sarà materia di grande discussione.
 Sui progetti dei privati, il Comitato non si esprimerà. Lì i poteri sono in capo al commissario Bertolaso che - come recita l’ordinanza di Prodi - «adotta determinazioni che costituiscono variante alle previsioni dei vigenti strumenti urbanistici».
 La domanda interessante è solo una: Bertolaso può superare i vincoli e le procedure imposti dal piano paesaggistico?

GUIDO PIGA

 

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