| GIOVEDÌ, 28 FEBBRAIO
2008 Bertolaso: il 1º aprile via ai
lavori del G8

ROMA. Guido Bertolaso non è uno che ama scherzare, con i cataclismi
che deve affrontare come capo della protezione civile. Figurarsi Renato
Soru. E così, parlando al comitato nazionale sul G8 riunito per la prima
volta a Palazzo Chigi, il commissario annuncia: «il 1° aprile, alla
Maddalena partiranno i lavori». Centinaia di operai nell’arsenale e
nell’ospedale militare. E lo potranno fare perché quei beni sono adesso
della Regione, e perché la Regione ci metterà 70 milioni, per rifarli a
nuovo.
Il G8 arriva a una svolta. La sterzata la danno in tre. Soru e
Bertolaso, con la regìa di Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza
del consiglio, ieri a Palazzo Chigi superano tutte le ultime resistenze
dei militari sui beni e vincono le poche perplessità sulla copertura
finanziaria.
Un abile gioco di squadra, non ci sono dubbi. Aprendo l’incontro, davanti
a generali, ambasciatori, direttori, funzionari, Letta dice: «Siamo
tremendamente in ritardo sui tempi». Subito dopo, Bertolaso chiarisce il
concetto: «Quello dei tempi è un problema drammatico». Messa in questi
termini, la partita G8 diventa ancora di più eccezionale. C’è poco spazio
per i cerimoniali. Il vertice dei grandi, che Bertolaso voleva spostare a
settembre, si terrà in una finestra tra il 20 giugno e il 10 luglio 2009.
Ora tutti a correre.
Soru gioca la sua carta. «La Regione è pronta a mettere i solper le opere
della Maddalena». I 30 milioni di euro dati dallo Stato sono pochi,
pochissimi. Serviranno solo per l’organizzazione dell’evento. Dunque i
lavori per le strutture ex militari li pagherà Cagliari, con i denari
dell’Ue. A tarda sera arriva anche la cifra: 70 milioni di euro, è un
finanziamento del Cipe per la Sardegna destinato a interventi “innovativi
e di qualità”. E quelli per il G8, disegnati dalla matita di Stefano
Boeri, lo sono.
Bertolaso li illustra. Nell’ex arsenale nascerà un hotel a 5 stelle, da
110 camere. Sarà lì il cuore dell’evento, sarà lì, insomma, che si terrà
il summit tra i capi di stato e governo degli 8 paesi più industrializzati
(anche se, con gli invitati, i premier saranno una ventina). Sempre
nell’arsenale, ci sarà il media center: i giornalisti che sbarcheranno
nell’isola saranno 3mila, o forse di più perché sarà una delle prime
uscite pubbliche del nuovo presidente degli Usa. A proposito di questo,
Bertolaso ha spiegato che «la pista dell’aeroporto di Olbia non deve
essere allungata: abbiamo verificato che l’Air Force One può atterrare
senza problemi». Ma, ha aggiunto il commissario, «sarebbe meglio farlo
comunque, quell’intervento, per lasciare un’infrastruttura di livello».
L’ospedale militare, poi. Al suo posto, sorgerà un altro hotel 5 stelle,
da 135 camere, suite comprese: lì dormiranno gli 8 grandi. Gli altri due
beni che verranno riconvertiti sono la caserma Faravelli (per il personale
diplomatico al seguito) e la scuola sottufficiali (ci andrà il personale
della sicurezza, almeno 16mila agenti). Novità succosa: alla Maddalena in
quei giorni ci sarà anche il presidente della Repubblica Napolitano. Avrà
una sua location (l’ammiragliato?) e terrà una forte iniziativa.
Dopo le invenzioni di Boeri, sarà una società (o a un’associazione di
società) a dare corpo ai progetti. Con una prescrizione rigidissima: tutto
ciò che verrà costruito sarà ecosostenibile. E’ questa la cifra del G8
della Maddalena: si discuterà di riscaldamento globale e il vertice darà
una prima - emblematica - risposta al problema. Le nuove strutture, per
esempio, dovranno usare coperture a elevato isolamento termico (il
sughero, per dire). E dovranno sostenersi da sé. Via libera al solare e
all’eolico. Delle piccole torrette compaiono nel progetto di di
riconversione dell’arsenale, accanto agli alberi e alla barche (resterà
un’area per la cantieristica). Per Soru, nessun problema. Verrà sfruttato
anche il mare: ci saranno delle pompe di calore alimentate con l’acqua
salata.
«E’ un grande piano (masterplan è scritto su un progetto, ndr)
ecosostenibile - ribadisce Bertolaso -. Useremo la carta riciclata anche
per gli atti ufficiali, le macchinette elettriche, le barche a vela.
Stiamo lavorando con Eni ed Enel. Stiamo cercando sponsor, penso alla
Fiat. Perché tutto deve essere all’insegna del Made in Italy, perché
l’Italia deve trionfare».
E anche la Sardegna, ovviamente. Soru sta investendo 70 milioni, mica
poco, perché è convinto che «è un grande piano di riconversione economica
che durerà nel tempo». Ma per portare a termine la missione ha bisogno dei
beni, i quattro della Maddalena e due a Cagliari per gli eventi
collaterali (l’ex ospedale militare e la caserma Ederle). Con i militari
si innesca una discussione piuttosto articolata, e lui, il governatore, è
molto determinato a portare a casa tutto, e subito. Alla fine, Letta e
Bertolaso gli fanno da sponda e così, per via del G8, i «beni passano
subito alla Regione», già da oggi, e altri 11 seguiranno lo stesso
percorso tra una settimana.
E’ un grande colpo, tanto che Soru passa tutta la sera a Palazzo Chigi, a
leggere e rileggere l’ordinanza con la quale Bertolaso cambia la storia
della Maddalena.
Guido Piga
L’arsenale sarà gestito da Cagliari
ROMA. Primo punto, smilitarizzare Tavolara. Così, anno 1962, l’Aga
Khan spiegò alla Regione che quella era la condizione per far
nascere la Costa Smeralda. Primo: voglio sapere se l’arsenale è della
Regione, e non più dei militari, disse Karim a Soru nel 2007. Adesso non
ci sono più dubbi: da oggi l’arsenale lo gestirà Cagliari, i grandi
progetti possono partire senza più ostacoli. E il bando di gara anche.
Bertolaso è stato chiarissimo: «I lavori per il G8 partiranno il 1°
aprile». Tra poco più di un mese, dunque, gli operai saranno all’opera
nell’arsenale, nell’ospedale militare, nella caserma Faravelli e nella
scuola sottufficiali.
Ora la partita che si apre è doppia, per la Regione che ne avrà la
proprietà. Il primo atto, e a firmarlo sarà il commissario Bertolaso, è
quello dell’aggiudicazione dei lavori. Chi li farà? Per la dimensione
delle strutture (e la ristrettezza dei tempi, «dobbiamo fare in 12 mesi
cose che si fanno in 12 anni»), dovrà essere una società solidissima.
In ballo ci sono Impregilo (ma le quotazioni sono in forte ribasso) e
Astaldi, che sono le due maggiori aziende di costruzioni italiane. C’è
spazio anche per Immobiliare Lombarda, la spa del gruppo Ligresti,
partecipata dal Banco di Sardegna, che vive di mattone. C’è Pirelli Re,
già attiva in Gallura (a Golfo Aranci sta realizzando villette low cost).
C’è Hines, con un intervento nella Marmilla. Non è esclusa la pista di
un’associazione temporanea di impresa, in modo da mettere insieme i big e
anche (forse) le imprese maddalenine e galluresi. La decisione sarà presa
nel giro di poche settimane.
Ma c’è anche una seconda ipotesi. E’ questa: i lavori potrebbero essere
affidati a una società immobiliare insieme a uno o più gruppi che operano
nel settore alberghiero. L’obiettivo di Soru, infatti, è quello di
garantire alla Maddalena un lungo futuro turistico, finito il G8. Per la
gestione di quelle strutture, rifatte a nuovo, Soru ha annunciato un bando
di gara. E in questo caso potrebbero entrare in campo l’Aga Khan e Barrack.
Sia il primo che il secondo volevano certezze sulla proprietà
dell’arsenale, prima di presentare dei business plan. Il finanziere
americano, in una intervista al “Sole-24 Ore” di domenica scorsa, spiegava
di essere spaventato dalla mancanza di un interlocutore certo, alla
Maddalena. Ora c’è. E’ la Regione. Chi vuole avanzare la propria
candidatura, può farlo.
C’è infine un terzo punto: quello dei progetti privati. «Ci sono 1500
posti letto potenziali, con i progetti andati a intesa con la Regione» ha
detto Bertolaso. Lui ha il potere di modificare gli strumenti urbanistici,
sbloccando quegli investimenti con un’ordinanza. L’impressione è che lo
farà, d’accordo con Soru, superfluo dirlo.
Guido Piga
Arsenale: i lavoratori vanno dal
prefetto
SASSARI. Una mezza risposta, un nuovo tentativo di allungare i
tempi, l’assenza di un piano che consenta di ricollocare - come previsto
dall’intesa Soru-Parisi del 2006 - i 143 lavoratori dell’ex arsenale della
Maddalena. La conferenza di servizi chiesta in tutta fretta dalla Marina
militare e dal ministero della Difesa, che si è svolta ieri mattina nella
sede della Confindustria sassarese, non ha portato grandi novità.
«E’ andata come ci aspettavamo - ha detto Lorenzo Porcheddu,
segretario generale della Cgil-Funzione pubblica della Gallura - perchè
finora non c’è stato alcun segnale chiaro. Da due anni chiediamo al
Governo un confronto serio per definire la ricollocazione dei lavoratori e
ci è stata data una sola opportunità. Ora la situazione è precipitata per
via del G8, ma non vediamo proposte serie. Continuano a dire che la Difesa
non ha la possibilità di una sistemazione alla Maddalena. Invece secondo
noi è possibile». Oggi alle 10, nella sede dell’arsenale, è stata
convocata l’assemblea dei lavoratori per l’esame della situazione e per
decidere le iniziative di protesta. Si va verso lo sciopero che potrebbe
raccogliere l’adesione di tutto il settore della Difesa a livello
nazionale.
La conferenza di servizi - alla quale hanno partecipato, oltre ai due
funzionari della Difesa, il prefetto di Sassari, il sindaco della
Maddalena, i presidenti della Province di Sassari e Olbia-Tempio,
rappresentanti della Regione e delle due Asl del nord Sardegna - ha messo
in evidenza una situazione di incertezza che si trascina ormai da tempo.
Da parte della Marina militare è arrivata l’offerta per «accogliere» 70
dei 143 lavoratori dell’ex arsenale, gli altri andrebbero sparpagliati
nelle diverse istituzioni pubbliche del territorio provinciale.
Le organizzazioni sindacali hanno rispedito l’offerta al mittente e, nel
primo pomeriggio di ieri, sono state ricevute dal prefetto Paolo
Guglielman al quale hanno rappresentato le loro preoccupazioni. Lorenzo
Porcheddu (Cgil), Gaetano Pedroni e Massimo Tedde (Cisl), Lorenzo De Rosa
(Uil) hanno lamentato la totale assenza di relazioni sindacali, i lunghi
silenzi su quella che si configura come una «emergenza occupazionale» e
l’assoluta mancanza di «proposte credibili per la soluzione di una
vertenza che pure è conosciuta a tutti i livelli».
Al Prefetto, i rappresentanti sindacali hanno ribadito che «tutti i
lavoratori possono essere ricollocati alla Maddalena, che 80 dipendenti
dell’ex arsenale sono già stati riqualificati e che anche per gli altri
l’operazione è possibile. Bisogna solo volerlo». Indicati anche gli
indirizzi da tenere presenti: Mariscuola, Marifari, Marigeminil, Circolo
ufficiali e sottufficiali. Messa in evidenza, inoltre, una legge di
Bilancio della Difesa che autorizza iniziative per fare in modo che
vengano liberati posti i “civili” occupati da militari. Quanti sono?
Provino solo a fare un conto e capiranno che gli spazi ci sono».
Ieri mattina i lavoratori hanno preso il traghetto dalla Maddalena e
hanno raggiunto Sassari. Hanno attuato un presidio davanti alla
Confindustria, hanno atteso la conclusione della Conferenza di servizi e,
poi, la fine dell’incontro dei rappresentanti sindacali con il Prefetto.
«Fra cinque giorni deve essere sgomberato l’arsenale per consentire
l’inizio degli interventi in vista del G8 - hanno spiegato i lavoratori -
e noi siamo diventati improvvisamente un problema. C’è la gara tra i vari
ministeri per accaparrarsi le strutture da dismettere ma anche per
scaricare nel vuoto tutte le risorse umane. E questo non può essere
consentito, meno che mai allo Stato».
Guido Piga |