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DOMENICA, 09 MARZO 2008
Nel deserto lasciato dagli americani

La storia a stelle e strisce riposa dietro un imponente cancello,
blindata da alte mura e reti metalliche. Fortezza senza anima, roccaforte
senza soldati e invasori. Il comando della marina Usa dorme il suo sonno
dopo aver custodito per 35 anni i segreti militari degli States.
La nuova geopolitica ha deciso la sua eutanasia. Il 29 febbraio le
chiavi della Naval support activity sono ritornate nella mani dei
proprietari, la famiglia maddalenina Lotti Farina. Nei lunghi decenni di
convivenza gli abitanti dell’arcipelago hanno potuto solo curiosare
attraverso le cancellate presidiate da marine armati. Mondi a due
velocità, vite che scorrevano a fianco senza sfiorarsi. Dopo 35 anni il
limite invalicabile può essere oltrepassato. Le porte si aprono e mostrano
uno spaccato di vita a stelle e strisce, una città dentro la città, fatta
di uffici, ristorante, parco giochi, palestra, cinema. Oltre il piazzale
dell’ingresso, unica fetta del mondo americano che si intravede dalla
strada, ci sono due lunghi casermoni rosa. Uno era la sede degli uffici,
l’Information system departement, l’altro il cinema. All’Nsa i proiettori
erano stati accesi nel 2003. Per i soldati amanti del grande schermo era
stata costruita una sala blu full optional con 120 comode poltrone. Un
sistema audio di ultima generazione e proiettori all’avanguardia
garantivano una perfetta visione. Le bacheche con le locandine dei film
oggi sono vuote. L’ultimo spettacolo è andato in onda alcuni mesi fa.
Oltre il corridoio fra il cinema e l’information departement c’è il
trasportation, la struttura che custodiva jeep e auto del comando Usa. Il
grande garage sembra un tunnel vuoto, intriso di silenzio e odore di
gasolio. Qualche passo più avanti la palestra. Il regno in cui i marine
scolpivano i bicipiti ha un nome italiano, Informa 24. Nel tempio della
cura del corpo cyclette, attrezzi per il body building, panche. Davanti
alle pareti foderate di specchi alcuni pannelli con le indicazioni per
modellare muscoli da Big Jim. Ma nella city blindata nel cuore dell’isola
c’erano anche spazi dedicati ai bambini. Per i figli dei soldati, davanti
al campo da basket, era stato creato un parco giochi, tunnel e scivoli con
atterraggio su un tappeto di erba. I genitori potevano controllare il
divertimento dei piccoli anche dalla sala esterna del ristorante,
attrezzata come un’area pic nic.
Il «The Reed» è il tipico locale degli States, con il grande bancone che
separa la cucina dalla sala, le piastre per cucinare hamburger e hot dog.
In alto campeggia un tabellone luminoso per i numeri del bingo. Sui tavoli
di legno ci sono ancora i menù con i prezzi indicati in dollari pronti per
essere consultati. Il frigo è acceso. All’interno, le bibite: come se la
vita non si fosse mai fermata. Appena superato il «The Reed» si arriva
agli uffici della polizia militare e al campo per giocare a squash.
Salendo sulla collina tagliate a gradoni coltivati con alberi di agrumi si
passa a fianco di una casetta con aria condizionata, lussuosa residenza
dei cani antidroga. Dalla parte più alta del promontorio si dominano
l’arcipelago e Palau. Dalla cima si vedono tutte le costruzioni del
quartier generale a stelle e strisce. Un museo di storia contemporanea con
il timer inserito.
Gli edifici saranno rasi al suolo. Al loro posto sorgeranno negozi, bar,
ristoranti, appartamenti. Ancora, una micro città. Questa volta senza
cartelli di limite invalicabile.
SERENA LULLIA
Hotel di lusso nell’ex quartier
generale Usa

Un imprenditore maddalenino stringe tra le mani un pezzo del futuro
dell’isola. Pinuccio Farina è pronto ad accendere le stelle di un hotel di
lusso nell’ex quartier generale delle stellette americane. Il proprietario
del Naval support activity, il comando a terra della marina Usa, ha
presentato un progetto di riqualificazione dell’area che per 35 anni è
stata il cuore amministrativo della base militare statunitense. Gli
edifici di via Principe Amedeo saranno abbattuti. Verrà risparmiato solo
il palazzo Mordini, costruito agli inizi del ’900. Al posto dei casermoni
sorgerà un centro residenziale-commerciale. L’albergo extra lusso da 200
camere verrà costruito in cima alla collina. Dalle loro suite gli ospiti
dell’hotel domineranno l’arcipelago. La Regione ha già benedetto
l’investimento da oltre 20 milioni di euro presentato con la procedura di
intesa. Le correzioni imposte dai tecnici cagliaritani sono state
ultimate. Nei prossimi giorni il progetto sarà esaminato dal commissario
straordinario del G8, Guido Bertolaso. La famiglia Lotti Farina,
proprietaria dell’area ribattezzata dai marine «Mordini Compound», ha dato
la disponibilità per far seguire all’hotel l’iter accelerato. Dodici i
mesi di tempo per trasformare in realtà il primo hotel extra lusso creato
da un maddalenino.
Gli oltre due ettari di terreno che da via Principe Amedeo si arrampicano
sulla collina vengono acquistati alla fine dell’Ottocento dalla famiglia
Mordini-Vasino, poi ereditati da Teresa Lotti, nipote dell’imprenditore
Giacomo Mordini e moglie di Pinuccio Farina. Nel 1973 gli americani
diventano gli inquilini dei Lotti Farina. Fino al 29 febbraio, data di
addio dei militari Usa alla Maddalena. Ma già nel 2005 Pinuccio Farina e
il figlio Giacomo avevano cominciato a ridisegnare il futuro dell’area.
«Ringrazio gli americani per questi 35 anni di permanenza - spiega
l’imprenditore -, ma quando ho saputo che la base sarebbe stata
smantellata ho pensato che fosse arrivato il momento per l’isola di
reinventarsi il futuro. Noi vogliamo dare il nostro contributo».
Una sfida fatta di amore e orgoglio, di voglia di scrivere con inchiostro
maddalenino una pagina della nuova storia dell’arcipelago demilitarizzato.
«Al posto degli edifici utilizzati dagli americani sorgeranno
appartamenti, bar, ristoranti, negozi - spiega -. Pensiamo a un centro
residenziale-commerciale che viva 12 mesi all’anno». Farina boccia l’idea
di un clone della Costa Smeralda, dove gli alberghi di lusso restano
sigillati per 9 mesi. La sua sfida è far battere il cuore economico
dell’isola tutto l’anno. «Le linee dell’hotel non sono scimmiottate dalla
Costa - conclude - Sono pulite, morbide, senza fronzoli. La costruzione è
ispirata allo Yacht club di Porto Cervo. Non mancheranno servizi,
parcheggi interrati, palestra, beauty farm e una sala conferenze».
SERENA LULLIA
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