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DOMENICA, 07 MARZO 2010

L’assessore Liori in visita all’ospedale: «Paolo Merlo intoccabile: non chiuderà»

LA MADDALENA. Subito le certezze: «L’ospedale della Maddalena non chiuderà, sarà dotato di un eliporto, continuerà a garantire tutte le prestazioni che eroga attualmente. E non ci saranno licenziamenti». L’assessore regionale della Sanità Antonello Liori, in visita ieri al Paolo Merlo, nuova tappa del suo circuito in Sardegna che tocca tutti gli ospedali dell’isola, su questo punto non ha lasciato spazio ad alcun dubbio. Ma quando invece parla di quello che sarà il destino del presidio maddalenino in relazione alla riforma sanitaria, dice invece che è ancora tutto da decidere.
«Ma sia chiaro anche questo: l’ospedale della Maddalena - ha aggiunto Liori - è tutelato e la scelta futura, che noi vogliamo sia condivisa e concertata, di legarsi al territorio o all’azienda ospedaliera, non pregiudicherà nulla. Anche se l’obiettivo strategico della nostra amministrazione resta comunque quello di razionalizzare la spesa sanitaria. Nel 2008 il disavanzo regionale è stato pari a 180 milioni di euro, per il 2009 si arriverà a 240 milioni. Spendiamo di più di altre regioni del nord Italia, eppure la qualità delle nostre prestazioni non è altrettanto eccellente. Ma se riescono a risparmiare realtà come l’Emilia-Romagna, la Lombardia o il Veneto, allora possiamo farlo anche noi ottimizzando le nostre risorse e offrendo una sanità migliore. E la nostra sfida è proprio questa».
 Quando Liori è arrivato ieri mattina all’ospedale, si è subito fermato a parlare con i sindacalisti della Fials. Uno di loro aveva tra le mani un cartellone con su scritto “chiediamo la stabilizzazione dei precari”. «E’ un dovere, farlo - ha detto l’assessore - e la Regione se ne occuperà».
 Poi il via al tour in corsia, guidato dal direttore sanitario del “Paolo Merlo” Carlo Randaccio e dal commissario straordinario della Asl Giovanni Antonio Fadda. Per l’assessore Liori la prima tappa è stata alla camera iperbarica, poi una sosta nel rinnovato pronto soccorso, quello costruito con le procedure d’urgenza che, però, ancora oggi, non può essere utilizzato - nonostante i lavori siano finiti - perché la struttura di missione non ha collaudato i locali. La Asl ha sollecitato l’intervento più volte «ora lo faremo anche noi - ha precisato Liori -. Anche perché i soldi utilizzati per il nuovo pronto soccorso sono regionali (un milione e 500mila euro) e quindi lontani da logiche scandalistiche. Poi gli stessi denari sono stati trasferiti dall’azienda sanitaria alla struttura di missione per velocizzare gli interventi in vista del G8».
 Prima di parlare con i medici, l’assessore ha visto tutti gli altri reparti: laboratorio analisi, fisiochinesiterapia, radiologia, ostetricia-ginecologia, blocco operatorio, medicina, pediatria, dialisi.
 «Il mio giudizio? E’ un ospedale dignitoso, nel quale ci sono ancora cantieri aperti, che ha una funzione importantissima: garantisce servizi indispensabili per la popolazione e per i turisti d’estate. E nulla verrà toccato». «Infatti non ci sarà ridimensionamento - ha precisato Renato Lai, medico e consigliere regionale Pdl - e il discorso dell’insularità è al centro di tutto. Qualunque sarà la scelta sul futuro del Paolo Merlo, il raccordo con l’ospedale sarà sempre garantito. Si tratta solo di intervenire sotto l’aspetto organizzativo e di razionalizzare meglio l’esistente». «E quindi - ha chiuso Liori - conta poco il numero dei posti letto o il destino dei primari. Dobbiamo solo pensare a garantire salute ai cittadini, ma non potremo più spendere come nel passato».
 

I medici: «Pronti a offrire una sanità migliore»

LA MADDALENA. Erano tutti in prima fila, i medici del Paolo Merlo insieme con i sindacalisti, invitati dall’assessore Liori a dire la loro sul destino dell’ospedale. E quindi sulla scelta di accorparsi agli ospedali o di rimanere nel territorio. In questo senso la riunione è stata positiva, anche perché per la prima volta si è parlato di vantaggi e svantaggi, di problemi e di aspettative.
 «Liori - ha detto l’assessore comunale alla Sanità Michele Secci - si è reso conto che i limiti del Paolo Merlo sono legati all’attività svolta dall’ospedale stesso, ma ha ribadito che non è un ospedale sull’orlo della chiusura. Ma ha detto altrettanto chiaramente che la chirurgia di un certo livello non potrà mai esistere alla Maddalena. Secondo me l’assessore regionale ha centrato i problemi della sanità gallurese e ha capito che quello della Maddalena deve rimanere un presidio ospedaliero, dove però certe condizioni non potranno più essere attuate: come l’apertura di reparti specializzati o l’aumento indiscriminata dei posti letto». D’accordo anche il direttore sanitario Carlo Randaccio. «Liori ha dato una prospettiva corretta anche con discorsi di costi e di situazioni che, purtroppo, doveva affrontare. L’assessore - ha aggiunto Randaccio - non ha fatto promesse. Ci ha detto chiaramente che i costi dovranno essere ridotti e che si deve lavorare per offrire una sanità migliore. Liori è un medico e nella sua gerarchia dei valori ci sono, prima di tutto, le prestazioni sanitarie da offrire ai cittadini. «Ecco perchè questo ospedale - ha precisato l’assessore - dovrà rimettersi in carreggiata. Gli ospedali e le aziende ospedaliere non possono seguire le ambizioni dei professionisti, ma devono essere in grado di rispondere ai bisogni della gente». Ma che cosa serve a 12 mila abitanti che solo per 2 o 3 mesi l’anno, diventano 40 mila? «Noi dobbiamo garantire tutte le prestazioni necessarie e, soprattutto, dobbiamo essere pronti di fronte alle emergenze - ha detto Randaccio -. A mio giudizio, legarsi all’ospedale o al territorio, non cambierà la sostanza: si dovranno sempre fare i conti con la razionalizzazione della spesa sanitaria».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

 

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