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MARTEDÌ, 09 MARZO 2010

Fuori la «cricca» dalla Vuitton Cup

Ma il percorso verso il trofeo internazionale resta pieno di ostacoli

LA MADDALENA. Una sola certezza: la struttura di missione (la cricca, secondo il gip di Firenze) non si occuperà più della Vuitton Cup alla Maddalena. Messa in campo da Berlusconi e Bertolaso il 30 dicembre 2009, è stata cancellata dalla stessa coppia il 19 febbraio 2010, ovvero 9 giorni dopo gli arresti dei propri capi (Balducci, De Santis, Della Giovampaola). Un’ordinanza del premier ha modificato la precedente, in attesa di quella che dovrebbe passare i poteri operativi alla Regione. Sempre che la regata non faccia “naufragio” al Tar e alla Corte dei conti.
 Prima ordinanza. Berlusconi l’ha firmata a Milano il 30 dicembre 2009. Per la Vuitton Cup, il premier concedeva a Guido Bertolaso, nominato commissario delegato, gli stessi poteri avuti per l’organizzazione del G8. E quindi deroghe alle leggi urbanistiche, ambientali e sui contratti pubblici. Per gli interventi strutturali, Bertolaso aveva la facoltà di avvalersi sia della struttura di missione (in precedenza ribattezzata unità tecnica di missione) sia della istituenda protezione civile spa.
 Seconda ordinanza. Il 10 febbraio era il giorno in cui Bertolaso avrebbe dovuto presentare il cronoprogramma delle opere alla Maddalena. Invece è crollato tutto: quel giorno sono stati arrestati, per corruzione, Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro della Giovampaola, insomma tutti i capi della struttura di missione. La “cricca” come l’ha definita il gip di Firenze.
 Nove giorno dopo, il 19 febbraio, Berlusconi ha dunque modificato la sua prima ordinanza. Il premier - lasciando Bertolaso commissario - ha cancellato il ruolo sia della struttura di missione sia della protezione civile spa, nel frattempo stoppata dal parlamento. Un tratto di penna, “sono soppresse le seguenti parole”, e fuori la “cricca” dalla Vuitton Cup.
 Poteri sui soldi. Nell’ordinanza del 19 febbraio, Berlusconi, però, ha dato nuovi poteri proprio a Bertolaso. «Per il perseguimento delle finalità dell’ordinanza, il commissario delegato è autorizzato a derogare» a una legge. Firmata da Prodi e Ciampi nel 1997, prevede limiti sulla spesa. La pubblica amministrazione non può anticipare i pagamenti, alle aziende, per i lavori non finiti. Bertolaso, con l’avallo di Berlusconi, lo potrà invece fare per quelli necessari alla Vuitton.
 Terza ordinanza. Tagliata la testa alla struttura di missione, Bertolaso potrà affidarsi ad altri soggetti attuatori. Uno di questi, individuato nella prima ordinanza, è il capo di gabinetto di Cappellacci, Giandomenico Sabiu. Ma il governatore, dopo un incontro con Berlusconi avvenuto la settimana scorsa, ha annunciato che sarà la Regione a guidare i lavori per la Vuitton Cup. L’ordinanza non è ancora pronta. Dovrà tenere conto dei due poteri. Quello che vuole per sé la Regione. Quello che ha (e non vuole perdere) Bertolaso, chiamato - sempre con un’ordinanza, firmata il 5 febbraio da Berlusconi - ad assegnare direttamente, senza gara, l’ex ospedale militare della Maddalena per avere più posti letto per la regata.
 Il primo scoglio. Ma nella navigazione della Vuitton, ci sono più insidie. La prima arriva proprio sul fronte ricettivo e, peggio ancora, portuale. Domani al Tar del Lazio ci sarà l’ultima udienza sul ricorso presentato contro l’assegnazione dell’ex arsenale a Mita resort, società di cui è presidente Emma Marcegaglia. Gli imprenditori galluresi Molinas e Peru e Muntoni, assistiti dall’avvocato Pietro Corda, chiedono che la gara per la gestione dell’impianto turistico, fatta da Bertolaso nel febbraio del 2009 in ottica G8, venga annullata e rifatta.
 Corda, nell’istanza al tribunale amministrativo laziale, mette in evidenza una ventina di punti illegittimi nel bando, fatto in fretta e furia quando l’ex governatore Soru si era dimesso. «Voglio sfruttare questi giorni di campagna elettorale, dove Soru pensa ad altre cose» disse Bertolaso al telefono con Balducci il 14 gennaio 2009.
 Il bando va rifatto perché non c’è più l’urgenza del G8, poi trasferito all’Aquila, e perché Mita resort non poteva parteciparvi non potendo produrre i documenti richiesti: è questa, in estrema sintensi, la linea dei ricorrenti. Se i giudici laziali, dopo numerosi rinvii (l’ultimo per l’incompatibilità di un componente del collegio), dovessero accogliere il ricorso, salterebbe tutto. L’ex arsenale non avrebbe più un gestore, salvo controricorso al Consiglio di stato (i tempi sarebbero lunghi) o un provvedimento, in deroga per la riassegnazione a Mita resort, di Bertolaso (i tempi potrebbero essere velocissimi). E senza un gestore, la Vuitton Cup resterebbe senza “casa”. Sarebbe impossibile fare le regate, in programma dal 22 maggio.
 Il secondo scoglio. Arriva dalla Corte dei conti, l’unico organo chiamato a controllare le spese della protezione civile quando di mezzo ci sono le procedure accelerate. I giudici contabili stanno contestando i poteri eccezionali dati a Bertolaso per la regata, e soprattutto la dichiarazione di grande evento. La corte sembra orientata a bocciare la decisione di Berlusconi (a giorni il responso). Senza più poteri, Bertolaso potrebbe lasciare l’organizzazione. Che sarebbe tutta in capo alla Regione. Ce la farà? Ma Vincenzo Onorato, che cura l’aspetto sportivo, ieri non aveva dubbi: «La Vuitton Cup si farà alla Maddalena. C’è in ballo il nome dell’Italia».
 

Guido Piga

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

 

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