GIOVEDÌ, 20 MARZO 2008
Oltre 160 milioni di euro per La Maddalena

Polemiche, diffidenze e veleni sono svaniti in questa giornata limpida di
sole e di vento. Sono sembrati lontani, e soprattutto inutili, davanti
alla forza neutra e secca dei numeri alla quale si è affidato il
presidente della Regione Renato Soru: nei prossimi dodici mesi arriverà
nell’arcipelago un fiume di denaro pubblico. Circa 160 milioni di euro.
Poi, ci saranno i capitali privati. E il primo segnale arriverà stamane
dalla riunione della giunta regionale, nella quale saranno licenziati i
primi cinque progetti per gli alberghi a cinque stelle. Insomma, per la
Maddalena il domani è adesso.
Nonostante il rinvio a venerdì prossimo della prima seduta della
Commissione di indirizzo sul G8, Soru non ha voluto mancare
all’appuntamento con i maddalenini. Per lui, che nell’arcipelago ha speso
molto del proprio prestigio e della propria credibilità politica, era un
punto d’onore. E così, dopo aver incontrato la giunta e i rappresentanti
dei lavoratori e degli imprenditori, si è presentato in consiglio
comunale. Semplicemente per dire che il motore del cambiamento non solo
era stato messo in moto, ma che la macchina complessa che trasformerà
radicalmente la Maddalena sta già camminando.
Il presidente ha voluto affidare alla premessa dei numeri il compito di
rendere più forte e intenso il suo appello politico alla serenità sociale,
al senso di responsabilità e alla consapevolezza che si è materializzata
un’occasione storica per l’arcipelago. Le cifre dunque: 15 milioni di euro
è la cifra destinata alla Maddalena dei 30 milioni previsti per
l’organizzazione del G8 l’anno venturo; altri 70 milioni saranno
estrapolati dai capitoli di spesa dei fondi Fas (fondo aree
sottosviluppate); sempre dagli stessi fondi arriveranno altri 20 milioni,
residuo di opere finanziate e mai realizzate; altri 35 sono già stati resi
disponibili dalla Regione, che ha bandito le gare subito dopo la notizia
dell’abbandono della base militare da parte degli americani. A tutti
questi fondi si aggiungono oltre 10 milioni di euro recuperati dalla
Regione da varie «economie» e 7,4 milioni che serviranno per la
riqualificazione del porto.
Totale, dunque, circa 160 milioni di euro. Soldi che dovranno essere
spesi in un anno. Mai si era vista in Sardegna una così alta
concentrazione di fondi pubblici in un’area così limitata e in un tempo
tanto ristretto. Ma la straordinarietà dell’intervento è che non ci
saranno tempi d’attesa: già da aprile, infatti, si apriranno i cantieri,
grazie alle procedure semplificate previste per l’organizzazione del G8.
Poi, l’appello. «Per me era un obbligo morale venire qui a portare dei
risultati - ha detto Soru in un’aula del consiglio comunale affollata fino
all’inverosimile -. E oggi vorrei seminare ottimismo, perché la storia ci
sta correndo davanti e noi adesso dobbiamo seguirla. Vi prego di fare uno
sforzo di unità, di condivisione di intenti. Mettete le polemiche da
parte, perché da oggi in poi ci sarà tantissimo da fare e il vostro
destino è adesso solo nelle vostre mani».
Ma non si sono soltanto i fondi pubblici. In questi dodici mesi, infatti,
La Maddalena diventerà un immenso cantiere e una parte importante la
faranno gli imprenditori privati. Il segnale, forte, è arrivato
dall’anticipazione che stamane all’ordine del giorno della giunta
regionale ci sarà l’ok per cinque degli undici progetti presentati per
alberghi a cinque stelle. Per gli altri sei, che avevano superato la prima
verifica, occorreranno alcune integrazioni.
Negli interventi dei consiglieri comunali solo qualche eco di antiche
polemiche. Come dire, certe ruvidità si sono stemperate e sta maturando la
consapevolezza che La Maddalena è davvero alla vigilia di una svolta
epocale. Anzi, che quella svolta è già cominciata.
Soru è arrivato intorno alle dieci, accompagnato dall’assessore ai Lavori
Pubblici Carlo Mannoni. Il primo appuntamento con la giunta. E qui, subito
l’anticipazione delle risorse disponibili e del sì ai primi cinque
alberghi, che diventaranno lo scheletro della nuova economia ormai
affrancatasi dalle stellette.
Poi, l’incontro con le parti sociali. I sindacati, come era prevedibile,
hanno messo sul tavolo il problema della ricollocazione dei 143 dipendenti
dell’Arsenale. Un percorso che, dopo una buona partenza, ha registrato
qualche difficoltà. La Marina, infatti, ha finora garantito solo un
centinaio di posti di lavoro. Ma su questo punto il presidente Soru è
stato di una chiarezza quasi brutale: «La trattativa con la Difesa deve
essere portata avanti fino all’ottenimento dei massimi risultati possibili
e in questo io vi sono a fianco. Se poi qualche lavoratore dovesse restare
fuori, vi ricordo la mia promessa: “Nessuno perderà il posto”. Perciò vi
dico che troveremo una soluzione anche negli uffici periferici della
Regione».
Assenti, invece, gli ex dipendenti della base Usa, impegnati in un
incontro a Roma. In serata le prime notizie davano un esito incoraggiante
anche per la soluzione di quella vertenza.
Ma Soru ha mostrato ottimismo anche per i lavoratori dell’indotto: «Con
tutto quello che si sta mettendo in moto ci saranno straordinarie
opportunità per loro e per quei duemila disoccupati che cercano un
futuro». Ha anche incoraggiato il presidente di Confindustria Stefano
Lubrano che chiedeva garanzie di spazi per le imprese locali.
Soddisfatto il sindaco Angelo Comiti. «Mi pare chiaro e inequivocabile -
dice - che c’è la certezza delle risorse e dei meccanismi per il loro
impiego. Che dire oggi... che La Maddalena è alla vigilia di un
cambiamento epocale. La nostra storia cambia e ora occorrerà un grande
senso di responsabilità da parte di tuti».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore provinciale al Turismo Pier
Franco Zanchetta, maddalenino, e sostenitore da sempre di un modello di
sviluppo basato su un turismo sostenibile: «Alla Maddalena non si era mai
visto un impegno così forte da parte della Regione e dello Stato. La
nostra attenzione nei confronti dei lavoratori ancora in sofferenza è
sempre alta, ma oggi si è capito che tutti alla Maddalena dovranno
affrontare questa stagione con spirito nuovo: con maturità e senso di
responsabilità. Una valutazione, per chiudere: il presidente Soru è
riuscito in un’operazione straordinaria, è suo lui il merito se siamo
arrivati a questa svolta epocale».
Piero Mannironi Un
lungomare fascinoso come la mitica Croisette Parlare di un
lungomare urbano in grado di fare concorrenza al fascinoso Boulevard de la
croisette di Cannes tra un anno non sarà un paragone ardito. Il restyling
della passeggiata che va da Cala Balbiano fino a Punta Nera consentirà
infatti di cambiare volto a quella che è la porta d’accesso alla
Maddalena, in pratica il suo biglietto da visita. L’intervento sarà
possibile grazie a una delibera proposta dall’assessore ai Lavori Pubblici
Carlo Mannoni e approvata ieri. Ai fondi già esistenti si aggiungono così
altri 7.468.664 euro. Anche qui, il G8 è riuscito a fare il miracolo,
facendo trovare nuove risorse e, soprattutto, cosentendo di bruciare i
tempi.
Il lungomare sarà «liberato dai traffici operativi e dalle postazioni
militari» e quello specchio di mare (compresa Cala Renella) sarà
attrezzato per accogliere un adeguato numero di posti per imbarcazioni da
diporto.
Ci sarà così una separazione tra il porticciolo turistico e quello
commerciale. Il molo delle Poste accoglierà infatti due traghetti, mentre
le imbarcazioni della Guardia Costiera, ora attraccate a Cala Gavetta,
saranno spostate nell’area di Punta Chiara.
Il risultato finale sarà quello di creare una passeggiata di grande
suggestione che diventerà la vetrina della Maddalena, una città che dovrà
fare della propria bellezza e del proprio fascino una ricchezza. Quando
tra poco più di un anno si accenderanno i riflettori dell’attenzione
internazionale sul vertice dei “grandi della Terra”, il lungomare
completamente ridisegnato sarà la vetrina di un arcipelago che si sta
candidando a diventare uno dei luoghi di maggiore appeal del mondo per il
turismo di qualità ed ecocompatibile.
L’intervento, secondo la delibera e l’allegato cartografico, potrebbe
essere realizzato in due fasi e prevede anche «pennelli» di protezione del
porto con annessi posti barca all’interno. La giunta regionale, nella
delibera pubblicata ieri sul sito istituzionale, ha dato mandato
all’assessore dei Lavori Pubblici Carlo Mannoni «di avviare quanto prima
le necessarie attività di coordinamento fra le diverse progettazioni, già
in essere e da avviarsi» e «di rendere compatibili le attività di
progettazione già sviluppate con le nuove progettazioni previste, quale
presupposto per garantire il rispetto delle tempistiche, particolarmente
ristrette, per la riqualificazione del lungomare maddalenino».
ANDREA NIEDDU
«Allarme G8, per
la Gallura sarà un inferno» Il progetto per il
potenziamento delle forze dell’ordine finisce sotto il faldone dei
programmi per il G8. Alla fine di gennaio il Comune aveva dato l’ok alla
cessione di un’area per la nuova caserma dei Carabinieri. Le pratiche
erano state preparate in tempi record per dare una risposta sprint al
Ministero. Da un mese e mezzo è calato il silenzio sul progetto a cui il
G8 doveva dare un’accelerata.
Il sindaco Pasquale Ragnedda sfodera le sue doti da matematico per
spiegare lo stand by del ministero. «Ci era stato chiesto di accelerare i
tempi per concedere l’area di Pastura all’ingresso della città ai
Carabinieri e un terreno di Abbiadori alla Polizia - spiega il sindaco,
Pasquale Ragnedda -. L’idea era di sfruttare l’evento del 2009 e i fondi
messi a disposizione dal governo per realizzare queste importanti opere.
Il commisariato e la caserma sarebbero utilissime per il G8 e darebbero
una risposta concreta alle richieste di maggiore sicurezza avanzate
dall’amministrazione in tutti questi anni. Basta fare due calcoli per
capire che i soldi stanziati saranno tutti utilizzati per blindare l’isola
della Maddalena e creare le strutture di supporto ai grandi della terra.
Per gli altri comuni della Gallura non resterà nulla».
Senza il potenziamento delle divise il timore del primo cittadino azzurro
è che i contestatori del G8 possano mettere sotto assedio Arzachena e
soprattutto Porto Cervo. «In quel periodo - aggiunge Ragnedda - gli
alberghi a cinque stelle lavorano a pieno ritmo, nel borgo ci sono
appuntamenti mondani ogni giorno ai quali partecipano personaggi di fama
mondiale».
Il sindaco ribadisce la sua contrarietà allo svolgimento del G8
nell’estate del 2009 e rilancia lo slittamento alla fine del prossimo
anno. «Il governo Berlusconi decise di mantenere l’impegno assunto da D’Alema
per il G8 di Genova nonostante questa scelta venisse sconsigliata -
conclude Ragnedda -. Non vorremo che accadesse questo anche nel nostro
territorio. Le voci che suggeriscono che l’estate non sia il periodo
migliore per l’incontro dei grandi della terra sono sempre più forti. Il
rischio è un disordine infernale per tutta la Provincia».
SERENA LULLIA
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