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MERCOLEDÌ, 21 LUGLIO 2010

Bonifiche a metà, Bertolaso si difende

il Pd contrattacca ricordando incompiute e punti critici

LA MADDALENA. Bonifiche bis dopo lo scandalo per il G8 mancato: ancora un batti e ribatti in Parlamento. A nome del governo, Guido Bertolaso ha assicurato: «Il risanamento nel porto arsenale sarà concluso entro l’anno o al massimo entro gennaio-febbraio, sono già pronti 1.3 milioni». «Più altri 5 rimasti nei bilanci della Struttura di missione», ha spiegato di recente il nuovo Soggetto attuatore, Nicola Dell’Acqua. Ma il deputato del Pd Giulio Calvisi ha replicato chiedendo precise garanzie su una serie di punti: dalla necessità di ampliare le valutazioni e gli esami all’ex base Usa di Santo Stefano (come più volte richiesto in passato dall’assessore provinciale all’Ambiente della Gallura) all’allarme sugli attuali valori d’inquinamento nelle acque davanti al Main Conference. E il capo della Protezione civile, indagato con la cricca sotto inchiesta per corruzione, ha ribadito che nulla è stato e sarà lasciato a metà nell’opera avviata nell’estate di due anni fa.
 L’occasione per i nuovi impegni è stata l’audizione in commissione Ambiente della Camera. Per niente turbato dagli accertamenti giudiziari, Bertolaso ha confermato che alla Maddalena è stato fatto un «lavoro straordinario». Ha quindi fornito documenti, video girati nel bacino dai vigili del fuoco, i risultati della analisi. Una «correttezza», sia per quanto riguarda la bonifica sia sulle procedure degli appalti, ha aggiunto, «testimoniata dalla Commissione europea che, dopo aver avviato una procedura di infrazione sulla base di esposti presentati da alcune associazioni ambientaliste, ha concluso l’iter ritenendo infondate le denunce ed esprimendo un giudizio assolutamente positivo sui lavori nell’isola».
 «Da più parti si è parlato di una falsa bonifica - ha detto ancora - Ma questo non è corretto: sono stati compiuti interventi di caratterizzazione, dragaggio, rimozione di sedimenti, asporto di materiali di qualsiasi natura». Tutti lavori che hanno consentito all’Arpas e all’Ispra di affermare che «le concentrazioni residue d’inquinanti presenti» risultano «compatibili con eventuali attività di tipo portuale». I due istituti di controllo hanno sottolineato che «i risultati delle analisi chimico, fisiche e microbiologiche non hanno evidenziato situazioni di particolare contaminazione». «Le concentrazioni degli inquinanti ancora presenti - rileva l’Ispra secondo quanto affermato da Bertolaso in commissione - possono essere ritenuti accettabili, in considerazione delle attività che insistono su quest’area, destinata principalmente a tipo portuale, turistico-commerciale».
 Tutto ciò non significa, ha aggiunto Bertolaso, che la bonifica è conclusa, «tanto che sono stato io stesso, lo scorso 7 maggio in una conferenza stampa, a sottolinearlo». Perciò il governo ha disposto il nuovo finanziamento. Finora raccolte 62mila tonnellate di materiali, il 21% dei quali classificati come pericolosi perché contenenti amianto, idrocarburi o metalli pesanti. «Se l’area è stata bonificata non può esservi inquinamento e se vi è inquinamento l’area non è stata bonificata», ha aggiunto Bertolaso.
 «Il Comando carabinieri tutela ambiente di Sassari - ha quindi spiegato - a seguito dell’esposto formalizzato da un’associazione ambientalista locale ha acquisito tutta la documentazione amministrativa, compresi i certificati analitici dei campioni di sedimento di fondo scavo, i pareri degli enti competenti, i risultati della caratterizzazione, la programmazione degli interventi. E anche in ordine a quest’ultima iniziativa non posso che manifestare la massima serenità».
 Di diverso avviso i rappresentanti del Pd, che aveva sollecitato l’audizione. Calvisi ha controbattuto con forza su 5 diversi aspetti. 1º: «Il sottosegretario Pizza aveva parlato di “bonifica esemplare”: invece si conferma che la fine dei lavori richiederà ancora parecchi mesi». 2º: «Dai dati in nostro possesso, resi pubblici dall’ex assessore provinciale Pierfranco Zanchetta, che mai per questo ha rilasciato la certificazione di avvenuto risanamento a mare, risulta che in molti casi nei 60 ettari davanti al Main Conference i valori d’inquinamento presenti oggi siano addirittura superiori a quelli di due anni fa». 3º: «Nessuno crede alla storiella che la Marina italiana abbia provocato da sola tutto questo inquinamento e che invece la Us Navy abbia potuto certificare come nella vicina S. Stefano tutto sia invece a posto». 4º: «Se le prime bonifiche hanno richiesto 31 milioni, come potranno bastare adesso questi esigui fondi?». 5º: «E infine: resta confermato che nel tratto circoscritto davanti all’ex arsenale, destinato a ospitare strutture alberghiere, è proibito il transito d’imbarcazioni a motore».
 Le stesse perplessità erano del resto state manifestate da Zanchetta e da altri esponenti politici regionali. Una mole di dati su navi utilizzate, trasporti e smaltimento scorie fornita dalla Protezione civile era apparsa incongrua. Se a tutto ciò si aggiunge l’inchiesta sui traffici attribuiti alla cricca e l’urgenza di bonifiche bis, è facile pensare in quest’ottica che non tutto fosse così pacifico come ora dichiara Bertolaso.
 

In Comune: richiesta di danni: nessun accordo

LA MADDALENA. In consiglio la minoranza chiedeva che il Comune si costituisse parte civile nei procedimenti penali sul G8. È mancato l’accordo e sono state presentate tre mozioni. Oltre alla richiesta di un atto di indirizzo politico che prevedesse la possibilità di un risarcimento danni ai soggetti con responsabilità nella vicenda, la maggioranza ha esaminato l’ipotesi di procedere per vie legali contro l’«Espresso» che aveva documentato con foto e video l’incompletezza delle bonifiche. La seduta è finita con l’approvazione di due mozioni della maggioranza (una soft sulla richiesta di costituzione di parte civile) e la bocciatura di quella delle minoranze (5 a favore, 2 astenuti, 13 contrari).
 

PIER GIORGIO PINNA

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

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