VENERDÌ, 21 MARZO 2008
Arriva il lasciapassare per i «cinque
stelle»

Improvvisamente il tempo ha cominciato a correre: il viaggio della
Maddalena dall’economia assistita, che vivacchiava all’ombra delle
stellette, verso un futuro dinamico basato sul turismo ecocompatibile è
infatti già cominciato. L’altro ieri il presidente della Regione Renato
Soru ha messi sul tavolo della riconversione finanziamenti pubblici per
oltre 160 milioni di euro. Soldi immediatamente spendibili, arrivati
nell’arcipelago grazie a quel potente magnete che si sta rivelando il
vertice G8, programmato per il luglio del prossimo anno. La base Usa
sembra già un ricordo lontano.
Per oggi Soru aveva anticipato che la giunta regionale avrebbe
approvato almeno cinque delle undici intese in agenda, i lasciapassare per
trasformare l’accoglienza alberghiera nell’arcipelago. E invece, nel primo
pomeriggio, ecco la sorpresa: tutte le intese sono passate. Come dire:
alla Maddalena è cominciata la stagione degli alberghi a cinque stelle.
Le cifre parlano di oltre 200 mila metri cubi di cemento e di un’offerta
complessiva di 2.200 posti-letto. Ma si tratta di volumetrie in gran parti
esistenti perché gli interventi proposti e approvati ieri sono soprattutto
ampliamenti e riqualificazioni di strutture già esistenti. Ma ecco una
sintetica mappa dei progetti che ieri hanno superato il vaglio della
giunta regionale:
Club Med (Caprera). La multinazionale delle vacanze ha dovuto
accettare una cura dimagrante in termini di metri cubi per il suo «cinque
stelle» a Caprera, ma sembra abbia dovuto anche accettare modifiche
significative sulla tipologia delle strutture. Le cifre non sono
confermate, ma si parla di un investimento che potrebbe arrivare
addirittura a 35 milioni di euro.
Touring Club. Il progetto ad Abbatoggia prevede un «quattro stelle
superiore». Anche qui, in un primo momento, era stato sfondato il tetto
massimo della cubatura consentita e la Regione aveva imposto un
ridimensionamento delle volumetrie. La struttura è articolata in un corpo
centrale con 185 camere e venti villini. I posti-letto previsti sono
complessivamente quasi cinquecento.
Hotel Nido d’Aquila. Si tratta di un «quattro stelle» che, dopo i
lavori di riqualificazione, dovrebbe offrire 118 posti-letto. Attualmente
ne ha ottanta. Il primo progetto presentato alla Regione prevedeva un
aumento di cubatura di 1.300 metri cubi. La proprietà è di Virginia
Molinari e di Armando e Augusta Malaguti.
Villaggio Seis. Quello che nell’arcipelago è conosciuto come «Il
villaggio degli americani» è stato rilevato qualche anno fa
dall’Immobiliare Lombarda spa, la società, capofila nel settore edilizio
del costruttore siciliano Salvatore Ligresti. Secondo alcune indiscrezioni
molto attendibili, l’operazione sarebbe stata di 13 milioni di euro. Una
curiosità: la vecchia proprietà, il colosso Impregilo, incassava dalla Us
Navy circa due milioni e mezzo di euro.
Il complesso di Trinita è costituito da 134 villette per un totale di 60
mila metri cubi. Il progetto presentato prevede la realizzazione di due
strutture alberghiere di lusso e la riqualificazione delle unità abitative
esistenti. L’offerta dovrebbe essere di oltre 550 posti-letto. Il problema
era la cubatura, 113.500 metri. Nei mesi scorsi la Regione aveva
condizionato la sua approvazione al fatto che la Seis spa (controllata
della Immobiliare Lombarda) contenesse l’aumento di volumetrie entro quel
25% premiale concesso a chi ristrutturava.
Hotel Cala Lunga. Si tratta di un investimento da venti milioni di
euro per la costruzione di un porticciolo a Porto Massimo e per la
riqualificazione di un albergo di 74 stanze costruito negli anni Settanta.
Il progetto è stato presentato dalla Sviluppo Vacanze spa, controllata
dall’imprenditore Davide Cincotti (produzione e distribuzione di packaging
industriale). Al termine dell’intervento, la struttura si dovrebbe
chiamare Luxori Yachting resort Porto Massimo.
Hotel delle Isole. La società proprietaria, la Mabi srl di Angelo
Massimetti, vuole rimodulare questo albergo urbano (è in via Principe
Amedeo), per adeguarsi ai nuovi standard dell’offerta turistica
nell’arcipelago. Sono previste 31 camere e 63 posti letto.
Vela Marina. Il progetto della famiglia dell’ex sindaco Pasqualino
Serra prevede un albergo di lusso con 120 camere per un totale di duecento
posti-letto. La struttura dovrebbe sorgere a Cala di Vela Marina,
nell’isola di Santo Stefano (dove un tempo c’erano delle cave di granito),
e arriverebbe a 33 mila metri cubi. E’ previsto anche un porticciolo
turistico con una novantina di posti-barca.
Via Principe Amedeo. La struttura originaria è il Compendio
Mordini, che per anni ha ospitato il quartier generale della Us Navy alla
Maddalena. La famiglia Farina vuole creare 127 camere in una struttura di
lusso di quasi 35 mila metri cubi. I posti-letto previsti sono 250. Il
costo dell’intervento arriverebbe a circa otto milioni di euro.
Cala Francese. Il progetto presentato dalla società Segis srl
prevede la ristrutturazione di un borgo minerario. Si tratterebbe di un
centro servizi e di ristoro per i diportisti che attraccheranno al molo di
Cala Francese.
Acquario. La società Inger Mare srl vuole realizzare un acquario
nella zona Vaticano - vicino al ponte per Caprera - dove attualmente
esiste un deposito per cavi telefonici sottomarini.
Santa Maria. L’intervento è la riqualificazione di una struttura
esistente e non è previsto alcun aumento di cubatura. Promotrice del
progetto, è la Samit srl.
Questo, dunque, il quadro sintetico dei progetti che hanno superato le
forche caudine della giunta regionale ieri pomeriggio. Difficile fare una
quantificazione precisa degli interventi che i privati intendono fare
nell’arcipelago con questi undici progetti, ma una valutazione prudente è
di almeno 120-130 milioni di euro.
Piero Mannironi |