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La Nuova Sardegna

 GIOVEDÌ, 27 MARZO 2008

Pisanu: «Il G8 va spostato a settembre»

L'Onorevole Beppe Pisanu

«Credo che la data del G8 debba essere spostata». Solitamente accorto, Beppe Pisanu ha stupìto un po’ tutti. Il ministro dell’Interno ai tempi del secondo governo Berlusconi, apprezzato anche dalla sinistra per il suo equilibrio tutto democristiano, ieri alla Maddalena ha rimesso in discussione una delle scelte più delicate dell’Italia: la data del summit internazionale in programma nel 2009. Lo ha fatto parlando ai militanti del centrodestra da tempo impegnati in questa battaglia. In serata, però, ha precisato meglio i termini della sua esternazione: «E’ una proposta che può essere fatta».
 - Senatore Pisanu, sul G8 vuole cacciare l’Italia nei guai costringendola a venire meno agli impegni presi con i partner?
 
«No, nella maniera più assoluta. Ho solo detto che credo che sia ragionevole un rinvio di un paio di mesi del vertice alla Maddalena. Ho le mei valide motivazioni. Il periodo indicato, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio del 2009, è il meno adatto perché rischia di creare un forte impatto negativo sulla stagione turistica, che allora sarà in pieno svolgimento. E poi c’è il problema della sicurezza. In quel periodo l’Italia è già impegnata nell’organizzazione dei mondiali di nuoto a Roma e dei Giochi del Mediterraneo a Pescara».
 - Lei dice un paio di mesi, quindi settembre. Ma durante la riunione del comitato del G8 a Roma, il ministero degli Esteri ha fatto presente che quel mese è già occupato, c’è l’assemblea generale dell’Onu.
 
«Dopo settembre, c’è ottobre».
 - D’accordo. Ma Guido Bertolaso, con il quale ha lavorato a lungo, ha detto chiaramente che le date del G8, storicamente, sono sempre fissate tra giugno e luglio.
 
«Bertolaso è una persona responsabile e ha fatto bene a dire così. Ha dei tempi strettissimi per la realizzazione dell’evento e non può permettersi di dare la minima illusione che ci sia una proroga».
 - Ma allora non ci sono alternative? Se dovesse vincere Berlusconi, come si comporterà il governo?
 
«Le alternative possono essere trovate. Sarò molto chiaro: lo spostamento della data non è una decisione che può prendere il governo italiano unilateralmente. Il governo, però, può porre la questione all’attenzione della segreteria del G8 e verificare se c’è la disponibilità degli altri paesi ad accettare un’altra data. La mia è una posizione personale e naturalmente, in caso di nostra vittoria alle elezioni politiche, non mancherò di farla sentire».
 - Può assicurare che un eventuale governo Berlusconi terrà fermo l’impegno a far realizzare il G8 alla Maddalena?
 
«Assolutamente sì. Ho letto alcune indiscrezioni che davano Berlusconi intenzionato a optare per Pratica di Mare. Non sarà così. Il G8 è una opportunità per La Maddalena, la Gallura e la Sardegna in generale».
 - Beh, è abbastanza sorprendente che lo dica. Finora il centrodestra aveva assai contestato la scelta della Maddalena. Aveva sempre ritenuto un dramma di proporzioni bibliche l’allontamento degli americani.
 
«L’iniziativa antiamericana di Soru è stata dissennata. Lo confermo anche oggi».
 - Ma è stata la premessa fondamentale per la riconversione economica e sociale della Maddalena, ne converrà.
 
«Non ne convengo. Perché si è trattato di una soluzione traumatica con gravissime ripercussioni sull’economia e sull’occupazione dell’arcipelago e dintorni. Bisogna capire, prima di tutto, quanto delle cose finora dette diventeranno realtà. Ora l’esigenza principale è quella di porre rimedio ai danni prodotti, utilizzando al meglio l’occasione del G8».
 - Però anche lei ammette che il G8 è un’opportunità.
 
«Non ho difficoltà a farlo. Ma allo stesso tempo voglio che questa opportunità venga colta appieno. Ripeto: il rinvio permetterebbe di avere più tempo per gli interventi di carattere infrastrutturale e il conseguente avvio della riconversione dell’economia maddalenina in direzione del turismo, specialmente di quello congressuale, della cantieristica e della nautica da diporto».
 - Eppure alcuni sindaci di centrodestra, quelli di Olbia, Arzachena, Santa Teresa, contestano il G8. Sostengono che per i loro comuni non ci saranno benefici. Concorda?
 
«Penso che loro lamentino l’invadenza del presidente Soru e la mancanza di rispetto per le autonomie locali. E in questo senso hanno perfettamente ragione. Penso anche che il loro contributo servirebbe a esaltare di più il ritorno mediatico ed economico del G8».
 - Chiarissimo. Ritiene che il G8 possa essere un elemento decisivo nella sfida elettorale?
 
«No. Il G8, per i problemi di sicurezza che comporta e per l’esposizione dell’immagine dell’Italia nel mondo, non può essere oggetto di contese politiche ma, al contrario, dovrebbe essere una buona occasione di impegno comune per il bene di tutti».
 

Guido Piga

Centrodestra contro Soru

Anche il centrodestra si occupa del futuro della Maddalena in chiave G8. Sono state tre le proposte presentate ieri dal “Circolo delle libertà”, presente l’ex ministro Beppe Pisanu. «Uno: punto franco alla Maddalena. Due: la continuità territoriale attraverso il collegamento fisso con l’isola di Santo Stefano, dove andrà spostato il porto commerciale. Tre: la riqualificazione delle scuole sottufficiali, con un un centro recuperi per malati di Alzheimer».
 Altre proposte sono già al centro dei lavori per il G8, come la realizzazione di un cantiere nautico per costruzioni e rimessaggio di piccoli, medi e grandi yacht nell’ex arsenale o come la riqualificazione del villaggio Seis in hotel.
 «Speriamo - ha detto Settimo Nizzi, candidato alla Camera - che questi punti non rimangano solo scritti sul foglio. Per questo invito tutti a trasformare quel foglio di carta in atti e determinazioni concrete. Dev’essere l’amministrazione comunale (il sindaco Comiti ha portato il suo saluto, ndc) a spingere affinché questo avvenga. E poi ancora non ci può permettere di pagare la traversata dalla Maddalena a Palau con prezzi così alti».
 Mauro Pili ha attaccato duramente sia il governo Prodi che il governatore Soru e ha detto per La Maddalena: «Libertà di progettare il proprio futuro senza che più nessuno faccia cadere cose dall’alto. Essere protagonisti del proprio ambiente e infine la libertà che deve accomunare i cittadini della Maddalena con i sardi». E poi la promessa che entro sei mesi dall’insediamento al Governo, cambierà subito la progettazione della strada tra Olbia e Santa Teresa da due a quattro corsie. Fedele Sanciu, candidato al Senato, ha detto che «l’isola è piena di problemi che si discutono da anni: ha un ruolo fondamentale e ha bisogno di essere aiutata. Abbiamo chiesto un progetto affinché si creino le condizioni, così come è avvenuto in altre parti dell’isola, per cambiare il volto del territorio». Matteo Sanna, di An, è stato l’unico a non credere nel G8 e ha attaccato Soru: «Il G8 - ha assicurato lui - si svolgerà all’interno di una nave da crociera perché non ci sono i tempi tecnici per realizzare le infrastrutture e buttare le basi per rilanciare l’economia dell’isola e del territorio che è a sovranità limitata».
 Giovanni Pileri, di Forza Italia, ha messo in evidenza non solo il problema dei dipendenti sia dell’arsenale che della ex base Usa, ma anche quello dei trasporti, «i cui prezzi sono troppo alti. Per il G8 sarebbe meglio un intervento di cantieristica navale che a differenza di un hotel consentirebbe di avere una occupazione annuale».

Andrea Nieddu

 

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