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GIOVEDÌ, 16 FEBBRAIO 2012

Enermar: «Pronti a essere protagonisti»

LA MADDALENA. L’Enermar festeggia la sentenza del Tar che riammette la compagnia di Vincenzo Onorato a partecipare al bando per l’assegnazione delle corse notturne sulla tratta La Maddalena-Palau. L’Enermar era stata esclusa per presunta illegittimità. «Purtroppo - spiega l’amministratore delegato di Enermar Mariantonietta Orlandini -, a distanza di quasi un anno dalla precedente sentenza del Tar, che aveva dichiarato illegittimi i contributi concessi dalla Regione alla Delcomar per questo servizio, l’Enermar si trova ancora a dover combattere nelle aule dei tribunali per difendere il proprio diritto a operare sul mercato. A dicembre la Regione ha rinunciato a comparire di fronte al Consiglio di Stato. La sentenza che dichiarava illegittime le continue proroghe per il servizio notturno è passata ora in giudicato. Ma non si può dimenticare che per anni la Regione ha concesso aiuti di Stato senza procedere alle gare previste dalla normativa italiana e comunitaria». Pochi giorni fa la Regione ha aperto la procedura per l’assegnazione delle corse diurne sulla tratta Palau-La Maddalena. «Un passo che arriva dopo aver mantenuto per oltre un anno una insostenibile situazione di incertezza e precarietà attraverso ripetute proroghe - aggiunge l’ad di Enermar -. In questa situazione riaffermiamo la volontà di essere attore protagonista nel mercato del trasporto locale, che per anni ci ha visti fornire un servizio prezioso ai cittadini sardi, senza mai incassare un contributo pubblico».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

MERCOLEDÌ, 15 FEBBRAIO 2012

Enermar, botta e risposta fra Uil e Regione

LA MADDALENA. La vittoria dell’Enermar al Tar scatena la gioia dei marittimi della compagnia di Vincenzo Onorato, ma anche le polemiche. La sentenza che riammette l’Enermar al bando per le tratte notturne La Maddalena-Palau genera un botta a risposta tra la Uil e l’assessore regionale ai Trasporti Christian Solinas. Il segretario Uil, Giulio Verrascina, chiede le dimissioni dell’assessore. Solinas restituisce al mittente la provocazione. «Oltre alla recente decisione del Tar bisogna ricordare la sentenza del 2011 che ha dichiarato illegittime le proroghe sul servizio notturno disposte dalla Regione - spiega Verrascina -. Ma all’udienza del 20 dicembre al Consiglio di Stato la Regione non si è presentata, confermando così la sentenza del Tar favorevole alla Enermar. L’ennesimo palese riscontro sul metodo superficiale applicato dall’assessorato ai Trasporti. Quel modo di agire ha visto coinvolti 83 lavoratori e le loro famiglie. Abbiamo sempre ribadito che l’assessorato ai Trasporti doveva prendere atto da subito delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Oggi, forse, non avremmo avuto un risultato così drammatico, sia per i livelli occupazionali persi che per il netto ridimensionamento dei servizi sulla tratta la Maddalena-Palau, con conseguenti disagi per la collettività. Per queste motivazioni chiediamo all’assessorato un atto di coraggio nell’ammettere i propri sbagli e dare le dimissioni». In serata arriva la replica dell’assessore Solinas. «Verrascina chiede le mie dimissioni cercando funambolici collegamenti fra fatti e sentenze che non riguardano nè me nè la conduzione politica dell’assessorato. Non ho nulla da dire sulla richiesta del sindacato. Ma sulle argomemtazioni a supporto giova precisare che il loro rappresentante o non capisce molto bene ciò di cui parla o è molto spiritoso». Solinas difende il suo operato. «Sono l’assessore che ha messo fine alle lamentate continue proroghe e ho avviato tutte le gare per ogni singolo servizio - precisa -, insistendo sulla esigenza delle procedure a evidenza pubblica anche quando lo stesso Verrascina proponeva affidamenti diretti o soluzioni bonarie. Ben dovrebbe sapere il sindacalista che la gestione delle procedure di gara compete alle strutture burocratiche dell’assessorato e delle commissioni. E che la commissione di gara per l’affidamento del servizio notturno aveva già riammesso l’Enermar 3 mesi».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

Venerdì 06 Gennaio 2012

I marittimi Enermar scrivono una lettera a Cappellacci:

«E’ stato il peggior Natale della nostra vita»

LA MADDALENA. Una lettera aperta dei lavoratori della Enermar è stata inviata al presidente della Regione Cappellacci. «Abbiamo trascorso il peggior Natale della nostra vita - scrivono -, l’incertezza assoluta per il nostro futuro lavorativo continua a crescere, così come il dramma che viviamo con le nostre famiglie. Le ricordiamo che per pochi mesi percepiremo solo un sussidio pari al 40% della nostra vecchia paga, consapevoli che su quest’ultima ci siamo costruiti le fondamenta future per la nostra famiglia (mutuo, affitti, scuole)».
 Da 320 giorni i lavoratori soffrono: erano stati promessi tempi rapidi per la risoluzione della vertenza sin dal 17 febbraio 2011, ma nulla si è risolto. «Così siamo stati costretti a far sentire le nostre ragioni a Cagliari, che ci vede da due mesi manifestare due volte la settimana. Non chiediamo elemosine o risorse regionali, ma solo il diritto a poter continuare a svolgere il lavoro nella nostra azienda, superando gli ostacoli che la burocrazia regionale, ormai da troppo tempo, frappone. Non è infatti la grande crisi economica che ha violentemente colpito anche la Sardegna, la causa dei nostri problemi - continuano i marittimi -, che invece derivano da una serie di atti e di procedure discriminatorie nei nostri confronti e della nostra azienda. Chiediamo quindi di voler riaprire, con la massima urgenza, il tavolo del confronto, per determinare con certezza e solidità il nostro futuro lavorativo nostro. Ma chiediamo anche al presidente di essere il garante delle eventuali modalità di assegnazione delle corse residuali sulla tratta la Maddalena/Palau, affinchè prevalga a parte il reintegro delle 32 corse giornaliere residuali, la sicurezza della salvaguardia del nostro posto di lavoro».

DOMENICA, 11 DICEMBRE 2011

Caos traghetti:interviene il PD: «Mai così isolati»

 LA MADDALENA. «In un momento già difficilissimo per la comunità maddalenina dal punto di vista economico, occupazionale e sociale si è aggiunto anche un prolungato disagio dovuto al drastico peggioramento dei collegamenti con Palau. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, da anni non eravamo così isolati». A parlare è la segretaria del Pd Veronica Corso, la quale fa sapere che il direttivo, dopo una serie di incontri con l’assessore comunale competente e con i rappresentanti sindacali dei marittimi, «si è attivato per sensibilizzare sul tema i propri esponenti a tutti i livelli. La giunta Cappellacci non affronta la questione con colpevole ritardo. La popolazione vede limitato il proprio diritto alla continuità territoriale, soprattutto nelle prime ore del mattino». La richiesta del Pd è chiara: che l’assessorato assessorato regionale ai Trasporti compia una rimodulazione delle corse al fine di garantire l’efficienza del servizio. «Si tratta ovviamente di una soluzione tampone ma necessaria e urgente - continua la Corso -, poi la Regione dovrà finalmente affrontare nella sua complessità il tema dei trasporti alla Maddalena».
 Intanto dopo l’annuncio del sindaco Comiti di spostare la protesta sulle strade, intervengono da Cagliari (con una lettera) i lavoratori Enermar: «Durante lo sciopero generale, oltre a noi marittimi e ai tanti concittadini, erano presenti sindaci di innumerevoli comuni della Sardegna: ma non c’era il nostro. Ora, a distanza di ormai dieci mesi dall’inizio della vertenza, Comiti vuole occupare una strada per attirare l’attenzione dei media o di chi comanda per far conoscere i problemi della sua isola?». Una mobilitazione che i marittimi avevano già attuato sia a Palau che a Cagliari ricevendo tanta solidarietà da politici e amministratori dell’isola. «Ma i nostri amministratori sono spariti, eccetto qualche assessore e diversi consiglieri di opposizione». E intanto, la protesta a Cagliari sulla nave degli Indignados continua anche sotto l’Albero.

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

SABATO, 10 DICEMBRE 2011

Cappellacci: abbiamo aiutato Enermar fin che si poteva

LA MADDALENA. «La Regione ha mantenuto la parola data dinanzi ai lavoratori della nave degli Indignados: abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità della Delcomar a restituire alla Enermar le sei corse residuali. Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile e lecito per avviare a soluzione positiva la vertenza». A parlare è il presidente Cappellacci (a sinistra). «Non possiamo compiere iniziative che si pongono al di fuori dell’alveo delle azioni lecite - aggiunge -: le gare pubbliche rappresentano un passaggio ineludibile. Per l’attenzione che meritano le parole di monsignor Sanguinetti, ribadisco quanto già affermato: la Regione ha tenuto e tiene in massima considerazione gli interessi dei lavoratori e della comunità della Maddalena. E per trovare un soluzione ci siamo spinti fino al punto in cui può arrivare la nostra azione politica».
 Intanto, ecco la risposta di Verrascina (a destra) a Monaco (Cgil). «Con grande stupore, a distanza di 6 anni, notiamo l’interessamento di una sigla sindacale sul problema della continuità marittima e della vertenza Enermar - dice il sindacalista Uil -. Ci chiediamo dove fosse, Monaco, quando nel maggio 2005 denunciammo con Cisl-Federmar-Ugl, il pericolo di perdere 40 posti di lavoro Saremar, 2 equipaggi e 7 corse giornaliere. Ci chiediamo anche dove fosse, la Cgil, quando denunciammo nei primi mesi del 2009 che nel marzo dello stesso anno la volontà del Governo era quella di tagliare la linea Santa Teresa- onifacio e 10 corse sulla tratta La Maddalena-Palau. Solo grazie all’intervento della Provincia e della Regione si era scongiurato il tutto. Ci chiediamo dove fosse Monaco quando ci fu il fallimento della compagnia ex Tris e la sospensione dei servizi della Tremar».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 01 DICEMBRE 2011

La Maddalena-Palau, continuano i disagi per i pendolari

LA MADDALENA. Mentre nell’isola si nota sempre piu l’assenza delle 26 corse che la Enermar ha cessato di fare dal 31 ottobre, proseguono le difficoltà per gli utenti. A subire i disagi maggiori sono i pendolari e soprattutto i ragazzi che devono andare a scuola a Palau e Arzachena. Non ultimo i disagi per l’imbarco sul traghettino che sostituisce il Caprera. Come si sa gioco forza le auto imbarcano a marcia indietro perchè così a Palau possono sbarcare regolarmente. Tutto questo impegna tempo e naturalmente l’orario di partenza slitta.
 I malumori, quindi, ci sono. I ritardi arrivano puntuali e ancora nessuno interviene. A nulla sono valsi gli interventi del sindaco, la mozione del consiglio comunale e quant’ altro si è cercato di fare per evitare questo disservizio, perché tutto è rimasto come prima. Solo disagi, disagi e disagi.
 A Cagliari, intanto, 83 lavoratori attendono con ansia di conoscere il loro destino e continuano a manifestare di fronte al palazzo della regione. Ieri si sono incontrati con la presidente del consiglio Claudia Lombardo che li ha ricevuti dicendo loro che convocherà ancora una volta i capi gruppo per portare la vertenza Enermar in consiglio regionale «data la drammaticità in cui si trovano gli 83 lavoratori che meritano tutte le attenzioni particolari per fargli ritrovare la serenità che gli è venuta a mancare da quando sono stai licenziati».

DOMENICA, 27 NOVEMBRE 2011

Vertenza dell’Enermar, discussione sulle modalità di assegnazione delle corse

LA MADDALENA. Il futuro della vertenza Enermar è nell’interpretazione della delibera regionale che disciplina le corse nel tratto La Maddalena-Palau. Per il segretario della Uil, Giulio Verrascina, le corse diurne restituite dalla Delcomar devono essere riassegnate in modo diretto e definitivo. Per la Delcomar le corse devono essere invece messe a bando per essere date in gestione. La polemica rende ancora più difficile il compito dell’assessorato regionale ai Trasporti, chiamato a dare risposte alla vertenza che vede i marittimi della compagnia di Vincenzo Onorato in sit-in permanente davanti a Villa Devoto. La Delcomar cita la delibera che disciplina i requisiti e le modalità di rilascio delle corse residuali. L’articolo 2 stabilisce che «a seguito di procedura di gara pubblica non discriminatoria e dopo la pubblicazione di appositi avvisi pubblici, la Regione, tramite l’assessorato ai Trasporti, valuterà le istanze per l’esercizio dei servizi di trasporto marittimo pubblico di linea residuali di persone e merci. Sarà l’assessorato a effettuare la valutazione delle istanze». Indicato in delibera anche il metodo da seguire: in presenza di due richieste sino al 60-70% al richiedente con precedenza e del 30-40% all’altro. «Chiedere l’assegnazione delle corse per un triennio omettendo le procedure di gara è contro la legge - sostiene la Delcomar -. La Enermar, con le attuali 28 corse, detiene già la massima percentuale di linee assegnabili».

 

VENERDÌ, 25 NOVEMBRE 2011

Marittimi Enermar, la Regione ci riprova

LA MADDALENA. Prosegue con determinazione la battaglia dei marittimi della Enermar. “Traditi” dal governatore Ugo Cappellacci e stanchi del passo lento della sua politica, i lavoratori si appellano adesso alla presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, per trovare una soluzione alla vertenza che da mesi li vede in prima linea. Ieri mattina, attraverso il sindacato della Uil trasporti guidato da Giulio Verrascina, hanno chiesto alla Lombardo la convocazione di un consiglio regionale urgente per discutere del problema Enermar. Da circa un mese i marittimi della compagnia di Vincenzo Onorato si sono trasferiti a Cagliari, a bordo delle nave “Pace”, per protestare contro la Regione che ancora non ha preso una decisione chiara sul futuro delle rotte dei traghetti tra La Maddalena e Palau. Il presidente Ugo Cappellacci, nel secondo incontro avvenuto a bordo del “Pace”, aveva consegnato una lettera ai lavoratori. Il documento diceva che la Delcomar di Franco Del Giudice aveva restituito le sei corse diurne alla Regione, come richiesto dalla Enermar. Parole che facevano pensare alla imminente fine della vertenza. Ma la società di Vincenzo Onorato non ha valutato in modo positivo questa notizia. In particolare perchè l’assegnazione delle corse avveniva in modo provvisorio, in attesa delle gare, e non in modo definitivo come invece prevede la normativa. Dettaglio che ha congelato le trattative. Anche il presidio dei marittimi di fronte a Villa Devoto non è stato smantellato. Ieri la decisione di appellarsi alla presidente Lombardo. Anche perchè la richiesta di un consiglio regionale sulla vertenza Enermar è richiesto da molti consiglieri regionali, in particolare galluresi. Tra questi Gianfranco Bardanzellu, Pdl, che per 4 ore ha manifestato con i lavoratori della Enermar. Bardanzellu aveva fatto da mediatore alcune settimane fa per far incontrare Cappellacci con i marittimi, a bordo del traghetto Pace. «Ringrazio ancora il presidente e i lavoratori - ha detto Bardanzellu -, che lo hanno accolto con affetto. Ma sono dispiaciuto perché la situazione è ancora in una fase di stallo. Sono sicuro che a breve ci sarà una svolta. Sulla Maddalena vigilano la giunta e i consiglieri della Gallura. Verso l’isola c’è un’attenzione particolare perchè ha necessità di aiuti particolari».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

MARTEDÌ, 22 NOVEMBRE 2011

Nuova protesta dei marittimi Enermar

LA MADDALENA. I lavoratori Enermar non si fermano. E anche questa mattina, così come annunciato dalla Uil Trasporti regionale, alle 10 manifesteranno a Cagliari davanti al palazzo della Regione e all’assessorato ai Trasporti.
 Gli 83 marittimi e padri di famiglia che ancora oggi sono senza lavoro, sono preoccupati e soprattutto infuriati per i metodi adottati dalla Regione nell’affrontare e definire la problematica. «La promessa di ridare la dignità tolta mesi addietro ai lavoratori - dice Giulio Verrascina, segretario regionale Uil Trasporti - non è stata mantenuta. La Regione, con una studiata strategia, sale a bordo della Enermar, riaffida le dodici tratte e la delibera, ma toglie fuori dal contesto il periodo minimo dei tre anni di affidamento dei servizi trascritti nella stessa delibera. E’ veramente assurdo. Non si capisce altresì, il perché ridare le tratte alla Enermar sembrasse una cortesia di terzi, citando un accordo tra le compagnie di navigazione, quando lo stesso accordo aveva validità sino al 30 settembre 2010».
 I marittimi Enermar, dunque, continueranno a stare a Cagliari consapevoli che sin da oggi avranno la solidarietà di delegazioni di vari comparti in crisi e di figure istituzionali in seno al consiglio regionale.
 «Indignati per tutto quello che stanno subendo - prosegue Verrascina - i marittimi chiedono solo di poter ritornare a lavorare nella propria azienda che tanto gli ha dato in questi lunghi dieci anni, prelevandoli da un fallimento della loro ex azienda, diminuendogli l’orario di lavoro, triplicando i livelli occupazionali, raddoppiando le corse giornaliere e impiegando 4 equipaggi. Il tutto per dieci anni. Senza finanziamenti pubblici».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

VENERDÌ, 18 NOVEMBRE 2011

Enermar, la Uil dà ragione a Onorato

LA MADDALENA. Il sindacato Uil lancia un appello alla Regione che in qualche modo dà ragione alle riserve avanzate da Enermar dopo la proposta di riassegnare, temporaneamente, sei corse alla compagnia di Onorato. «In merito alla vertenza dei lavoratori Enermar Trasporti srl, iniziata il 17 febbraio scorso e a tutt’oggi in corso e senza risoluzione, con 83 lavoratori dal 1 novembre senza più la sicurezza della busta paga e del diritto al lavoro - dice Luigi Verrascina (foto) -, con forza chiediamo alla Regione Sardegna di applicare la deliberazione del 2009, che prevede un’assegnazione dei servizi (corse residuali) per tre anni, non come assegnati in precedenza con periodi inferiori e in prorogatio».
 L’appello disperato della segreteria della Uil trasporti arriva dopo che la stessa Enermar non ha accolto la soluzione prospettata dal presidente Cappellacci, al quale la Delcomar ha assicurato la restituzione delle sei corse residuali, esattamente quelle richieste dai lavoratori Enemar.
 «Si è accolta la nostra insistente richiesta di rivisitazione della delibera in oggetto - osserva ancora Verrascina -, ma nello stesso tempo si limita ad assegnare per un periodo provvisorio e non definito le famose 12 corse andata e ritorno, non permettendo di attuare nessun tipo di programma aziendale e fatto molto importante per la scrivente, la continuità del posto di lavoro di tutti i marittimi interessati».
 «Per dieci lunghi anni - prosegue Verrascina - i servizi erogati dai lavoratori Enermar sono stati impeccabili e alternativi agli altri vettori, garantendo la maggior parte delle corse per una sana e corretta continuità territoriale, anche per periodi consistenti la sostituzione di altri vettori impiegati in fasce di orario pubblico. Per questo chiediamo che si integri al più presto il periodo sopra citato, in modo tale da salvaguardare i livelli occupazionali e i servizi nel pieno rispetto delle normative da voi deliberate. Pensiamo, anche, che alla luce degli ultimi fatti, l’unica garanzia che può essere adottata sia l’applicazione della delibera del 2009».
 La Uil trasporti e i lavoratori vorrebbero solo soluzioni che garantiscano al più presto il ricollocamento al lavoro di tutti i lavoratori.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 17 NOVEMBRE 2011

L’Enermar dice no a Cappellacci

 LA MADDALENA. Enermar respinge l’assegnazione delle sei corse contese come proposto due giorni fa da Cappellacci per trovare un accordo con la Delcomar. La compagnia di Vincenzo Onorato in un comunicato fa sapere che dice no perchè si tratterebbe di una soluzione temporanea. Scatta la reazione dei sindacati, a partire dalla Cgil che critica la Enermar: «La compagnia ha strumentalizzato tutta la vicenda».
 Nella lettera inviata alla Regione, l’Enermar ha sottolineato che «la proposta non può rappresentare una soluzione percorribile, dato che si tratta di un’assegnazione temporanea che pone l’operatività della società, e di conseguenza i suoi stessi dipendenti, in una condizione di precarietà. Enermar chiede che l’assegnazione diventi definitiva, a testimonianza di una concreta volontà della Regione di garantire davvero il collegamento con le isole minori della Sardegna». La società ribadisce che «l’accordo del 1 giugno 2010 a cui la Regione sarda continua a far riferimento riguarda la sola estate 2010, peraltro concluso a fronte dell’annullamento unilaterale operato dalla Regione stessa delle precedenti assegnazioni all’Enermar. Successivamente, è stato adottato un riparto corse deciso univocamente dalla Regione, e più volte prorogato, senza che fosse bandita alcuna nuova gara».
 La decisione della società rimette in discussione tutto, creando ancor piu trepidazione da parte dei marittimi che continuano a dimostrare sotto Villa Devoto e l’assessorato ai trasporti il loro malcontento.
Tocca a FRanco Monaco (Cgil trasporti Gallura) far sentire la voce dei sindacati. «Quando la Regione ci ha convocato - dice Monaco - abbiamo sottolineato che non bisognava dare le corse a qualcuno per toglierle a un altro. Non era e non è la soluzione ottimale. Tutti i lavoratori vanno protetti. Abbiamo aggiunto che la Regione doveva riprendere con i sindacati un ragionamento generale sui collegamenti tra La Maddalena e Palau. Con l’assessore Solinas abbiamo fatto passi in avanti e la Cgil l’ha incoraggiato a definire il nuovo sistema. Per noi è importante questo. Primo, ripristinare le corse soppresse della Saremar. Secondo, la Regione deve mettere a gara le corse notturne e le corse residuali. Senza scorciatoie, senza dare alle compagnie la possibilità di sentirsi danneggiate».
 Il 9 novembre c’è stato un vertice con l’assessore Solinas e «ci siamo lasciati con l’impegno a farne un altro entro fine mese. C’è stata condivisione sulla restituzione delle corse alla Saremar, fino a un massimo di 28, in attesa delle gare. E con l’obbiettivo di far riprendere alla Saremar i suoi marittimi storici e di stabilizzarli».
 Dopo il quasi rifiuto da parte dell’Enermar di riprendersi le sei corse Monaco è categorico «Come può l’Enermar pretendere - dice - di avere tutte le corse, per sempre, senza gara? Non è possibile, né ammissibile. Questo dimostra che Enermar ha strumentalizzato la vicenda e i lavoratori».
 Dura anche la nota dell’ufficio stampa della Ras che rileva come «ancora Onorato getta la maschera e rivela il suo vero volto: quelli di chi agisce in maniera cinica e senza scrupoli. Immotivato vagheggiare soluzioni impossibili».
 

Cappellacci replica all’armatore Vincenzo Onorato

CAGLIARI. «Nuovamente il signor Onorato getta la maschera e rivela il suo vero volto: quello di chi agisce in maniera cinica e senza scrupoli. La via indicata dalla Regione era finalizzata a trovare una soluzione che andasse incontro alle esigenze di salvaguardia dell’occupazione nelle more dello svolgimento delle gare, che rappresentano un passaggio ineludibile». Così il governatore Cappellacci replica all’armatore della Enermar che ha bocciato la proposta di assegnare temporaneamente alla stessa compagnia le sei corse contese tra Palau e La Maddalena.
 

Enermar: Comunicato stampa

 In risposta a quanto comunicato ieri dalla Regione a proposito delle corse tra Palau e La Maddalena

Genova, 16 novembre 2011 – A seguito della decisione della Regione Autonoma Sardegna (di seguito “RAS”) in merito alle 6 corse tra Palau e La Maddalena comunicata ieri, EneRmaR – in una lettera inviata oggi alla Regione – ha sottolineato che tale proposta non può rappresentare una soluzione percorribile, dato che si tratta di un’assegnazione temporanea che pone l’operatività della Società, e di conseguenza i suoi stessi dipendenti, in una condizione di precarietà.

EneRmaR chiede che l’assegnazione delle suddette corse da parte della RAS diventi definitiva, a testimonianza di una concreta volontà da parte della Regione di garantire il mercato del trasporto per il collegamento con le isole minori della Sardegna.

La Società ribadisce, infine, che l’accordo del 1 giugno 2010 a cui la RAS continua a far riferimento riguarda la sola stagione estiva 2010 e fu peraltro concluso a fronte dell’annullamento unilaterale operato dalla RAS delle precedenti assegnazioni a favore dell’Enermar. Successivamente, è stato adottato un riparto corse deciso univocamente dalla RAS, e più volte prorogato, senza che fosse bandita alcuna nuova gara.

Moby - Enermar Trasporti

Red: Cronacheisolane.it

MERCOLEDÌ, 16 NOVEMBRE 2011

C’è l’accordo: a Onorato le corse contese

LA MADDALENA. Accordo raggiunto tra Regione e Delcomar per la restituzione alla compagnia concorrente, la Enermar, delle sei corse contese tra Palau e La Maddalena. L’annuncio è stato dato ieri da Cappellacci, per la seconda volta a bordo della nave degli indignados.
 Il presidente della Regione, ha incontrato gli 83 dipendenti in presidio permanente al molo Ichunsa, sulla nave Pace, insieme con Gian Franco Bardanzellu. I marittimi sono senza lavoro dopo la decisione dell’armatore di cessare il servizio a causa dell’inasprimento del contenzioso con la Delcomar. Ora si prospetta una via d’uscita. Ma la restituzione delle corse sarà temporanea: 3 o 4 mesi, “il tempo necessario - spiega una determina firmata dal direttore dell’assessorato regionale ai trasporti Roberto Neroni e letta da Cappellacci ai marittimi - per indire una gara per l’assegnazione di tutte le corse”. Sono una quarantina quelle affidate al servizio privato e attualmente divise tra la Enermar (4 equipaggi e nessun contributo pubblico), e la Delcomar, 2 equipaggi e sovvenzioni regionali.
 La decisione di Onorato. Adesso spetta a lui decidere se accettare le corse in base all’accordo e reintegrare i dipendenti. «Siamo parzialmente soddisfatti - ha dichiarato Fabio Delussu, nostromo Enermar -. Quelle corse sono nostre da 10 anni. La restituzione temporanea ci accontenta a metà, ma è un primo passo».
 Situazione attuale. C’è ancora precarietà: le due società in linea garantiscono 41 corse: 21 la Saremar, 20 la Delcomar. Decisamente poche.
 Delcomar. Opera in regime di libero mercato e garantisce 11 corse giornaliere tra le ore 8 e le 20. Per tale servizio impiega 22 lavoratori tra marittimi, bigliettai, personale di terra e due persone di ditte esterne addette alla ristorazione. Per il servizio notturno, invece, lavorano 15 persone tra marittimi, bigliettai e personale di terra.
 Saremar. Alla Maddalena opera con due navi, sulle quali sono imbarcati 28 marittimi (13-14 per ogni equipaggio), con una riserva di 14 persone. 21 le corse di andata e ritorno, a partire dalle 7 alle 19,30. Ultima partenza da Palau. Il pensiero dei marittimi Saremar e in particolare di Mariolino Di Fraia (Cgil) è in sintesi questo: pur essendo, la Saremar, una società con contributi statali, non garantisce la continuità territoriale. «Quindi la Regione - dicono - dovrebbe impiegare le proprie navi (Saremar) per coprire, insieme al notturno, le intere 24 ore. Nello specifico, la Saremar, dovrebbe iniziare alle 5,30, ora in cui termina il servizio notturno della Delcomar, e finire alle 23,30, ora in cui inizia il servizio Delcomar. Tutte le altre corse, le cosiddette residuali, dovrebbero essere messe a gara tra più operatori».
 Il futuro. Nella penultima riunione a Cagliari, l’assessore regionale dei Trasporti aveva messo in evidenza proprio questa strategia. Cioè: alla Saremar il servizio di continuità territoriale, quindi le gare per il servizio notturno dalle 24 alle 5 del mattino e per le corse residuali. Nell’ultimo incontro, dopo il rifiuto dell’Enermar, l’assessore Solinas ha chiesto ai sindacati se, nelle more di mandare a gara le corse residuali, fossero d’accordo a ripristinare le 28 corse Saremar, magari inserendo gli ex lavoratori Enermar. Tutti, Uil Trasporti compresa, si sono dichiarati disponibili. Ed ecco, quindi, ciò che potrebbe accadere: alla Saremar potrebbero essere restituite le 7 corse tolte nel 2006, agli altri il resto.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

MARTEDÌ, 15 NOVEMBRE 2011

Ora è allarme alla Delcomar

I marittimi di Del Giudice: «Se l’Enermar riavrà sei corse, 22 lavoratori sono a rischio»

LA MADDALENA. Acque sempre più agitate nei collegamenti fra la Maddalena e Palau. Da una parte l’Enermar (o, meglio, i suoi ex marittimi) chiedono di avere le sei corse dell’Enermar, come promesso dal governatore Cappellacci (la decisioni doveva arrivare ieri). Dall’altra i marittimi della Delcomar, ora, temono per i loro, di posto di lavoro.
 Andiamo con ordine. Alla Delcomar, Cappellacci chiede di «rivisitare i termini dell’accordo sottoscritto con la Enermar in data il 1 giugno 2010». Fatto che la Enermar non accetta, «in quanto quell’accordo riguardava la sola stagione estiva 2010 ed è stato concluso a fronte dell’annullamento unilaterale operato dalla Regione delle precedenti assegnazioni a favore dell’Enermar». Che chiede chiarezza «sulla tempistica immaginata dalla Regione per l’assegnazione stabile e definitiva delle corse residuali, in quanto poter nuovamente usufruire delle 6 corse per il periodo invernale, o comunque per un tempo molto limitato, non rappresenterebbe una soluzione concreta e una risposta reale agli 83 lavoratori di Enermar».
 In attesa di risposte da Cappellacci, cresce la preoccupazione in casa Delcomar. A parlare per i marittimi Delcomar è Gianfranco Atzeni: «Speriamo che questa delicata vertenza non si debba ricomporre sostituendo un disoccupato con un altro ma trovando soluzioni che possano garantire in primo luogo gli interessi di tutti i lavoratori e non quelli delle aziende. Anche perché qualora vengano trasferite alla Enermar le sei corse, ci sarebbe il rischio che 22 lavoratori - tra marittimi, bigliettai, ormeggiatori e due baristi di una ditta esterna - restino senza lavoro. Potrebbe essere la famosa coperta corta, che certamente sorprenderà i colleghi lavoratori della Enermar in attesa, con ansia, della definizione della contesa».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

SABATO, 12 NOVEMBRE 2011

I marittimi Enermar: «Presidente, ora aspettiamo i fatti»

LA MADDALENA. Per i marittimi Enermar che, a Caliari, hanno manifestato di fronte a Villa Devoto e al palazzo dell’assessorato ai Trasporti, la visita di Cappellacci a bordo del traghetto Pace, pur essendo stata improvvisa e inaspettata, è stata accolta in maniera calorosa e rispettosa. E lo stesso presidente li ha ringraziati per la loro compostezza e serietà nell’affrontare questa vertenza.
 La soddisfazione è stata forte quando Cappellacci ha garantito il suo intervento nei confronti della Delcomar, alla quale avrebbe chiesto la restituzione, peraltro già annunciata, delle sei corse che i marittimi reclamavano. «Ma nello stesso tempo - ha detto Walter Vaccargiu, comandante - aspettiamo per cantare vittoria. Alle parole devono seguire i fatti. Abbiamo apprezzato il gesto del presidente: è il segno evidente che anche lui vuole risolvere la situazione. Ma attendiamo la prossima settimana per vedere se le decisioni annunciate si tramuteranno con il nostro rientro al lavoro».
 Anche Giulio Verrascina, che ha seguito tutta la vertenza da otto mesi, è moderatamente soddisfatto: «Chiediamo, a proposito, che le corse residuali siano spartite solo tra operatori privati che non beneficiano di finanziamenti pubblici, anche perché se non fosse così sarebbe una concorrenza sleale. C’è da dire anche che se le corse verranno date alla Enermar, dovranno essere definitive e non provvisorie. Solo in questo modo la società potrà garantire il rinnovo del piano industriale con la capitalizzazione del personale e con un servizio più idoneo».
 Tra i marittimi, insomma, comincia a crescere la speranza di poter ricominciare davvero a lavorare, anche perchè dover soffrire ancora significherebbe perdere completamente la serenità e la tranquillità.
Intanto i marittimi, ieri, hanno manifestato con tutti i lavoratori sardi e sono stati anche applauditi e messi in condizioni di partecipare in prima fila al corteo. Un occhio di riguardo nei confronti di questa categoria.
 

VENERDÌ, 11 NOVEMBRE 2011

Salvagente per i marittimi Enermar

Cappellacci chiede alla Delcomar di cedere provvisoriamente sei corse

LA MADDALENA. La prossima settimana gli 83 marittimi licenziati dall’Enermar riavranno il loro posto di lavoro e La Maddalena tornerà ad avere più collegamenti con Palau. È l’impegno che ha preso ieri il governatore Ugo Cappellacci, grazie alla disponibilità della Delcomar.
 Cappellacci ha incontrato i marittimi dell’Enermar, da una decina di giorni a bordo del traghetto del gruppo Onorato, ribattezzato la “nave degli indignados”, ormeggiato a Cagliari come forma di protesta contro la Regione. Il governatore, sollecitato a farlo dal consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu (Pdl), ha affrontato la delicata questione della distribuzione delle rotte tra La Maddalena e Palau, quella che ha portato l’Enermar di Onorato, in polemica con le decisioni della giunta, a interrompere i collegamenti dal primo novembre.
 Cappellacci ha fatto sapere ai lavoratori di voler scrivere alla Delcomar, la società del maddalenino Franco Del Giudice.
 «Chiederò alla Delcomar - ha fatto sapere in serata - che confermi la volontà, già espressa, di rinuncia alle sei corse affinché nelle more delle gara si possa salvaguardare il livello occupazionale e si possano ripristinare le condizioni che permettano agli 83 lavoratori di tornare a operare».
 Tradotto: Del Giudice sarebbe pronto a fare un passo indietro (come ha sostenuto da tempo) in modo che l’Enermar possa rientrare in campo. L’ipotesi è che l’accordo, tutto da studiare e da mettere in pratica con un atto formale dell’assessore regionale ai Trasporti, possa avere efficacia già dai primi giorni della prossima settimana.
 «Ho voluto affrontare la vertenza con decisione - spiega Bardanzellu, che ha accompagnato Cappellacci sul traghetto -. Sono un rappresentante della Gallura e non posso permettere che 83 famiglie restino sul lastrico dopo anni di sacrifici. Ora si passerà alla fase finale. La Regione si attiverà perché le sei corse siano cedute dalla Delcomar all’Enermar, almeno fino a quando tutte le gare non saranno fatte. Nelle more della preparazione delle gare, verranno sentiti i tecnici e le compagnie, in modo da avere un quadro preciso delle esigenze della Maddalena. Voglio però dire una cosa: il presidente Cappellacci va ringraziato per essersi messo dalla parte dei lavoratori, a prescindere dai rapporti con gli armatori».
 I lavoratori sono stati sorpresi dalla visita del governatore. In molti hanno espresso felicità per il segnale di attenzione nei loro confronti ma, allo stesso tempo, scottati dalle tante promesse, si sono augurati che ora si passi dalla parole ai fatti.
 Insomma, i lavoratori dell’Enermar (rappresentati dalla Uil), vogliono riavere subito il lavoro.

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

Giovedì 10 Novembre 2011

Enermar: Cappellacci scrivera' a Delcomar per le rotte contese
Il Governatore ha incontrato oggi i lavoratori sulla nave “Indignados”



CAGLIARI. Oggi stesso il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, scrivera' ai vertici della Delcomar, la compagnia che attualmente gestisce i collegamenti con La Maddalena, per chiedere, nelle more della gara per l'affidamento dei trasporti, di ri...nunciare alle sei corse contese, sinora gestire da Enermar. Lo ha annunciato lo stesso Governatore ai lavoratori e sindacati durante un blitz a bordo della nave degli indignati ormeggiata al porto di Cagliari. 83 dipendenti della Enermar sono senza lavoro dall'inizio del mese, quando sono stati sospesi i collegamenti Palau-La Maddelena.
 

Martedì 08 novembre 2011

File e tamponamenti per un posto a bordo

LA MADDALENA. «Siamo ritornati ai tempi della Freccia Marina, quando venivano trasportate 2 auto per volta sulle barche da traffico». Questo il commento unanime in banchina. Dove, ieri, si è scatenato il caos.
 A causa della riduzione delle corse, con la sospensione dei collegamenti Enermar, lunghissime file e attese infinite per potersi imbarcare.
 Tra le voci di protesta dei viaggiatori, anche quella di Fabio Lai, responsabile del Ggruppo reazione giovanile, che ha vissuto personalmente il disagio. Il primo traghetto che parte è quello delle 7, il successivo (sempre Saremar) molla gli ormeggi mezzora dopo. Da giorni, però, il traghetto grande, l’Isola di Caprera, è sottoposto a una serie di lavori e lo sostituisce il «traghettino» Arbatax che imbarca solo 16 auto, contro le 100 del Caprera: e così sono rimasti a terra molti lavoratori pendolari con le auto sistemate in coda oltre la colonna Garibaldi.
 Il caos è esploso quando è entrato in linea l’Isola di Santo Stefano: sembrava di rivivere i tempi in cui ognuno, prepotentemente, voleva imbarcarsi senza preoccuparsi dei pericoli che poteva creare. Tamponamenti, seppure lievi, si sono verificati proprio per la necessità di salire sul traghetto per non arrivare in ritardo al lavoro. Da uno di questi lavoratori il commento più amaro: «Siamo tornati indietro di vent’anni. Tutto perché la Regione non ha messo i marittimi Enermar nelle condizioni di rientrare a lavorare».

Troppi vuoti nei collegamenti, serve una rimodulazione

LA MADDALENA. «La scelta unilaterale di sopprimere le corse della società Enermar sulla tratta La Maddalena-Palau, ha determinato due ordini di problemi che aggravano le condizioni in cui versa la comunità della Maddalena». Inizia così la lettera che il sindaco Comiti ha inviato ai presidenti della giunta e del consiglio regionali Cappellacci e Lombardo e all’assessore ai Trasporti Solinas.
 «Questa collettività sconta gravi disagi sia sul fronte occupazionale che su quello del diritto costituzionalmente garantito alla mobilità. Il venir meno di 54 corse (27 dalla Maddalena e altrettante da Palau), ha riportato la situazione dei collegamenti marittimi indietro di alcuni decenni. Durante le prime ore del mattino, quando a muoversi sono soprattutto i lavoratori pendolari o i cittadini che si recano a Olbia e Sassari per motivi di salute, l’intervallo tra un traghetto e quello successivo supera le 2 ore, mentre tra le 19.30 e le 24, l’intervallo tra due corse successive non è mai inferiore a un’ora». Nell’attesa di una soluzione stabile e definitiva, Comiti chiede una immediata rimodulazione delle attuali corse garantite in questo momento da società Saremar e Delcomar. «Si offrirebbe così un servizio più razionale, in virtù del quale il disagio per la mancanza delle corse effettuate in passato dall’Enermar venga distribuito sull’intero arco delle 24 ore anziché concentrarlo solo su alcune fasce orarie particolarmente delicate.» Intanto per l’11 novembre è stato proclamato, per 24 ore, lo sciopero della Saremar.

Vedi la lettera del Sindaco


L’Usb propone il reintegro dei marittimi Enermar nella Saremar

LA MADDALENA. Anche la segreteria Usb Gallura, attraverso Vittorio Verrascina, attacca la Regione. Trova incomprensibile la soluzione paventata dall’assessore ai trasporti Solinas, «di noleggiare temporaneamente due navi per tamponare la perdita di corse e marittimi ex Enermar, in attesa della solita promessa di indire un bando pubblico per l’assegnazione delle corse residuali. Sarebbe meglio impegnare queste risorse per la già esistente compagnia pubblica Saremar, la quale da cinque anni attende la restituzione di sette corse e conseguenti equipaggi, la stabilizzazione del precariato storico e pluridecennale fino a oggi impedita proprio per motivi finanziari».
 Va avanti, Verrascina. «La soluzione migliore è il mantenimento dei livelli occupazionali. E, in questo caso, c’è la possibilità di rafforzare la compagnia pubblica Saremar, con contratti garantiti Fedarlinea e con mezzi navali idonei ed efficienti, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge. Pertanto, confermando la nostra solidarietà ai lavoratori ex-Enermar, auspichiamo una rapida e positiva soluzione della vertenza con l’immediato reintegro dei marittimi presso la compagnia pubblica Saremar insieme alla stabilizzazione dei suoi precari».

L’Upc attacca la Regione e sottolinea «l’assenza di Cgil e Cisl»

LA MADDALENA. Massima attenzione anche da parte del segretario provinciale Upc, Massimiliano Deledda. che si è recato a Cagliari per esprimere la solidarietà personale, e quella di tutta l’Unione Popolare Cristiana della Gallura, ai lavoratori Enermar. «In questo momento così delicato, - dice - riteniamo di condividere, oltre che esprimere la solidarietà e garantire il massimo impegno per risolvere la preoccupante situazione, come ha già manifestato il segretario politico nazionale Antonio Satta, la protesta per la difesa del posto di lavoro. Oggi, più che mai, è davvero opportuno che tutti insieme, istituzioni, partiti, movimenti, forze sociali, cittadini, debbano impegnarsi perché i lavoratori siano messi nelle condizioni di vivere con certezze e guardare al futuro con la giusta serenità». Al contrario, invece, non è ammissibile «l’atteggiamento di superficialità e indifferenza della Regione - continua Deledda - che, in questa battaglia contro l’armatore (il nemico), anziché salvaguardare i posti di lavoro li mette in pericolo. Assenti anche coloro che dovrebbero tutelare i lavoratori e mi riferisco alle posizioni della Cgil e Cisl, che, in questa importante e fondamentale vertenza, sembrano aver lasciato da sola la Uil».

Onorato: "Cappellacci brucia milioni con la flotta sarda"

MILANO. L'antitrust dell'Ue deciderà sulla vendita di Tirrenia a Cin entro febbraio. Nel frattempo i porti dell'isola si svuotano, con tagli a rotte pubbliche e private che penalizzano lo spostamento di persone e merci. E senza navi va a fondo l'economia della Sardegna. Una crisi nella crisi che per Vincenzo Onorato (Moby e socio Cin) ha un responsabile: il governatore Ugo Cappellacci.

- La guerra nei trasporti marittimi sta pesantemente penalizzando l'isola alla quale lei ha sempre affermato di sentirsi fortemente legato. Dopo i viaggi low cost le tariffe sono balzate alle stelle, scatenando la reazione della Regione.
«Andiamo per ordine. L'aumento delle tariffe di quest'anno è dovuto a molteplici fattori, primo fra tutti il bunkeraggio, passato da 270 euro a tonnellata ai 490 euro del 2011. Oltre alle scellerate scelte del presidente della Regione in materia di trasporti marittimi, che non ha concordato con gli armatori alcuna iniziativa per fronteggiare la crisi, come è invece accaduto per la Corsica. Sulla complessa situazione del trasporto via mare il presidente Cappellacci ignorava, in un faccia a faccia dell'agosto scorso, i termini del contratto stipulato tra lo Stato e la Cin sulla cessione Tirrenia (favorevole all'isola per passeggeri e merci), non avendo mai partecipato agli incontri ministeriali preparatori né avendo delegato alcuno. Ha speso soldi pubblici per garantire rotte notturne per La Maddalena, tratte che l'Enermar ha offerto gratuitamente alla Regione. Ha poi armato, in estate, la flotta sarda che ha sinora fatto registrare un grande sperpero di danaro pubblico. Dal primo ottobre 2011 le due navi della flotta sarda, ferme nei porti, costano 30mila euro, oneri di servizio esclusi, ogni giorno. Se la situazione non fosse così grave, mi verrebbe voglia di fare una battuta "Ugo Laqualunque, più navi per tutti", sul pericoloso populismo di Cappellacci. Rischierei però d'essere querelato da Cetto».

La guerra tra armatori privati e Regione aveva avuto inizio in primavera, dopo l'aumento delle tariffe dei traghetti, guerra che si è estesa alle rotte nelle isole minori e ha già portato al licenziamento di 83 marittimi della Enermar, la compagnia che fa capo a Onorato e che operava nei collegamenti tra Palau e la Maddalena. Un caso finito davanti al Tar e al Consiglio di Stato tra ricorsi e controricorsi, e in attesa di definizione.

«Su Enermar si son dette tante cose - dice amareggiato Vincenzo Onorato -, parte delle quali non corrispondente alla realtà. Tutto nasce nel 2009, quando le corse diurne residuali venivano svolte da Enermar mentre la compagnia Delcomar effettuava il servizio notturno, sovvenzionata con circa 1,7 milioni di euro l'anno. Questo servizio era frutto di una gara che ne prevedeva la durata fino al 2007, prorogata dalla Regione nel 2008 con ulteriori concessioni di sovvenzioni per 300mila euro. I ricorsi al Tar di Enermar sono stati accolti, e il 20 dicembre il Consiglio di Stato deciderà in merito, così come attendiamo l'esito per il ricorso all'Unione europea perchè dichiari la illegittimità delle sovvenzioni a Delcomar per gli anni precedenti. Nel 2010 la Regione ha concesso 12 corse diurne a Delcomar, sottraendole a Enermar e prorogando questo provvedimento per il 2011 senza bandire una regolare gara. Nuovo ricorso al Tar, con udienza ancora da effettuarsi».

«Nel frattempo a Enermar la Regione non ha concesso l'effettuazione di corse straordinarie, che prima autorizzava. A seguito della prima sentenza del Tar la Regione ha bandito una gara per il notturno, ma ha escluso dalla gara Enermar. Contro questa esclusione Enermar è stata costretta a presentare ennesimo ricorso al Tar, che ha riammesso Enermar alla gara. La sottrazione delle 12 corse diurne ha causato a Enermar una perdita di circa 3,2 milioni di euro negli ultimi due anni. Enermar ha anche offerto alla Regione il servizio notturno a costo zero e la ricapitalizzazione con ulteriori 2 milioni di euro, alla sola condizione di riottenere le 12 corse diurne. Nessuna risposta da parte della Regione, che preferisce spendere illegittimamente 2 milioni l'anno di sovvenzioni Delcomar, mandando così a casa 83 dipendenti».

- Le compagnie armatoriali hanno reagito alla flotta sarda tagliando rotte indispensabili per l'isola.
«Ci chiamano i padroni del mare, ma gestire una flotta è altamente dispendioso. Dai nostri conti l'esperimento estivo è costato alle casse della Regione circa 4 milioni di euro, una perdita che si dice potrebbe essere "spalmata" nei costi pubblicitari. Abbiamo già fatto ricorso alla Unione europea e la verità verrà fuori, è soltanto questione di tempo. Con la nuova iniziativa "invernale" la Regione ha letteralmente stracciato dal 1º ottobre 1,7 milioni di euro. L'albero, diceva Nostro Signore, si riconosce dai frutti. Quelli del governatore Cappellacci sono palesi agli occhi di tutti. Il crollo delle presenze estive è in parte dovuto al fatto di non aver affrontato con le compagnie il problema del caro carburante, unito a una propaganda sui giornali in cui la Regione sosteneva che la Sardegna era cara. Tutte le compagnie di navigazione che collegano la Sardegna sono in grave crisi, altro che padroni del mare! La voragine economica della flotta sarda per milioni di euro resterà ancora per poco coperta dal silenzio. Quanti problemi si potevano risolvere in Sardegna con quei soldi? 83 famiglie della Maddalena si trovano in mezzo a una strada contro la mia volontà di salvare la Enermar, mentre la Regione ha operato illegittimamente. La situazione economica nazionale e della Sardegna è sull'orlo del baratro. Per venirne fuori è necessario uno sforzo congiunto, di buona volontà. Che non c'è stato».
 

La replica di Cappellacci a Onorato: «Armatori, tornate coi piedi per terra»

CAGLIARI. L’armatore sapeva di non poterla passare liscia. Lunedì, con un’intervista alla Nuova, è stato proprio lui, il Vincenzo Onorato della Moby, della Tirrenia ora targata Compagnia napoletana ma anche della «Enermar» in liquidazione, a scatenare un’altra puntata della guerra con la Regione sulle rotte navali. A stretto giro di posta, gli ha replicato il governatore della Sardegna. Con una lettera lunga, a tratti sarcastica, è così arrivata la contro-botta di Cappellacci: «Per lui e i suoi sodali - scrive - la Sardegna ha un solo messaggio: torrades a pe’ in terra». Tradotto per i napoletani: armatori, ritornate coi piedi per terra.
 Accusato dal nemico di essersi intestardito sulla storia del «caro-traghetti», di aver «sperperato soldi pubblici con la Flotta sarda», di «aver messo sul lastrico i lavoratori Enermar» e infine di «essere un populista Ugo Laqualunque», Cappellacci nella riposta non è stato da meno. Anche lui ha usato il badile. «Il signor Onorato - la lettera comincia così - come sempre appare nervoso. Dalle sue dichiarazioni non si comprende se sottovaluti i sardi o se sopravvaluti se stesso». I due, ormai è chiaro, sono arrivati ai materassi ed ecco le prove.
 Caro-traghetti. Scrive Cappellacci: «Prima Onorato ha dichiarato che l’aumento dei prezzi era frutto dell’immaginazione di qualcuno, poi ha tirato fuori il costo del carburante e ora vorrebbe attribuire la responsabilità del calo di turisti non a se stesso, ma a noi che abbiamo contestato da subito il vergognoso rincaro praticato quest’estate dalle compagnie di navigazione». In una parola sola, scrive il governatore, Onorato sia almeno coerente. Poi subito dopo: «Né possiamo tacere che gli sconti sulle tariffe impraticabili fino a un attimo prima da parte dei signori del mare, siano invece apparsi per incanto subito dopo il varo della nostra flotta. Pensa, Onorato, che i passeggeri siano così sprovveduti da non rendersi conto della realtà? È invece proprio di fronte a questo atteggiamento ottuso e arrogante del patron di Moby e di qualche suo interessato fiancheggiatore locale che la Regione, dopo aver cercato invano di dialogare con le compagnie, ha dovuto reagire, denunciare il caro tariffe all’Antitrust e varare le sue navi».
 La Flotta sarda. Cappellacci è diretto nella replica: «Con buona pace del signor Onorato, la Saremar (compagnia di navigazione regionale) con nota del 13 ottobre del 2011, ha comunicato che il suo conto economico è in attivo. Dunque, non c’è stato alcun sperpero di denaro pubblico. Inoltre, a lui come ad altri, faccio sapere che la Saremar ha trasportato 134mila passeggeri, che - probabilmente - avrebbero invece rinunciato a viaggiare da e per la Sardegna. Non solo. Con le nostre navi abbiamo fatto lavorare personale sardo e fatto consumare, a bordo, prodotti sardi. Quando Onorato ha mai fatto questo? Mai».
 Enermar. «Ancora lui - scrive Cappellacci - e anche in questa vicenda sostiene di aver sposato la teoria del mercato libero, ma alla fine, come al solito, la traduce in una più banale possibilità di voler esercitare la sua attività senza avere altri concorrenti». E nel successivo capoverso, Cappellacci ricostruisce la storia dei collegamenti per La Maddalena: «Nel 2003, la Regione ha bandito una gara pubblica. Alla gara hanno partecipato due operatori, Enermar e Delcomar. La prima è stata poi esclusa, perché le navi che intendeva destinare al servizio notturno non avevano i requisiti minimi previsti dal bando e dalle direttive regionali. Contro l’esclusione, Enermar ha ricorso ma quello stesso ricorso successivamente non è stato accolto dal Tar e neanche dal Consiglio di Stato. Subito dopo Enermar si è offerta di organizzare gratuitamente il servizio notturno delle corse da e per La Maddalena ma a patto che le fossero concesse in regime di monopolio. Ma alla fine il 24 giugno del 2011 i giudici del Tar hanno definitivamente respinto il ricorso nel merito presentato da parte di Enermar». E la storia continua. «Dopo l’esclusione di Delcomar dal bando per irregolarità formali, la Regione ha invitato le società a presentare nuove offerte e disposto una successiva proroga dei servizi fino al 31 marzo, ed Enermar ha ricorso anche contro quella e, questa volta va detto, il Tar le ha dato ragione e annullato anche i decreti che assegnavano le corse pubbliche alla Saremar. A quel punto la Regione, trovatasi nell’impossibilità di garantire un servizio pubblico essenziale, ha ricorso al Consiglio di Stato, che ha disposto la sospensione parziale della prima sentenza e ripristinato di fatto tutte le corsi notturne con le isole minori (Carloforte e La Maddalena), per poi rinviare il giudizio finale all’udienza di merito attesa per il 20 dicembre 2011. Pertanto, anche dopo altri atti di proroga indispensabili per garantire la continuità territoriale con quelle isole, il servizio è ancora in capo alla Delcomar».
 Conclusione. Secca e dura: «Altro che filantropo e benefattore, il signor Onorato, voleva esercitare quel servizio in regime di monopolio. E oggi, fatto salvo che la Regione difenderà in tutte le sedi il diritto dei sardi alla mobilità e anche quello di chiunque vuole arrivare in Sardegna, il signor Onorato si metta comunque l’anima in pace: saranno i tribunali a decidere chi ha ragione».

Enermar: i marittimi protestano davanti al Consiglio regionale

CAGLIARI. Una sessantina di marittimi della Enermar protestano questa mattina sotto l'atrio del Consiglio Regionale di via Roma, a Cagliari. I lavoratori sono senza occupazione da una settimana dopo la sospensione dei collegamenti fra La Maddalena e Palau a causa dell'inasprimento della vertenza con la compagnia concorrente Delcomar.

Questa mattina i lavoratori oltre ai cinque presidi della protesta, fra Cagliari e La Maddalena, sono confluiti, con fischietti, striscioni e wuwuzelas davanti al Palazzo della Regione. A dar loro manforte anche le loro famiglie, mogli e figli, che sono giunte dal centro gallurese. "La nostra mobilitazione prosegue a oltranza - ha spiegato Giulio Verrascina, segretario regionale della Uil trasporti - fino a quando non otterremo risposte da parte della Regione e dall'assessore regionale dei Trasporti, Christian Solinas. Domani mattina l'assessore ha fissato un incontro per affrontare la vertenza dei lavoratori Saremar, ma continua a snobbare il dramma degli 83 marittimi Enermar e delle loro famiglie".

I dipendenti della compagnia dell'armatore Vincenzo Onorato protestano da otto mesi per chiedere la restituzione delle sei corse diurne effettuate dalla compagnia da dieci anni e affidate dalla Regione alla Delcomar. Da oggi sono, pertanto, saliti a sei i fronti della mobilitazione: il porto e la sala consiliare del Municipio maddalenino, l'atrio del Consiglio regionale, l'Assessorato dei Trasporti in via Caprera e le due navi Pace e Aghata, ribattezzate "Le navi degli Indignados", ormeggiate al Molo Ichnusa.

 

LUNEDI' 07 novembre 2011

La Capitaneria di porto di La Maddalena chiede alle società Saremar e Delcomar di potenziare le corse


Allo scopo di alleviare in parte, l’attuale stato di disagio che investe, a seguito dell’interruzione delle corse da parte della “Enermar Trasporti”, il comparto dei collegamenti marittimi da e per il porto di Palau, le compagnie Saremar e Delcomar hanno fatto le seguenti ipotesi operative per lo svolgimento del servizio di collegamento.

Il M/T “Enzo D.”, previsto di sostituire già dalle ore 19,30 odierne dall’ M/T “Erik P.” per esigenze operative di compagnia, continua il proprio servizio di collegamento marittimo fino alle ore 24,00 garantendo così, una superiore capacità di carico di veicoli e passeggeri.

Il M/T “Isola di Santo Stefano” già da domani 8 settembre assicurerà sempre la prima partenza delle ore 7,00 dal porto di La Maddalena al posto dell’ M/T “Arbatax” , assicurando così una maggiore portata di veicoli e passeggeri. Tale assetto verrà cambiato eccezionalmente nella sola giornata in cui il M/T “Arbatax” dovrà effettuare le operazioni di bunkeraggio (circa ogni due settimane).

 

Vertenza Trasporti Il Sindaco scrive al presidente della Regione

Al Presidente della Giunta Regionale

On. Ugo Cappellacci

All’Assessore ai Trasporti

On. Christian Solinas

E, p.c.  Alla Presidente del Consiglio Regionale

On. Claudia Lombardo

Oggetto: interventi immediati per far fronte ai gravi problemi di mobilità connessi alla vertenza Enermar.

Illustrissimo Sig. Presidente,

Come a Lei noto, la scelta unilaterale della soppressione delle corse effettuate dalla società Enermar sulla tratta La Maddalena-Palau, ha determinato due ordini di problemi che allo stato attuale contribuiscono ad aggravare le condizioni in cui versa la comunità di La Maddalena. Questa collettività, in virtù di tale situazione, sconta gravi disagi sia sul fronte occupazionale che su quello del diritto –costituzionalmente garantito- alla mobilità. Il venir meno di 54 corse (27 da La Maddalena e altrettante da Palau), ha riportato la situazione dei collegamenti marittimi indietro di alcuni decenni, accentuando l’isolamento di cui la nostra Città soffre per la sua peculiare situazione geografica. Durante le prime ore del mattino, quando a muoversi sono soprattutto i lavoratori pendolari  o i cittadini che si recano a Olbia e Sassari per motivi di salute, l’intervallo tra un traghetto e quello successivo supera le due ore, mentre nella fascia oraria che va dalle 19.30 alle 24.00, frequentata soprattutto da chi rientra dal lavoro, l’intervallo tra due corse successive non è mai inferiore a un’ora. Per quanto detto, e nell’attesa di una soluzione stabile e definitiva di queste problematiche, a cui il Governo Regionale sta già lavorando, chiediamo una immediata rimodulazione delle attuali corse garantite in questo momento dalle società Saremar e Delcomar, in modo da ottimizzare le risorse e i mezzi attualmente impiegati. Questo renderebbe alla collettività intera un servizio più razionale, in virtù del quale il disagio per la mancanza delle corse effettuate in passato dall’Enermar venga distribuito sull’intero arco delle 24 ore anziché concentrarlo solo su alcune fasce orarie particolarmente delicate.

Cordiali Saluti

Il Sindaco

ANGELO COMITI                

 

DOMENICA, 06 NOVEMBRE 2011

Confcommercio: «Trasporti nel caos, danni per tutti»

LA MADDALENA. «La sospensione delle corse Enermar, ha determinato gravi implicazioni su tutto il comparto commerciale e sul tessuto socio-economico». E i danni, secondo la Confcommercio, sono enormi.
 «Pensiamo solo a coloro che si recano fuori dell’isola per lavoro o per studio: per loro la diminuzione dei collegamenti marittimi da e per La Maddalena rappresenta un disagio insopportabile». Le parole sono quelle di Claudio Tollis, presidente della Confcommercio territoriale (La Maddalena-Palau-Santa Teresa-Arzachena), il quale dice di non essere intervenuto prima «per rispetto delle istituzioni. Ma di fronte a tale lassismo non può più tacere. Intanto si esprime la più ampia solidarietà verso tutti quei lavoratori che hanno perso il lavoro e ai quali si augura una rapida soluzione della loro vertenza. Nello stesso tempo però, stigmatizza il comportamento di tutti gli attori in campo. Non possiamo riportare indietro l’orologio della storia e dimenticare le conquiste fatte negli anni e vedere di nuovo questa comunità essere “ostaggio” della sua insularità. La cosa che colpisce - dice Tollis - è l’aver dimenticato il significato della parola “diritti”. Diritto al lavoro e diritto alla continuità territoriale che, da soli, sono sufficienti per rivendicare con forza quanto spetta a questa comunità. Parlando degli attori in campo, non si può non menzionare: la Regione che negli ultimi comunicati diramati sembra finalmente aver capito la gravità della situazione, ma agisce con colpevole ritardo e dopo un silenzio di mesi; l’amministrazione comunale, che ne ha sottovalutato l’effetto dirompente all’interno della nostra collettività, ha dimenticato per mesi la questione di sistema principale per lo sviluppo della nostra citta, ovvero i Trasporti. Tanto è vero che già in questi giorni i camionisti che portano le merci alla Maddalena hanno già annunciato un rincaro delle loro commissioni per le lunghe attese in banchina».
 Tollis è convinto che «sia giunto il momento storico per far sì che nasca una “Public Company’ ad azionariato popolare, nella quale trovino posto non solo gli imprenditori locali e i singoli cittadini, ma anche e soprattutto i soggetti che fino ad oggi hanno operato in questo tratto di mare, nessuno escluso, purché siano come noi disposti a rinunciare ai profitti nel nome del superiore bene comune».
 

Marittimi avanti con il sit-in: «Mollare? No, sarebbe la fine»

 LA MADDALENA. «La notizia “positiva”? Eccola. La giunta regionale ha promesso che avrebbe noleggiato due traghetti per sostituire quelli della Enermar e ancora non ha fatto nulla». Per i lavoratori marittimi senza più lavoro, il mare è sempre in burrasca. Sperano che la presa di posizione dei consiglieri regionali che si stanno interessando alla loro vertenza possa portare a qualche risultato, ma è anche vero che la maggioranza regionale è sempre più a rischio. Intanto i lavoratori, pur con la pioggia insistente, anche ieri sono rimasti di fronte al palazzo della Regione e dell’assessorato ai Trasporti fino alle 13 per rientrare poi a bordo dei traghetti ormeggiati al porto. Il sit-in lo riprenderanno stamattina, sempre fino alle 13m e se dovesse piovere rimarranno sotto la tenda controllati sempre dalle forze dell’ordine, alle quali i marittimi rivolgono un particolare ringraziamento per la collaborazione. Fabio, uno dei marittimi che da mercoledì è a Cagliari, dice: «Mollare? Mai. Ssarebbe la fine della nostra esistenza». Domani intanto è in programma l’incontro con il mondo dei pastori sardi, poi ci sarà quello con gli studenti universitari.
 A seguire la vertenza dei marittimi c’era anche Marina Spinetti (Pd) che parla però da cittadina. «83 i lavoratori che hanno perso il lavoro, 50 le corse in meno, 8 i mesi trascorsi dai marittimi Enermar in tenda in attesa che la Regione dirimesse la vertenza. Cifre che evidenziano due diritti calpestati. Diritto alla continuità dei cittadini maddalenini e diritto al lavoro dei dipendenti Enermar. Licenziati dalla giunta regionale. Da ciò nasce il laboratorio virtuale e reale della nave degli indignados, laboratorio per la rinascita dei diritti, per dire che la vertenza Enermar può e deve essere il simbolo delle troppe vertenze inevase della Regione Sardegna. “Salire a bordo” significherà aderire alla nostra protesta e ospiteremo oltre a discussioni politiche anche incontri culturali. Infatti è stato inaugurato i laboratorio parlando di diritti con letture tratte dagli «Scritti Corsari» di Pasolini, di cui ricorre oggi l’anniversario della morte»

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

SABATO, 05 NOVEMBRE 2011

I marittimi Enermar si vestono da guerrieri

LA MADDALENA. Non mollano i lavoratori della Enermar che, da mercoledì, chi a bordo delle due navi trasferite a Cagliari, chi di fronte al palazzo della Regione, chi davanti all’assessorato ai Trasporti, sono sempre in sit-in permanente. Ieri sul traghetto Agata si è tenuta la conferenza stampa ed è stato sventolato lo striscione della nave degli indignati. «E oggi ne arriverà un altro, lungo 16 metri, che sarà posizionato sul traghetto Pace e che sarà notato da chi passa in via Roma». La provocazione dei lavoratori è stata questa: si sono vestiti come guerrieri, con tanto di scudo, e hanno deciso di regalare un libro con dedica e con stima al governatore Cappellacci e all’assessore ai Trasporti Solinas («Solo conoscendo il passato si può capire il presente e il futuro del cabotaggio marittimo della Sardegna») sulla storia della navigazione in Sardegna.
 Poi una serie di foto, tra le quali una che raffigurano una stretta di mano: «Uniti si vince». Per ricordare inoltre che, secondo i marittimi Enermar, la flotta sarda potrebbe essere chiamata la «flottola sarda». Al fianco dei lavoratori, i consiglieri del Pd Mario Bruno e del Pdl Gianfranco Bardanzellu. «La Regione deve fare in modo che venga garantito il servizio con regole certe, piuttosto che fare guerra a un armatore», ha rimarcato l’esponente dell’opposizione. «Questa vertenza - ha aggiunto il collega di maggioranza - è nata male e sta finendo peggio».
 Ufficializzato il gemellaggio tra i lavoratori della Enermar e il Movimento dei pastori sardi. Lunedì, infatti, il leader dell’Mps, Felice Floris, con una delegazione di pastori, li incontrerà per organizzare un calendario di manifestazioni comuni. Dopo i pastori, in settimana sulla nave degli indignati saliranno gli studenti universitari delle facoltà di Filosofia e Scienze politiche. «La nostra nave - ha aggiunto Giulio Verrascina della segreteria territoriale Uil - raccoglierà la protesta delle vertenze di tutta la Sardegna. Quanto sta accadendo ai lavoratori Enermar è un’ingiustizia e noi continuiamo a chiedere il rispetto delle sentenze e delle regole. Non c’è un appiattimento delle nostre posizioni rispetto a quella della proprietà, piuttosto c’è la chiusura da parte del presidente Cappellacci e dell’assessore Solinas ad ogni dialogo con i sindacati».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

VENERDÌ, 04 NOVEMBRE 2011

Corse cancellate, nasce un giallo

La Regione: decisione presa prima del vertice

LA MADDALENA. Vertenza Enermar, nuovi sviluppi. I lavoratori sono stati ricevuti dai consiglieri regionali. E la Regione dice che la società aveva annullato le corse prima ancora dell’incontro a Cagliari.
 Andiamo con ordine. Ieri i marittimi dell’Enermar, licenziati dalla società di Onorato, che ha cancellato le corse fra la Maddalena e Palau, hanno protestato a Cagliari. Hanno ricevuto la solidarietà di Renato Soru, Mario Bruno ed Elio Corda del Pd e di Gian Franco Bardanzellu del Pdl. Infine quella di Franco Cuccureddu, che ha chiesto al presidente dell’assemblea regionale la convocazione dei capigruppo. Detto, fatto. Alle 16 di ieri la riunione c’è stata. «Il consiglio regionale è preoccupato per il dramma che stanno vivendo gli 83 lavoratori licenziati dalla Enermar, e vuole seguire con particolare attenzione la vertenza auspicando una positiva risoluzione che preservi i livelli occupazionali» ha detto Claudia Lombardo dopo il vertice. Al quale hanno partecipato i marittimi.
 «Non possiamo accettare - hanno detto i lavoratori - che ci venga scippato il lavoro. Dalla Regione non vogliamo un centesimo di denaro pubblico ma chiediamo il ripristino delle tratte tolte all’Enermar e la revisione della delibera dell’agosto del 2009». Delibera che discplina le corse notturne e residuali, su cui si è aperta la vertenza che vede contrapposte la Enermar di Onorato e la Delcomar di Del Giudice. I marittimi hanno poi polemizzato con Cappellacci: «Non siamo scudi umani di Onorato contro i sardi, ma scudi contro il comportamento illegale della giunta regionale. Non siamo strumentalizzati da nessuno, semmai se c’è uno strumentalizzato da qualche sigla politica è proprio Cappellacci. Noi stiamo difendendo il nostro lavoro».
 Durissima la controreplica della Regione. «Se la Enermar non dovesse rivedere le proprie posizioni, la giunta regionale è pronta a garantire il diritto alla mobilità e il livello occupazionale della comunità maddalenina, anche ricorrendo a misure straordinarie come l’intervento della Saremar - ha detto l’assessore ai Trasporti Solinas (la giunta sta studiando come) -. La Regione non ha sottratto alcuna corsa alla Enermar. L’assetto è frutto di un accordo tra l’Enermar e la Delcomar. Enermar non vuole trattare. La società aveva cancellato le corse prima ancora di avere l’incontro con noi il 31 ottobre, lo dimostrano le comunicazioni alla capitaneria di porto».

Sulla nave degli ‘Indignados’, con i licenziati Enermar

I marittimi Saremar: noi siamo stati dimenticati

LA MADDALENA. «Abbiamo aspettato anche troppo. Abbiamo avuto fiducia nei rappresentanti sindacali. Abbiamo creduto in un rilancio della Saremar. Abbiamo perso, nel 2006, 40 posti di lavoro e abbiamo accettato di lavorare per 14 ore al giorno. Di più. Abbiamo scioperato per chiedere una revisione dell’orario di lavoro e un aumento delle corse con l’integrazione di un equipaggio. Abbiamo avuto fiducia in Cappellacci e Solinas con la “Flotta Sarda”.E abbiamo creduto nel Comune e nella Provincia». Sono prime righe di una dura lettera scritta da un gruppo di marittimi Saremar, contrari alla decisione di noleggiare due traghetti da parte di Ras per dare il lavoro ai marittimi ex-Enermar. «Non siamo “razzisti” né gioiamo per la loro situazione, ma stiamo rivivendo, seppur in posizione diversa, quello che accadde nell’ormai lontano e dimenticato 2006. L’unica differenza? Per noi un silenzio assordante, interrotto solo da un paio di scioperi. Abbiamo avviato, o almeno ci era parso e fatto credere, una serie di incontri con la Ras per stabilizzare i nostri precari più che ventennali, ma la risposta è stata sempre la stessa: “Non ci sono soldi”. Quello che però non riusciamo a capire è come mai per i marittimi Saremar “non ci sono soldi” e per gli ex-Enermar vengono addirittura noleggiati 2 traghetti. Dove sta il trucco? Forse ci sono due categorie di marittimi: serie A e serie B?».
 Per questo i marittimi Saremar chiedono a Cappellacci e all’assessore Solinas di «valutare in modo oculato e obbiettivo quanto sta accadendo e quanto si sta attuando. Ai colleghi e amici dell’Enermar esprimiamo invece la nostra solidarietà con l’augurio di trovare nell’immediato futuro la loro definitiva sistemazione, cosa purtroppo non accaduta ai nostri colleghi del 2006».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 03 NOVEMBRE 2011

E' arrivato a Cagliari il traghetto degli indignati

LA MADDALENA. Agguerriti più che mai, i marittimi licenziati dalla Enermar, società che ha interrotto le corse fra la Maddalena e Palau, si sono trasferiti a Cagliari per protestare contro la Regione, accusata di aver costretto all’addio la compagnia di navigazione di Vincenzo Onorato.
 Sistemati su due traghetti della Enermar, i lavoratori, una settantina più le famiglie, sostenuti solo dalla Uil, si sono autodefiniti “indignati” e hanno chiesto (e chiederanno) a Cappellacci di fare un passo indietro. Ma il governatore non ne ha alcuna intenzione. «Non aiuteremo i signori del mare - ha detto Cappellacci, riferendosi a Onorato e ai suoi soci nella Tirrenia - che non solo vorrebbero lucrare sulla pelle della nostra isola, ma in maniera cinica tentano di utilizzare i lavoratori come “scudi umani”. L’embargo della scorsa estate è la prova di quanto il trio armatoriale abbia a cuore gli interessi della Sardegna. Le vere navi degli indignati, di coloro i quali rifiutano il sistema Tirrenia, i suoi effetti e i soprusi, sono quelle della flotta sarda. Aiuteremo solo i lavoratori», ha aggiunto.
 Oggi la giunta dovrebbe dare le prime risposte, con il varo della flotta sarda anche alla Maddalena: due traghetti in servizio al posto di quelli della Enermar, con il conseguente riassorbimento dei marittimi licenziati.
 Questo il dato politico. C’è poi quello pratico. Dopo l’abbandono dell’Enermar, che faceva 26 tratte fra La Maddalena e Palau e altrettante in senso inverso, i due centri sono così collegati: 45 tratte (fra andata e ritorno) le fa la Saremar, 40 tratte (fra andata e ritorno) le fa la Delcomar che, con soldi pubblici, copre anche gli orari notturni. La Maddalena, al momento, non è dunque isolata. Anche se, ovviamente, qualche disagio c’è.
 Quando arriverà la flotta sarda? Sarà sufficiente per smaltire il traffico? Tutelerà i lavoratori licenziati? Alla Maddalena sono divisi. Il sindaco Angelo Comiti, area centrosinistra, è d’accordo con il governatore di centrodestra. «L’importante è tutelare i diritti dei maddalenini, siano essi passeggeri o lavoratori» ha detto.
 Contrario è invece Giulio Verrascina della Uil, il sindacato che rappresenta tutti i marittimi dell’Enermar e che sta sostenendo Onorato nella lotta contro la Delcomar, compagnia di navigazione del maddalenino Del Giudice. Verrascina usa l’ironia e definisce la flotta sarda la “flottola sarda”. «Le sue due navi sono buttate, una nel porto di Livorno e l’altra in quello Civitavecchia - ha attaccato su una nave di Onorato -: sono ferme, ma pagate con i soldi pubblici». Verrascina non si fida della Regione: «No, perché da otto mesi non è riuscita a fare ciò che doveva: le gare per le tratte fra La Maddalena e Palau».
 Cosa faranno i licenziati? Diranno no all’eventuale assunzione nella flotta sarda? È una domanda su cui potranno cominciare a riflettere da oggi, se la Regione approverà il piano di emergenza per La Maddalena.
 A sostenere i lavoratori e la Uil anche Marina Spinetti, dirigente del Pd. «Parlo da cittadina - ha precisato -. Una che non può accettare che i diritti vengano calpestati. La Regione ha calpestato il diritto alla continuità territoriale dei maddalenini e il diritto al lavoro».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"


Cappellacci attacca Onorato

 LA MADDALENA. È una battaglia navale, ma non è un gioco. Non lo è per i maddalenini, che rischiano di veder cancellato il diritto alla continuità territoriale. Non lo è per i marittimi dell’Enermar licenziati, che vedono negato il diritto al lavoro in uno dei momenti più duri per l’Italia.
 Perché quella che si sta “giocando” alla Maddalena, sulle rotte dei traghetti per Palau, è solo un piccola partita della sfida, ben più ampia, fra Cappellacci e Onorato e i suoi soci della Tirrenia. Il primo effetto è l’addio di Onorato: l’Enermar, la sua compagnia di navigazione, ha licenziato 83 marittimi e ha soppresso 26 corse (più ritorno) in partenza dalla Maddalena. Decisione presa il 31 ottobre, dopo otto mesi di annunci e di proteste.
 La prima reazione è stata quella della Uil: il sindacato non se l’è presa con l’azienda che ha mandato a casa i suoi iscritti, ma con la Regione. È singolare, ma è così. Perché? Perché la Uil e l’Enermar hanno condotto (e continueranno a farlo) una battaglia comune, senza distinzione di ruoli. La Uil sostiene le ragioni della compagnia di Onorato contro una sua diretta concorrente, la Decolmar del maddalenino Del Giudice. L’Enermar mette a disposizione dei lavoratori le proprie navi per protestare a Cagliari contro la Regione.
 Uil e Enermar hanno sempre accusato Cappellacci di favorire proprio la Delcomar, nella distribuzione delle rotte. Sostenuti dalla giustizia amministrativa, hanno chiesto che la Delcomar non prendesse più aiuti pubblici (fa le corse notturne). Battaglia persa. Poi hanno chiesto che tutte le gare per le rotte fra La Maddalena e Palau venissero rifatte. Altra battaglia persa.
 Perché? Perché Cappellacci non vuole accettare i diktat di Onorato, né - parole di ieri - può tollerare che i lavoratori vengano usati come scudi umani. Il senso della posizione della Regione è questo: non è ammissibile che Onorato isoli la Sardegna da una parte, e che poi pretenda di avere aiuti dalla Regione dall’altra.
 Onorato, per anni, ha avuto l’appoggio del centrodestra. Specialmente a Olbia, nel cui porto è oggi è un monopolista: guadagna dalle sua navi, ma anche da quelle della concorrenza (ha la gestione dei servizi, antincendio compreso). Ora, il centrodestra di Cappellacci gli ha tolto la fiducia. Soprattutto perché Onorato, insieme ai soci della Tirrenia, è accusato da Cagliari di voler lucrare sulla Sardegna solo d’estate.
 E quindi, via alla flotta sarda. L’esperimento andato in scena tra la Sardegna e la penisola - e su cui c’è polemica, per via dell’assenza di dati certi - sarà riproposto alla Maddalena. Oggi la giunta regionale dovrebbe dare il via libera all’ingresso sulle tratte per Palau di due traghetti della flotta sarda. L’idea piace al sindaco della Maddalena Angelo Comiti, di area centrosinistra. «Perché garantisce la continuità territoriale e il diritto al lavoro dei licenziati, che saranno assorbiti dalla nuova compagnia» ha detto Comiti. Alla Maddalena, città disillusa, sperano per una volta che le promesse vengano mantenute.

I sindacati: «Tutti i lavoratori a Cagliari»

LA MADDALENA. Grandi manovre in vista della manifestazione di protesta in programma a Cagliari l’11 novembre. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato l’assemblea generale nell’aula consiliare occupata dai marittimi dell’Enermar. Chiedono l’adesione a tutti i lavoratori isolani.
 In apertura dell’assemblea ha preso la parola Massimiliano Guccini, Uil, che ha voluto esprimere solidarietà ai lavoratori dell’Enermar licenziati nei giorni scorsi dall’armatore Vincenzo Onorato e vicinanza alle loro famiglie. I marittimi occupano da giorni l’aula consiliare. Una ordinata forma di protesta che si aggiunge al sit-in al porto che va avanti dall’estate. Dal licenziamento dei marittimi Enermar, è partito il discorso di Luisella Maccioni e Lorenzo Porcheddu, Cgil. I sindacalisti hanno ripercorso la difficile situazione occupazionale in cui versa la Gallura, una terra baciata per anni dal benessere, dalla ricchezza e dallo sviluppo e che oggi vive il dramma dei licenziamenti, della cassa integrazione e della disoccupazione. Una condizione negativa che coinvolge tutti i settori, dall’industria all’artigianato al turismo. Una mancanza di posti di lavoro che determina un impoverimento generale del territorio.
 Durissimo l’intervento di Gianni Poddighe, Cisl, contro la politica del governo nei confronti del pubblico impiego. Misure che rischiano di colpire ancora una volta e in modo pesante, un settore già duramente messo alla prova. Discorsi che hanno fatto breccia nel cuore dei lavoratori presenti, pronti a mettere in essere gesti di protesta, anche eclatanti, per far sentire tutta la loro amarezza e la rabbia. In cima alla lista la riconsegna delle tessere elettorali. Alla preoccupazione per le scelte del governo Berlusconi per il mondo del pubblico impiego, i lavoratori intendono rispondere in modo deciso. Da qui l’invito a tutti i lavoratori e alle loro famiglie a partecipare numerosi alla manifestazione dell’11 novembre a Cagliari. Una protesta di piazza con cui i sindacati vogliono far sentire la voce del popolo fino a Roma. I sindacati metteranno a disposizione dei manifestanti dei pullman. I mezzi partiranno da Palau, Olbia e Tempio in direzione Cagliari.
 

Flotta sarda, la Cin rinuncia al «blocco»

 CAGLIARI. La «Compagnia italiana di navigazione» ha rinunciato ieri alla richiesta di «blocco immediato» della Flotta sarda. Davanti ai giudici della prima sezione del Tar, riuniti in camera di consiglio, gli avvocati della Cin, proprietaria tra l’altro della nuova Tirrenia, sono andati oltre e hanno detto: «Quello che oggi a noi interessa di più è il giudizio di merito, cioè che sia la magistratura amministrativa a decidere se la Regione quest’estate ha aiutato finanziariamente o meno la Flotta sarda nelle sue corse da e per Civitevecchia e Vado Ligure». E nel merito il presidente Aldo Ravalli e gli altri componenti del collegio (Gianluca Rovelli, relatore e Alessandro Maggio, consigliere) decideranno entro i primi mesi dell’anno prossimo. L’ipotesi più probabile è che l’udienza per la discussione del ricorso, a questo punto ordinario, sarà messa a ruolo fra gennaio e marzo.
 Il confronto in aula. Nei fatti non c’è stato. La scelta della «Compagnia italiana» - rappresentata dagli avvocati Denis Fosselard, Giovanni Nardulli, Filippo Pacciani e Giovanni Maria Lauro - ha così chiuso sul nascere la discussione sulla richiesta di sospensiva. La rinuncia è stata soltanto una scelta di strategia giudiziaria, oppure c’è dell’altro? A rispondere è l’amministratore delegato della Cin, Ettore Morace: «Nella sostanza - ha detto - per noi non è cambiato nulla e non è venuta meno neanche l’urgenza che avevamo prospettato nella memoria presentata a luglio. Anzi, siamo soddisfatti che il Tar, anche su nostra istanza, voglia entrare in tempi brevi nel merito della vicenda e dunque stabilire, una volta per tutte, se con soldi pubblici sono state violate o meno le normative europee, quelle che come ben sappiamo vietano gli aiuti di stato. Noi riteniamo - ha detto ancora Morace - che l’ingerenza della Regione ci sia stata e soprattutto col suo intervento finanziario, diretto o indiretto, abbia alterato il mercato della libera concorrenza nei trasporti marittimi».
 Gli scenari. Anche per i legali della Saremar, Costantino Murgia e Car lo Tack, non è cambiato nulla nella causa. «A questo punto - fanno sapere - aspetteremo la fissazione dell’udienza e, in quell’occasione, dimostreremo che il ricorso della Compagnia italiana di navigazione non solo è illegittimo ma anche infondato». E nel frattempo dall’assessorato ai trasporti arriva questa conferma: «Le corse invernali della Flotta sarda sulla Olbia-Civitavecchia partiranno entro metà novembre».

Fonte: "La Nuova Sardegna"

Mercoledì 02 Novembre 2011

Licenziamenti Enermar, in traghetto fino a Cagliari per protesta

CAGLIARI. Hanno ribattezzato "la nave degli Indignados" il traghetto "Pace", con cui sono partiti dalla Maddalena, assieme alla motonave "Agatha", per raggiungere Cagliari e cominiciare una protesta contro la Giunta regionale.

Gli 83 lavoratori della compagnia del gruppo Moby, impiegati sulla tratta La Maddalena-Palau soppressa da Enermar luned? pomeriggio, hanno lasciato la tenda issata otto mesi fa nel porto commerciale maddalenino per trasferirsi nel porto di Cagliari con i due traghetti su cui prestavano servizio fino a due giorni fa.

Approdati al molo Ichnusa, i lavoratori licenziati annunciano che ci resteranno "finché la Giunta non risolverà, attraverso l'istituzione di un bando, la vertenza che li riguarda". Alle 11.30, sulla motonave Pace si terrà una conferenza stampa in cui i lavoratori spiegheranno ragioni e modalità della protesta.

Mercoledì 02 Novembre 2011

L’addio dell’Enermar, sindaco e Uil divisi

LA MADDALENA. L’aula del consiglio comunale, che da otto giorni è occupata dalle famiglie dei lavoratori Enermar, è stata il teatro di una assemblea autoconvocata per fare il punto dopo l’incontro di Cagliari. Incontro al termine del quale la società di navigazione ha licenziato 83 marittimi e tagliato 26 corse fra la Maddalena e Palau.
 Nella sala consiliare gremita, è stato il rappresentante della Uil Giulio Verrascina a informare i lavoratori e le loro famiglie sull’incontro cagliaritano.
 «L’esclusione delle parti sociali dalla riunione - ha detto - ha rappresentato una grave mancanza nei confronti dei lavoratori. L’Enermar ha insistito perché i sindacati fossero presenti per trovare un’intesa con la Regione. Ma alla fine, visto l’abbandono della Enermar, l’accordo è saltato».
 A Verrascina non piace per nulla il piano della Regione, che prevede l’ingresso di due traghetti della flotta sarda al posto di quelli dell’Enermar, «dati gli ingenti costi che la Regione dovrebbe sostenere e le poche garanzie per i marittimi disoccupati».
 Un parere diverso è stato espresso dal sindaco Angelo Comiti, presente alla riunione in Regione.
 «E’ stato inopportuno l’abbandono del tavolo da parte della Enermar, visto che si era ormai arrivati al punto di restituire alla compagnia di Onorato le sei corse che attualmente sono coperte dalla Delcomar». Il sindaco ha approvato il piano della Regione per gestire l’emergenza: domani la giunta regionale dovrebbe dare il via libera all’operazione.
 Il confronto è proseguito e sono emersi differenti punti di vista soprattutto dai lavoratori, in particolare sulle sei corse che la Delcomar vorrebber restituire. In molti giudicano colpevole il ritardo della Regione. Intanto i marittimi inizieranno domani ad avviare le pratiche per ottenere gli ammortizzatori sociali.
 Erano presenti anche diversi consiglieri comunali, assessori e il parroco, don Degortes.
 Da registrare l’intervento del consigliere Franco Cuccureddu che, oltre a esprimere solidarietà ai lavoratori dell’Enermar licenziati, si è anche detto disponibile a recepire le istanze da portare in consiglio regionale per un loro pronto reimpiego.
 Resta ferma, da parte dei marittimi e delle loro famiglie, la volontà di continuare a occupare l’aula del consiglio comunale con la speranza di veder ricomparire all’orizzonte le navi della Enermar, che ieri hanno lasciato l’isola in direzione di Cagliari.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

02- 11.11. Lo sfogo dei licenziati Enermar: “Non sappiamo più cosa pensare, ma teniamo duro”

DOMENICA, 30 OTTOBRE 2011

Sindacati e istituzioni esclusi dal dal vertice in Regione

LA MADDALENA. Contrario all’incontro di domani in Regione con gli armatori di Delcomar ed Enermar, senza istituzioni e sindacati. Il segretario regionale della Uil trasporti, Giulio Verrascina, critica la scelta di far incontrare Franco Del Giudice e Vincenzo Onorato. Per questo ha inviato una lettera all’assessore regionale Cristian Solinas, al prefetto, al sindaco Angelo Comiti e alla Provincia. «Ritengo inaccettabile il tipo di riunione di domani - scrive -. Non sono state invitate le parti sociali, che sono elementi fondanti degli accordi per la continuità territoriale e la salvaguardia dei livelli occupazionali». La Uil ritiene che sia una grave mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori l’esclusione dei sindacati, unici rappresentanti dei marittimi in questa vertenza. La Uil chiede di poter partecipare al vertice di domani. «In caso contrario non riconosceremo le decisioni prese in quella sede», minaccia Verrascina. Anche i marittimi la pensano in questo modo. Anche loro hanno inviato una lettera al prefetto in cui lamentano la superficialità con cui si trattano argomenti tanto delicati. «Siamo convinti che il nostro posto di lavoro e la continuità territoriale debbano essere tutelati da leggi e gare trasparenti, non da accordi spartitori e privatistici tra armatori, o come li definisce Cappellacci, dai signori del mare».
 

SABATO, 29 OTTOBRE 2011

Sit in a Cagliari ora la Regione incontrerà le società di navigazione

 LA MADDALENA. La marcia su Cagliari e l’incontro in Regione portano buone notizie sul caso Enermar. Nel vertice cagliaritano con l’assessore ai Trasporti, Cristian Solinas, è stato fissato per lunedì un faccia a faccia con gli armatori delle due società di navigazione, Enermar e Delcomar. Si punta a trovare un accordo sulle tratte La Maddalena-Palau che accontenti sia Franco Del Giudice che Vincenzo Onorato.
 L’assessore Solinas si è assunto anche l’impegno di verificare se sia possibile trovare un accordo per salvaguardare i posti di lavoro dell’Enermar. «Sono fiducioso - è il commento dell’ l’assessore comunale ai Trasporti Nicola Gallinaro -. Spero davvero che l’accordo si possa fare». Un piccolo passo in avanti che sembra aver sbloccato la situazione di stallo sul caso Enerar che si trascinava ormai da otto mesi. Molti sono convinti che se la politica si fosse mossa per tempi i marittimi della Enermar a rischio licenziamento, non si sarebbero trovati in queste condizioni. Al momento l’unica certezza è rappresentata dalla convocazione degli armatori di Enermar e Delcomar per lunedì a Cagliari. Abbastanza scontato lo scenario di lacrime e sangue che si verrebbe a definire nel caso in cui i due armatori non trovassero un accordo. La paura e la rabbia dei marittimi che rischiano di perdere il posto di lavoro è esplosa stamani sotto il palazzo della Regione. Ieri mattina i 70 marittimi con le loro famiglie sono andati a Cagliari per urlare a loro preoccupazione. Il segretario Uil trasporti, Giulio Verrascina, insieme al sindaco Angelo Comiti e a un gruppo di assessori, il senatore Fedele Sanciu, il presidente della commissione Trasporti provinciali Luca Montella e altri colleghi della Provincia, sono stati al fianco dei marittimi. «È evidente che la linea adottata da entrambi le istituzioni - è il commento di Verrascina - ha fatto capire che quando si vuole con forza una cosa, bisogna intervenire subito e non attendere otto mesi come è successo». L’ assessore Solinas ha preso atto che i tempi sono stretti e che i licenziamenti sono dietro l’angolo. Per questo motivo ha convocato gli armatori per lunedì, giorno un cui la Enermar dovrebbe far scattare il taglio dei posti di lavoro. Una decisione che ha messo in stand by il sit-in programmato per lunedì a Cagliari. Prosegue invece l’occupazione del salone consiliare. Se non arriveranno risposte i lavoratori della Enermar tenteranno l’occupazione del salone del consiglio regionale. «Aspettiamo risposte da Cagliari - commenta il sindaco Angelo Comiti -. L’isola non può permettersi di aggiungere nuovi disoccupati alla già lunga lista di persone senza lavoro, soprattutto in un momento così delicato per l’economia isolana».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 27 OTTOBRE 2011

Enermar, sos del Comune alla Regione

LA MADDALENA. Passa all’unanimità l’ordine del giorno del consiglio comunale sull’Enermar. Ci sono volute ben due ore prima che il documento vedesse la luce. Maggioranza e opposizioni chiedono alla Regione di intervenire urgentemente per evitare la sospensione delle corse della compagnia Enermar di Vincenzo Onorato che causerebbe il licenziamento dei marittimi. Il consiglio ha anche chiesto un incontro urgente a cui partecipino il governatore Ugo Cappellacci, l’assessore regionale ai Trasporti, il Comune, la Enermar e una delegazione di lavoratori.
 Con l’ordine del giorno il consiglio comunale chiede anche alla società Enermar l’immediata sospensione dei licenziamenti programmati per fine mese e il mantenimento del numero delle corse. Queste richieste saranno presentate a Cagliari nell’incontro convocato dalla Regione per domani.
 A dare un’accelerata alla politica per la risoluzione del problema Enermar è stato l’aggravarsi della situazione dei dipendenti della società. Al personale, nei giorni scorsi, è stato comunicato che il 31 ottobre verranno interrotte le corse sulla tratta La Maddalena-Palau e che scatteranno i licenziamenti.
 Nel corso della discussione in aula, confluita poi nell’ordine del giorno, è emersa anche la necessità che vengano garantiti gli attuali livelli occupazionali in tutte e tre le compagnie che operano dall’isola verso Palau, Saremar, Enermar, Delcomar. Ma anche che si riducano le tariffe per tutti i residenti in Sardegna e si garantisca la frequenza dei collegamenti da e per La Maddalena. Una richiesta avanzata già a marzo con una delibera.
 Il dibattito in aula si è aperto con l’annuncio del presidente del Consiglio, Gian Vincenzo Belli. «È appena arrivato un fax dell’assessore regionale ai Trasporti Cristian Solinas che comunica la convocazione a Cagliari di un incontro sulla vertenza Enermar», ha detto Belli. Una novità inaspettata che non cambia i programmi dei marittimi in mobilitazione permanente. La protesta va aavanti. Il sit- in programma a Cagliari davanti al palazzo della Regione potrà essere sospeso solo se dall’incontro di domani arriveranno buone notizie per il futuro dei lavoratori. Per i marittimi la convocazione in Regione è una piccola vittoria. Ma nessuno si sente di festeggiare. La paura di perdere il posto di lavoro è ancora troppo forte.
 Intanto anche il consigliere regionale dell’Upc, Massimo Mulas ha presentato una interrogazione all’assessore Solinas sulla vertenza Enermar. Chiede di sapere quali provvedimenti la Regione intende attuare per non perdere i posti di lavori dei marittimi a rischio licenziamento e per garantire il collegamento tra l’isola della Maddalena e Palau.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

La disperazione dei lavoratori Enermar: occupato il Comune

MERCOLEDÌ, 26 OTTOBRE 2011

Vertenza Enermar: Prossima tappa: sit-in al palazzo regionale

 LA MADDALENA. Quindici marittimi hanno trascorso la prima notte nel salone consiliare. A far loro compagnia, sino alle 3 del mattino, mogli e figli. Stendere la coperta e dormire sul marmo, non è stato piacevole. Ma meglio qui, al caldo, piuttosto che al porto.
 L’amministrazione ha anche garantito la presenza di un vigile: non perché ci fosse il timore che i lavoratori potessero essere poco rispettosi (hanno riordinato tutto di buon mattino), ma perché avrebbero potuto avere qualunque necessità.
 Lunedì, intanto i lavoratori hanno incontrato i commercianti: anche da parte loro tanta solidarietà e l’invito a non mollare.
 Come al solito gli interventi dei lavoratori sono andati in un’unica direzione. «Se Cappellacci ce l’ha con Onorato, non se la deve prendere con i lavoratori. Noi non abbiamo colpe». Ed ecco Giuseppe D’Amico: «Aveva ragione l’ex sindaco Pasqualino Serra quando aveva detto che “continuando di questo passo” i giovani avrebbero dovuto andar via. No, io non ci sto: abbiamo il diritto di restare qui perché il lavoro c’è. E’ la Regione che non vuole ridarci ciò che ci ha tolto».
 Zanchetta, Pedroni e Zonca sono stati critici sui tempi: dopo 8 mesi la Regione non è riuscita ancora a decidere.
 Intanto c’è attesa per il consiglio straordinario di questo pomeriggio (alle 15) anche perché i lavoratori vogliono verificare di persona come i consiglieri si comporteranno. «Vogliamo vedere chi alza la mano e chi invece starà zitto di fronte a 80 famiglie che rischiano di finire sul lastrico».
 Non meno importante il consiglio provinciale di domani che ha inserito nel suo ordine del giorno la vertenza Enermar e i collegamenti marittimi in generale. Venerdì, invece, i lavoratori marceranno su Cagliari e raggiungeranno il palazzo di vetro della Regione: qui è previsto un sit-in per tutta la giornata. Ma le intenzioni sono quelle di continuare la protesta anche dopo il 31 di ottobre, giorno in cui la Enermar ha deciso di interrompere i collegamenti tra Palau e La Maddalena. Se non cambieranno le cose, infatti, l’occupazione del salone comunale andrà avanti a oltranza.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

La disperazione dei lavoratori Enermar: occupato il Comune

VENERDÌ, 21 OTTOBRE 2011

Enermar, traghetti fermi da fine mese

LA MADDALENA. L’Enermar molla gli ormeggi. Si ferma, insomma. E dal 31 ottobre «per la mancanza di risposte da parte della Regione» sospende l’attività. L’annuncio è di Luigi Parente, avvocato e consigliere della Moby, il quale - in un documento - parla chiaro: da fine mese verranno interrotti i collegamenti sulla tratta La Maddalena-Palau. La Regione continua a far gestire la linea notturna in regime di proroga illegittima, e ha peraltro negato alla Enermar corse straordinarie. Infatti, a oggi, la Regione non ha ancora assegnato le corse residuali, con un ritardo ormai insostenibile». L’Enermar, quindi, dice stop. Lasciando nella disperazione decine e decine di famiglie.
 «L’Enermar - prosegue Parente - ha cercato di perseguire in modo legittimo le proprie ragioni, innanzitutto nell’interesse dei suoi 83 dipendenti e, in generale, del territorio locale. La società si trova però costretta a prendere atto della mancata volontà da parte della Ras di risolvere la situazione, danneggiando così il mercato del trasporto per il collegamento con le isole minori della Sardegna. La Delcomar - dice ancora Parente -, si è potuta rafforzare grazie a contributi pubblici per le corse notturne dichiarati successivamente illegittimi dal Tar e per i quali è in corso un esposto a Bruxelles che imporrebbe a Delcomar la restituzioni delle sovvenzioni dal 2006 in poi, essendo state assegnate senza gara». Intanto, già ieri, i lavoratori hanno iniziato a stabilire un calendario di manifestazioni, dopo aver occupato il traghetto che doveva effettuare la corsa delle 5,45.
 L’amministrazione comunale, attraverso gli assessori Nicola Gallinaro e Maria Pia Zonca, ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti della Regione e scritto una lettera al presidente Cappellacci e all’assessore regionale dei Trasporti Solinas chiedendo loro un incontro urgentissimo. Non solo. I consiglieri provinciali Francesco Carbini e Carlo Ferrari (Upc) e Luca Montella (Riformatori) hanno richiesto la convocazione di un consiglio provinciale urgente. Mentre la segreteria nazionale della Uil Trasporti ha espresso forti preoccupazioni «per la piega che sta assumendo la vicenda Enermar a causa di una politica, quella della Regione sarda, caratterizzata da un comportamento schizofrenico alternato da inspiegabili e pasticciate iniziative. Che stanno mettendo a rischio oltre 80 posti di lavoro».
 

Lo sfogo dei marittimi: «Affondati da Cappellacci, nemico di Onorato»

 LA MADDALENA. «Signor Prefetto, per favore, ci aiuti Lei. Grazie». Emblematica la richiesta da parte dei lavoratori marittimi della Enermar che vedono nelle figura del prefetto l’unica che possa far evitare che a fine mese l’attività dell’azienda chiuda i battenti. Negli ultimi otto mesi la Regione non è infatti riuscita a risolvere la questione. Eppure sembrava che in 48 ore si potesse fare tutto.
 Commovente il pianto di Giulio Verrescina, che ha lottato con tutte le sue forze per evitare che succedesse questo. Commovente il pianto di un padre di famiglia: «Come faccio ora a mantenere agli studi mia figlia, e a portare avanti la famiglia? Venga Cappellacci a rendersi conto del male che sta facendo la Regione comportandosi in questo modo». Duro l’assessore Zonca che, rivolto a Cappellacci, lo ha invitato alla Maddalena «a prendersi anche dei fischi, ma a recedere dalla sua linea».
 «Il nostro armatore Onorato - dice un altro lavoratore - sino ad oggi ci ha permesso di sostenere le nostre famiglie, ma è pur vero che la Regione, con proroghe illeggittime e mensili, da più di 8 mesi sta esasperando gli animi di tutti noi lavoratori, tenendoci appesi a un filo. Il nostro armatore non è più in grado di far fronte al deficit finanziario che ad oggi risulta essere di 2 milioni e mezzo di. E ora chi darà lavoro agli 83 lavoratori prossimi disoccupati in una realtà che oggi, alla Maddalena, vede solo un progressivo declino?».
 Per la verità, l’armatore della Delcomar Franco Del Giudice si era impegnato ad assumere i marittimi Enermar se avesse vinto la gara.
 E infine le domande al prefetto contenute nella lettera: «Non possiamo permettere che ci tolgano il nostro posto di lavoro e ci neghino la dignità di tutelare il futuro delle nostre famiglie solo ed esclusivamente perché il governatore Cappellacci ha una ripicca nei confronti del nostro armatore sul caso flotta sarda. Perché il nostro Governatore non prende in considerazione le sentenze a nostro favore? Perché il nostro Governatore ci toglie corse giornaliere importanti per la sopravvivenza della nostra società, peraltro unica senza contributi pubblici e li dirotta su altra società già finanziata da anni in regime di proroga?».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

Venerdì, 08 Luglio 2011

La sospensiva del TAR della Sardegna da ragione ai lavoratori Enermar.

Ieri il Tar della Sardegna, ha depositato il provvedimento che sospende gli effetti della procedura di gara per l’affidamento dell’appalto, relativo al servizio pubblico notturno di collegamento marittimo  con le isole minori della Sardegna, aggiudicato dalla società Delcomar dell’ imprenditore Franco Del Giudice. relativo alla tratta  La Maddalena-Palau. In sostanza i giudici amministrativi sardi, riconoscono in via cautelativa alla ricorrente Enermar, i motivi dedotti dalla stessa,contro la decisione della Regione Sardegna di escludere la società dalla gara e, pertanto ne ordina la sospensione fino a sentenza definitiva. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, sezione prima presieduta dal Giudice Aldo Ravalli, ha fissato al 30 novembre 2011, la prossima udienza pubblica per la trattazione del caso.

 

GIOVEDÌ, 30 GIUGNO 2011

Del Giudice all’attacco: "La Enermar vuole il monopolio"

LA MADDALENA. «Si continua a speculare sui lavoratori, che continuano a essere utilizzati dalla Enermar e dal sindacalista che segue la vicenda per ottenere qualcosa che è vietato dalla legge».
 E’ quello che ha detto l’amministratore delegato della Delcomar Franco Del Giudice in una conferenza stampa due giorni fa sulle corse residuali. «Si continuano a vedere manifestazioni, ovviamente legittime, che dipendenti mettono in campo con l’attenta e manifesta regia dei vertici della società. Manifestazioni nelle quali il sindacato non hai mai rivendicato i sacrosanti diritti dei lavoratori, come un contratto che dopo più di un decennio ancora non arriva o la puntualità nelle retribuzioni. Si preferisce invece continuare a minacciarli».
 Continua Del Giudice: «Neanche le rassicurazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, che ha confermato il proprio impegno per far sì che il futuro aggiudicatario delle corse residuali sia “costretto” a occupare le stesse maestranze, sono state sufficienti a frenare gli ormai noti interessi della società del gruppo Moby, che ha come obbiettivo unico il totale monopolio delle corse residuali. Monopolio che, come sancito dalle norme comunitarie, italiane e regionali, è assolutamente impraticabile. Infatti, bando per l’assegnazione delle corse residuali metterà sì a gara tutt’e 40 le corse. Ma le stesse non potranno essere assegnate per più del 70% ad una compagnia, che non può essere scontato sia la Enermar, e il 30% all’altra compagnia. Considerato che già oggi l’Enermar detiene il 72% delle corse residuali è ovvio che non può sperare, ne tantomeno rivendicare, il restante 28% delle corse perché ne risulterebbe una posizione dominante del mercato».
 «Di fatto - ha proseguito Del Giudice - nell’assetto concessogli dalle proroghe delle quali beneficia, la Enermar è nella migliore posizione possibile che in nessun modo può essere migliorata perché già al limite del consentito. Di questo, il gruppo Moby, ne è bene al corrente dato che di problemi con l’antitrust ne ha avuto e continua ad averne quasi quotidianamente».
 «E’ necessario, inoltre, fare alcune precisazioni sulle dichiarazioni di Renato Soru al quale, evidentemente, sono state fornite delle notizie inesatte. Infatti ricordiamo che la Delcomar non percepisce alcun contributo, al pari della Enermar, per le corse residuali e mai ne ha percepiti. Opera in regime di libero mercato offrendo e garantendo un servizio che lasciamo giudicare all’utenza. Per questi servizi, la Delcomar occupa stabilmente e realmente 25 lavoratori oltre i 15 che occupa per il servizio sovvenzionato notturno. Lavoratori che hanno gli stessi diritti degli altri e che, dovrebbero, stando a quanto rivendicato dalla società Enermar, perdere il posto per cederlo ad altri lavoratori».
 

La replica: «Delcomar è sempre assistita»

LA MADDALENA. La replica della società di Vincenzo Onorato alle accuse di quella di Franco Del Giudioce non si fa attendere. La Enermar spiega di essere svantaggiata in tutti i modi dalla concorrenza di due compagnie sostenute con fondi pubblici. «Non molliamo le corse da subito solo per rispetto del territorio e dei nostri dipendenti».
 «La Enermar è attualmente ingiustamente strozzata da due altre compagnie di navigazione che percepiscono laute sovvenzioni pubbliche e non ha ancora dato forfait solo per rispetto ai propri marittimi e al territorio» è scritto in un comunicato della società che fa capo all’armatore napoletano Vincenzo Onorato, da tempo in rotta di collisione con le scelte della Regione guidata da Cappellacci.
 «Ricordiamo che la libera concorrenza non si difende con formule astratte (tipo la suddivisione in percentuale delle corse tra La Maddalena e Palau) ma garantendo soprattutto la sopravvivenza economica del concorrente privato, principio che nel caso di Enermar non è stato applicato, con il risultato di costringerla a breve a chiudere l’attività, rimanendo tutto il traffico ad appannaggio del duopolio Saremar/Delcomar» continua la nota della Enermar.
 La società di Onorato, ovviamente, attacca duramente il concorrente principale, l’armatore della Maddalena Enzo Del Giudice.
 «Ricordiamo che la Delcomar ha potuto rafforzarsi grazie a contributi pubblici per le corse notturne dichiarati illegittimi dal Tar della Sardegna e per i quali è in corso un esposto a Bruxelles che imporrà a Delcomar la restituzione di dette sovvenzioni dal 2006 in poi, in quanto assegnati senza gara - è scritto ancora nel comunicato -. Ricordiamo che Delcomar ha maggiormente attinto alle casse pubbliche facendosi sovvenzionare ulteriori corse nella fascia pre-notturna sul falso presupposto che in quegli orari la Enermar non operava, cosa che invece Enermar ha sempre fatto operando dalle 5 alle 24 di ogni giorno. Ricordiamo che la Enermar, a condizione che con l’assegnazione di tutte le corse residuali sia in grado di sopravvivere, si è offerta di effettuare il servizio notturno senza un euro di sovvenzione».
 «Ricordiamo infine che è contrario a qualsiasi principio di libero mercato permettere ad una società sovvenzionata di potere sfruttare le consequenziali risorse finanziarie per potere fare dumping nel libero mercato, provocando di fatto la scomparsa di qualsiasi altro concorrente - chiude la società di Vincenzo Onorato -. Abbiamo intrapreso in sede giudiziaria sia italiana che comunitaria tutte le azioni necessarie alla salvaguardia dei legittimi interessi di Enermar e dei propri lavoratori»

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

                       

UIL TRASPORTI

Segreteria  Regionale Sardegna

                                                                                                                  

Oggetto:  Diritto di replica / vertenza dipendenti Enermar trasporti srl.

Con la presente la scrivente segreteria in merito ad alcune dichiarazione apparse sul vostro autorevole quotidiano in data odierna, riguardante alcune affermazioni e aspetti  sul sindacato e lavoratori, intende fare alcune precisazioni:

1)     I lavoratori non vengono seguiti da una persona con incarico sindacale “sindacalista”, ma bensì dalla Segreteria Generale Uiltrasporti, da quella Regionale dipartimento marittimo e con il pieno sostegno del dipartimento marittimo della Segreteria Nazionale .

2)     Riteniamo offensive e non corrette alcune dichiarazioni che vorrebbero fare credere che i lavoratori , non 48 ma 83, siano strumentalizzati, forse perché da fastidio che gli stessi da 4 mesi affrontano detta vertenza con forza, coerenza e determinazione, il tutto dimostrando attaccamento alla loro azienda, quella stessa azienda che da un decennio permette loro di lavorare con serenità e dignità, il tutto con turni di lavoro esemplari rispettando in pieno la normativa 271 (orari di lavoro a bordo) con quattro equipaggi e relativi ormeggiatori.

3)     Il sindacato, che poi sarebbero i lavoratori, ha l’obbligo morale e professionale di difendere le istanze dei lavoratori, in questo caso legittimi, basti pensare alle contrattazioni attuali delle vertenze dei marittimi Tirrenia e dipendenti Meridiana, nel senso che non sono uscite dichiarazioni dai loro concorrenti nel dire che le loro vertenze sono strumentalizzate!

Si rispettino pertanto le volontà dei lavoratori, soprattutto nella loro volontà di difendersi il proprio posto di lavoro,con educazione e rispetto, come giustamente è stato rimarcato nei vari e precedenti articoli di stampa nelle varie manifestazioni.

Il botta e risposta tra aziende non ci interessano, anche perché ci saranno degli autorevoli enti preposti che dovranno pronunciarsi in merito, sicuramente ci interessano i lavoratori e le clausole sociali che devono garantire loro la salvaguardia del posto di lavoro, la difesa del salario e il rispetto, come peraltro rivendicato più volte nelle diverse sedi istituzionali.

Faremo comunque istanza affinché si possa istituire una commissione esterna dei trasporti che segua tutta la vertenza in corso, nel pieno rispetto delle pari opportunità e delle norme vigenti.

La Maddalena 30.06.2011                              Il Coordinatore di Segreteria

 

                                                                                            Secci  Ignazio

 

DOMENICA, 01 MAGGIO 2011

«Esasperati e stanchi, ma non molliamo»

«Viviamo un dramma, ma la Regione non ci considera»

LA MADDALENA. Vivono nella disperazione, con la paura e tanta incertezza. Ma gli 80 marittimi Enermar, che da più di due mesi stanno manifestando sotto una tenda, non vogliono mollare. E pur di difendere il posto di lavoro, continueranno il sit-in, a partire da oggi, per altri 30 giorni. Senza risparmiare accuse alla Regione.
 Una Regione che continua ad allungare i tempi, visto che non sono state ancora aperte le buste delle gare relative alle corse notturne e diurne.
 Risultato: prorogato il blocco dei traghetti sine alla fine di maggio, con la speranza che questo slittamento possa essere l’ultimo.
 Il comandante Michele Costagliola è molto preoccupato e sembra aver perso la fiducia. «Trascorrere un altro mese sotto la tenda - dice - non sarà né bello né facile. Non riusciamo a capire come mai la Regione non si sia ancora espressa, dopo tante promesse di intervento. E noi siamo nel mezzo di questa bufera, impotenti. Perché non arrivano notizie certe e non sappiamo nulla su quello che sarà il nostro destino. E’ proprio vero: all’interno degli uffici di chi governa non c’è la voglia di rimediare, altrimenti non ci troveremmo in questa situazione».
 «Sono sfiduciato - dice Vincenzo Flegello, direttore di macchina -: l’agonia si protrae sempre di più e noi, qui, non sappiamo che fine faremo. C’è un altro aspetto che ci preoccupa: le compagnie hanno già assunto il personale per l’estate e se ci dovessero licenziare non potremmo entrare da nessuna parte».
 Fabio Delussu, nostromo, è sconcertato: «Basta. Siamo stanchi. Sarà difficile attendere altri 30 giorni, ma non abbiamo alternative. Sinceramente pensavo che la Regione potesse risolvere questa situazione in minor tempo, ma vedo che ancora siamo in alto mare. Stiamo andando avanti di proroga in proroga e questo ci fa paura». Luca Albano, mozzo: «Per me invece questa proroga è positiva: sembra paradossale, ma almeno mi consentirà di lavorare per un altro mese in sicurezza, anche se devo continuare a rimanere sotto la tenda. Ma non sono altrettanto sicuro di conservare il mio posto. Alla Regione prendono tempo perché loro non vivono un dramma come il nostro, solo noi sappiamo che cosa si prova a rimanere nell’attesa».
 Dal canto suo, il sindaco Angelo Comiti, ha parlato con il presidente della Regione Ugo Cappellacci, il quale ha promesso il suo intessamento anche in merito alla vertenza dei marittimi alla Maddalena. «Ma si tratta di un percorso difficile - ha ammesso il sindaco -: da una parte ci sono i posti di lavoro da difendere a ogni costo, dall’altra c’è il problema delle tariffe che penalizza in modo pesantissimo l’economia della nostra isola».
 

DOMENICA, 17 APRILE 2011

Sbarco bloccato, interviene la procura

Lo sciopero dei marittimi Enermar: non si escludono strascichi giudiziari

LA MADDALENA. Il giorno dopo lo sciopero dei marittimi Enermar, nulla è cambiato. Anzi. La preoccupazione è cresciuta, perché non sono arrivate risposte. La manifestazione è riuscita, ma ha lasciato strascichi non indifferenti, probabilmente anche giudiziari, nei confronti di quei marittimi che si sono incatenati impedendo lo sbarco di auto e passeggeri dal traghetto Enzo D.
 L’intervento della capitaneria ha consentito di completare le operazioni, ma ora sarà la procura a stabilire se ci sono realmente stati motivi plausibili per impedire lo sbarco.
 Dopo il danno, dunque, anche la beffa. Con la speranza che tutto si risolva nel migliore dei modi per quei marittimi che da 60 giorni protestano sotto una tenda attendendo (dopo l’apertura delle buste) i risultati sull’assegnazione delle corse notturne.
 I lavoratori, comunque, non mollano e già stanno pensando di organizzare un altro sciopero, però di 48 ore (il 2 e il 3 maggio) «a seguito della crisi aziendale della società Enermar trasporti srl che opera sulla tratta marittima La Maddalena-Palau e viceversa». La stessa, infatti, sta mettendo a serio rischio il futuro di circa 80 posti di lavoro, visto che la società conferma la propria volontà di cessare l’attività marittima alla Maddalena i primi giorni di maggio.
 A esprimere la più convinta solidarietà ai lavoratori marittimi, sono i consiglieri comunali di opposizione Luca Montella, Gaetano Pedroni e Massimo Guccini. In una lettera contestano «la totale assenza della Regione che non offre nessuna indicazione per la soluzione di questa complicata vertenza e non tiene conto della preoccupazione e delle speranze di questi lavoratori». Pertanto, il gruppo Montella, chiede al sindaco e agli amministratori di maggioranza «di rimediare all’imbarazzante assenza di iniziativa politico-amministrativa su di questa vicenda. Avremmo apprezzato che il sindaco, nel corso della giornata di venerdì, durante la quale i lavoratori hanno palesato tutta la propria amarezza esponendosi con comportamenti mossi da disperazione, invece di andare a inaugurare due scivoli per bambini al palazzo scolastico, avesse partecipato attivamente alla manifestazione. I legittimi conflitti tra società non distolgano l’attenzione dalla questione centrale della vertenza, la garanzia di un servizio pubblico all’altezza delle aspettative a costi moderati e soprattutto la salvaguardia dei lavoratori indipendentemente dalla compagnia di appartenenza. Eventuali conflitti tra lavoratori non aiuterebbero a dirimere le questioni e auspichiamo che non si alimentino divisioni».
 

ANDREA NIEDDU

SABATO, 16 APRILE 2011

Caos al porto, paura per un marittimo

LA MADDALENA. Duecento tra marittimi della Enermar, loro familiari e sostenitori hanno manifestato ieri in via Amendola, all’entrata del porto commerciale. Dalle 9, con bandiere, striscioni, fischietti e slogan, hanno bloccato le normali corse con Palau e hanno continuato così la protesta che va avanto da due mesi. Ci sono stati momenti di altissima tensione.
 E’ stata una manifestazione mai vista per come si è sviluppata e che ha creato disagi non indifferenti a chi doveva partire per Palau. Il punto iù critico è stato toccato quando sei marittimi si sono incatenati l’un l’altro e si sono distesi sulla rampa di attracco dei traghetti della Saremar e della Delcomar, le compagnie che stavano facendo le corse, per non far scendere la auto e i passeggeri in arrivo da Palau. Per un po’ si è temuto il peggio, poi grazie all’intervento della capitaneria e dei carabinieri la situazione è tornata alla normalità. Poco dopo un altro marittimo, Paolo Marini, sposato, con due figli, uno di 5 e l’altro di 2 anni, è salito sul traghetto della Enermar “Pace”, e dal ponte di comando, con un megafono, ha attirato l’attenzione. Aveva una cima attorno al collo a mo’ di cappio, pronto a lanciarsi nel vuoto. Il segretario regionale della Uil trasporti, Giulio Verrascina, assieme ad altri, lo ha convinto a desistere. «Sono disperato, non riesco più a essere tranquillo con l’assillo che abbiamo della possibile perdita del lavoro. Nessuno vuol darci una mano, la Regione ancora non ha deciso a chi assegnare le corse e neppure la nostra a amministrazione riesce a evitare che succedano certe cose. Loro sono tranquilli, hanno lo stipendio assicurato, noi invece purtroppo dal 1 maggio potremmo essere sul lastrico e cosa gli dico ai miei figli. Voglio che arrivino qui il sindaco Comiti e il presidente Cappellacci».
Il futuro degli 80 marittimi della Enermar è ancora incerto. Loro hanno lottato anche ieri, cercando di alleviare i disagi ai passeggeri, ma fermi nell’applicare il blocco. Ci sono stati scontri verbali. Le auto provenienti da Palau sono state bloccate per un certo tempo, come pure quelle che dovevano partire. Il tutto ha creato lunghe file sia dalla parte di Cala Gavetta che da quella di via Amendola. Una donna ha tentato di forzare il blocco e è stata subito bloccata; un’altra che doveva presentarsi con la bambina in ospedale a Olbia ha dovuto attendere; qualcuno dei camionisti ha solidarizzato con i marittimi. Così fino alle 14 quando il sit-in è terminato.
 Soddisfatto Giulio Verrascina della Uil trasporti: «Non ho mai visto una manifestazione riuscita in questo modo. I ragazzi hanno dimostrato la più completa preparazione per un evento del genere, abbiamo assistito a dei fatti eclatanti, ma sappiate che è stata la disperazione a provocare il tutto. Nello stesso tempo denuncio ancora una volta l’assenza dell’amministrazione comunale».
 Al contrario, invece, si è notata la presenza dei consiglieri Montella, Pedroni e Guccini: «Siamo qui per essere vicini ai lavoratori che da tempo attendono risposte affinché non perdano il posto. Siamo qui a sostegno dei cittadini».
 

DOMENICA, 03 APRILE 2011

Enermar, i lavoratori ancora in rivolta

LA MADDALENA. Delusi dalle parole dell’assessore regionale ai Traporti, Christian Solinas e preoccupati per l’annuncio dell’armatore Vincenzo Onorato di abbandonare l’isola a fine mese. I marittimi della Enermar organizzano nuove manifestazioni di protesta contro la Regione, colpevole a loro dire, di non voler restituire alla Enermar le 6 corse diurne sottratte e assegnate alla Delcomar.
 «Cerchiamo solo di difendere il nostro posto di lavoro - dichiarano i marittimi Enermar che venerdì sera si sono riuniti in assemblea -. Non è assolutamente vero che veniamo strumentalizzati. Abbiamo un sindacato, la Uil trasporti, che ci segue con passione e professionalità fin dall’inizio di questa vicenda». Grande la partecipazione all’assemblea dei lavoratori, ciascuno sul proprio traghetto. Le conclusioni del dibattito sono battagliere. Si preparano nuovi scioperi e manifestazioni. «Se la Regione non dovesse concedere all’Enermar le sei corse che le sono state sottratte, noi abbiamo solo una possibilità. Continuare a manifestare qui nell’isola e a Cagliari - dicono i marittimi -. Intanto confermiamo lo sciopero del 15 e 16 aprile, per 48 ore. E siamo pronti a tornare a Cagliari a protestare e a gridare tutta la preoccupazione per il nostro posto di lavoro a rischio». L’incontro a Milano con l’armatore Vincenzo Onorato non ha portato buone notizie per l’isola. Il discorso di Onorato non ha lasciato spazio all’interpretazione. «La società non può rimetterci 2 miloni all’anno - ha dichiarato -. La Regione deve decidersi a restituirci le corse diurne che non facciamo più. In caso contrario la compagnia chiuderà il 30 aprile».
 I marittimi sono certi che, se l’ente cagliaritano rimettesse ordine nelle corse diurne, verrebbe meno anche l’interesse di Enermar sulle linee notturne. «Pensiamo che se la Regione ci riaffidasse quelle sei corse che ci ha levato - dicono i marittimi - Onorato non ci penserebbe neppure alle linee notturne. La Regione può e deve fare una cosa sola. Dividere le corse Palau-La Maddalena in modo equo fra tutte le compagnie». Giuseppe D’Amico, marittimo dell’Enermar, è molto deluso per le dichiarazioni dell’assessore Christian Solinas. «Quando lo abbiamo incontrato a Cagliari ci è sembrato molto disponibile al dialogo. Alle luce delle sue recenti dichiarazioni mi sembra però che quello spirito di collaborazione si sia interrotto. La nostra preoccupazione cresce, ancor di più dopo le parole del nostro armatore che ha detto in modo chiaro che chiuderà l’attività il 30 di aprile se le cose non cambieranno». Critico anche il segretario regionale Uil trasporti, Giulio Verrascina. «Se la Regione avesse fatto tutto con regolarità da 4 anni a questa parte - aggiunge - oggi non saremmo in questa situazione. Stiamo pagando gli errori che sono stati fatti negli anni dall’assessorato regionale ai Trasporti».
 

SABATO, 02 APRILE 2011

Traghetti, la capitaneria salva le rotte

LA MADDALENA. In attesa che la Regione definisca il piano delle corse notturne e diurne, effettuate da Delcomar ed Enermar fino al 31 marzo, la capitaneria ha prorogato l’attuale quadro al 15 aprile.
 L’ordinanza della capitaneria è stata emessa per ragioni di ordine pubblico, dopo che il Consiglio di stato ha annullato gli atti con cui la Regione aveva disciplinato le corse tra La Maddalena e Palau. L’isola, dunque, non rimarrà senza collegamenti verso la terra ferma. Almeno fino al 15 aprile.
 Sulla sentenza amministrativa, favorevole all’Enermar, ci sono ancora dei passaggi da completare. La Regione non può “restituire” all’Enermar le corse. Può affidarle solo con un bando ad evidenza pubblica, proprio come per i servizi notturni. Insomma, tutte le rotte, diurne e notturne, come ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti Solinas, devono andare a gara. Per i collegamenti notturni la gara è nella fase conclusiva (l’esito il 4 aprile). Dovranno, a questo punto, essere bandite le gare per la privatizzazione di Saremar e per l’assegnazione dei servizi residuali, esercitati dall’Enermar.
 Ad oggi la situazione è questa: la Saremar è in attesa della privatizzazione. La Enermar e la Delcomar non sono titolari di alcun servizio ed entrambe hanno partecipato alla gara per l’affidamento delle rotte notturne e, probabilmente, parteciperanno alla gara per l’affidamento delle corse residuali.
 L’Enermar aveva fatto ricorso al al Tar chiedendo l’annullamento dei provvedimenti della Regione che prorogavano i servizi di trasporto marittimo (notturno e diurno quindi effettuati da Enermar e da Delcomar). Il ricorso è stato accolto. A quel punto, contro la sentenza, la Regione ha presentato ricorso al Consiglio di Stato che, qualche giorno fa, si è pronunciato nel merito e che ha solo parzialmente confermato le tesi del Tar. La battaglia è quindi più che mai in corso.
 Intanto, oltre ai lavoratori della Enermar, anche quelli della Delcomar, in attesa del responso delle gare, non dormono sonni tranquilli. Ma, questi ultimi, loro malgrado continuano a garantire i servizi lavorando tutte le notti, per difendere i loro posti di lavoro che potrebbero essere in forte pericolo.
 Infatti, qualora il vincitore non dovesse essere la Delcomar loro potrebbero essere licenziati. L’amministratore della Delcomar, Franco Del Giudice, ha già preso l’impegno, con il governatore Cappellacci, di mantenere in forza il personale della Enermar qualora la Delcomar vinca la gara per l’affidamento delle corse residuali oggi effettuate dalla Enermar. Impegno che l’Enermar non ha voluto prendere.
 

Onorato-Regione, è scontro Solinas bacchetta l’armatore

 LA MADDALENA. Vincenzo Onorato (foto), durante un incontro con i sindacati, ha minacciato il blocco delle attività dell’Enermar. «Fermerò le navi a causa dell’arroganza e della latitanza della Regione, che non ha deciso nulla sia sulle corse notturne che su quelle diurne». C’è voluta tutta la maestria di Gianfranco Meloni e Giulio Verrascina, della Uil, per fargli cambiare idea. Onorato prenderà una decisione il 30 aprile e, in una nota stampa, annuncia la «ferma intenzione, alla luce anche della recente sentenza del consiglio di stato del 29 marzo, che riconosce la piena illegittimità del provvedimento di proroga della contribuzione pubblica per le corse notturne disposto dall’assessorato ai trasporti, di produrre un esposto alla commissione di giustizia europea. Onorato ha ribadito lo «stato di grave crisi in cui versa la Enermar a causa del perdurare dello squilibrio generato dall’assegnazione delle corse sulla tratta tra la Maddalena e Palau e il continuo rinvio dall’assessorato ai Trasporti delle necessarie e urgenti determinazioni».
 Pronta la replica della Regione. «Non si comprende a chi e cosa faccia riferimento l’armatore Onorato, al quale è ben noto che sulla tratta Palau- La Maddalena si è già conclusa la fase di presentazione delle offerte e ora spetta alla commissione aggiudicatrice definire il procedimento - dichiara Christian Solinas, assessore dei Trasporti - Sulle corse residuali si sta procedendo ugualmente con un avviso pubblico proprio perché non si possono affidare a questo o quell’imprenditore i servizi senza criteri o sulla base di una semplice pretesa. Peraltro, come già chiarito ai lavoratori, l’unico interesse della Regione è quello ad un servizio qualitativamente e quantitativamente rispondente alle aspettative degli isolani e di coloro che vogliano raggiungere La Maddalena».

VENERDÌ, 01 APRILE 2011

Le corse notturne tornano all’Enermar

LA MADDALENA. L’Enermar festeggia. L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma la validità di tutti i collegamenti marittimi a parte la corsa notturna Palau-La Maddalena gestita dalla Delcomar.
 La Regione si era appellata al Consiglio di Stato dopo che il Tar aveva accolto la richiesta dell’Enermar. La compagnia di Vincenzo Onorato, attraverso il suo legale Gian Comita Ragnedda, si era rivolta al tribunale per contestare l’assegnazione delle corse notturne alla Delcomar fatta in regime di proroga. Il Tar aveva accolto l’istanza dell’Enermar. La Regione si era allora rivolta al Consiglio di Stato per far rispettare le sue scelte sulle rotte e per evitare che l’intero sistema di trasporti marittimi in Sardegna venisse paralizzato. La Regione aveva adottato il regime di proroga in attesa di un nuovo bando. Il Consiglio di Stato ha accolto solo una parte delle richieste presentate dalla Regione. In altre parole i giudici hanno dichiarato illegittime le scelte della Regione solo nella parte che riguarda i collegamenti notturni tra Palau e La Maddalena gestiti dalla Delcomar in regime di proroga. Tutta l’altra parte del decreto che regola i collegamenti con le isole minori viene salvato dall’ordinanza del Consiglio di Stato. Per la Regione ora si apre un’altra emergenza. Il regime di proroga in ogni caso scadeva ieri e il nuovo bando non è ancora stato completato. L’apertura delle buste con le offerte delle compagnie è stata rinviata per 4 volte e la prossima dovrebbe essere il 4 aprile. Ma serviranno tempi ulteriori per decidere chi gestirà i collegamenti tra la Sardegna e le isole minori.
 Sullo sfondi di questa battaglia giuridica c’è l’emergenza occupazionale che la guerra tra Enermar e Delcomar rischia di innescare sull’isola della Maddalena.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

VENERDÌ, 25 MARZO 2011

Enermar-Delcomar, difficile mediazione

La Regione dà garanzie al gruppo Onorato. Del Giudice: nessuno difende i miei lavoratori

LA MADDALENA. Sono rientrati ieri notte i 100 marittimi della Enermar che ieri hanno manifestato per 8 ore di fronte la palazzo della Regione per chiedere la riassegnazione alla loro società delle corse diurne per Palau, senza le quali rischiano di perdere il posto di lavoro.
 Dopo le 13 l’assessore ai Trasporti Cristian Solinas ha incontrato una delegazione dei marittimi della società di Vincenzo Onorato, composta dal segretario regionale della Uil trasporti Giulio Verrascina e da altri 10 lavorarori. L’assessore ha detto loro che il 4 aprile saranno aperte le buste con le offerte delle società di navigazione. Poi ci vorranno alcune settimane per conoscere il nome della vincitrice.
 «L’assessore Solinas - ha detto Verrascina - ci ha dato alcune notizie. Chi vincerà la gara per le corse notturne, non potrà effettuare con la stessa nave le corse residuali. La Regione sembrerebbe intenzionata a non assegnare direttamete le corse residuali, ma attraverso una procedura legale diversa. Questa novità sarà inserita nel prossimo bando per le gare diurne».
 Sembrerebbe che la Regione possa inserire in un unico pacchetto tutte le corse diurne, per poi distribuirle alle società richiedenti, anche in numero maggiore. Verrascina ha anche proposto, per salvaguardare i posti di lavoro, di aumentare le corse diurne per diminuire il tempo da una partenza all’altra dei traghetti: da 15 a 10 minuti. L’assessore Solinas è sembrato possibilista. Infine ha salutato i marittimi promettendo loro di andare a trovarli sotto la tenda alla Maddalena.
 E la Delcomar? Ha preso posizione con un comunicato. «I lavoratori Enermar scioperano e scendono in piazza, ma nessuno si preoccupa dei 40 dipendenti che noi abbiamo alla Maddalena - denuncia Franco Del Giudice, l’amministratore di Delcomar, la società che potrebbe essere penalizzata dalla nuova politica della Regione -. Le persone impiegate nel servizio notturno (con gara in corso) e le altre impiegate nel servizio diurno operative su 10 corse (da mettere a gara) sono a rischio in caso di vittoria di Enermar, che conta il 70% delle rotte diurne residuali. Noi abbiamo sempre detto che assumeremo i lavoratori Enermar in caso di aggiudicazione delle corse diurne, ma Onorato non ha mai assicurato il contrario. Eppure oggi in piazza ci sono i suoi lavoratori che hanno il posto comunque garantito. Quelli Delcomar, seppure preoccupati e a rischio, non sospendono il servizio e non proclamano lo sciopero. Enermar continua a chiedere la restituzione della corse diurne per La Maddalena ben sapendo che non è ammissibile, né realizzabile, come ha ammesso anche lo stesso amministratore delegato del gruppo Moby alla presenza del governatore Cappellacci - chiude Del Giudice. E’ difficile capire come la riconosciuta regolarità e legittimità delle procedure adottate dalla Regione possano coniugarsi con le presunte illegittimità e indebite sottrazioni di corse che la compagnia di Onorato continua a denunciare».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 24 MARZO 2011

Marittimi, la protesta ora si sposta a Cagliari: sit-in davanti alla Regione

LA MADDALENA. Sono partiti questa mattina alle 5 con due pullman i circa 100 lavoratori marittimi della Enermar. Con loro in questo viaggio della speranza le mogli e figli. Sono diretti a Cagliari per manifestare davanti all’assessorato regionale ai Trasporti in via Caprera. Un altro viaggio per gridare la loro rabbia e la loro paura di perdere il posto di lavoro. Unico appiglio in un’economia che rimane ancora in fortissimo affanno.
 I lavoratori con le loro famiglie resteranno per tutta la giornata in attesa che la Regione si decida a definire la situazione che si è venuta a creare da oltre un mese. Da quando si è aperta la guerra tra compagnie e loro hanno visto la possibilità di perdere per sempre il loro posto di lavoro. Per questo sono scesi in piazza. L’hanno occupata per giorni con una tenda. Nella speranza di attirare l’attenzione del governatore Ugo Cappellacci. Oggi si fermerano anche i marittimi Enermar dalla Uil trasporti. Anche loro chiedono alla Regione di intervenire per riassegnare alla società le corse che sono state tolte. Le 26 corse che di solito effettua la società saranno sospese, con gravi disagi per la popolazione.
I manifestanti hanno anticipato di un giorno il viaggio per Cagliari anche perchè domani, salvo ripensamenti, dovrebbero venire aperte le buste che le società hanno presentato per poter ottenere le corse notturne, sia per la tratta La Maddalena-Palau che quella di Carloforte. Anche su questa offerta si gioca la competizione tra compagnie.
 I marittimi sono fiduciosi e sono convinti che la Regione riuscirà a trovare una soluzione che metta tutti d’accordo. «Basterebbe che ci riassegni le corse sottratte a maggio dell’anno scorso - dice Marco Albano, uno dei lavoratori diretto a Cagliari -. Questa è l’unica soluzione possibile perchè permetterebbe, come ha suggerito anche Onorato, il mantenimento del servizio, ma sopratutto il livello occupazionale degli 80 lavoratori che attendono la conferma. È stata inviata anche una lettera ai media affinché seguano le vicende di questi lavoratori. Ci conforta il fatto che al massimo domani si saprà con certezza chi ha vinto la gara per l’assegnazione delle rotte notturne. Le corse di cui si parla». L’Enermar chiede alla Regone che le vengano assegnate le 32 corse, la causa del mancato introito nel bilancio dell’anno, quelle che hanno determinato le difficoltà di gestione del servizio. Non è imporbabile che se dovesse succedere questo la Eneramar rinuncerebbe anche alle corse notturne. Sullo sfondo di questa vicenda che vede le compagnie di navigazione protagoniste c’è lo stato economico di un’isola che sembra sempre più incerto nel suo futuro. La riconversionre resta sulla carta, e vengono meno i posti di lavoro.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

DOMENICA, 20 MARZO 2011

L’appello alla Regione dei marittimi Enermar: «Ci restituiscano le sei corse giornaliere»

LA MADDALENA. I marittimi della Enermar attendono ormai il 25 marzo: quel giorno, infatti, verranno aperte le buste presentate dalle società di navigazione e, quindi, si saprà ufficialmente a chi verranno affidate le corse notturne nelle isole della Maddalena e Carloforte.
 Ma il sit-in di protesta sotto la tenda continua senza sosta e proseguirà sino alla fine del mese in attesa delle risposte che la Regione dovrà dare.
 Fermo restando che il 24, i marittimi Enermar saranno comunque a Cagliari per manifestare di fronte al palazzo della Regione. I lavoratori e il segretario regionale della Uil Trasporti Giulio Verrascina si augurano che la vertenza si risolva in modo definitivo. Solo in quel caso, infatti, l’Enermar potrà continuare a garantire il proprio servizio.
 «La Regione- dicono i lavoratori - dovrebbe valutare le richieste presentate della società Enermar che, bene o male, ha avanzato già da tempo: insomma, dovrebbero pensare di restituirle le sei corse giornaliere che erano state assegnate alla Delcomar, la cui mancanza avrebbe danneggiato non poco la snostra ocietà. Se questo dovesse bastare per garantire l’attività della Enermar e, quindi, salvare il nostro posto di lavoro, siamo certi che la società possa pensare di investire anche negli anni futuri».
 Per quanto riguarda l’assegnazione delle corse residuali che la Regione darebbe alle due società come trattativa privata «auspichiamo -afferma Verrascina - che si prendano in considerazione le richieste della Enermar: poter fare 36 collegamenti».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

VENERDÌ, 18 MARZO 2011

Corse notturne, c’è un nuovo rinvio

LA MADDALENA. Ieri i marittimi Enermar hanno fatto trenta: tanti i giorni trascorsi sinora sotto una tenda. E continueranno sino a quando, da Cagliari, non comunicheranno l’esito della gara per le corse notturne delle isole minori, compresa La Maddalena-Palau. Le buste si sarebbero dovute aprire oggi, invece ecco un nuovo rinvio. Tutto spostato al 25 marzo. Aspetto curioso, anche perché per il giorno prima i marittimi della Eneramr hanno stabilito, se non ci fossero novità, di scioperare. O meglio: di attuare un nuovo sit-in di fronte al palazzo regionale e di bloccare i collegamenti.
 La disperazione è fortissima e rimarrà tale sino a quando non si avranno certezze di lavoro.
 Nonostante sia duro e faticoso restare sotto una tenda, i marittimi Enermar non mollano. La loro protesta è dura ma composta, perché in ballo c’è il futuro delle loro famiglie.
Ieri, durante le manifestazioni organizzate per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia, di fronte a tutti coloro che seguivano la deposizione delle corone sotto il busto di Garibaldi, sono arrivati anche i marittimi Enermar. E al termine della cerimonia, in punta di piedi, hanno sfilato con bandiere e striscioni soffermandosi sotto la colonna per qualche minuto, proprio per far capire alla gente che si può anche manifestare e soffrire in silenzio pur di difendere il posto di lavoro. Il sindaco Comiti, dopo aver preso parte alla cerimonia, si è avvicinato ai marittimi. Per salutarli e per dar loro un appoggio morale.
 

Fonte: "La Nuova Sardegna"

GIOVEDÌ, 17 MARZO 2011

Uil Trasporti: «Pronti a bloccare tutti i collegamenti»

LA MMADDALENA. Vertenza Enermar: non è ancora arrivata nessuna risposta dalla Regione e così i marittimi continuano il presidio permanente insieme con le loro famiglie.
 Tutti sotto una tenda, dal 17 febbraio scorso, con la pioggia e con il vento freddo, all’entrata del porto commerciale di La Maddalena, perché si vogliono difendere a ogni costo i posti di lavoro.
 L’attesa per i verdetti dei vari ricorsi in corso, sembra infatti togliere l’attenzione su quello che è il vero problema: il dramma che stanno vivendo tutti i lavoratori.
 La segreteria della Uil trasporti, rappresentata da Pier Franco Meloni e Giulio Verrascina, rispettivamente segretario generale e regionale, fa sapere che «in mancanza di risposte positive nei confronti dei lavoratori Enermar entro la fine del mese», adopererà tutte quelle forme possibili di lotta «affinché si riporti al centro dell’attenzione la salvaguardia del diritto al lavoro e la garanzia del livello di reddito».
 Quello di Meloni e Verrascina è un ultimatum: «Non possiamo permettere - scrivono - che allo stato di crisi in corso nel nostro territorio si aggiunga un ulteriore pezzo dell’economia che porta nelle casse del tessuto sociale economico centinaia di migliaia di euro all’anno. Proprio per questa ragione siamo pronti nel caso in cui non si avranno risposte soddisfacenti in merito, ad adottare insieme ai lavoratori, qualora ce ne fosse bisogno, disperate e obbligate azioni che potrebbero portare al blocco continuo di tutti i servizi di collegamento».
 Gli stessi sindacalisti della Uil si auspicano sin da adesso che a breve «arrivi la soluzione definitiva per la tutela dei servizi e dei lavoratori tutti, diversamente continueranno nella loro protesta».
 Intanto per il giorno 24 si farà lo sciopero. La Uil ha deciso ancora una volta di organizzare la trasferta a Cagliari con i lavoratori marittimi della Enermar per protestare di fronte al palazzo della Regione. Esattamente come avevano fatto in occasione dell’incontro a Villa Devoto tra il presidente Cappellacci e l’assessore Solinas. Con la speranza, però, stavolta, di riuscire a portare un risultato a casa.
 

Fonte: "La Nuova Sardegna"

MERCOLEDÌ, 16 MARZO 2011

Corse notturne, domani i vincitori

LA MADDALENA. E’ scaduto ieri alle 13 il bando per l’affidamento del servizio pubblico notturno per i collegamenti marittimi con le isole minori, La Maddalena compresa. Ma solo dopo domani si saprà a chi saranno affidate le corse. Si sa che non solo la Delcomar e la Enermar, in lotta fra loro, hanno presentato domanda, ma anche altre società, italiane e estere.
 C’è dunque viva attesa, in particolar modo alla Maddalena. L’Enermar di Vincenzo Onorato, infatti, aveva annunciato che avrebbe lasciato il servizio verso Palau se la Regione non gli avesse restituito le sei corse giornaliere affidate alla compagnia Delcomar, alla quale erano già state affidate le corse notturne. L’Enermar, dopo aver fermato i traghetti in attesa dell’incontro a Cagliari con il presidente Cappellacci e l’assessore ai Trasporti Solinas, ha ripreso le corse, visto che la Regione si era presa 48 ore di tempo per analizzate nel dettaglio la pratica delle corse e visto che il contratto della società di Onorato dura fino al 30 marzo.
 Ma, ovviamente, l’Enermar ha atteso il bando di gara, scaduto ieri. Anche il consiglio di stato, cui l’Enermar aveva fatto ricorso, ha fermato le bocce proprio in attesa dell’esito del bando.
 Ora, in attesa del responso delle buste, i marittimi della Enermar restano sotto la tenda (sono lì da 26 giorni) per difendere il proprio psoti di lavoro. Andrea, uno di loro, ha riassunto la loro situazione in una lettera: «Cosa ci riserva il futuro? Devo fare i bagagli e lasciare tutti? Abbiamo una famiglia da mantenere, il mutuo da pagare e pertanto è un nostro diritto lavorare».
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

DOMENICA, 13 MARZO 2011

Traghetti, ripartono le corse «in proroga»

LA MADDALENA. Il Consiglio di Stato sospende in via provvisoria, fino al 29 marzo, la decisione del Tar sulle rotte notturne della Delcomar. Il giudice solo qualche settimana fa aveva dichiarato illegittimo il regime di proroga con cui la Regione da alcuni anni permette alla società Delcomar di svolgere il servizio di notte nella tratta Palau-La Maddalena. Scaduto il contratto, l’ente cagliaritano consentiva alla società dell’armatore maddalenino Franco Del Giudice di far scivolare i traghetti Delcomar nel braccio di mare tra l’isola e Palau attraverso delle proroghe trimestrali. Un meccanismo tollerato dalla Enermar di Vincenzo Onorato per molti mesi. Fino alla fine dello scorso anno quando il legale della società di navigazione, Gian Comita Ragnedda, ha presentato ricorso al Tar sostenendo l’illegittimità del regime di proroga.
 Una tesi che ha convinto il tribunale che si è infatti espresso in favore della Enermar. La Regione ha però deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato e chiedere un pronunciamento urgente per sospendere temporaneamente il provvedimento per motivi di interesse pubblico. Il regime di proroga della Delcomar sulle corse notturne Palau-La Maddalena fa infatti parte di una determinazione della Regione molto più ampia che regola il sistema dei trasporti di tutta la Sardegna. La decisione del Tar rischiava quindi di bloccare l’intero meccanismo dei trasporti isolani. Da qui la richiesta di congelare la decisione del Tar temporaneamente, accolta fino al 29 marzo, e garantire la continuità del servizio pubblico sulle onde.

VENERDÌ, 11 MARZO 2011

Traghetti, il Consiglio Comunale trova l’unità

Inizio con giallo, spariscono le tessere magnetiche di cinque consiglieri

LA MADDALENA. Consiglio comunale con giallo. Cinque consiglieri, regolarmente seduti ai loro posti, non hanno trovato la scheda magnetica che registra le presenze. Tensione altissima, accuse del sindaco, poi le tessere sono ricomparse. E si è parlato del caso Enermar.
 Sembrava che tutto dovesse andare per il meglio. Da ieri, infatti, prima di ogni Consiglio verrà cantato l’inno di Mameli, in omaggio ai 150 dell’unità di Italia. Ma l’unità dell’aula è andata subito in frantumi. Il capogruppo di maggioranza Gianluca Cataldi ha proposto l’inversione all’ordine del giorno per portare al primo punto l’Enermar, visto che erano presenti numerosi marittimi. Ma è stato caos. Perché cinque consiglieri comunali (Michele Secci, Nicola Gallinaro e Mauro Bittu della maggioranza, Luca Montella e Michele Demontis delle opposizioni) non hanno trovato più le loro tessere magnetiche. Sparite.
 Il sindaco Angelo Comiti ha lanciato pesanti accuse: «Prima di avviare i lavori, c’erano persone che non appartengono al consiglio comunale. Chi ha fatto sparire le tessere ha compiuto un fatto grave». Tutti i marittimi, pensando che Comiti ce l’avesse con loro, sono usciti dall’aula consiliare, protestando. A quel punto il sindaco ha precisato che non ce l’aveva con i marittimi. Le tessere erano in un armadio, nella stanza antistante a quella del consiglio comunale.
 E’ cominciata la discussione. La maggioranza ha presentato un ordine del giorno per dare mandato al sindaco di farsi promotore di un’iniziativa con la giunta regionale. La richiesta è quella di inserire all’interno dei bandi per l’assegnazione delle corse per le isole minori, in fase di pubblicazione, una causola di tipo sociale che obblighi i vincitori dei bandi a reimpiegare i marittimi licenziati dalle compagnie che dovessero perdere alcune rotte.
 I consiglieri delle opposizioni Tollis, Montella, Zanchetta, Demontis, Pedroni) hanno protestato: «Non potete prendervi meriti non vostri». Zanchetta e Pedroni hanno convinto la maggioranza a rivedere l’ordine del giorno. Cosa che è stata fatta. Il nuovo documento invita il presidente della giunta regionale a «consultare immediatamente e prioritariamente i rappresentanti della collettività riguardo alle problematiche del trasporto marittimo da e per La Maddalena». Ecco i punti che l’aula ritiene prioritari. «Mantenimento degli attuali livelli occupazionali sulla tratta delle compagnie Saremar, Enermar e Delcomar; riduzione delle tariffe per tutti iresidenti in Sardegna; mantenimento delle frequenze dei collegamenti da e per La Maddalena».
 

Andrea Nieddu

MERCOLEDÌ, 09 MARZO 2011

Collegamenti notturni, spunta un’ipotesi

Le corse potrebbero essere divise. Il 24 nuovo sciopero Enermar

LA MADDALENA. I tecnici della Regione stanno esaminando le carte, anche alla luce della sentenza del Tar, ma per ora la vertenza Enermar resta in alto mare.
 Una delle ipotesi presa in considerazione, sarebbe comunque questa: alla Enermar le corse notturne sulla tratta la Maddalena-Palau e alla Delcomar quelle notturne su Carloforte. Bisogna comunque ricordare che il 15 marzo c’è la gara per affidare il servizio notturno e, pertanto, è da qui che dovranno venir fuori i primi segnali.
 Dal canto suo la Uil Trasporti, attraverso i segretari generale Pierfranco Meloni e regionale Giulio Verrascina, sta seguendo fin dalle prime battute la situazione. E ammette che si potrebbero verificare queste due ipotesi. Ma c’è comunque preoccupazione «non solo per l’incertezza, ma perché bisogna difendere i posti di lavoro e i livelli di reddito raggiunti. Pertanto - dice la Uil trasporti - oltre a essere vicini ai lavoratori, ci auguriamo che dopo il 15 marzo venga tutto risolto».
 Intanto i marittimi Enermar, che da quasi venti giorni proseguono il sit-in sotto una tenda fiduciosi che la vertenza possa trovare uno sbocco positivo, hanno concordato uno sciopero per il giorno 24. Proprio per sollecitare una soluzione. Giulio Verrascina annuncia lo sciopero ma afferma, intanto, che nulla è cambiato. «Siamo sempre qui in attesa di notizie, in seguito all’impegno che il presidente della Regione si è assunto in tempi ristretti. Sappiamo che gli atti sono già stati letti e addirittura la fase di conclusione è vicina. Così come si avvicina la data del 31 marzo. Speriamo però, che a metà mese, appena si concluderà la gara, si possano avere quelle risposte che attendiamo: la salvaguardia di tutti i lavoratori Enermar.»
 

Andrea Nieddu

DOMENICA, 06 MARZO 2011

Marittimi fiduciosi, ma sempre in tenda

I lavoratori della Enermar aspettano un segnale dalla Regione

LA MADDALENA. I marittimi della Enermar sono convinti che la Regione troverà una soluzione. E così potrà finire la loro protesta sotto la tenda (va avanti da 15 giorni), in difesa del posto di lavoro. Se si è arrivati a questo punto, è perché la società Enermar ha deciso di cessare l’attività tra Palau e La Maddalena (poi ripresa nel rispetto di un contratto che scade il 31 marzo) per ottenere dalla Regione la restituzione dei sei corse giornaliere assegnate, invece, alla Delcomar, in virtù del fatto che quest’ultima compagnia si occupa già dei collegamenti notturni.
 E mentre la Delcomar continua a sostenere che tutto è in regola, dalla parte opposta ribadisconoche quell’accordo era stato forzato e che sarebbe dovuto terminare a settembre dell’anno scorso.
 Da qui il ricorso al Tar della Enermar che ha spiazzato la Delcomar ma anche la Regione. Per questo motivo, dopo l’incontro con le società di trasporto marittimo, la Regione aveva chiesto 48 ore di tempo per decidere. Ma quel tempo è già scaduto e non è arrivato nessun segnale. Nel frattempo la Enermar, dopo due giorni di stop, ha ripreso a viaggiare e pertanto la Regione ha la possibilità di trovare una soluzione entro il 31 marzo, quando scade l’accordo con le società per rimanere in linea. L’assessore regionale ai trasporti Cristian Solinas, si sta muovendo per rivedere tutte le carte e per appurare se ci siano stati eventuali decisioni non corrette. I marittimi hanno deciso di attendere l’esito rimanendo sempre in tenda, al freddo, sino alla fine del mese, con la speranza che tutto si risolva nel migliore dei modi.

Andrea Nieddu

SABATO, 05 MARZO 2011

Si infiamma la guerra dei traghetti: Traghetti, Del Giudice denuncia Onorato

LA MADDALENA. Si infiamma la battaglia tra l’Enermar di Vincenzo Onorato e la Delcomar di Franco Del Giudice. Quest’ultimo, ieri, ha annunciato che denuncerà Onorato. «Ha rilasciato dichiarazioni «false e gravemente diffamatorie della mia società» ha spiegato Del Giudice.
Come si sa, tra le due società è in corso un duello per la gestione delle rotte tra La Maddalena e Palau. Onorato ha accusato il concorrente di ottenere vantaggi indebiti dalla Regione nella concessione delle tratte, soprattutto quelle notturne, che sono sovvenzionate con soldi pubblici. «Per comprendere la chiave di questa orribile vicenda, bisogna indagare sulle connessioni tra Del Giudice e i tecnici della Regione» aveva dichiarato all’Ansa Onorato.
 E i marittimi dell’Enermar? Per ora i licenziamenti sono sospesi. La società, come aveva chiesto la Regione, ha ripreso le corse. Almeno fino al 31 marzo. I lavoratori hanno rimesso in sesto la tenda per continuare la loro protesta. Non vogliono entrare nel merito dell’ultima contesa fra armatori. «Si spera che la prossima settimana arrivino notizie positive per noi - hanno detto il componente della segretaria nazionale della Uil trasporti Gian Franco Meloni e il suo collega Giulio Verrascina -. Lunedì o martedì incontreremo l’assessore regionale ai Trasporti per capire se la situazione si è sbloccata». Da parte dei marittimi c’è la convinzione che la Regione intervenga nella maniera più giusta, proprio per non far perdere il posto di lavoro a 80 famiglie.
 La Regione aveva chiesto 48 ore di tempo, scadute, per esaminare tutto il dossier sulle rotte tra La Maddalena e Palau, fatte oggi dalla Saremar (in via di privatizzazione), dall’Enermar e dalla Delcomar.

Andrea Nieddu

VENERDÌ, 04 MARZO 2011

La Enermar è di nuovo in linea

Armistizio della compagnia in attesa delle decisioni della Regione

LA MADDALENA. Dalle ore 10.45 di ieri, dopo due giorni di fermo delle navi, la Enermar ha ripreso la tratta La Maddalena-Palau, in seguito all’intervento dei responsabili della società. La compagnia conferma però che «l’attuale assetto dei collegamenti vede la società ingiustamente penalizzata, e solo dietro le sollecitazioni del governatore Cappellacci si è deciso di ripartire».  «Una decisione - prosegue la società marittima - presa nel superiore interesse di cercare di salvaguardare 80 posti di lavoro e di non arrecare disagio alla popolazione maddalenina. La Enermar riprende il normale servizio, in attesa però, che entro la scadenza del 31 marzo siano ripristinate le condizioni di sopravvivenza per l’azienda e i suoi lavoratori».
 Questo il pensiero della Enermar che, sentite le proposte del presidente Cappellacci e dell’assessore regionale Solinas, che avrebbero preso 48 ore di tempo per rivedere tutte le carte per poi decidere, ha preferito riprendere le corse, anche in seguito alla decisione del Tar che avrebbe dato ragione alla Enermar. Si tratta ora di attendere sino alla fine del mese, 28 giorni che dovrebbero essere quelli definitivi per conoscere esattamente quello che deciderà la Regione.
 Intanto i marittimi che da 14 giorni fanno il presidio sotto una tenda con le mogli e i figli, non disarmeranno: hanno precisato che continueranno anche sotto la pioggia ed il vento fino a che non arriva la soluzione definitiva. La notizia della ripresa del servizio da parte dell’Enermar l’ha divulgata il segretario regionale della Uil trasporti Giulio Verrascina, dopo gli incontri telefonici con i vertici della Enermar e Moby, esprimendo tutta la sua soddisfazione per aver fatto un passo in avanti in attesa della data del 31 marzo quando si interromperà la determinazione presa dall’assessorato ai trasporti che, fra l’altro, imponeva alle società di proseguire le corse. «La Uil - assicura Verrascina - vuole verificare che la Regione si impegni al massimo per risolvere il dramma dei marittimi».
 Dal canto suo Raffaele Gaias, responsabile della Moby a Palau, spera prima della fine del mese di avere notizie positive per i marittimi che sono ancora in sit-in sotto la tenda e continuerano ancora per 28 giorni.
 «Ci hanno chiesto di temporeggiare per qualche giorno, per avere il tempo anche loro di controllare, verificare e studiare bene la situazione per vedere cosa si potrebbe fare o come venire incontro agli 80 operai che rischiano di perdere posto di lavoro. La società, tramite lo stesso armatore Vincenzo Onorato, si è resa disponibile confermando la ripresa delle corse già da ieri. Il fatto di averci chiesto di temporeggiare vuol dire che c’è la volontà da parte della Regione a verificare se ci sono possibilità per trovare una soluzione in merito a quello che sta accadendo. Rimane il fatto che la Enermar - conclude il dirigente - è sempre propensa, una volta che gli restituissero le sei corse, di effettuare quelle notturne gratuitamente facendo risparmiare così alla Regione circa un milione 700 mila euro».
 

ANDREA NIEDDU

GIOVEDÌ, 03 MARZO 2011

Enermar, la speranza dei dipendenti

LA MADDALENA. Prosegue il sit-in dei lavoratori Enermar all’interno della tenda, mentre sull’ isola si è abbattuto un temporale tremendo che ha messo in difficoltà un traghetto Delcomar, finito sulla banchina durante la manovra di attracco. mare. In attesa delle decisioni della Enermar che dovrebbero arrivare entro stanotte, la società ha inviato una lettera ai propri dipendenti: marittimi, ormeggiatori, impiegati e collaboratori, con un ringraziamento particolare, sopratutto in seguito alla manifestazione fatta a Cagliari. La Enermar ha voluto anche rendere noto, con la missiva, i contenuti dell’incontro con Ugo Cappellacci, nel quale si è parlato della situazione in cui versa la società. Il governatore e l’assessore regionale ai trasporti hanno rinnovato l’appello a considerare la proposta di voler trovare subito una soluzione che consenta a Enermar di non chiudere i battenti dopo anni di serio e continuativo servizio con la dolorosa conseguenza di lasciare senza lavoro i marittimi e tutti collaboratori.
 A questo punto però la riflessione da parte della Enermar è una sola. «Tutto quello che potevamo fare - dicono i dirigenti - lo abbiamo fatto. Ora spetta alla Regione, confidando che le decisioni che assumerà consentano la sopravvivenza della società anche dei vostri posti di lavoro».
 Non è mancato l’intervento del segretario regionale della Uil Giulio Verrascina che rilancia l’appello, sia a Onorato che all’avvocato Parenti e anche all’amministratore delegato Orlandini. «Entro poche ore avremo la risposta sul quesito dell’avvocatura della Regione rispetto agli esposti presentati dalla stessa Enermar e Moby. Sono certo che l’appello della Uil non cadrà nel vuoto, consapevole che la responsabilità dei dirigenti Enermar porti al ripristino del servizio per garantire sia la continuità territoriale ma anche gli 80 posti di lavoro attuali».
 

LA REPLICA

Lavoratori contro Del Giudice: «Non siamo delinquenti»

LA MADDALENA. C’è viva preoccupazione tra i marittimi della Enermar che proseguono la lotta effettuando il presidio sotto la tenda tra la pioggia e il freddo. Ma quello che ha toccato di più i marittimi è stato l’ammistratore della Delcomar Franco Del Giudice che aveva denunciato «l’atteggiamento dell’azienda di usare i lavoratori, facendo ricadere le responsabilità della loro situazione su di me. I dipendenti ora sono esasperati e io temo per la mia azienda e la mia famiglia».
 La risposta dei lavoratori in lotta arriva all’unisono. «I marittimi della Enermar - sottolineano - non sono né delinquenti e neppure mafiosi e quindi Del Giudice può stare tranquillo. Aggiungiamo anche che nessuno dei dipendenti, a tutt’oggi è mai incappato in azioni giudiziarie, per atti non a norma di legge. Stiamo solo facendo la lotta per difendere il nostro lavoro. Certe dichiarazioni fanno male e toccano personalmente». Infatti tra i lavoratori c’è tensione e preoccupazione nello stesso tempo,fino a che la Enermar non deciderà il da farsi.

Andrea Nieddu

MERCOLEDÌ, 02 MARZO 2011

Ultimatum della Regione: «L’Enermar riprenda subito le corse»

Ma la società non ci sta: «Del Giudice favorito, siamo in crisi»

 LA MADDALENA. E’ stata una giornata campale per i marittimi della Enermar che ieri si sono recati a Cagliari per manifestare di fronte a villa Devoto tutta la loro preoccupazione per la perdita del posto di lavoro. Da ieri la compagnia di Vincenzo Onorato ha infatti fermato l’attività tra La Maddalena e Palau.
 La Regione, con il neo assessore ai Trasporti Cristian Solinas, ha incontrato i rappresentanti di Saremar, Delcomar ed Enermar e ha chiesto 48 ore di tempo per rivedere le carte sulle corse notturne e diurne: l’assegnazione delle rotte è infatti la ragione del contendere tra Enermar e Delcomar. Nello stesso tempo, la Regione ha diffidato Enermar a non abbandonare le tratte, in virtù di un contratto valido fino al 31 di marzo. Ma l’Enermar non intende tornare indietro.
 «La crisi in cui versa Enermar è dovuta al fatto che la Regione ci ha privato di una serie di partenze a vantaggio della Delcomar, che effettua i collegamenti notturni con La Maddalena con una sovvenzione di ben 1,7 milioni di euro l’anno - ha scritto in una lettera a Cappellacci l’armatore di Enermar Vincenzo Onorato -. La Delcomar ha ottenuto dalla Regione delle illegittime proroghe alla sovvenzione, per ben cinque anni, senza che la Regione, fatto ancor più grave, abbia mai effettuato una regolare gara. Il Tar ci ha dato ragione e faremo ricorso anche all’Unione Europea affinché obblighi la Delcomar alla restituzione delle sovvenzioni illegittimamente ottenute. Enermar ha chiuso il bilancio 2010 con una perdita di 1,8 milioni di euro e il budget 2011 prevede un passivo di oltre 2 milioni. Se non ci verranno restituite le corse a noi sottratte, l’azienda verrà messa immediatamente in liquidazione».
 Infine, Onorato, fa un’accusa pesantissima: «Per comprendere la chiave di questa orribile vicenda - ha detto all’Ansa - bisogna indagare sulle connessioni tra Del Giudice e i tecnici della Regione».
 Di più, dopo il vertice, non ha aggiunto. Tra breve ci sarà un altro incontro a Cagliari. Il sindacalista Giulio Verrascina spera che la Enermar receda dalla volontà di cessare l’attività: «Se aprisse un contenzioso con la Regione, non potrebbe più partecipare a nessuna gara regionale».
 L’assessore comunale ai Trasporti Nicola Gallinaro è categorico: «Ieri siamo tornati agli anni Trenta: la Regione deve per forza sbrogliare questa situazione».
 «Speriamo che tutto si risolva - ha detto Gianmario Capitoni, marittimo Enermar -. C’è preoccupazione perché non abbiamo avuto nessuna risposta. A questo punto speriamo che la società ritorni sui propri passi. Noi proseguiamo il sit-in».
 

Delcomar: «Pronti ad assumere tutti i licenziati»

LA MADDALENA. «È necessario garantire i posti di lavoro. Se vinco il bando per i collegamenti notturni manterrò i 40 lavoratori che la Delcomar ha a Carloforte. Se dovessi aggiudicarmi il diurno mi occuperò anche del personale Enermar. È una cosa normale». È questa l’impegno di Franco Del Giudice, presidente e amministratore della Delcomar al termine dell’incontro di ieri con Regione e rappresentanti di Enermar. «Io la mia proposta l’ho ribadita ma Enermar continua a far capire che vorrebbe solo due società su queste tratte: se stessa e la Saremar, che però potrebbe finire in mano sua e darebbe vita a un monopolio. Ho più volte denunciato l’atteggiamento dell’azienda di usare i lavoratori come arma - continua Del Giudice -, facendo ricadere le responsabilità della loro situazione su di me. I dipendenti ora sono esasperati e io temo per la mia azienda e la mia famiglia».

La Maddalena isolata per 2 ore e mezzo

LA MADDALENA. Non sono mancati i disagi, ieri alla Maddalena, a causa degli scioperi dei traghetti. Nonostante la Delcomar abbia garantito comunque tutte le sue corse, le difficoltà si sono registrate soprattutto al mattino presto. Chi si doveva recarsi a Nuoro per visite specilistiche e chi doveva raggiungere Olbia per prendere l’aereo, è stato costretto ad alzarsi alle 4 del mattino, per potersi imbarcare un’ora dopo. Sino alle 7 e mezzo, infatti, non ci sono state più corse. Così, nella prima partenza della Saremar (che ha scioperato come aveva annunciato, ma che ha comunque garantito alcuni collegamenti) si sono concentrate centinaia di auto. Ma sono stati soprattutto studenti e pendolari ad aver incontrato i problemi più grossi. Anche i giornali sono arrivati in ritardo e molti lettori non hanno potuto acquistare i quotidiani di buon mattino.
 Alle 9.30 il caos, comunque contenuto. A quell’ora, infatti, i 100 marittimi della Enermar che stavano partendo per Cagliari per esprimere il loro disappunto, stavano per imbarcarsi sul traghetto Pace, messo a disposizione dalla loro società solo ed esclusivamente per traghettare i manifestanti a Palau. Da qui, poi, con due pullman sono partiti per il capoluogo sardo.
 Dal canto suo la compagnia Enermar, dopo aver annunciato di fermarsi da ieri, ha mantenuto le promesse e ha bloccato per tutto il giorno le sue navi, in attesa dell’incontro con la Regione.
 Qualche difficoltà per la Delcomar che, sino a tarda sera, ha dovuto sostenere quasi tutto il traffico da e per La Maddalena. A controllare il porto e a tenere sotto controllo la situazione, c’erano gli uomini della capitaneria che per tutta la giornata e la nottata hanno pattugliato la zona e vigilato sulle operazioni di imbarco e sbarco.

La lettera: Sfogo di un marittimo della Saremar

 Vertenza trasporti a Cagliari: le ultime notizie

 

MARTEDÌ, 01 MARZO 2011

Marittimi a Cagliari e paralisi in mare

LA MADDALENA. Tutto è pronto per la trasferta di questa mattina a Cagliari dei marittimi Enermar. Manifesteranno davanti a villa Devoto, anche se la loro protesta, va avanti da dieci giorni in una tenda e al freddo. Vogliono riavere dalla Regione le corse diurne: quelle che garantivano fino a poco tempo fa, prima che venissero assegnate alla Delcomar. Stamattina, alle 9, l’Enermar farà un viaggio straordinario solo per traghettare i dimostranti. Poi cesserà l’attività per tutto il giorno.
 L’isola, quindi, rimarrà quasi paralizzata e saranno poche le corse che garantirà la Saremar. Anche questa compagnia, infatti, oggi è in sciopero: i contratti dei marittimi sono in alto mare. Ecco, comunque le corse dei traghetti Saremar (dalla Maddalena) che verranno garantiti: 7.30, 8, 13, 14, e 17.30 con rientro da Palau dopo mezz’ora circa. La Delcomar, invece, effettuerà tutte le sue 15 corse.
 C’è viva attesa per l’incontro di questo pomeriggio a Cagliari. In ballo il futuro di molte famiglie, in attesa di risposte positive. I responsabili della Moby, Raffaele Gaias (per Palau) e Dario Campesi (per La Maddalena) sperano in una svolta decisiva.
 «Noi, da questa mattina, come ha deciso la società, fermiamo le navi. Se poi la Regione decidesse di restituirci le sei corse date a un altro operatore che, fra l’altro, prende sovvenzioni dalla stessa Regione per le corse notturne, allora potremmo proseguire quello che abbiamo sempre fatto. Con una importante aggiunta: potremmo garantire le corse notturne trasportando gratuitamente i residenti. Si spera solo che da parte di chi governa, ci sia il buon senso».
 Giovanni De Luca, ispettore tecnico della Enermar, dice: «Che azzerino tutto, così possiamo ripartire da dove avevamo cominciato. Questa è l’unica strada percorribile». Anche Giulio Verrascina, il sindacalista della Uil che è stato vicino fin dall’inizio ai lavoratori Enermar, sarà oggi a Cagliari insieme con il suo segretario generale Pier Franco Meloni: «Si spera che Cappellacci prenda in considerazione le richieste di aiuto dei marittimi Enermar che da 15 anni lavorano nell’isola con professionalità e puntualità - dice Verrascina -. Lo dimostrano le 2700 firme raccolte in questi giorni dalla cittadinaza: le porteremo al governatore per far capire quanto è importante il servizio. Oggi avremo una situazione mai vista alla Maddalena: l’azzeramento della Enermar e lo sciopero della Saremar che in parte congelerà l’isola. La Regione deve cancellare tutte le delibere già fatte e partire da capo per evitare la fine di queste famiglie. Tra l’altro, il Tar, ha già dato ragione alla Enermar».
 Ecco un altro lavoratore, Corrado Manzoni. «Spero che la Regione ci faccia mantenere il posto di lavoro. E’ per questo che oggi manifesteremo a Cagliari con la speranza che la vertenza si risolva. Altrimenti passeremo a forme di lotta ancora più dure».
 

Anche la Delcomar ha le sue ragioni

LA MADDALENA. Mentre i marittimi della Enermar partono per Cagliari continuando però il sit-in in una tenda (protesta cominciata dieci giorni fa), la Delcomar ha tappezzato la città di volantini elencando i motivi delle sue ragioni.
 Sono dieci le domande che vengono presentate alla Enermar e per le quali si attendono risposte. La Delcomar si chiede: «Perché la Enermar non spiega che le corse che effettua sono servizi di proroga al pari di quelli notturni? Perché non spiega che i servizi di proroga dei quali beneficia devono essere assegnati con gara ed evidenza pubblica come previsto dalla legge? E poi ancora: perché la Enermar parla delle corse diurne come fossero di sua proprietà, quando sa bene che la proroga che assegna quelle corse scade il 31 marzo?».
 Ma, soprattutto, la Delcomar chiede alla Enerma di spiegare «per quale motivo, a fronte di un fatturato degli ultimi cinque anni, pari a 40 milioni di euro, non è stato mai investito neanche un centesimo per l’ammodernamento della flotta». Poi la domanda più pungente: «Perché la Enermar non si impegna a sottoscrivere un’intesa con le altre compagnie? Se così avvenisse, la compagnia a cui verrà affidato il servizio notturno potrebbe assumere il personale che attualmente dipende dalla Delcomar. Mentre la compagnia a cui verrà affidato il servizio diurno delle corse residuali, potrebbe assumere il personale che attualmente lavora per la Enermar». Richieste, queste, alle quali oggi il governatore darà le risposte. Intanto la società annuncia che oggi non sciopererà e che manterrà le sue 15 corse a partire dalle 8.15 fino alle 22,30. Poi via al servizio notturno.


La sorte dei marittimi di La Maddalena nelle mani del Governatore Cappellacci

LUNEDI' 28 FEBBRAIO 2011

1° Marzo: Saremar, Enermar e Delcomar bloccano l’Isola

  Domani 1° marzo, l’Enermar sospenderà comunque le corse che collegano La Maddalena con Palau. Sempre domani, anche i lavoratori della Saremar hanno proclamato una giornata di sciopero, nonostante le tre compagnie operanti a La Maddalena (Saremar – Enermar e Delcomar) avranno un incontro a Cagliari con il Governatore Cappellacci per discutere sulle attuali problematiche dei trasporti.

Con una nota scritta il Sindacato USB ha manifestato la sua preoccupazione per la vertenza Enermar di questi giorni: “Siamo fortemente preoccupati dopo le ultime  dichiarazioni dell’amm.re  Orlandini della società Enermar, la quale ha ribadito la sospensione del servizio nella tratta La Maddalena-Palau.

Red: Cronacheisolane.it

DOMENICA, 27 FEBBRAIO 2011

Marittimi Enermar e Saremar: tutti in attesa di risposte

LA MADDALENA. Ci sono due motivi che potrebbero far ben sperare per una risoluzione della vertenza Enermar. Il primo è l’incontro positivo tra l’amministratore delegato della Enermar Maria Antonietta Orlandini e il sindaco Angelo Comiti. Il secondo è il pronunciamento del Tar che ha dichiarato illegittimo il regime di proroga con cui la Regione, finora, ha permesso alla Delcomar di svolgere il servizio notturno. Nel frattempo, però, i marittimi Enermar non interrompono la loro protesta e rimangono in tenda, al freddo. Resteranno lì fino al giorno in cui ci sarà un accordo e, quindi, probabilmente, dopo l’incontro del 1º marzo a Cagliari con il presidente della Regione Ugo Cappellacci. Ma il governatore, quel giorno, dovrà dare risposte anche in merito alla privatizzazione della Saremar. A questo proposito le segretarie regionali dei sindacati hanno inviato una lettera. L’hanno indirizzata al governatore, ma anche a tutti i responsabili regionali e provinciali, al prefetto e ai sindaci e alla Corte dei conti. Scrivono così: «Venuti a conoscenza della delibera “lampo” con la quale si adottano le linee guida per la privatizzazione della Saremar, manifestiamo la più viva preoccupazione, esternando tutto il nostro dissenso per la metodologia adottata, senza tenere in minima considerazione, né le richieste delle organizzazioni sindacali né quelle delle amministraziomni locali e provinciali, da sempre in accordo con tutte le sigle sindacali». Che cosa richiedono? Stabilizzazione dei precari, servizo 24 ore su 24 e mantenimeto dell’attuale livello contributivo del persoanle, per la durata dell’intera convenzione statale (12anni), intendendo sia il contratto di lavoro, che la contrattazione aziendale attualmente in essere.

Andrea Nieddu

SABATO, 26 FEBBRAIO 2011

Marittimi, nuovo sciopero in vista

Il 1º marzo si ferma anche la Saremar: risposte sul nostro futuro

LA MADDALENA. Anche i marittimi Saremar aspettano da tempo risposte dai politici. Così, il 1º marzo, sciopereranno.
 I lavoratori Enermar sono consapevoli del disagio che causeranno agli utenti ma, come hanno scritto in una lettera aperta, non si fidano più «delle dichiarazioni pubbliche che la classe politica, ormai, fa unicamente a mezzo stampa e non nelle sedi istituzionali opportune. Non capiamo perché la Regione metta a disposizione più di 20 milioni di euro, pagati dai contribuenti, ad altre compagnie di navigazione private per garantire il collegamento notturno con le isole minori. Con l’acquisizione della Saremar, potrebbe assicurare sia il servizio diurno che quello notturno garantendo un notevole risparmio per i cittadini sardi. Il nostro - continuano i marittimi - è un “servizio pubblico”. E quindi perché la Saremar non può rimanere sotto il totale controllo della Regione così come avviene per gli altri servizi di trasporto pubblico terrestri? Quali sono le problematiche così gravi che spingono la Regione a volersi liberare di noi? Si tratta di una compagnia di navigazione di “proprietà” che, allo stato attuale, dispone di navi, linee, finanziamenti statali - oltre 13 milioni di euro l’anno per 12 anni - e personale qualificato con cui svolgere un servizio di vitale importanza per l’esistenza e per lo sviluppo dell’economia delle nostre isole minori». I marittimi Saremar sono molto vicini «ai colleghi e amici della Enermar che rivendicano le corse affidate alla società Delcomar, ma si dimentica, però, che le suddette corse, insieme ad altre e altre ancora, sono state prima di tutto tolte a noi. Ad oggi delle tre compagnie in campo, l’unica ad aver subito la perdita di ben due equipaggi, per un totale di 40 posti di lavoro, è proprio la Saremar».
 Intanto la Enermar interviene dopo il ricorso accolto dal Tar. «E’ da tempo che denunciavamo l’irregolarità della proroga al regime di sovvenzione di cui gode la Delcomar - dice l’ad Mariantonietta Orlandini - e la sentenza ci soddisfa. Ma ricorreremo alla UE per chiedere anche la restituzione dei contributi ricevuti negli anni precedenti».
 

Luca Montella: «Servirebbe un Consiglio straordinario»

LA MADDALENA. Il presidente ha convocato il consiglio comunale per il 10 e l’11 marzo con 20 punti all’ordine del giorno. La maggior parte dei quali proposti dal gruppo Montella che ha rispolverato la questione di Arbuticci, il finanziamento perduto del bando Litus, la questione del Club Med, gli organici dei carabinieri, Puc e Pul, Polo formativo, depurazione fognaria. Senza ovviamente dimenticare i trasporti marittimi. Un argomento, questo, che è stato però collocato solo al diciottesimo punto. «E’ inammissibile - - dice il capogruppo Luca Montella -: un tema così attuale, preoccupante e delicato non può essere relegato così in basso. Anzi. Si sarebbe dovuta svolgere una riunione straordinaria, visto lo stato di agitazione attuale dei marittimi e visto che l’intera comunità è coinvolta. Qui si parla di salvaguardare tutti i posti di lavoro e non importa se si parla di una o di un’altra compagnia. Ripeto: tutti i lavoratori devono essere tutelati e l’amministrazione si deve pronunciare immediatamente facendosi sentire a gran voce. Si deve garantire un immediato appoggio a decine di persone che rischiano di perdere il posto e si deve, soprattutto, dare un fondamentale contributo affinché ci possano essere certezze per il futuro».

USB: «Tutti i posti di lavoro vanno salvaguardati»

LA MADDALENA. Invita ad abbassare i toni della polemica e a non perdere di vista l’elemento centrale della vertenza trasporti. I posti di lavoro. L’Usb prova a fare da paciere nella battaglia verbale che sta coinvolgendo Enermar e Delcomar. «Non possiamo non essere preoccupati per le dichiarazioni della Enermar, che ribadisce la sospensione del servizio nella tratta La Maddalena-Palau - dice Vittorio Verrascina -. Ma lo siamo ancora di più per quelle rilasciate dall’armatore Vincenzo Onorato, secondo cui è impossibile che esistano tre compagnie di navigazione. Secondo noi tutte e tre devono continuare a esistere. Ogni posto di lavoro, di tutte e tre le società, va difeso con la stessa forza e lo stesso impegno». L’Usb ribadisce la sua posizione. Non per una o l’altra compagnia ma solo per i lavoratori. «Non parteggiamo per nessuna azienda - aggiunge l’Unione sindacale di base -. A noi interessa difendere solo i posti di lavoro. Ci auguriamo che l’ Enermar non segua il percorso già adottato dalla Fiat e da Alitalia. Sulla Saremar la vertenza è ancora aperta e irrisolta. Ancora oggi persiste il precariato storico, che da oltre 20 anni resta al servizio con contratto a tempo determinato. Rivendichiamo le sette corse soppresse dal ministero con il silenzio assoluto della Regione, che hanno causato la perdita di due equipaggi, 50 lavoratori in tutto. Per quanto riguarda i marittimi della Delcomar crediamo abbiano lo stesso diritto di essere difesi e tutelati dai sindacati, dalle istituzioni e dalle forze politiche, come ogni altro dipendente. L’Usb partecipa e tutela esclusivamente i lavoratori perché il nostro unico interesse è la salvaguardia dei livelli occupazionali. I lavoratori hanno tutti lo stesso diritto a conservare il salario, vivere in modo dignitoso e garantire il futuro della propria famiglia».

Serena Lullia

La manifestazione

VENERDÌ, 25 FEBBRAIO 2011

L’Enermar non cambia idea

L’ad Orlandini: «Risposte concrete o chiusura»

LA MADDALENA. Maria Antonietta Orlandini, amministratore delegato della Enermar, è arrivata ieri alla Maddalena. La dirigente ha incontrato i lavoratori che l’attendevano, quindi il sindaco Angelo Comiti, l’assessore comunale Nicola Gallinaro, Giulio Verrascina della Uil trasporti per discutere la questione Enermar. La riunione è durata circa 2 ore mentre i marittimi fuori dal comune manifestavano per tutta la durata, fuori dal municipio.
 Le posizioni della società, comunque non sono cambiate, neppure quando il sindaco ha detto che il primo marzo Cappellacci avrebbe convocato i dirigenti dell’Enermar. La risposta della Orlandini è stata categorica. «Al momento, visto che non c’è alcuna conferma ufficiale di quello che abbiamo richiesto, noi andiamo avanti: cioè chiuderemo l’attività dal primo marzo».
 Neppure il riconoscimento da parte del sindaco che ha confermato sia la disponibilità che l’apprezzamento per il lavoro svolto dall’Enermar ha fatto cambiare idea alla Orlandini. «Abbiamo fatto richiesta già da mesi, a più riprese, che venisse riconosciuta questa nostra posizione acquisita sul campo. Se la Regione non ci mette nella condizione di sopravvivere e poter proseguire quello che abbiamo fatto in questi anni senza chiedere niente a nessuno, non potremo far altro che chiudere».
 La Orlandini ha ribadito che è l’unica a non disporre di un solo centesino di sovvenzione, garantendo però la continuità territoriale, le condizioni migliori di tutti i lavoratori ed assolvendo servizi che dovrebbero essere fatti da altri.
 Verrascina ha annunciato che per il 1 marzo i marittimi scenderanno a Cagliari per manifestare di fronte al palazzo della Regione. Intanto ai lavoratori arrivano attestati di solidarietà per proseguire la lotta. Lo hanno fatto i giovani comunisti di La Maddalena che sono vicini ai lavoratori Enermar. «Le minacce - dicono - non fanno altro che sottolineare la politica spietata dei privati i quali, basandosi sulla più meschina logica del capitalismo, amano guardare i lavoratori dall’alto del proprio potere e della propria tranquillità economica».
 Anche l’Usb (sindacato di base) ha ritenuto giusto mobilitarsi per i lavoratori, anche perchè «chi ci governa ha dimenticato o vuole dimenticare che abbiamo avuto gravissimi problemi: Arsenale, crisi Saremar, mancato G8, scippo dei fondi per la realizzazione di un porto turistico e commerciale e altre strutture, bocciatura della ristrutturazione del clubMed».
 «L’annuncio della possibile cessazione del servizio effettuato dall’Enermar - interviene l’Idv - desta forte preoccupazione per la sorte degli 80 lavoratori. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, La Maddalena non si può permettere di perdere altri posti di lavoro».

Tar, no alla proroga sul servizio notturno

LA MADDALENA. La battaglia navale tra Enermar e Delcomar diventa anche battaglia legale. Il Tar ha dichiarato illegittimo il regime di proroga con cui la Regione fino a oggi ha permesso alla compagnia Delcomar di svolgere il servizio notturno sulla rotta tra Palau e La Maddalena. Da alcuni anni la Regione affida infatti alla Delcomar, società dell’armatore maddalenino Franco Del Giudice, il compito di trasportare auto e passeggeri nel braccio di mare che divide l’isola da Palau. In attesa del nuovo bando, pubblicato solo nel mese di gennaio di quest’anno, l’ente cagliaritano rinnova il contratto ormai scaduto alla Delcomar attraverso delle proroghe trimestrali.
 Un meccanismo tollerato dall’Enermar dell’armatore Vincenzo Onorato fino allo scorso anno. La compagnia di navigazione attraverso il suo legale, Gian Comita Ragnedda, alla fine del 2010 ha infatti deciso di presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale per chiedere di mettere la parola fine al regime di proroga portato avanti dalla Regione. Ieri la sentenza del Tar che dichiara illegittimo il sistema adottato fino a oggi dalla Regione per le corse notturne. Sulla carta la Delcomar non potrebbe più far scivolare i suoi traghetti sotto le stelle tra Palau e La Maddalena già da questa sera. È però scontato che la Regione, alla luce della sentenza del Tar, emani un provvedimento d’urgenza per garantire la copertura del servizio notturno, fondamentale per consentire ai maddalenini di viaggiare da e per l’isola anche di notte e garantire il loro diritto alla mobilità.
 La Regione intanto conta di chiudere il nuovo bando per l’assegnazione delle corse notturne tra La Maddalena e Palau entro la fine di marzo. Ma il bando, pubblicato alla fine di gennaio, sembra già avere pochi estimatori. L’Enermar ha infatti deciso di impugnarlo.

Serena Lullia

La manifestazione

GIOVEDÌ, 24 FEBBRAIO 2011

«La Regione salvi i nostri posti di lavoro»

L’appello di ieri dei marittimi Enermar

LA MADDALENA. Tutti contro la Regione: in 400 si sono riuniti in piazza Umberto I per poi spostarsi fino all’entrata del porto per manifestare con i marittimi dell’Enermar. Il corteo è stato aperto da 11 bambini: scelta simbolica, per far capire che il futuro delle nuove generazioni è a rischio.
 Con i marittimi hanno manifestato i rappresentanti dell’organizzazione sindacali, i giovani comunisti ed dell’Idv, studenti, mogli, familiari e commercianti. Gli slogan erano tutti rivolti contro la Regione che, a giudizio dei marittimi dell’Enermar, ha tolto alcune corse diurne, esercitate fino a poco tempo fa per darle, secondo le accuse, a un altro operatore per altro già sovvenzionato dall’amministrazione regionale per il servizio notturno, il tutto in contrasto con le norme comunitarie sulla libera concorrenza. Per questo fatto la Enermar, secondo quanto deciso dall’amministratore delegato Maria Antonietta Orlandini, ha deciso di cessare il servizio il primo marzo.
 Una manifestazione pacificae tranquilla, conclusa con gli interventi dal palco. Il segretario regionale dell Uil trasporti Giulio Verrascina ha ancora una volta affondato i coltello nei confronti della Regione affermando che «ai lavoratori non interessano i comunicati stampa che si sono succeduti in questi giorni, ma i posti di lavoro che non si devono perdere. Perchè se cosi fosse sarebbero circa 80 famiglie che andrebbero sul lastrico». Tutti gli oratori hanno avanzato la la richiesta alla Regione di rivedere la situazione. «I marittimi non devono mollare, come abbiamo fatto noi - ha detto Stefano Giorgi - ex dipendente base Usa ora impegnato al compendio garibaldino» E’ stata criticata anche l’amministrazione locale da parte di Fabio Lai «che è sempre assente in queste circostanze», critica che però non è stata accettata dall’assessore Maria Pia Zonca che pur non rappresentando l’amministrazione era lì ed ha sostenuto l’amministrazione comunale.
 Intanto oggi si dovrebbero incontrare, ma ancora non c’è la certezza, l’amminstratore delegato della Enermar, il sindaco Angelo Comiti ed i marittimi per cercare di capire come risolvere la situazione e poi in settimana ci sarà un vertice a Cagliari con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci.

 

Delcomar attacca: in gioco il futuro delle corse diurne

LA MADDALENA. Delcomar ed Enermar vanno avanti a colpi di comunicati stampa. Se l’Enermar dichiara di voler fare il ricorso alla magistratura civile e penale e che «se ritornano le corse diurne faremo gratuitemente le corse notturne facendo risparmiare la regione», risponde la Delcomar. «La Enermar non vuole mantenere gli accordi, figuriamoci le promesse di fare gratuitamente le corse notturne - attacca Franco Del Giudice, amministratore di Delcomar -. La società continua a dire che dal primo marzo interromperà le corse, eppure c’è un accordo scritto con la Regione per andare avanti sino al 31 di marzo. Quindi la società è inaffidabile». Secondo Del Giudice, che reclama il bando per le corse notturne da due anni durante la conferenza di servizi, «il vero obiettivo Enermar sono i più remunerativi collegamenti diurni, dove sono in gioco i veri interessi».

Andrea Nieddu

MERCOLEDÌ, 23 FEBBRAIO 2011

 

Tra Enermar e Delcomar è battaglia navale

LA MADDALENA. Si fa sempre piu’ aspra la polemica tra le due società Enermar e Delcomar. La prima chiede alla Regione che le vengano restituite le corse diurne. La seconda vuole che le stesse corse vengano confermate. L’Enermar minaccia di sopprimere la tratta dal primo di marzo. Secondo la Delcomar ci sono tutti i presupposti per capire come la strategia messa in campo dalla Enermar, del gruppo Onorato, sia solo una provocazione che ha l’obiettivo di confondere il proprio personale dipendente con il “ricatto occupazionale”, utilizzandolo come leva per esercitare pressioni sulla collettività e, di conseguenza, sulle istituzioni locali. La Delcomar si difende con un comunicato, dalla accuse di Enermar, che minaccia di abbandonare la Sardegna e accusa la Regione di non rispettare le regole per l’assegnazione delle rotte e dei contributi. «Tra le questioni in discussione - dice l’armatore della Delcomar Franco Del Giudice - ci sono i servizi notturni di Delcomar. Abbiamo chiesto da oltre 2 anni la pubblicazione del bando alla Regione, come risulta dai verbali delle conferenze per servizi, è indispensabile per la programmazione aziendale. Perché la Enermar, che negli ultimi anni si è rivolta spesso al Tar e parla di illegittimità del bando, non si rivolge ora al tribunale. Sulla sovvenzione per il collegamento notturno sulla La Maddalena-Palau, Delcomar precisa che la sovvenzione è di un milione e 200mila euro all’anno, 6 milioni in 5 anni. Ma dai bilanci della Enermar, risulta che il fatturato di questa società per i servizi sulla stessa linea sia stato di 8 milioni all’anno. Nello stesso quinquennio, quindi, a fronte dei 6 milioni incassati dalla Delcomar (dalla Regione per i servizi sociali a domanda debole), l’Enermar ha introitato 40 milioni per i servizi diurni ad alta valenza commerciale. Con la differenza che l’Enermar non ha investito un euro per l’ammodernamento della flotta, la Delcomar ha investito milioni. Con questo bando entrambe avranno pari possibilità di partecipare alla gara. Il problema del personale è risolvibile. Chi si aggiudicherà il servizio notturno dovrà mantenere i dipendenti di Delcomar. La società che si aggiudicherà l’affidamento dei servizi diurni dovrà impegnarsi a mantenere i dipendenti delle Enermar». In serata arriva la replica di Enermar. «Il comunicato di Delcomar confode le carte in tavola. Non solo attraverso le nostre dichiarazioni, ma specialmente con il ricorso alla magistratura non solo civile ma anche penale, è stata già denunciata l’illeggittimità della proroga ottenuta dalla Delcomar per il servizio notturno. Per altro il servizio notturno con la stessa nave con la quale fa concorrenza nelle corse diurne, crea, una concorrenza sleale. Sarà la magistratura ad appurare se sono state tenute contabilità separate tra servizio sovvenzionato. Ribadiamo la proposta. Date indietro le corse sottratte e noi faremo gratuitamente le corse notturne facendo risparmiare alla Regione milioni di euro».
 

MARTEDÌ, 22 FEBBRAIO 2011

Vertenza Enermar: L’impegno della Regione: un incontro con le compagnie per ridefinire corse e servizi

OLBIA. Mentre i marittimi della Enermar proseguono il presidio nella tenda qualcosa si muove a livello regionale sulla vertenza traghetti. Il Pdl locale, per voce di Tommy Gallo, il sindacalista Giulio Varrascina e gli stessi lavoratori Enermar hanno convinto il deputato Settimo Nizzi, membro della commissione trasporti, a interessarsi della vicenda. Così Nizzi sabato a Cagliari ha incontrato il presidente della Regione Ugo Cappellacci per discutere del problema Enermar. Dall’incontro è scaturito l’impegno, a tutela del comparto dei lavoratori marittimi, a organizzare una riunione a metà settimana fra le tre compagnie di navigazione locali per cercare un accordo sul numero delle corse, sulla gara che prevede l’assegnazione del servizio notturno e sulla continuità territoriale fra la Maddalena e Palau. La notizia ha tanquillizzato i lavoratori impegnati nel presidio giornaliero. Uno spiraglio di luce in vista anche dell’incontro di giovedì tra il sindaco e l’amministratore delegato della Enermar, Maria Antonietta Orlandini.

La vertenza e ad una svolta?

DOMENICA, 20 FEBBRAIO 2011

Enermar, adesso si tratta ma i marittimi in rivolta restano dentro la tenda

LA MADDALENA. Non mollano i lavoratori marittimi della Enermar che hanno iniziato giovedì scorso il presidio in una tenda contro la decisione della Regione di privare la compagnia del gruppo Onorato di ben sei corse diurne a favore di un altra società. Ieri l’amministratore delegato Enermar ha accolto l’invito della Uil a sedersi ad un tavolo insieme al sindaco per concordare la strategia da qui al 1 marzo.
 «Comunque - attacca Giulio Verrascina della Uil trasporti - sembra che qualcosa si stia muovendo, intanto c’è stata l’interrogazione dei consiglieri regionali Pierluigi Caria e Mario Bruno inviata al presidente Cappellacci, inoltre chiederemo con forza all’assessorato di rivedere piano regionale dei trasporti azzerando tutte le delibere che hanno provocato questa vertenza. Tutto questo affinchè si discuta la situazione insieme al Comune, alla Provincia, alla Regione e alle parti sociali». «Solo così - aggiunge ancora il segretario della Uil - si possono salvaguardare i livelli occupazionali, con la certezza addirittura che ci potrebbe essere la possibilità di aumentare le corse e, di conseguenza, i posti di lavoro».
 La notizia del’incontro di giovedì tra il sindaco Angelo Comiti e l’amministratore delegato della Enermar, Maria Antonietta Orlandini, viene confermata dallo steso primo cittadino che ieri ha fatto visita ai marittimi nella tenda. Ha parlato con loro e ha confermato che, martedì, al rientro da Roma, incontrerà il manager per discutere il da farsi. Comiti ha riferito che all’incontro sarebbe gradita anche la presenza di una delegazione dei marittimi in modo che sentano esattamente cosa si deciderà. Sembra che, a questo punto, dopo l’intervento del sindacato e quello del sindaco, da parte dell’Enermar possa esserci un’apertura al dialogo e magari alla definizione della situazione. Intanto, i marittimi dell’Enermar e la Uil trasporti hanno deciso che mercoledì ci sarà un’altra manifestazione imponente. Il corteo partirà da piazza Umberto alle 15 del pomeriggio per raggiungere il porto attraversando via Amendola e poi concludersi di fronte alla colonna Garibaldi. Il sindacato e gli stessi lavoratori hanno lanciato un appello a tutta la comunità maddalenina per partecipare alla manifestazione e sostenere la battaglia dei lavoratori per la difesa dei posti di lavori e per la garanzia di un servizio necessario per l’isola.
 

SABATO, 19 FEBBRAIO 2011

In tenda per difendere il posto di lavoro

La protesta dei marittimi Enermar. La società: dateci gli slot e rinunciamo alle sovvenzioni

LA MADDALENA. Il freddo non ha fermato i marittimi Enermar. Donne e uomini che, dopo la manifestazione di piazza, hanno trascorso la loro prima notte in un gazebo. Un sit-in per difendere il posto di lavoro e che continuerà sino a quando la Regione non darà risposte.
 «E’ dura - ammette Marco -, ma di mezzo c’è il nostro futuro. Basterebbe poco: la Regione dovrebbe restituire alla Enermar le sei corse che le sono state tolte, consentendo quindi alla compagnia di non interrompere il collegamento tra Palau e La Maddalena».
 Sulla stessa lunghezza d’onda, Mariella, che lavora nella biglietteria. «Ma come fa la Regione a toglierci le corse attribuendole a una società già sovvenzionata per le corse notturne?». I dipendenti sono convinti che non sarà una battaglia facile, ma vogliono essere fiduciosi. Anche perché se la società dovesse davvero rinunciare alla tratta, l’isola avrà 100 disoccupati in più.
 Giulio Verrascina, segretario regionale Uil trasporti, chiede ancora alla Regione di intervenire prima della fine del mese e poi invita i marittimi a non mollare.
 Una richiesta di intervento immediato è arrivata anche dal Pd, con i consiglieri regionali Bruno e Caria, i quali hanno inviato una lettera al presidente Cappellacci e all’assessorato dei Trasporti.
 Intanto l’amministratore delegato della Enermar Maria Antonietta Orlandini chiede «che la Ras restituisca gli slot assegnati ingiustamente alla Delcomar. Sosteniamo fermamente che chi gode di sovvenzioni per la notturna non può e non deve effettuare corse nel libero mercato al fine di non distorcere la concorrenza. Siamo pronti, nel momento i cui ci verranno restituiti gli slot illegittimamente assegnati alla Delcomar, a effettuare gratuitamente, ovvero senza sovvenzioni, le corse notturne per la Maddalena facendo risparmiare alla Ras 1,7 milioni euro l’anno. Segnaliamo che la Ras, negli ultimi 5 anni, ha pagato circa 20 milioni di euro di sovvenzioni alla Delcomar e che la nostra compagnia, l’Enermar, non gode di un solo euro di sovvenzione». Infine la decisione finale «In mancanza di una netta e chiara posizione della Ras, la Enermar chiuderà i servizi tra 11 giorni».


Andrea Nieddu

VENERDÌ, 18 FEBBRAIO 2011

In trecento al corteo dei marittimi dell’Enermar

LA MADDALENA. In 300 si sono dati appuntamento ieri mattina in piazza Umberto I per partecipare alla manifestazione indetta dalla Uil trasporti per difendere il posto di lavoro dei marittimi dell’Enermar, dopo che la società (gruppo Moby) ha deciso di sospendere dai primi di marzo i collegamenti sulla tratta fra La Maddalena e Palau, con il conseguente licenziamento del personale.
 Il corteo è stato aperto dal sindacalista Giulio Verrascina e da quattro bambini dai 5 ai 9 anni. “Vergogna”, “Non toccateci il lavoro”, “Non molliamo, lottiamo”: questi gli slogan più frequenti dei lavoratori (in 80 rischiano di perdere il posto) e dei loro familiari. A cui si sono affiancati gli studenti, anche se la loro assenza non è stata giustificata dai professori, e i marittimi della Saremar.
 Neppure la pioggia li ha fermati e, dalla piazza Umberto I, sono arrivati all’entrata del porto di fronte alla colonna di Garibaldi. Lì è iniziata la vera manifestazione.
 In serata l’Enermar ha emesso un nuovo comunicato, in risposta a quello della Delcomar, l’altra società privata che fa le tratte fra La Maddalena e Palau. «La Delcomar deve spiegare come ha fatto a ottenere dalla Regione le proroghe al regime di sovvenzione di cui gode per le corse notturne con la Maddalena e i collegamenti con Carloforte per ben cinque anni, senza che sia stata indetta una regolare gara - scrive la società del gruppo Moby -. Solo dopo un nostro ricorso al Tar si è arrivati oggi a una gara per il notturno. Questa vicenda sarà oggetto di un nostro nuovo esposto alla magistratura. La Delcomar sembra dimenticare che per via delle proroghe, per noi illegittime, è beneficiaria di ben 4 milioni di euro l’anno di sovvenzione dalla Regione: 1,7 milioni per La Maddalena e 2,3 milioni per Carloforte».
 Non solo: Enermar, con l’amministratore delegato Mariantonietta Orlandini, ritiene «fermamente che la tratta diurna per la Maddalena non possa sostenere tre operatori (Saremar-Enermar-Delcomar). La Delcomar deve spiegare come si sia fatta assegnare gli slot che prima erano della nostra compagnia. Inoltre, nella sua strategia di confondere la realtà, parla di monopolio Enermar, “dimenticando” che sulla tratta opera specialmente la Saremar», chiude la società della Moby.
 

Lettera dei dipendenti della società Delcomar

IL PRESIDIO

«Al freddo, ma non molliamo»

LA MADDALENA. Hanno iniziato a sostare sotto la tenda, i lavoratori marittimi Enermar. Ed ecco il nome scelto «Presidio Enermar», per far capire a tutti che non scherzano. Rimarranno lì sotto fino al giorno 28 e fino a quando non si risolverà il problema. Dormiranno su materassini di gomma, sopra l’asfalto freddo, e mangeranno pizze perché dovranno far trascorrere le 24 ore di ogni giorno. Naturalmente si alterneranno fra tutti quelli che sono a bordo e quelli che ritorneranno in questi giorni da Livorno.
 «Speriamo nella comprensione di tutti - hanno detto - anche perché perdere il posto di lavoro non è certamente piacevole». Marco, uno dei giovani marittimi, spera che si risolva tutto: «Oggi abbiamo iniziato la manifestazione e la continueremo fino a quando non arriveranno notizie positive. Faremo sacrifici e prenderemo anche freddo. Ma una cosa è sicura: non molleremo».

IL SINDACO

«Dobbiamo sostenere tutti i lavoratori»

LA MADDALENA. «Dobbiamo difendere il posto di lavoro di tutti. Perché oggi è toccato a voi, domani potrebbe succedere agli altri». Così si è rivolto il sindaco Angelo Comiti ai marittimi dell’Enermar. La società che non ha informato l’amministrazione dell’intenzione di cessare l’attività dai primi di marzo. Comiti ha invitato l’amministratore delegato di Enermar a ritirare immediatamente i licenziamenti, di modo che si apra una vertenza con la Regione e la Provincia. Il sindaco ha poi detto di aver chiesto che ci siano più corse possibili tra La Maddalena e Palau e ha ribadito l’importanza della «salvaguardia dei livelli occupazionali di tutte le società, perché la vertenza di Enermar non deve andare a discapito delle altre».

LA CHIESA

«Con gli operai per salvare la comunità»

LA MADDALENA. C’era anche la Chiesa, alla manifestazione. Con il parroco don Domenico Degortes, don Andrea Domanski e don Paolo Piras che hanno solidarizzato con i lavoratori portando anche il saluto del vescovo. «La perdita di lavoro non danneggia solo gli operai ma anche la comunità».
 Durissimo l’intervento dell’imprenditore Angelo Bifulco. Che ha gridato a squarciagola chiedendo dove erano i famosi 2000 disoccupati nell’isola, gli artigiani, i commercianti. «In questo paese siamo tutti conigli. Siamo disperati, ma nessuno dice le cose in faccia - ha attaccato -. Dove sono i politici? E il parco? Stanno chiudendo molti esercizi commerciali, perché, bisogna dirlo, siamo in mano agli usurai». Sono arrivati molti applausi.

Vedi il servizio di:

Vedi anche:

La risposta di Franco Del Giudice, Rappresentante della Delcomar

Concorrenza sleale:

l'Enermar costretta a cessare l'attività

 
 

 

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