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MARTEDÌ, 03 GIUGNO 2008
G8: dicono sì 3 disoccupati su 20

LA MADDALENA. «Azienda operante nel settore dell’edilizia ricerca
muratori/carpentieri. Sede di lavoro: La Maddalena». L’annuncio compare su
internet, sito della Regione, centro servizi per il lavoro. Non c’è
scritto, ma i muratori servono per i lavori del G8. E’ il 22 maggio,
l’avviso scade otto giorno dopo. Lo leggono in pochi, sicché la protezione
civile consulta l’elenco dei disoccupati della Maddalena (1600 in tutto),
ne chiama venti e propone loro di essere assunti. Ma solo in tre dicono
sì, gli altri rifiutano. Per Bertolaso è un’amara sorpresa, per la Cgil
no.
Il commissario straordinario del G8 ha rivelato il fatto ai
sindacalisti e agli imprenditori, nell’incontro di sabato alla Maddalena.
«Sappiamo che alla Maddalena ci sono molti disoccupati e uno dei nostri
obbiettivi è quello di ridurre il loro numero con i cantieri del G8 - è
stato il ragionamento di Bertolaso -. Per questo la struttura della
protezione civile si è incaricata, dopo aver dato l’annuncio, di
contattare venti maddalenini senza lavoro, scegliendoli dalle liste di
collocamento. Ebbene, solo tre hanno accettato il contratto. A uno di
questi è stato poi rescisso dalla società, perché ritenuto non idoneo per
quel tipo di lavoro. Gli altri diciassette hanno rifiutato l’impiego».
Il commissario straordinario non ha nascosto l’amarezza per l’esito
fallimentare delle trattative. Semplicemente, non l’aveva messo nel conto.
La Maddalena sta attraversando un momento di crisi, la sua economia
storica, legata ai militari italiani e americani, è scomparsa e quella
nuova, imperniata sul turismo, si sta appena affacciando. Un passaggio
delicato che lascia senza occupazione, secondo gli ultimi dati, 1600
maddalenini. In un contesto così, è difficile pensare (e accettare) che
qualcuno possa prendersi il lusso di dire no a un’offerta di lavoro,
seppure limitata nel tempo.
Facile e scontato il commento: i maddalenini non hanno voglia - al pari
della stragrande maggioranza degli italiani, per la verità - di fare
lavori pesanti, lasciati preferibilmente agli stranieri. Perché nei
cantieri per il G8, cinque di prossima apertura, bisognerà correre
parecchio. I 700 tra operai e tecnici che vi entreranno, faranno la
turnazione sulle 24 ore, quindi anche di notte (come era scritto
nell’avviso su internet), per arrivare a finire le opere esattamente tra
un anno.
Ma sia il sindaco della Maddalena che la Cgil respingono l’idea che alla
Maddalena possano esserci dei fannulloni. «Non è così - attacca Angelo
Comiti -. Attualmente, ci sono 1600 disoccupati. Ma molti di questi,
purtroppo, sono giovani diplomati e laureati. Nessuno di loro ha la
caratteristiche per lavorare come muratore o carpentiere. Eppoi, ci sono i
lavoratori dell’ex base americana che stanno aspettando la
cassaintegrazione e che, se accettessero un altro lavoro, perderebbero la
copertura economica prevista per due anni. E, in ogni caso, sono impiegati
e tecnici che non hanno la qualifica richiesta per i cantieri. Prima di
criticare, bisogna conoscere bene il contesto».
D’accordo, ma la protezione civile ha chiamato a colloquio venti
muratori. Che hanno detto no a un’occupazione nel loro mondo: l’edilizia.
Un’obiezione che Michele Carrus, segretario della Cgil gallurese, respinge
con fermezza. «Non voglio fare alcuna polemica con la protezione civile -
spiega -. Mi limito a segnalare che, in questa fase, entrano in gioco
molti fattori. Prima di tutto, c’è ancora poca informazione sui cantieri,
sui lavori da svolgere, sugli orari e sulla normativa. L’incontro di
sabato, il primo con Bertolaso, ha permesso ai sindacati di avere un
quadro più chiaro. Sappiamo che ci saranno più società impegnate nei
cantieri, che sarà applicato il contratto degli edili senza deroghe, che
la Regione investirà in sicurezza e informazione».
Tutte cose che i venti muratori non sapevano, «e dunque - argomenta
Carrus - alla base del rifiuto di diciassette di loro potrebbe esserci
questo: non hanno ritenuto vantaggioso il contratto per il G8, hanno
considerato i costi e i benefici e hanno pensato che i primi siano
inaccettabili. Non li criminalizzerei. Sono sicuro che, d’ora in poi, con
i sindacati presenti e una buona campagna di informazione, i maddalenini
accetteranno il lavoro».
Anche se, è ovvio, 700 operai liberi non si troveranno neppure cercandoli
in tutta la Sardegna, forse.
Disputa tra Comune e Marina sulle ex
officine Sauro
I militari hanno mollato molto, non tutto. Alla Maddalena vogliono
continuare ad avere uno spazio, anche nelle aree che saranno al centro del
G8 e che, poi, passeranno alla Regione. La marina ha dato il via libera
alla riconversione delle officine Sauro, ma, dopo il restyling, vuole
tenere almeno una decina di alloggi. Un’idea che non piace al sindaco
Comiti, c’è una piccola polemica in corso.
La volontà della marina di tenere per sé un pezzo dell’ex Sauro è
emersa la settimana scorsa a Roma, nel corso dell’ultima conferenza di
servizi sul G8.
I militari hanno detto sì alla riconversione della struttura (diventerà
un centro polifunzionale), ma hanno posto una clausola: vogliono avere una
decina di alloggi proprio lì, in un’area che la Regione e il Comune
immaginano destinata completamente al turismo.
Un colpo a sorpresa che non è piaciuto ad Angelo Comiti. Nessuno scontro,
per carità. Ma una diversità di vedute netta. «Per noi, l’ex Sauro è
strategica - ha spiegato il sindaco ai militari -. Pensiamo che lì possano
finire uffici pubblici, come le poste, e strutture come la caserma dei
vigili del fuoco che, attualmente, è ospitata dentro un museo». Non
alloggi militari, quindi.
In fondo, la “zona rossa” del G8 è l’unica in cui La Maddalena si può
sviluppare. Moneta, il quartiere militare e popolare dell’isola da sempre
diviso dal centro urbanisticamente, ha ampi spazi e, finita la
riconversione per il summit del 2009, potrà cambiare faccia. «Moneta
diventerà il centro di espansione della Maddalena e l’ex Sauro, in questo
contesto, deve essere interamente pubblica». Un no secco alla pretese
della marina. Ma con una soluzione che Comiti ha già prospettato agli alti
ufficiali.
«Se l’esigenza della marina è quella di avere degli alloggi, il Comune è
disponibile a trattare - chiarisce Comiti -. Anche perché, proprio accanto
alla Sauro, c’è una zona che la Regione e la società Area (l’ex Iacp, ndr)
hanno indicato per lo sviluppo residenziale: lì verranno costruiti venti
appartamenti. E’ tutto pronto, quindi credo che non sia un problema se una
parte di quell’investimento possa essere destinato alle richieste della
marina».
Guido Piga |