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LUNEDÌ, 30 GIUGNO 2008 G8,
Berlusconi voleva lo spostamento
Il paragone con i rifiuti. Decisivo
l’impegno di Bertolaso, poi il premier accelera sulla Maddalena e dà i
primi suggerimenti sui progetti
 Sabato aveva
brutti pensieri, Berlusconi. Era preoccupato che l’Italia facesse una
brutta figura mondiale al G8 del 2009, con le opere a metà, i cantieri
ancora aperti... Quelle slide che passavano davanti ai suoi occhi,
l’arsenale che diventa un albergo, il nuovo waterfront della Maddalena, lo
affascinavano. Ma la paura che il tempo a disposizione fosse
insufficiente, era più forte, e lo inquietava. A Soru, seduto alla sua
sinistra, ha confidato: «Penso all’emergenza rifiuti di Napoli. Risolverla
è difficile. Il tempo non basta mai». E lì che ha detto pubblicamente,
«pensiamo a un’alternativa per il vertice». Gelo. Il G8 si è allontanato
dalla Maddalena seriamente. A far cambiare idea al premier è stato alla
fine Bertolaso, e il suo impegno deciso, assoluto: «Ce la faremo, si
fidi».
Berlusconi era arrivato alla Maddalena con un ragionevole pessimismo.
Non c’erano i soldi necessari per realizzare tutte le opere, non c’era un
cantiere aperto, e mancava solo un anno al G8 del 2009. In più, come gli
aveva comunicato poco prima dal Giappone il ministro degli Esteri Frattini,
non era possibile far slittare la data, quella di luglio era l’unica
disponibile.
Il suo timore - espresso ai collaboratori principali - era che l’Italia
rischiasse di non essere all’altezza dell’impegno, che arrivasse
all’appuntamento con i partner mondiali palesando la sua cronica
inefficienza organizzativa. Poteva dunque essere un flop colossale che
avrebbe esposto il Paese, e in particolare il suo governo, alle critiche
più feroci.
Quando è arrivato nell’ex base Usa, lì dove lo attendevano i progettisti,
gli uomini della protezione civile e gli amministratori, Soru in testa,
Berlusconi era scuro in volto, teso. Si è accomodato, il governatore alla
sua sinistra, il presidente della provincia Murrighile alla sua destra, e
ha cominciato a vedere che cosa diventerà La Maddalena, dopo la
riconversione. Ha mostrato di apprezzare molto i progetti. Seguiva con
attenzione le spiegazioni di Guido Bertolaso, “faremo questo, in questi
tempi, con queste risorse”. Ma non era sereno, il premier.
A un certo punto, non ce l’ha fatta più: «Ma riusciamo a fare tutto
questo in un anno? Non è che dobbiamo studiare un’alternativa segreta per
una parte del vertice?». L’ipotesi dello spostamento del vertice dalla
Maddalena si è fatta molto concreta. Tutte le indiscrezioni hanno avuto la
conferma più autorevole. E’ vero che Berlusconi, rispondendo ai
giornalisti a Napoli alcune settimane fa, aveva detto chiaramente che la
scelta del governo Prodi non poteva essere cambiata. Ma successivamente
sono emerse difficoltà finanziarie che sembravano insuperabili. C’è stato
un momento di gelo, gli amministratori della Maddalena hanno temuto il
peggio, Soru anche. Attimi terribili. Bertolaso è invece stato
freddissimo: «Presidente, se lei ci dà il disco verde, noi facciamo tutto
in un anno».
Parole nette, chiare. Un’assunzione di responsabilità straordinaria.
Bertolaso avrebbe potuto assecondare Berlusconi, di cui è anche
sottosegretario. Avrebbe avuto buon gioco ad abbandonare La Maddalena, i
suoi problemi, la sua rinascita complicata. Invece no, ha voluto giocare
la partita fino in fondo, sicuro che la sua macchina saprà rispondere come
sempre, che i suoi collaboratori saranno eccezionali anche stavolta.
«Dobbiamo fare un ringraziamento pubblico a Bertolaso - è il commento
fatto ieri da Pierfranco Zanchetta, assessore provinciale -. L’entusiasmo
finale di Berlusconi è la conferma che la linea di Bertolaso, del Comune e
della Provincia è stata giusta. Un ringraziamento forte va a Soru, che ha
sempre creduto nel rilancio della Maddalena e ha lavorato perché fosse
possibile».
Dopo l’impegno di Bertolaso, Berlusconi era più tranquillo. Ma sempre con
pensieri contrastanti. Quando è arrivato all’ospedale militare, quando
Soru gli ha detto che quella struttura era della Regione, che da lì
cominciava tutto, il premier non ha avuto più dubbi. Il G8 doveva restare
alla Maddalena, tanto che, poco dopo, all’arsenale, ha cominciato a dare i
primi suggerimenti, «via il tek, portate il granito». Era il segnale
inequivocabile: non solo ci credeva, ora se ne sarebbe occupato lui, delle
opere... Guido Piga
«Il porto? Pensato per la Coppa America»
«Quando ho disegnato il porto dell’arsenale, ho lavorato seguendo una
precisa direttiva: finito il G8, quell’aerea deve essere pronta per un
grande evento sportivo. E così sarà». Gabriele Napolitano è l’architetto
della possibile Coppa America. Ha spiegato la filosofia delle sue scelte
progettuali ad alcuni amministratori maddalenini, poco prima del vertice
decisivo con Berlusconi. E non ha nascosto che La Maddalena sarà pronta a
ospitare la più importante gara velica del mondo. Sempre che Bertarelli
vinca l’edizione del 2009 e opti per l’Italia per la difesa del titolo.
«Naturalmente, Coppa America o no, il porto che nascerà dentro l’arsenale
sarà in grado di dare un forte impulso all’economia» ha precisato
Napolitano.
Romano, l’architetto conosce benissimo La Maddalena: fin da piccolo,
passava le vacanze nell’isola, la sua famiglia è molto legata a quella
degli Amendola, cognome storico della sinistra. Proprio come l’altro
architetto dell’arsenale, Stefano Boeri, da sempre frequentatore
dell’arcipelago (la madre, Cini Boeri, ha realizzato alla Maddalena due
ville che sono ancora un esempio di buona architettura). Guido Bertolaso
ha affidato a Napolitano l’incarico di progettare il media center, più
area catering, e il porto, più cantiere nautico. Alla fine verrà edificata
una struttura che, unita all’albergo di Boeri, farà della Maddalena un
polo turistico complementare a quello della Costa Smeralda. Una
prospettiva che, complice la Coppa America nel 2011, potrebbe far tornare
l’interesse dell’Aga Khan e di un socio illustre del suo yacht club,
Ernesto Bertarelli, proprietario di Alinghi.
Karim ha manifestato più volte l’intenzione di investire alla Maddalena,
e l’ha confermata proprio a Soru durante un vertice tenuto a Cagliari un
anno fa. Da allora, non ci sono stati più contatti. Ambienti dell’Aga Khan
hanno fatto sapere che il dossier è stato momentaneamente accontonato,
vista l’incertezza sui tempi dei lavori e sulla loro effettiva
realizzazione. «Aspettiamo che il quadro sia chiaro» aveva detto una fonte
vicina a Karim, mesi fa. Dopo il via libera di Berlusconi e l’impegno di
Bertolaso («si farà tutto»), l’Aga Khan potrebbe ora riaprire il il
fascicolo “arsenale, Maddalena”.
Guido Piga |