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LUNEDÌ, 21 LUGLIO 2008
Due perle della Sardegna sempre in vendita. Eppure restano in mani ...

Due perle della Sardegna sempre in vendita. Eppure restano in mani
private. Finora non è andato in porto nessuno dei tentativi fatti per
annetterle al patrimonio pubblico. Ma le splendide isole di Budelli e Mal
di ventre continuano a richiamare interesse, ammirazione, aspettative. E
non solo da parte degli ecologisti. Sono attratti dalle loro potenzialità
molti amministratori. In primo luogo i politici regionali e la
Conservatoria delle coste, che non si stanca di vagliare ogni chance per
comprarle. Ci sono poi i sindaci e i consiglieri dei Comuni nei cui
territori ricadono gli splendidi gioielli: La Maddalena e Cabras. E infine
i responsabili delle due oasi naturali nelle quali si trovano le isolette.
Ma di fatto c’è qualche spiraglio di cessione solamente per Mal di Ventre.
E Budelli? Il prezzo è considerato eccessivo dalla Regione, sebbene
nessuno dica ufficialmente a quanti milioni sia salito. Intanto tutto
lascia pensare a una riedizione di storie già viste. Non è improbabile che
sui giornali britannici e su qualche quotidiano italiano a tiratura
nazionale, nelle prossime settimane, compaiano annunci pubblicitari per la
ciclica messa in vendita (è già successo nel 2007, era accaduto nelle
estati precedenti). E che quindi sul futuro di queste aree protette
ricominci il solito balletto di voci, illazioni, ipotesi, ballon d’essai.
Notizie-lancio poi, immancabilmente, destinate a rivelarsi prive di
fondamento. Ma per fare capire quali ricchezze si nascondano nei due
paradisi è bene ricordare la precisa caratura di queste gemme preziose.
Le Bocche. Inserita nel meraviglioso succedersi di isole tra la
Corsica e la Sardegna, poco più a nord di Spargi, Budelli è vasta grosso
modo un chilometro e mezzo quadrato. Nel mondo la conoscono un po’ tutti
per la fantastica Spiaggia rosa, così chiamata per l’arenile color
corallo. Un effetto dovuto all’elevata presenza dei residui di milioni di
microscopici invertebrati marini. Come briozoi e foraminiferi, in
particolare la Miniacina miniacea, di un rosa intensissimo. «L’intensità
cromatica dei colori dell’acqua e le forme dei graniti che cingono la cala
costituiscono uno spettacolo unico», si legge nel sito internet del parco
nazionale della Maddalena. E una volta tanto si può dire che nella
promozione nulla viene enfatizzato ad arte: per controllare basta andare
sul posto e vedere di persona. Il panorama è davvero stupendo. Tanto
stupendo da aver fatto a suo tempo innamorare il grande regista
Michelangelo Antonioni, che nel 1964 volle girare qui la scena cruciale di
uno dei suoi capolavori, «Il deserto rosso». Insomma, come proseguono gli
autori dello spazio riservato a Budelli sul web, «Budelli è un monumento
naturale da osservare in religioso silenzio».
Non da oggi, grazie a severissime norme di salvaguardia, sia la Spiaggia
rosa sia le altre baie della piccola area sono iperprotette. Grosso modo
lo stesso discorso, dopo l’istituzione dell’oasi naturale e le misure di
vigilanza varate a suo tempo da Comune e Regione, si puo fare per gli
altri 62 tra isolotti e isole dell’arcipelago. Un parco più grande di
quanto si sia in genere propensi a ritenere: 5.134 ettari. Ai quali si
devono aggiungere 15.046 ettari dello specchio d’acqua nelle Bocche di
Bonifacio. Un totale, quindi, tra terra e mare, di 20.180 ettari. Con uno
sviluppo costiero complessivo di 180 km.
Le società. Ma come nasce allora, in un contesto contrassegnato da
tanti strumenti di salvaguardia, la questione di una Budelli perennemente
in vendita? Ecco i fatti. Stagione dopo stagione, si assiste a un replay
che nel 2008 non dovrebbe tardare a ripetersi. Da non meglio precisati
ambienti finanziari svizzero-milanesi rimbalzano in Sardegna indiscrezioni
ghiotte. Accompagnati da certezze secondo le quali il chilometro e mezzo
quadrato dell’isola nell’arcipelago caro all’attore Gian Maria Volontè,
che qui volle venire sepolto, e allo sceneggiatore Franco Solinas, che
alla Maddalena era nato, si troverebbe al centro di una procedura di
cessione. A occuparsi dell’affare, da parecchi anni, l’avvocato elvetico
Vittorio Peer, amministratore unico della Nuova Gallura, la Srl che
possiede Budelli. Stavolta di certo c’è soltanto un aspetto poco
confortante per chi già da tempo sperava che l’isola della Spiaggia rosa
diventasse pubblica. La Regione nei mesi scorsi ha tastato il terreno per
un possibile acquisto (il governatore Soru, sotto questo profilo, si era
del resto impegnato a seguire la strada del negoziato con i proprietari
fin dal luglio 2007). Ma l’esito dei contatti non è stato favorevole. «La
cifra richiesta è decisamente troppo elevata», si limitano a far sapere
negli ambienti dell’assessorato all’Urbanistica. E nel frattempo nessun’altra
notizia positiva sarebbe arrivata neppure ai dirigenti del parco
nazionale. Che di recente hanno invece raggiunto un accordo con Comune
della Maddalena e Capitaneria per far scattare il numero chiuso sui
litorali inseriti nei circuiti turistici dell’arcipelago. Più in generale
e per il momento, resta così inalterata la proprietà privata dei beni. E
restano, rafforzati, i vincoli.
Cabras. Solo in parte più rassicuranti le notizie su Mal di
Ventre, l’altra perla del Mediterraneo proposta in acquisto al miglior
offerente. Dice Alessio Satta, direttore della Conservatoria delle coste:
«Mi risulta che siano state fatte valutazioni attente da parte della
Regione. Sono anche venuto a conoscenza di contatti tra l’amministrazione
e i padroni dell’isola. Non ne conosco però il risultato». Per quest’area
altrettanto protetta, negli ultimi tempi, si è in effetti parlato di una
somma oscillante tra i 700mila e il milione di euro. In questo caso, dal
1968, la proprietà fa capo a lord Rex Miller, un ingegnere minerario
inglese. Il nobile britannico vive sull’isola di Jersey, nel canale della
Manica. E qui è andato a trovarlo in diverse occasioni per parlare del
caso il sindaco di Cabras, Efisio Trincas. Il primo cittadino, che è anche
il segretario del Psd’Az, spiega però di non avere sue notizie da tempo.
«Così come non so più nulla di un’eventuale vendita alla Regione -
aggiunge - A suo tempo il presidente si era impegnato ad acquisirla
attraverso la Conservatoria e a farla gestire alla nostra comunità. Ma da
allora non ho avuto novità». Impossibile, almeno per ora, sapere qualcosa
di più dal diretto interessato. Rex Miller ha un indirizzo di posta
elettronica, ma finora non ha evidentemente potuto rispondere a chi gli
domandava conferme di sviluppi.
La Conservatoria. Nel frattempo è entrato nel vivo il lavoro
dell’ente predisposto dalla Regione per tutelare gli ecosistemi a rischio
in Sardegna. «Ufficialmente operiamo da poco più di tre mesi - dice ancora
Alessio Satta - Abbiamo un bilancio con uscite che sfiorano il milione e
mezzo. Con questo denaro stiamo adesso intervendo nelle situziaoni più
problematiche. In particolare l’acquisizione dei beni ex Ersat lungo i
litorali. Ma a breve vareremo un dettagliat programma biennale». È dunque
probabilmente in un contesto del genere che sarà con ogni probabilità
valutata una possibile stretta finale nel negoziato con il lord inglese.
D’altronde Mal di Ventre ha un valore incommensurabile sul piano
ambientale, storico, archeologico. Ottantuno ettari, pari a circa duecento
acri, è gravata da mille divieti. Con nessuna possibilità di edificare,
innanzitutto: l’isola ricade in un’oasi marina protetta, vigilata da un
ente presieduto dallo stesso sindaco di Cabras. Situata di fronte alla
penisola del Sinis, a poche miglia dalla terraferma, è tanto antica che le
sue rocce sono state al centro di periodiche campagne di studio geologico.
E nonostante vengano ciclicamente denunciate situazioni di degrado,
accompagnate di frequente dal deposito di cumuli di rifiuti da parte dei
visitatori, Mal di Ventre è ancora oggi paradiso naturale rifugio di
uccelli migratori e altre specie protette. Nel 1989, poi, nelle sue acque
cristalline esposte ai venti di maestrale e tramontana, a una profondità
di una trentina di metri, è venuta alla luce sotto la sabbia che per
secoli l’aveva ricoperta una nave oneraria della Roma repubblicana.
L’isoletta custodisce infine altre testimonianze e vestigia del passato
che riportano alle vicende dei primi abitatori della Sardegna. In fondo, a
ben vedere, un tesoro che potrà essere davvero salvato soltanto con il
passaggio al patrimonio pubblico.
PIER GIORGIO PINNA |