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MERCOLEDÌ, 06 AGOSTO 2008
G8: Alle aziende del Nord Sardegna poche
briciole

SASSARI. L’invito di Soru, dicono, li aveva convinti. Unirsi
sembrava essere l’unica via per diventare competitivi nell’oceano di
appalti per il G8. E provare a pescare qualche business a molti zeri.
Confindustria si era messa in moto per aggregare le imprese dei vari
settori ed era riuscita a centrare un doppio obiettivo: un’Ati per il
presente e un Consorzio per il futuro, costruito su misura per i cantieri
stradali. Missione fallita. Il Nord Sardegna, se vorrà, potrà gestire
opere per sei milioni di euro. Per gli industriali è una barzelletta, «una
presa in giro, uno schiaffo alla nostra dignità».
Il nemico non ha un’unica faccia, loro ce l’hanno un po’ con tutti.
Stefano Lobrano, presidente di Confindustria, ci va giù pesante. Prima se
la prende con la Regione e il governatore Soru: «È lui che ci ha invitato
ad unirci, a fare squadra. Ora è proprio lui che ci lascia soli». Poi si
scaglia contro i politici del territorio: «Nessuno ha mosso un dito. Tutti
alla finestra, zitti di fronte a quest’indecenza. Ora non ci vengano a
raccontare che il Nord Sardegna muore, perchè l’hanno ammazzato loro. E
non dicano che si muove a fatica, perchè sono loro ad averlo messo in
ginocchio». Nella classifica dei traditori, comunque un vincitore c’è: sul
trono siede Guido Bertolaso, il commissario straordinario che solo qualche
settimana fa parlava di «G8 sardo, dove si parla e si mangia sardo».
Confindustria dice che, al momento, alla Maddalena dall’8 all’11 luglio
prossimo di sardo ci sarà ben poco, di sicuro neanche l’ombra del
Sassarese e della Gallura. Il primo obiettivo, quello più importante
«perchè capace di fare da trampolino di lancio alla nostra economia», è
stato un flop.
Gli appalti edili, quelli per la riconversione delle strutture
maddalenine, sono finiti nelle mani di imprese della Penisola: sei
principali mandatarie che si spartiranno una torta da 250 milioni di euro.
E la quota del 20 per cento riservato alle aziende sarde è stata spalmata
quasi interamente nel Cagliaritano, «a imprese che non si sono riunite in
consorzi o associazioni temporanee - dice Andrea Piredda, presidente degli
edili -, ma che evidentemente avevano qualche santo in paradiso più di
noi». Risultato: all’Ati del Nord Sardegna rimangono lavori per sei
milioni di euro, da dividere in tre. La beffa: una delle imprese associate
è di Cagliari «perchè - spiega Lobrano - lo spirito di aggregazione ci ha
portato a non guardare i confini geografici ma a coinvolgere
professionisti seri di altri territori». Morale: le imprese del Nord
Sardegna ancora in ballo sono due ma hanno già annunciato che si
taglieranno fuori perchè, dicono, non hanno intenzione di raccattare le
briciole. «È stata messa in discussione la professionalità e l’esperienza
delle aziende che operano nel territorio - sottolinea Piredda -: ci siamo
candidati per gestire lavori da 70 milioni di euro, improvvisamente
scopriamo di non essere in grado di costruire neppure un albergo che ne
vale 10. E veniamo superati da concorrenti che, per titoli e fatturati,
sono di certo meno affidabili di noi. Infatti - aggiunge il presidente
degli edili -, dopo essersi aggiudicati i lavori, vengono a bussare per
cederli a noi in subappalto. Da sottopagati la fiducia ce la meritiamo, da
schiavi sì che siamo bravi». E con il vento brutto che tira, la seconda
batosta sembra scontata.
L’altro business del G8 maddalenino è la colata d’asfalto che dovrà
trasformare i percorsi di guerra in strade sicure. Il progetto dei
progetti è quello della Sassari-Olbia a quattro corsie. Secondo le
indiscrezioni, per il Nord Sardegna è in arrivo un’altra sonora
bocciatura. «Sinora le voci di corridoio si sono rivelate attendibili -
dice Marco Tarantola, direttore di Confindustria -, ecco perchè temiamo
che dicano la verità anche stavolta». Il rischio è che le aziende sarde
rimangano alla larga dalla mega opera, inserita per volontà del
governatore Soru nel pacchetto G8 (insieme al completamento della
Sassari-Alghero), e che da sola inghiottirà 600 milioni di euro. Per ora,
di sicuro, si sa che nel team di progettazione non ci sono sardi.
«Evidentemente - dice Piredda - oltre alle imprese non abbiamo neppure
professionisti affidabili». E poi c’è il capitolo della information
tecnology: il Consorzio è già pronto a fornire servizi di banda larga e
wireless, ma ha paura di essere stoppato sul nascere.
Di fronte alla possibile disfatta, Confindustria solleva la testa.
Stefano Lobrano annuncia da qui a luglio un martellamento mediatico
continuo. Le imprese, come già accaduto di recente quando c’era da
protestare contro l’immobilismo delle istituzioni, cammineranno fianco a
fianco. Padroni e lavoratori insieme, probabilmente già il prossimo mese
alla Maddalena. A manifestare contro le scelte di un vertice mondiale che,
sulla carta, avrebbe dovuto dare una botta di vita all’economia
agonizzante. La speranza è che, nel frattempo, «qualche rappresentante
politico abbia un sussulto d’orgoglio - dice Stefano Lobrano - e faccia
sentire la sua voce». Altrimenti, fischi e bandiere sono pronti a rovinare
la festa dei grandi della terra.
Silvia Sanna
CNA: Le imprese sarde chiedono aiuto
alle grandi coop emiliane
Tre strutture consortili tra le più importanti a livello nazionale. Che
facciano da capofila a una grossa aggregazione di imprese isolane per
partecipare alle gare di appalto per i lavori complessivi riguardanti il
G8 della Maddalena. Questa la carta, insieme ai lavori per il gasdotto,
che la Cna regionale mette sul tavolo per fermare la crisi del comparto
delle costruzioni. Che per il quarto anno di fila registra un andamento
negativo, seppur in ripresa rispetto ai terribili 2006 e 2007 (con cali
del 7,6 e 9%). Per il 2008 la flessione prevista è dell’1%, ma nel 2009 i
conti torneranno in zona verde (+2%) grazie (si spera) all’importante
traino del vertice dei grandi a La Maddalena, che da solo farà crescere il
settore delle opere infrastrutturali del 7%.
E proprio per non perdere l’occasione la Confederazione nazionale
dell’artigianato ha chiesto aiuto a tre strutture consortili: la Ceir e la
Ar.Co. Lavori di Ravenna e la Cme di Modena. Tre società consortili
cooperative che raggruppano oltre 600 imprese e operano a livello
nazionale e internazionale «E che - sottolinea il segretario regionale
della Cna Mario Putzu - possiedono tutti i requisiti tecnici ed economico
finanziari per realizzare i lavori complessivi per il G8». E dietro i tre
capofila continentali la Cna sta raggruppando una quarantina di aziende
che formeranno lo zoccolo duro su cui far ruotare i subappalti per le più
piccole. «In una prima fase verranno create due strutture imprenditoriali
che ruoteranno attorno al settore degli appalti pubblici, al global
service ed al lavoro tradizionale di edilizia ed artigianato - sottolinea
il segretario regionale Francesco Porcu - mentre in una seconda fase
stiamo pensando ad avviare un consorzio che presidi il mondo dell’energia
rinnovabile». A questo passaggio, come è stato ricordato, si aggiungono le
normative che prevedono una partecipazione specifica delle imprese sarde
nei lavori per la riqualificazione delle aree di LA Maddalena, «Ma -
osserva Porcu - attendiamo fiduciosi e chiediamo alla politica che venga
concesso alle nostre imprese di realizzare una parte dei lavori». I bandi
per il G8 saranno il primo banco di prova per questi consorzi che hanno
l’ambizione di poter partecipare anche alle gare di affidamento delle
opere nell’isola del metanodotto tra l’Algeria-Sardegna-Toscana.
(g.bua)
Silvia Sanna
Della sicurezza del vertice dei
grandi si occuperà il nuovo questore di Cagliari
La gestione della sicurezza in occasione del G8 alla Maddalena potrebbe
essere affidata alla questura di Cagliari. E’ un’idea che circola al
ministero e sulla quale si saprà di più in autunno. Lo ha detto ieri fra
le altre cose il nuovo questore di Cagliari, Salvatore Mulas (nella foto),
durante la conferenza stampa di presentazione. Mulas è ben conosciuto in
Sardegna. E’ nato a Macomer, è stato capo della Digos a Nuoro quando si
affacciavano i gruppi Barbagia Rossa e Mas (venne chiamato apposta per
l’esperienza che aveva maturato alla questura di Torino sul terrorismo).
Poi sempre a Nuoro ha diretto la squadra Mobile e ha concluso il lavoro in
Sardegna con la cattura di Matteo Boe a Porto Vecchio in Corsica. E’ stato
nominato questore a 45 anni e dopo la prima sede, Gorizia, è tornato a
Nuoro, da cui è ripartito per Novara. Dopo Nuoro, Mulas è stato a Palermo,
allora città traumatizzata dalla morte di Falcone e Borsellino, ha diretto
la squadra Mobile, ha catturato vari boss mafiosi. Per Cagliari ha
annunciato che darà impulso alla prevenzione.
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