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La Nuova Sardegna

MARTEDÌ, 09 DICEMBRE 2008

«No al Parco»: nell’isola vince l’astensionismo

Sono andate al voto in tutto 1009 persone nella consultazione referendaria di domenica scorsa, ossia il 10,55% degli aventi diritto. Un numero di gran lunga inferiore al 10% della popolazione complessiva della Maddalena. «Il fallimento dell’iniziativa antiparco». Così, in un documento, hanno definito questo risultato i vertici dell’Ente.
 Non sono bastati, quindi, neppure i sette giorni pieni della settimana per convincere, non tutti gli elettori, ma almeno quei 2500 che avevano sottoscritto la richiesta per la consultazione. Una possibilità unica. Ci sono infatti voluti circa dieci anni prima che si arrivasse alla richiesta di una consultazione.
 Da una parte i “parchisti” puntano il dito contro il fatto che si siano spesi soldi inutilmente. Per gli antiparco non è invece così. Franceschino Bardanzellu, dell’opposizione in consiglio comunale, che ha sempre ribadito l’inutilità del parco, parla di vittoria, anche se ha da ridire contro chi non ha avuto una coscienza democratica. «Abbiamo sempre detto che i maddalenini dovevano esprimersi in forma democratica, perchè chiunque andasse ad amministrare potesse conoscere la loro decisione. È prevalsa invece l’ignavia degli isolani. Però la consultazione dice che il 92% è per il no e a questo io mi attengo. In quest’isola c’è chi ha uno scarso senso di democrazia e non va ad esprimere il proprio parere per questioni molto importanti che li riguarda direttamente». Bardanzellu si scaglia poi contro i due partiti, Forza Italia e il Partito Democratico che, a suo dire, hanno permesso il grosso assenteismo.
 Il presidente del comitato per il referendum consultivo, Francesco Vittiello, ha affermato, invece, «che si tratta di una grande vittoria, se si considera che la quasi totalità della gente che ha espresso il proprio parere ha detto ‘no’ a questo tipo di Parco».
 Il dato più significativo, in ogni caso, resta quello dell’assenteismo, pari all’89,45 per cento. «Questo significa - come si legge nel documento diffuso dall’Ente parco - che la maggioranza dei votanti ha condiviso le posizioni del presidente del parco che ha da sempre illustrato le motivazioni per cui la consultazione non poteva essere considerata uno strumento atto a superare le problematiche del territorio, ma solo una perdita di tempo e di denaro». E, ancora, aggiunge: «la constatazione del fallimento di questa consultazione non può che portare l’amministrazione comunale a rivedere la propria posizione. Gli amministratori hanno l’obbligo morale di convocare la comunità del parco, nominando i membri vacanti del Consiglio direttivo e iniziando un percorso di collaborazione che dovrà durare anche nel futuro».
 

Il commento del presidente Giuseppe Bonanno

«La gestione può migliorare ma occorre collaborazione»

E sull’esito della consultazione referendaria, il cui dato più significativo è senza dubbio quello che riguarda l’analisi dell’affluenza, interviene anche il presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Bonanno. «La mia unica preoccupazione - ha esordito Bonanno - è sempre stata quella di indirizzare un messaggio ai maddalenini, e cioè che l’ente Parco ha già avviato una forte autocritica e che molte cose devono e possono essere migliorate. Ma questo può avvenire solo in un clima di collaborazione fra le istituzioni». L’ente parco ha diffuso un documento nel quale è stata fatta una precisa considerazione: «l’unico risultato concreto che il movimento antiparco ha prodotto è stato che ben oltre la metà delle persone che avrebbero apposto la loro firma per chiedere di svolgere il “referendum”, non si è presentato a votare. Questa è la dimostrazione della totale disaffezione di queste persone rispetto al tema della consultazione e alla modalità con cui è stata portata avanti la campagna referndaria». E, dopo il risultato di domenica, il presidente Bonanno aggiunge: «chiedo a Comune, Provincia e Regione di interrompere qualsiasi velleità e di entrare attivamente nella gestione dell’ente parco, come spetta loro per legge, e di istituire il coordinamento territoriale per l’ambiente, dando perciò al Parco gli strumenti per la vigilanza del territorio. La gente è stanca di chiacchiere, si passi ora alle azioni concrete».
 Quindi il ringraziamento ai maddalenini: «Hanno capito l’inutilità di questa consultazione. Nei loro confronti non posso che rinnovare il mio impegno a migliorare un’istituzione che deve essere al servizio del nostro bellissimo territorio e di chi lo abita».
 

Andrea Nieddu

 

 

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