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"La Nuova Sardegna"

 

DOMENICA, 26 APRILE 2009

La Maddalena, luglio a bocca asciutta per gli hotel

Il sindaco: Berlusconi ricordi che i soldi per le opere sono fondi Fas e quindi solo della Regione

LA MADDALENA. Orfana del G8, in lista di attesa per ospitare il summit sull’ambiente. L’isola si risveglia ancora una volta nell’incertezza, travolta dalla rabbia e dalla paura per il futuro. Il sindaco Angelo Comiti, che ha visto nascere e crescere la creatura del G8 per poi farsela strappare a due mesi dall’evento, non si accontenta delle promesse e degli impegni della Regione e del Governo. Per ricostruire il futuro turistico della sua città, messo in crisi dalla decisione del premier Berlusconi, il primo cittadino non ha bisogno di semplici rassicurazioni e pacche sulle spalle.
 «Le parole di Berlusconi non bastano - dice furioso Comiti -. Questo è uno scippo, per La Maddalena e la Sardegna, private di una vetrina mediatica che senza il G8 costerebbe migliaia di euro. Ma anche un danno economico. Capisco la tragedia del terremoto e sono vicino agli abruzzesi. Ma all’Abruzzo serve tutto tranne che un G8. Ha bisogno di miliardi per la ricostruzione, della solidarietà. Organizzare un G8 è un meccanismo complesso. C’è una città, La Maddalena, che un terremoto lo ha già subito. Un fulmine a ciel sereno che ha sconvolto una economia che si reggeva in buona parte sulla difesa. Il G8 doveva essere un risarcimento, per 30 anni di servitù militari, per accordi bilaterali segreti, per i tanti errori dai governi. Non si può con un colpo di teatro trasferire il summit come se fosse una festicciola, lasciando un territorio disorientato». Comiti ricorda gli impegni che il governo, la Regione e il commissario Guido Bertolaso avevano preso. «Impegni che devono essere mantenuti fino all’ultimo - punta i piedi il sindaco -. Le opere collaterali al G8, la riqualificazione del waterfront e del centro storico, devono essere portare a termine e in regime di straordinarietà. Non possiamo permetterci che finiscano nel dimenticatoio. Serve subito un incontro con il Governo e la Regione. Dobbiamo poi sapere come funzioneranno le strutture alberghiere. Temo che il trasloco del G8 possa indurre il gruppo che ha vinto la gestione dell’ex arsenale ad andare via». Comiti prova ad arruolare in questa battaglia la Regione. «La giunta regionale è il partner istituzionale che ci può permettere di avere risposte - aggiunge il sindaco -. Fino a oggi l’atteggiamento della Regione mi è sembrato troppo accondiscendente. Quando poi sento Berlusconi che parla del completamento delle opere come una regalia vorrei ricordargli di chi sono i soldi. Sono fondi Fas, soldi della Regione, di tutti i sardi». Il trasferimento del G8 ha messo sotto sopra l’isola che nell’ultimo anno e mezzo aveva investito sul futuro da star mediatica mondiale. Negli hotel isolani il piano delle prenotazioni ha una voragine proprio a luglio. «In una riunione del 4 marzo Bertolaso ci aveva imposto di lasciare le stanze libere dal 1 al 15 luglio - racconta Maddalena Rosi, direttrice del 4 stelle Excelsior -. In alcuni casi anche dal 12 giugno. Abbiamo quindi rifiutato le prenotazioni. Ora abbiamo un buco enorme. Per non parlare del personale assunto in versione estiva già da maggio. Fino a giugno dovevamo ospitare le delegazioni. Un colpo basso. Ma a testa alta andiamo avanti». L’incertezza di albergatori e ristoratori sfuma appena si supera il braccio di mare tra l’isola e Palau. «Viviamo il trasloco del G8 da un lato con un senso di liberazione - dice Robertino Fresi, ristoratore e presidente degli operatori turistici di Palau -. Fino a oggi abbiamo vissuto nell’incertezza e nel timore dei contestatori del G8. Gli hotel opzionati non avevano firmato i contratti. Perdiamo una vetrina mediatica di livello. Ma ci prepariamo a vivere una stagione turistica tradizionale». Stessi sentimenti nella zona di Arzcahena. «Il trasferimento ci leva una grossa preoccupazione, quella legata alla sicurezza - dice Chicco Depperu, proprietario del residence Capriccioli e presidente del consorzio operatori turistici -. Fino a oggi l’impegno della struttura di missione erano stati solo virtuali. Non erano stati firmati ancora i contratti. Potremo organizzare la stagione turistica tradizionale, un po’ in ritardo, ma con serenità». Gli fa eco Tore Pileri, dell’hotel del porto, a Cannigione. «Credo che da questo trasloco ci abbiamo guadagnato un po’ tutti - commenta -. Non abbiamo più l’incubo dei black block. Se poi ci sarà la compensazione del G8 ambiente sarà ancora meglio». Al vertice verde guardano con fiducia anche il presidente del parco, Giuseppe Bonanno e il numeo uno di Unioncamere Sardegna, Gavino Sini.
 

Cappellacci: «L’isola al centro degli impegni del governo»

PORTO CERVO. Diplomazia e ottimismo. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, mostra il suo volto rassicurante di fronte al trasloco del G8 all’Aquila. Il governatore non nega lo spot mondiale che il summit internazionale di luglio avrebbe regalato all’isola della Maddalena e alla Sardegna. Preferisce però archiviare il pensiero del trasferimento e dirottare le energie sul vertice sull’ambiente di settembre.
 «Il G8 rappresentava una opportunità straordinaria per La Maddalena, per attivare un processo di sviluppo che poteva avere una grande visibilità - ha detto a Porto Cervo, ospite della manifestazione Wine festival -. Credo che questo risultato non venga meno. C’è infatti l’impegno del governo a completare tutte le opere infrastrutturali in corso. Perdiamo un momento di grande visibilità mediatica, quei tre giorni del summit di luglio. Dall’altro lato conquistiamo un G8 sull’ambiente che si terrà a settembre e il riconoscimento definitivo della Maddalena come sede deputata a ospitare congressi nazionali e internazionali».
 Nell’agenda del presidente, per la prossima settimana, c’è già fissato un incontro con il ministro degli Esteri. «Ci sono diversi appuntamenti che La Maddalena potrebbe ospitare - ha precisato -. Con Franco Frattini dobbiamo fare l’inventario di quegli eventi possibili per immaginare un avvio di questo percorso consono al luogo, alla Gallura e in particolare agli investimenti che sono stati realizzati alla Maddalena».
 Venerdì Cappellacci era volato a Roma per un faccia a faccia con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un incontro utile per capire il nuovo futuro pensato per l’isola della Maddalena, orfana del G8, dei militari a stelle e strisce, dell’arsenale. «Nella riunione di Roma ho avuto rassicurazioni sul completamento di tutte le opere - ha dichiarato Cappellacci -. Ma anche per la Sassari-Olbia a quattro corsie. Questo impegno, che era stato già manifestato dal governo, viene confermato oggi. Dalla prossima settimana ci potremo sedere intorno a un tavolo per parlarne».
 Il presidente ripercorre poi gli ultimi due giorni, vissuti come dentro un frullatore di emozioni, orgoglio, preoccupazione, solidarietà, e culminati nel vertice con il premier. «Sono andato a Roma portando con me il sentimento che credo riassuma lo spirito di ogni sardo - ha raccontato -. Quello cioè di poter essere orgoglioso di fare la nostra parte per alleviare il dolore di chi ha vissuto la tragedia del terremoto in Abruzzo. Di fronte a una situazione di questo tipo l’azione di governo non può che essere orientata al bene comune e alle priorità. I campanili vengono meno. Subito dopo, il mio pensiero è andato all’isola della Maddalena, a un territorio di talenti e di eccellenze, che nonostante le grosse potenzialità porta le ferite di una crisi congiunturale e di problemi antichi. Il G8 doveva essere una possibilità di riscatto, un grimaldello per aprire un percorso. In termini di prospettiva questa possibilità non è venuta meno». Cappellacci non crede che il futuro da perla del turismo a cinque stelle pensato per La Maddalena verrà oscurato dal trasferimento del G8.
 «Non sono tre giorni che possono fare la differenza - ha precisato -. Certo si tratta di tre giorni importanti per la promozione e la visibilità. Ciò che però è importante è il dopo. Ed è sul dopo che possiamo ragionare partendo dai lavori e dalle strutture che alla Maddalena sono state realizzate in questo anno e che verranno portate a termine».
 Nell’agenda di Ugo Cappellacci per la prossima settimana ci sarà anche l’incontro a Cagliari con il presidente della Regione Abruzzo. «Andrò in Sardegna per ringraziare personalmente il presidente Cappellacci - ha dichiarato Gianni Chiodi -. La riunione l’ho concordata con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi».

Serena Lullia

«Incalcolabile il danno all’immagine»

OLBIA. Pierfranco Zanchetta attacca frontalmente. L’assessore alla protezione civile della provincia di Olbia-Tempio, maddalenino, mette Ugo Cappellacci sul banco degli imputati. «Ci hanno sfilato il G8 da sotto il naso - dice l’esponente del Pd - una opportunità irripetibile di sviluppo. E tutto con la complicità del presidente della Regione. Da quando è stato eletto non è mai venuto alla Maddalena, non si è mai occupato della questione. Ignorando qualsiasi cosa sulla riconversione, ignorando il bando di affidamento delle opere e la richiesta di spazio che arrivava dagli imprenditori sardi».
 Il sentimento è di amarezza profonda. «La Maddalena è incredula, costernata e disperata. Non si può lasciare abbandonata una reltà che ha bisogno di sostegno. Ora la Regione deve impegnarsi, al fianco di Provincia e Comune della Maddalena per il completamento delle opere. Lavoro da terminare alla svelta, non vorrei che si passasse alla dismissione, all’abbandono, alla grande incompiuta».
 Zanchetta non risparmia Berlusconi e Bertolaso. «Al premier non è mai importato della Maddalena, mentre il sottosegretario ha approfittato del terremoto per lasciare l’isola alla chetichella».
 L’addio al G8 significa, per Zanchetta dover rinunciare a «uno strumento formidabile di pubblicità. Il danno all’immagine è grossissimo. Spero che La Maddalena e la Sardegna vengano risarcite. Ma ho i miei dubbi, visto che sinora ci sono state solo promesse. Non ci fidiamo dei vertici a Forte Village fra Berlusconi, Cappellacci e la Marcegaglia. Vengano alla Maddalena, ci facciano sapere quali sono le loro reali intenzioni per ripagare l’isola dopo questa nuova incredibile beffa».
 Zanchetta ha partecipato nei giorni scorsi all’Aquila al vertice fra le province di tutta Italia che stanno organizzando progetti di sostegno alle zone terremotate. «L’aiuto verso queste popolazioni sfortunate - dice ancora l’assessore provinciale - non si discute, ci mancherebbe». La provincia gallurese darà il suo contributo anche con l’invio di volontari. Il primo gruppo si è imbarcato ieri dall’Isola bianca. Ne facevano parte 16 persone di cinque diverse associazioni galluresi (Gaia Olbia, Agosto 89 Arzachena, Avpc Palau, Avpc La Maddalena e Insieme a te Luogosanto). Opereranno per 10 giorni a Camarda, frazione dell’Aquila distrutta dal sisma. Poi altri volontari galluresi prenderanno il loro posto.

 

 

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