|
MERCOLEDÌ, 29 APRILE 2009
Lo scippo del G8 è cominciato
cinque mesi fa

LA MADDALENA. Che a Silvio Berlusconi il G8 alla Maddalena non
piacesse proprio è ormai un’evidenza politica. Forse al Cavaliere
non è mai andato giù che di quell’evento planetario non fosse il
protagonista assoluto, ma “solo” il regista e uno degli attori sul
palcoscenico. La sceneggiatura, infatti, era stata già scritta da
altri: da Romano Prodi e dall’ex governatore della Sardegna Renato
Soru. La conferma di questa insofferenza verso la Maddalena è
arrivata dalle cicliche esternazioni del presidente del Consiglio.
Nei mesi scorsi Berlusconi non è infatti riuscito a nascondere
il suo desiderio di trasferire il vertice dei Grandi altrove. A
Napoli o a Cernobbio. Segnali che non potevano passare inosservati
nel mondo della politica dove, come si sa, nulla accade per caso, ma
tutto ha una ragione e uno scopo. Ecco perché, andando a scavare
nelle carte parlamentari, si possono trovare alcuni segnali che oggi
possono essere facilmente interpretati come i primi passi di uno
sganciamento del G8 dalla Maddalena.
Come leggere, infatti, l’operazione di “scarnificazione”
finanziaria consumatasi alla fine dello scorso anno, con lo “scippo”
dei 522 milioni di euro che erano stati accantonati dai fondi Fas
per le opere collaterali al G8?
Nel novembre 2008, intuendo che si stava silenziosamente consumando
un’operazione che avrebbe tolto l’ossigeno all’organizzazione del G8
alla Maddalena e alla realizzazione di importanti opere
infrastrutturali nel nord Sardegna (come la Sassari-Olbia), alcuni
parlamentari sardi cercarono di intervenire.
A Montecitorio, il democratico Giulio Calvisi e un gruppo di
deputati sardi (insieme a decine di colleghi dell’opposizione, per
dire la verità) presentò un’interpellanza urgente.
«Il governo - disse Calvisi - non ha ancora sganciato un euro per
l’organizzazione del summit di luglio, che è evento di interesse
internazionale e quindi non può ricadere interamente sulle casse
dell’isola. Allora, dove sono i soldi promessi ad agosto, con una
ordinanza del Consiglio dei ministri, visto che nel decreto legge di
fine ottobre non se ne trova traccia?».
Tra le garanzie chieste da Calvisi al governo, c’era anche quella
del completamento della strada Sassari-Olbia, opera inserita fra le
infrastrutture urgenti per il G8 e quindi soggetta a una procedura
accelerata. Il parlamentare del Pd, in quell’occasione, espresse
esplicitamente il dubbio che i ritardi nei lavori potessero essere
l’occasione, dopo qualche mese, «per dirottare il vertice in altra
sede».
Il 20 novembre, i senatori del Pd Francesco Sanna, Giampiero Scanu
e Antonello Cabras cercarono invece di bloccare la temuta emorragia
dei finanziamenti, presentando un emendamento al decreto legge
numero 162.
«C’è un accordo tra il Governo e la Regione Sardegna - disse il 19
novembre Sanna in fase di discussione - per cui le opere che
servono, un terzo, vengono finanziate, è vero, dai fondi Fas, ma
quelli interregionali, perché questa è una questione che riguarda la
politica di tutto il Paese. E’ quanto è stato scritto dall’onorevole
Silvio Berlusconi nell’ordinanza di protezione civile del 31 agosto.
Poi, il 23 ottobre, Berlusconi ha smentito se stesso, togliendo i
fondi del Fas interregionale e ha utilizzato di nuovo i Fas
prelevati, tutti e solo, da quelli a disposizione della Regione
Sardegna. Dimenticandosi che questo G8, che avrà un impatto enorme
su tutto il Nord della Sardegna in un tempo di concentrazione
turistica, prevedeva anche la realizzazione di un’importante arteria
viaria che così, improvvisamente, sparisce».
Il venti novembre venne presentato l’emendamento, con il quale si
chiedeva di reinserire i 522 milioni di euro nel decreto legge che
avrebbe poi dovuto diventare legge ai primi di dicembre. Non basta,
con questo emendamento i senatori democratici tentarono di integrare
i fondi dei Fas interregionali, portando la quota di finanziamento
da 96 milioni di euro a 111. L’emendamento cercava di correggere
l’anomala ripartizione dei fondi (tutti presi dai Fas per la
Sardegna), ma, nella sostanza, tentava soprattutto di inserire le
risorse nel decreto per “blindarle”.
In quell’occasione, l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu diede
un assist a Sanna e Scanu. «Ci troviamo di fronte a una scelta -
disse Pisanu - di politica estera, e soprattutto di sicurezza, in
virtù della quale la Maddalena viene scelta come sede del G8 per
l’anno venturo. E’ davvero singolare che i costi di un evento di
politica estera, determinato da ragioni di sicurezza, vengano posti
a carico della Regione che ospita il G8. Questo vale per il caso in
questione e, ovviamente, deve valere per tutti i casi. Quindi,
chiederei veramente ai colleghi di considerare con un minimo di
distacco e di serenità questo dato di fatto».
Era un modo per aprire la strada a una soluzione bipartisan e
superare così lo steccato degli schieramenti. Ma il relatore, Angelo
Maria Cicolani, dichiarò la propria contrarietà all’emendamento
presentato da Sanna, Scanu e Cabras. Così, in quel momento,
centinaia di milioni di euro vennero svincolati dal G8 ed entrarono
nella cassa del “bancomat” dei fondi Fas, alla quale il ministro
dell’Economia Giulio Tremonti ricorre sempre più spesso per
affrontare le spese più svariate.
Scanu ottenne in extremis che si votasse almeno un ordine del
giorno, che passò quasi all’unanimità. Un voto che salvò le
coscienze dei parlamentari dell’opposizione, ma i soldi erano ormai
sganciati dal G8 e per il G8 alla Maddalena era l’inizio della fine.
«Avevo visto giusto - dice oggi Sanna -. Fissare quei fondi in
legge era l’unico modo per non farli scippare alla Sardegna e alla
Maddalena».
PIERO MANNIRONI
A La Maddalena Danni per 350
milioni di euro

LA MADDALENA. Comune e Provincia uniscono le forze per infondere
coraggio alla comunità isolana, ferita per il trasloco del G8.
L’assemblea congiunta rivendica fondi e opere e prepara la lista
milionaria dei danni.
«Questo territorio avrà una perdita in termini di immagine pari
a 350 milioni di euro - attacca il sindaco Angelo Comiti -.
Improvvisamente La Maddalena si è ritrovata senza un evento su cui
lavorava da due anni, dopo che centinaia di persone si sono
prodigate perchè tutto funzionasse alla perfezione. Parlo di operai,
imprenditori, commercianti, amministratori di tutta la Gallura,
uomini del ministero e dell’intelligence. In questo anno abbiamo
ricevuto le delegazioni di tutto il mondo. Alcune ci hanno anche
inviato le bandiere ufficiali. Parliamo di un furto, di una isola
scippata di una parte del suo futuro e di una intera regione presa
in giro. Non mi accontento delle promesse e delle rassicurazioni
verbali. Non mi fido di chi dice, si farà. La conferenza di servizi
sul waterfront e il centro storico è stata rinviata. A data da
destinarsi. Tutto ciò mi induce a non fidarmi. Serve un incontro
immediato tra Comune, Provincia, Regione e Governo». Comiti ha il
fuoco dentro mentre parla ai consiglieri comunali e provinciali,
albergatori, commercianti, cittadini, arrivati in centinaia nella
sala dell’hotel Le Nereidi.
Il sindaco non vuole rassegnarsi all’idea di aver perso il
trampolino verso un futuro turistico a 5 stelle. «Non considero
ancora chiusa la partita - aggiunge -. Almeno fino a quando non ci
sarà un decreto. E comunque, dal momento che il governo ha sempre
parlato di sede alternativa del G8, che si pensi alla Maddalena e si
completino i lavori entro il 30 giugno». Intanto si comincia a fare
anche il calcolo dei danni. Il parlamentare del partito democratico,
Giulio Calvisi, ipotizza una perdita per l’isola di 2 miliardi e
mezzo di euro in dieci anni. «In questi giorni non è emerso con
sufficiente forza la perdita disastrosa di risorse per questo
territorio - sottolinea -. Forse sarebbe servito un po’ più di nerbo
da parte della Regione». Intervento a muso duro quello
dell’assessore provinciale Pierfranco Zanchetta. «Invito il
presidente Cappellacci a venire qui alla Maddalena a confrontarsi
con noi - attacca -. C’è stato troppo silenzio, troppa debolezza
della Regione nel ricevere questa notizia. La Regione deve governare
questo processo, non subirlo». Cappellacci era stato invitato a
partecipare al consiglio straordinario. Con un documento ha
giustificato la sua assenza con la concomitanza della riunione con
il consiglio regionale. La lettura della sua nota fa scattare i
fischi dalla platea. Tocca al sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli,
portare una dose di concretezza nell’assemblea. «Mi preoccupano gli
aspetti pratici di questo trasferimento - dice -. Mi interessa
tutelare gli imprenditori, gli operatori e i commercianti che hanno
fatto investimenti e ora si trovano in una situazione di incertezza.
Dobbiamo fare la lista non dei sogni, ma delle spese, elencando nel
dettaglio i danni per chiedere un risarcimento allo Stato. Già dalla
prossima settimana dovremo costituire un comitato che lavori su
questo punto. E se il presidente Cappellacci non verrà alla
Maddalena saremo noi ad andare a Cagliari». Condivide la marcia su
Cagliari anche il consigliere provinciale Giuseppe Fasolino, a patto
che tutti i consiglieri del centro destra, provinciali e regionali,
ma anche sindaci e parlamentari si autosospendano dal Pdl in segno
di protesta. «Cappellacci è entrato da pochi mesi in Regione -
ironizza -. Nel frattempo il nord Sardegna ha perso la quattro
corsie Olbia-Sassari e il G8. Non vorrei che fosse una abitudine».
Ribadisce con fermezza l’impegno per costringere il governo a
garantire fondi e opere il vice presidente della Provincia, Antonio
Satta. «I fondi con cui devono essere realizzate le opere nell’isola
e in Gallura sono fondi nostri - conclude -, appartengono ai sardi e
ce li devono restituire. Il nord Sardegna ha bisogno di tutte le
opere infrastrutturali previste per il G8 e La Maddalena, che vive
una situazione di sofferenza, deve poter continuare nel percorso di
riconversione della sua economia. Serve una mobilitazione unitaria,
a oltranza, di tutta la Gallura perchè le opere vengano realizzate e
nei tempi previsti».
Serena Lullia
L’ex
governatore: «È una fregatura»

CAGLIARI. «E’ una fregatura». A una settimana dallo scippo del G8
Renato Soru ha scelto l’aula del Consiglio regionale per sferrare un
duro attacco a Silvio Berlusconi e a Ugo Cappellacci. Lo ha fatto
durante la discussione generale sulla Finanziaria 2009 perché la
giunta e la maggioranza di centrodestra si sono rifiutate di
affrontare il caso G8 in un’apposita seduta straordinaria. Nella
passata legislatura, da governatore Renato Soru e l’allora premier
Romano Prodi assieme al ministro della Difesa Arturo Parisi avevano
scelto La Maddalena come sede del summit dei grandi della terra per
poter avviare con forza la riconversione economica dell’arcipelago
appena liberato dalla base americana per sommergibili nucleari.
Nell’aula del Consiglio regionale, proprio nel giorno delle
celebrazioni per Sa Die, la tensione politica è cresciuta proprio
sul trasferimento del G8 a L’Aquila. A porre l’argomento è stata
l’opposizione con Adriano Salis (Idv), che ha formalmente chiesto
che Cappellacci spiegasse all’assemblea i motivi del cambiamento di
sede e riferisse quali iniziative intende prendere la Regione. Ma la
conferenza dei capigruppo non ha accolto la richiesta. Giunta e
maggioranza hanno detto che, prima deel dibattito, è necessario
approfondire il confronto con il governo nazionale sulla
prosecuzione dei lavori a La Maddalena e sulla realizzazione delle
infrastrutture, come la strada Sassari-Olbia. Il «no» ha fatto
mutare il clima politico in aula: l’oppsizione, che in commissione
Bilancio si era astenuta, è immediatamente passata all’attacco con
toni molto accesi.
Il clou della giornata è arrivato proprio all’ultimo intervento,
quello di Renato Soru. L’ex presidente ha parlato un quarto d’ora
per demolire la Finanziaria 2009 della giunta di centrodestra e
cinque minuti per il duro attacco a Berlusconi e Cappellacci sul G8.
Soru ha iniziato in modo deciso ricordando che lo Statuto della
Sardegna obbliga il consiglio dei ministri ad ascoltare il
presidente della Regione ogni qual volta ci sono decisioni da
prendere che riguardano direttamente la Sardegna. «Noi - ha
rimarcato - più volte ci siamo fatti sentire». Stavolta, invece, sul
caso di La Maddalena e sui 160 milioni che erano destinati a La
Maddalena nell’ambito del G8 il presidente della Regione «è stato
informato dalla televisione». Nel merito della questione G8, Soru ha
detto che «c’è un punto che stiamo trascurando». E ha proseguito:
«Come ormai per qualsiasi avvenimento in Italia, compresa la visita
del Papa, abbiamo dato alla Protezione civile la gestione delle
nostre risorse finanziarie e di un nostro luogo che avevamo appena
riconquistato liberandolo dalle servitù militari». Il tutto
«all’interno di un patto con lo Stato». Ha proseguito: «A Bertolaso
abbiamo detto: spende e fai come vuoi, purché ci porti a casa
qualcosa che resti. Ma ora quel patto si è rotto e del G8 che
avevamo pensato rimane solo una fregatura». Di cui - ha insistito
Soru per rimarcare la prevaricazione di Berlusconi «siamo stati
informati dalla televisione, compreso il presidente della Regione
che, poi, ha avuto qualche dettaglio in più nella casa privata del
premier».
|