La manifestazione ha raccolto adesioni
tra tutti i partiti Sollecitati impegni perché le opere programmate
siano realizzate Il sindaco Comiti: nessuna contesa con l’Abruzzo,
presto sarò lì
LA MADDALENA. La comunità isolana scende in piazza a due
settimane dal trasferimento del summit mondiale all’Aquila, sfila
sul lungomare, urla ancora la rabbia e la paura per il futuro. Circa
600 i cittadini che hanno risposto all’appello lanciato dal sindaco
Angelo Comiti. Anche il cuore produttivo dell’isola smette di
battere per alcune ore. I commercianti del centro storico scelgono
la serrata come gesto di adesione alla manifestazione sul G8. Per
due ore le vetrine restano spente, le saracinesche sigillate. Da
Cagliari la carovana della solidarietà arriva dimezzata e senza il
governatore Ugo Cappellacci. Molti i consiglieri regionali del
centro sinistra, assente l’ex presidente Renato Soru. Poche le
presenze del centro destra, regionale e provinciale. La lista degli invitati illustri che snobbano il corteo è molto
lunga. Da Cagliari, da Olbia, dalla Gallura. Tanti anche gli assenti
con la fascia tricolore. L’abbraccio dei primi cittadini galluresi
all’isola ferita dal trasloco del G8 è affidato al sindaco di Palau,
Piero Cuccu, al vice Luca Fresu e al vice sindaco di Santa Teresa,
Nello Mura.
«Ringrazio i miei concittadini che sono scesi in piazza e tutti i
consiglieri regionali che ci hanno raggiunto da Cagliari - dice il
sindaco Comiti -. Abbiamo organizzato questa mobilitazione oggi per
essere certi di non sovrapporci al consiglio regionale. Gli assenti
di oggi non hanno giustificazioni. Mancano anche quegli esponenti
del centro destra che questa isola ha contribuito a eleggere. Chi ha
preso tanti suffragi alla Maddalena non può dimenticare le
responsabilità che ha verso questo territorio». Il pubblico
applaude.
Davanti al palco allestito in piazza Umberto I sfilano i
rappresentanti della politica a tutti i livelli. Spicca la
coraggiosa triade del centro destra regionale, Gian Franco
Bardanzellu, Franco Cuccureddu, Renato Lai. Più lungo è invece
l’elenco dei rappresentanti del centro sinistra, Gian Valerio Sanna,
Francesca Barracciu, Pier Luigi Caria, Luigi Cogodi, Carlo Secchi,
Adriano Salis, Giannetto Mariani. Dalla Provincia è arrivato il vice
presidente Antonio Satta con una parte della giunta.
«Ribadiamo la nostra solidarietà convinta e sincera all’Abruzzo -
ha precisato Comiti -. Nei prossimi giorni sarò all’Aquila per
manifestare personalmente al sindaco la vicinanza della Maddalena al
popolo abruzzese. Ma non possiamo non pensare al futuro della nostra
isola, chiedere a gran voce che le opere dell’ex ospedale e dell’ex
arsenale vengano completate, mantenendo il regime della
straordinarietà. Chiediamo inoltre che tutti gli interventi
collaterali, il waterfront, il porto turistico e la Olbia-Sassari
vengano ultimate. Questa manifestazione è solo una delle prime
iniziative che metteremo in piedi. Siamo pronti a fare azioni sempre
più eclatanti, anche a prendere come punto di riferimento i simboli
dello Stato».
Per più di un’ora cittadini e commercianti restano a bollire sotto
il sole. Ci si conta sotto il palco. Il successo o il flop della
mobilitazione è una libera interpretazione dei presenti. Gli
ottimisti parlano di un successo, quasi un record per una comunità
da sempre poco dinamica. I pessimisti si affidano alla freddezza dei
numeri per calcolare che solo l’1 per cento dei residenti è sceso in
piazza. Chi è presente vive intensamente la manifestazione, sventola
striscioni. Non viene issata nessuna bandiera dei partiti.
Gli slogan sono comunque dedicati alla Regione e al governo.
“Cappellacci fai valere i nostri diritti” recita un cartello. A
reggerlo è un giovane isolano che indossa una maglietta con la
scritta “Ugo Cappellacci non è il mio presidente”. Qualcuno chiede
al governo “Più certezze e meno precariato” e “G8 no, impegni sì”.
«Servono garanzie perché le opere inizialmente previste per il
vertice, anche quelle non ancora cominciate, vengano realizzate
interamente», commenta Gian Luca Lioni, isolano, responsabile
nazionale Terzo settore del Partito democratico.
A suo agio nonostante gli attacchi al presidente Cappellacci il
consigliere regionale del pdl, Gian Franco Bardanzellu. «Sono qui
per dare la mia solidarietà alla comunità maddalenina - commenta -.
Era doveroso partecipare a questa mobilitazione. Penso però che ora
sia necessario guardare al domani, avere certezze sul completamento
delle opere e ragionare sulla gestione delle strutture alberghiere.
Credo che Comune, Provincia e Regione dovrebbero creare un comitato
per gestire gli hotel di lusso». Solo verso le 12,30 il corteo si
schioda dalla piazza, sfila sul lungomare fino a Cala Gavetta.
Alcune centinaia di manifestanti seguono la rotta dei cantieri.
I militari del battaglione San Marco che vigilano sugli alberghi in
costruzione impediscono l’ingresso all’intero gruppo, pronti a
concedere il pass solo a una delegazione. Il semaforo verde scatta
invece per il sindaco, i consiglieri regionali e provinciali. Verso
le 14 la manifestazione finisce in archivio.
Serena Lullia
Gli albergatori cercano
alternative
LA MADDALENA. L’isola che sognava un futuro da star del
turismo di lusso vive l’incubo di avere gli hotel vuoti in piena
estate. Il trasloco del G8 ha fatto sparire come per magia le
prenotazioni per delegazioni, forze dell’ordine, membri della
struttura di missione. In un attimo le liste delle prenotazioni sono
diventate super spaziose. Caselle vuote che fanno paura. Il
commissario del G8, Guido Bertolaso, nel mese di marzo aveva imposto
agli albergatori di lasciare libere le stanze. In caso contrario le
strutture sarebbero state requisite.
Questo pomeriggio i proprietari e i direttori degli hotel
maddalenini si sono dati appuntamento alle 17,30 all’hotel Excelsior.
Da alcuni giorni lavorano a una strategia comune per aggredire la
crisi e le incertezze legate al trasferimento del summit mondiale.
Dopo il consiglio provinciale e comunale congiunto della scorsa
settimana la categoria ha deciso di rimboccarsi le maniche. Inutile
per tutti loro continuare a discutere di chi abbia o non abbia
responsabilità del trasferimento. Discorsi che non riempiono le
liste delle prenotazioni, né i portafogli. Nella loro battaglia per
il lavoro hanno arruolato anche alcuni albergatori del resto della
Gallura penalizzati dal trasferimento del summit. Una coalizione
senza colori politici per dare un futuro alle loro attività.
Cappellacci: andrò prima a Roma
Lioni: ricorda a «papi» gli impegni
CAGLIARI. «Spero di andare alla Maddalena entro la settimana,
dopo gli incontri romani». Ugo Cappellacci si scusa così per la sua
assenza. Ironica la replica di Gianluca Lioni, Pd: «Dimostri di
avere la schiena dritta e chieda al suo papi il mantenimento
degli impegni su opere e infrastrutture». E il gruppo del Pd insiste
per una seduta straordinaria del consiglio regionale. Cappellacci ha spiegato di essere stato bloccato a Cagliari da
impegni istituzionali. «Mercoledì sarò a Roma - ha aggiunto - dove
incontrerò il ministro Altero Matteoli e il sottosegretario Gianni
Letta per discutere dei problemi del Nord Sardegna, in particolare
della Maddalena. Credo sia più utile un incontro con gli
amministratori locali dopo il vertice nella capitale».
Gli risponde Gianluca Lioni, responsabile nazionale Terzo settore
del Partito democratico: «Cappellacci disertando l’appuntamento di
oggi non fa che confermare l’atteggiamento di totale subalternità e
sottomissione nei confronti di Berlusconi. Dopo lo schiaffo
istituzionale di non essere stato coinvolto, nonostante la legge
preveda che il presidente della regione partecipi al consiglio dei
ministri quando sono in discussione argomenti riguardanti la
Sardegna, continua a muoversi come un don Abbondio».
E Mario Bruno, capogruppo del Pd in consiglio regionale, rinnova la
richiesta di una seduta straordinaria dell’Assemblea sarda per
discutere delle ripercussioni causate dallo spostamento del G8 a
L’Aquila. Bruno attacca la giunta Cappellacci per l’assenza e
sottolinea che la maggioranza di centrodestra era presente solo con
«qualche sparuto esponente». «Dopo aver ascoltato tanti maddalenini
preoccupati - spiega Bruno - riteniamo che la seduta straordinaria
del Consiglio non sia più rinviabile. La popolazione, per quanto
solidale con gli abruzzesi, non si capacita delle ragioni che hanno
indotto il governo ad infrangere il patto tra Stato e Regione.
Chiedono interventi immediati e concreti per la riconversione
turistica della loro isola. E il sopralluogo odierno nei cantieri
dell’ex Arsenale, dove i lavori sono ultimati al 90%, rende ancora
più inspiegabili le ragioni dello spostamento». Il gruppo del Pd,
insieme al sindaco Angelo Comiti, chiede il completamento delle
opere previste per il summit, la prosecuzione del regime
straordinario per gli appalti che consenta la conclusione dei lavori
entro la data prevista di giugno e il mantenimento e l’utilizzo dei
fondi Fas, compresi quelli per le opere collegate come la
Sassari-Olbia.