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"La Nuova Sardegna"

 

MARTEDÌ, 05 MAGGIO 2009

In piazza per urlare: il governo rispetti i patti

La manifestazione ha raccolto adesioni tra tutti i partiti Sollecitati impegni perché le opere programmate siano realizzate Il sindaco Comiti: nessuna contesa con l’Abruzzo, presto sarò lì

LA MADDALENA. La comunità isolana scende in piazza a due settimane dal trasferimento del summit mondiale all’Aquila, sfila sul lungomare, urla ancora la rabbia e la paura per il futuro. Circa 600 i cittadini che hanno risposto all’appello lanciato dal sindaco Angelo Comiti. Anche il cuore produttivo dell’isola smette di battere per alcune ore. I commercianti del centro storico scelgono la serrata come gesto di adesione alla manifestazione sul G8. Per due ore le vetrine restano spente, le saracinesche sigillate. Da Cagliari la carovana della solidarietà arriva dimezzata e senza il governatore Ugo Cappellacci. Molti i consiglieri regionali del centro sinistra, assente l’ex presidente Renato Soru. Poche le presenze del centro destra, regionale e provinciale.
 La lista degli invitati illustri che snobbano il corteo è molto lunga. Da Cagliari, da Olbia, dalla Gallura. Tanti anche gli assenti con la fascia tricolore. L’abbraccio dei primi cittadini galluresi all’isola ferita dal trasloco del G8 è affidato al sindaco di Palau, Piero Cuccu, al vice Luca Fresu e al vice sindaco di Santa Teresa, Nello Mura.
 «Ringrazio i miei concittadini che sono scesi in piazza e tutti i consiglieri regionali che ci hanno raggiunto da Cagliari - dice il sindaco Comiti -. Abbiamo organizzato questa mobilitazione oggi per essere certi di non sovrapporci al consiglio regionale. Gli assenti di oggi non hanno giustificazioni. Mancano anche quegli esponenti del centro destra che questa isola ha contribuito a eleggere. Chi ha preso tanti suffragi alla Maddalena non può dimenticare le responsabilità che ha verso questo territorio». Il pubblico applaude.
 Davanti al palco allestito in piazza Umberto I sfilano i rappresentanti della politica a tutti i livelli. Spicca la coraggiosa triade del centro destra regionale, Gian Franco Bardanzellu, Franco Cuccureddu, Renato Lai. Più lungo è invece l’elenco dei rappresentanti del centro sinistra, Gian Valerio Sanna, Francesca Barracciu, Pier Luigi Caria, Luigi Cogodi, Carlo Secchi, Adriano Salis, Giannetto Mariani. Dalla Provincia è arrivato il vice presidente Antonio Satta con una parte della giunta.
 «Ribadiamo la nostra solidarietà convinta e sincera all’Abruzzo - ha precisato Comiti -. Nei prossimi giorni sarò all’Aquila per manifestare personalmente al sindaco la vicinanza della Maddalena al popolo abruzzese. Ma non possiamo non pensare al futuro della nostra isola, chiedere a gran voce che le opere dell’ex ospedale e dell’ex arsenale vengano completate, mantenendo il regime della straordinarietà. Chiediamo inoltre che tutti gli interventi collaterali, il waterfront, il porto turistico e la Olbia-Sassari vengano ultimate. Questa manifestazione è solo una delle prime iniziative che metteremo in piedi. Siamo pronti a fare azioni sempre più eclatanti, anche a prendere come punto di riferimento i simboli dello Stato».
 Per più di un’ora cittadini e commercianti restano a bollire sotto il sole. Ci si conta sotto il palco. Il successo o il flop della mobilitazione è una libera interpretazione dei presenti. Gli ottimisti parlano di un successo, quasi un record per una comunità da sempre poco dinamica. I pessimisti si affidano alla freddezza dei numeri per calcolare che solo l’1 per cento dei residenti è sceso in piazza. Chi è presente vive intensamente la manifestazione, sventola striscioni. Non viene issata nessuna bandiera dei partiti.
 Gli slogan sono comunque dedicati alla Regione e al governo. “Cappellacci fai valere i nostri diritti” recita un cartello. A reggerlo è un giovane isolano che indossa una maglietta con la scritta “Ugo Cappellacci non è il mio presidente”. Qualcuno chiede al governo “Più certezze e meno precariato” e “G8 no, impegni sì”. «Servono garanzie perché le opere inizialmente previste per il vertice, anche quelle non ancora cominciate, vengano realizzate interamente», commenta Gian Luca Lioni, isolano, responsabile nazionale Terzo settore del Partito democratico.
 A suo agio nonostante gli attacchi al presidente Cappellacci il consigliere regionale del pdl, Gian Franco Bardanzellu. «Sono qui per dare la mia solidarietà alla comunità maddalenina - commenta -. Era doveroso partecipare a questa mobilitazione. Penso però che ora sia necessario guardare al domani, avere certezze sul completamento delle opere e ragionare sulla gestione delle strutture alberghiere. Credo che Comune, Provincia e Regione dovrebbero creare un comitato per gestire gli hotel di lusso». Solo verso le 12,30 il corteo si schioda dalla piazza, sfila sul lungomare fino a Cala Gavetta. Alcune centinaia di manifestanti seguono la rotta dei cantieri.
 I militari del battaglione San Marco che vigilano sugli alberghi in costruzione impediscono l’ingresso all’intero gruppo, pronti a concedere il pass solo a una delegazione. Il semaforo verde scatta invece per il sindaco, i consiglieri regionali e provinciali. Verso le 14 la manifestazione finisce in archivio.
 

Serena Lullia

Gli albergatori cercano alternative

LA MADDALENA. L’isola che sognava un futuro da star del turismo di lusso vive l’incubo di avere gli hotel vuoti in piena estate. Il trasloco del G8 ha fatto sparire come per magia le prenotazioni per delegazioni, forze dell’ordine, membri della struttura di missione. In un attimo le liste delle prenotazioni sono diventate super spaziose. Caselle vuote che fanno paura. Il commissario del G8, Guido Bertolaso, nel mese di marzo aveva imposto agli albergatori di lasciare libere le stanze. In caso contrario le strutture sarebbero state requisite.
 Questo pomeriggio i proprietari e i direttori degli hotel maddalenini si sono dati appuntamento alle 17,30 all’hotel Excelsior. Da alcuni giorni lavorano a una strategia comune per aggredire la crisi e le incertezze legate al trasferimento del summit mondiale. Dopo il consiglio provinciale e comunale congiunto della scorsa settimana la categoria ha deciso di rimboccarsi le maniche. Inutile per tutti loro continuare a discutere di chi abbia o non abbia responsabilità del trasferimento. Discorsi che non riempiono le liste delle prenotazioni, né i portafogli. Nella loro battaglia per il lavoro hanno arruolato anche alcuni albergatori del resto della Gallura penalizzati dal trasferimento del summit. Una coalizione senza colori politici per dare un futuro alle loro attività.

Cappellacci: andrò prima a Roma Lioni: ricorda a «papi» gli impegni

CAGLIARI. «Spero di andare alla Maddalena entro la settimana, dopo gli incontri romani». Ugo Cappellacci si scusa così per la sua assenza. Ironica la replica di Gianluca Lioni, Pd: «Dimostri di avere la schiena dritta e chieda al suo papi il mantenimento degli impegni su opere e infrastrutture». E il gruppo del Pd insiste per una seduta straordinaria del consiglio regionale.
 Cappellacci ha spiegato di essere stato bloccato a Cagliari da impegni istituzionali. «Mercoledì sarò a Roma - ha aggiunto - dove incontrerò il ministro Altero Matteoli e il sottosegretario Gianni Letta per discutere dei problemi del Nord Sardegna, in particolare della Maddalena. Credo sia più utile un incontro con gli amministratori locali dopo il vertice nella capitale».
 Gli risponde Gianluca Lioni, responsabile nazionale Terzo settore del Partito democratico: «Cappellacci disertando l’appuntamento di oggi non fa che confermare l’atteggiamento di totale subalternità e sottomissione nei confronti di Berlusconi. Dopo lo schiaffo istituzionale di non essere stato coinvolto, nonostante la legge preveda che il presidente della regione partecipi al consiglio dei ministri quando sono in discussione argomenti riguardanti la Sardegna, continua a muoversi come un don Abbondio».
 E Mario Bruno, capogruppo del Pd in consiglio regionale, rinnova la richiesta di una seduta straordinaria dell’Assemblea sarda per discutere delle ripercussioni causate dallo spostamento del G8 a L’Aquila. Bruno attacca la giunta Cappellacci per l’assenza e sottolinea che la maggioranza di centrodestra era presente solo con «qualche sparuto esponente». «Dopo aver ascoltato tanti maddalenini preoccupati - spiega Bruno - riteniamo che la seduta straordinaria del Consiglio non sia più rinviabile. La popolazione, per quanto solidale con gli abruzzesi, non si capacita delle ragioni che hanno indotto il governo ad infrangere il patto tra Stato e Regione. Chiedono interventi immediati e concreti per la riconversione turistica della loro isola. E il sopralluogo odierno nei cantieri dell’ex Arsenale, dove i lavori sono ultimati al 90%, rende ancora più inspiegabili le ragioni dello spostamento». Il gruppo del Pd, insieme al sindaco Angelo Comiti, chiede il completamento delle opere previste per il summit, la prosecuzione del regime straordinario per gli appalti che consenta la conclusione dei lavori entro la data prevista di giugno e il mantenimento e l’utilizzo dei fondi Fas, compresi quelli per le opere collegate come la Sassari-Olbia.

 

 

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