Domenica, 09 MAGGIO 2009
G8, La Maddalena
d'oro
Costi dei lavori
lievitati. Appalti nel mirino dei Pm. Il vertice
traslocato. Ora all'isola resta un polo velistico di
pregio. Ma anche un albergo di lusso. Che nessuno vuole
gestire
VEDI LA TABELLA: TUTTI I COSTI DEI
LAVORI

Doveva essere l'hotel delle notti di
Obama e Sarkozy, il cinque stelle superiore dei capi
di Stato del mondo. È già una cattedrale nel
deserto, con la sua facciata bianca stretta tra un
capannone della Marina militare, una strada
trafficata e il mare senza spiaggia che qui, e solo
qui su tutta l'isola, a volte puzza di fogna.
Nessuno vuole gestire il più grande dei due alberghi
costruiti alla Maddalena per il G8 che non si farà.
La gara indetta dalla Protezione civile è andata
deserta. Perché, almeno per pareggiare il capitale
già speso, lo Stato o la Regione Sardegna dovrebbero
affittare l'albergo a un imprenditore che a sua
volta dovrebbe far pagare mille euro a notte per
queste stanze con vista da motel. Una cifra folle e
completamente fuori mercato. Qualcosa non ha
funzionato nel controllo dei costi, come 'L'espresso'
aveva già scoperto nel dicembre scorso. Ma i dubbi
adesso sono ufficiali. Tutte queste opere
sono sotto inchiesta.
I carabinieri del Ros stanno indagando sulla catena
di appalti. Un'indagine condotta per il momento
dalla Procura di Firenze. Anche il capo della
Protezione civile, Guido Bertolaso, commissario
delegato per il G8 e responsabile dell'applicazione
delle procedure d'urgenza, ha avviato un'indagine
interna. Un provvedimento seguito pochi giorni fa
dalla decisione del Consiglio dei ministri di
chiedere per decreto il taglio retroattivo dal primo
marzo delle maggiorazioni alle imprese per le
lavorazioni su più turni, dei premi di produzione e
la riduzione del 50 per cento dei compensi per le
prestazioni professionali destinati a progettisti,
esecutori e collaudatori. Maggiorazioni, premi e
compensi confermati da almeno 16 tra ordinanze e
decreti voluti, firmati o proposti dal governo e
dalla Protezione civile. Un dietrofront che limita
(di poco) i danni per le casse statali, ma anche le
possibili responsabilità giudiziarie di funzionari e
controllori, tuttora da identificare, che prima
avrebbero avvallato le spese e ora stanno lavorando
per contenerle. Letta così la decisione di Silvio
Berlusconi di trasferire il vertice a L'Aquila, non
è solo un atto d'affetto e un doveroso impulso al
risparmio. È anche una via d'uscita necessaria.
Forse bastava una formulazione più moderata dei
preventivi e dei contratti. E i soldi per l'evento
sarebbe bastati.
La domanda da cui parte l'inchiesta dei carabinieri
del Ros è una: nella formulazione delle
offerte, c'è stata o meno concorrenza tra imprese?
Un dubbio che hanno avuto anche i vertici della
Protezione civile. Nel giugno 2008 Bertolaso chiede
al professor Gian Michele Calvi come poter
verificare se alla Maddalena si stia spendendo più
del necessario. Calvi, oltre che amico del capo
della Protezione civile, è tra i massimi esperti di
ingegneria antisismica e membro della Commissione
grandi rischi. Pochi giorni dopo il professore, che
insegna a Pavia, viene accompagnato a visitare i
cantieri. Sempre in quei giorni un'ordinanza di
Berlusconi sostituisce il soggetto attuatore degli
appalti Angelo Balducci con il suo collaboratore
Fabio De Santis e istituisce una commissione di tre
esperti: «Al fine di assicurare un'adeguata attività
di verifica degli interventi infrastrutturali posti
in essere dai soggetti attuatori in termini di
congruità dei relativi atti negoziali», è scritto
nell'ordinanza. Insomma, un'indagine su interventi e
contratti. In autunno viene sostituito anche De
Santis e a capo degli appalti è nominato il
professor Calvi. La questione dei costi continua a
preoccupare.
Calvi avvia le verifiche delle spese, voce per voce.
E a fine febbraio spedisce tutti i progetti al
Consiglio superiore dei lavori pubblici perché
esprima un parere. Presidente di questo consiglio è
proprio Angelo Balducci, nel frattempo promosso dal
ministro Altero Matteoli al vertice del massimo
organismo di controllo del ministero. «È vero che il
Consiglio si trova a dover valutare provvedimenti di
spesa approvati quando Balducci era soggetto
attuatore», spiega una fonte vicina alla struttura
di missione della Protezione civile alla Maddalena,
«ma Balducci conosce i cantieri e gli imprenditori
che hanno vinto gli appalti. E forse è l'unico
funzionario di Stato in grado di far accettare a
quegli imprenditori tagli ai loro incassi. Il
rischio è sempre quello dei ricorsi».
Tutti
nei cantieri della Maddalena sanno che i carabinieri stanno
indagando. L'indagine del Ros parte dall'intercettazione il
9 agosto 2008 di una telefonata dell'architetto Marco Casamonti, 43
anni, fondatore dello studio Archea, uno dei progettisti dell'hotel.
Casamonti, arrestato e rilasciato dopo l'interrogatorio, è sotto
inchiesta in Toscana dall'autunno per i presunti accordi sottobanco
tra la Fondiaria-Sai di Salvatore Ligresti e alcuni politici della
giunta di Firenze. «Ci hanno chiamato per dare una mano per i
progetti del G8 all'isola della Maddalena», dice Casamonti nella
telefonata intercettata, «perché stanno facendo i lavori e sono
nella cacca più nera. Perché hanno dato incarico agli architetti di
Berlusconi che non sono in grado...».
Adesso il decreto voluto dal governo per tagliare i premi alle
imprese potrebbe addirittura aggravare i conti. La retroattività al
primo marzo, quando ancora si parlava di G8 alla Maddalena, e la
decisione di dimezzare i compensi ai professionisti rischia di
esporre lo Stato ai ricorsi. Alcune ditte appaltatrici, una
minoranza, stanno già studiando la questione con i propri legali. La
maggior parte degli imprenditori ha per ora deciso di concludere
comunque i lavori. In palio c'è l'Abruzzo e la possibilità di
partecipare agli appalti per la ricostruzione. Il caos di questi
giorni, la manifestazione degli abitanti, le proteste del sindaco
della Maddalena, Angelo Comiti, hanno nascosto il risultato positivo
dei lavori sull'isola. Per la prima volta in Italia un'opera
pubblica viene progettata, appaltata, eseguita e consegnata in poco
più di un anno. Al posto di un arsenale militare, contaminato da
amianto e idrocarburi, ora c'è uno yachting club con porto turistico
per 700 barche, aree per conferenze, scuole di vela e un albergo di
lusso progettati dall'architetto Stefano Boeri. Un polo di attività
che avrà forse più successo dell'hotel-cattedrale ricavato nell'ex
ospedale militare, quello che nessuno vuole. Per la sua gestione, il
cuore del progetto che avrebbe dovuto ospitare il meeting, ha vinto
la Mita Resort, società della presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia. E il fatto che altre due società sarde abbiano
presentato ricorso al Tar per far annullare la gara, significa che
questo complesso richiama interesse. Con il suo indotto di posti di
lavoro e ricadute economiche.Facendo qui il G8, Berlusconi
rischiava cioè di dar lustro a un'idea uscita dal programma dell'ex
governatore sardo di centrosinistra, Renato Soru. Un'eventualità che
il premier ha sempre tentato di evitare, fin da quando
appena eletto aveva proposto di trasferirlo a Napoli.
L'altra incognita sull'avvenire della Maddalena è la mancanza di
infrastrutture. Dirottate alle imprese costruttrici le principali
risorse, non sono rimasti più soldi per l'allargamento
dell'aeroporto di Olbia, la realizzazione della superstrada
Olbia-Sassari e la costruzione della passeggiata a mare che avrebbe
dovuto collegare il paese della Maddalena al nuovo porto turistico.
I tre progetti, più volte confermati dal governo, sono stati via via
sfilati perché i costi già alti e le varianti in corso d'opera
stavano svuotando la cassa. «A più di due settimane dal
trasferimento del G8», racconta il sindaco, Angelo Comiti, «non ho
ricevuto una sola telefonata di Bertolaso. Di nessuno, né del
governo, né della Protezione civile. Ci hanno spinti in una
situazione antipatica. Perché sembra che vogliamo fare concorrenza
agli amici dell'Aquila che vivono settimane tragiche. Non è così,
andrò a L'Aquila a spiegarlo. Però il lavoro enorme che abbiamo
fatto qui non può essere ridotto a una sceneggiata di ?Scherzi a
parte?. Ti svegli una mattina e ti dicono che era tutto una
finzione».
Pochi giorni fa Comiti ha potuto visitare i cantieri, ancora coperti
dal segreto di Stato e presidiati dal battaglione San Marco come se
il G8 si dovesse svolgere ancora qui. La riservatezza sui cantieri
dovrebbe essere tolta il 20 maggio. Al sindaco i rappresentanti
della struttura di missione, Riccardo Micciché e Francesco
Piermarini, cognato di Bertolaso, hanno garantito che i lavori
saranno completati entro il 31 maggio. Come previsto. Data
confermata dall'architetto Boeri: «Non posso dire di più perché vale
sempre il segreto, ma nonostante i tagli le imprese hanno deciso di
concludere».Verranno comunque consegnati immobili senza arredamento.
La Protezione civile ha inoltre deciso di non completare
l'asfaltatura dei viali e l'arredo a verde per risparmiare altri 50
milioni da impegnare per il G8 a L'Aquila. Questo dovrebbe ridurre
costi alla Maddalena da 377 a 327 milioni di euro.
La previsione di spesa al momento della firma dei contratti era di
308 milioni. Secondo la Protezione civile che, va detto, ha sempre
garantito trasparenza sulle cifre, c'è stato dunque un rincaro del
22 per cento. Le imprese però avevano già ottenuto per contratto un
incremento del 30 per cento per il fatto di lavorare su un'isola,
del 15 per cento per i turni di lavoro giorno e notte e ancora del
12 come ulteriore ?premio di accelerazione?. Cioè un aumento del 57
per cento. Il risultato è un valore degli immobili completamente
fuori mercato che difficilmente potrà restituire alle casse
pubbliche quello che tutti noi abbiamo speso. Per l'albergo nell'ex
ospedale che nessuno vuole gestire si tratta di 16.800 metri quadri.
Ci sono costati 73 milioni, calcolando un aumento medio del 22 per
cento sui 60 milioni previsti. Significa un costo di costruzione
senza arredamento di 4.345 euro al metro (3.571 senza l'aumento).
Alla Maddalena i costi non superano i 1.200 euro al metro. Le ultime
tabelle dell'Agenzia del territorio fermano il costo di vendita di
una villa di lusso a 3.200 euro al metro. Poiché tra suite e
standard, le stanze sono 101 significa un costo medio per ogni
stanza di 722 mila euro. Cioè l'equivalente, per ogni camera, di 14
mini appartamenti da 50 mila euro da costruire a L'Aquila.
Considerata una rendita del 4 per cento, se lo Stato dovesse
pretendere il pareggio da questo investimento con l'incasso di un
affitto, il povero gestore dovrebbe sperare di incassare 28 mila
euro l'anno per ogni stanza. E poiché l'estate alla Maddalena
riempie gli alberghi non più di 40 giorni, significa partire già da
722 euro a notte. E a questo punto fallirebbe perché non avrebbe
soldi per pagare il personale, la manutenzione, le tasse. Alla fine
dovrebbe alzare il prezzo. Almeno mille, 1.200 euro a notte. Per
affacciarsi su un capannone, una strada, lo scarico. E gustarsi il
panorama che Obama e Sarkozy non hanno mai visto.
Fabrizio Gatti
CANTIERI
MILIONARI
Il costo dei lavori alla Maddalena


Video: Scandalo formato G8
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