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"La Nuova Sardegna"

 

MARTEDÌ, 19 MAGGIO 2009

Ex G8: suspense sui lavori da finire

CAGLIARI. Dopo tante parole è il momento dei fatti. Oggi l’aula del Senato, che inizia a discutere il decreto-terremoto, chiarirà se ci sono i soldi per completare i lavori che erano stati previsti per il G8 a La Maddalena e per le infrastrutture collaterali, prima fra tutte la nuova strada statale Sassari-Olbia. Il Pdl sardo, dicendosi sicuro che «Berlusconi rispetterà gli impegni», ha comunque presentato dei propri emendamenti più espliciti e un ordine del giorno su future iniziative a La Maddalena. Emendamenti che vanno nella stessa direzione sono stati presentati anche dai senatori dell’opposizione, ma per la ragione diametralmente opposta: non si fidano affatto delle promesse del premier e chiedono garanzie per la Sardegna.
 Alle 15 di ieri sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto del governo sul terremoto in Abruzzo. Smentendo le previsioni, il governo non ne ha presentato neanche uno dopo che quello sul trasferimento del G8 da La Maddalena a L’Aquila era stato ritirato in commissione per mancanza di copertura finanziaria. Il deputato Mauro Pili, che segue la vicenda come membro della bicamerale per gli affari regionali, ha detto di aver verificato proprio ieri al Senato che non c’è bisogno di un emendamento del governo perché già nel testo del governo è esplicitamente assicurato che i lavori a La Maddalena saranno completati e che sono operative le ordinanze che avevano indicato le risorse. Nel testo non sono esplicitamente indicate le opere collaterali perché, ha detto Pili, le fonti di stanziamento sono diverse e non direttamente riconducibili al finanziamento del G8.
 I senatori sardi del Pdl (Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda, Giuseppe Pisanu e Fedele Sanciu) hanno comunque presentato i due emendamenti annunciati la settimana scorsa, più un ordine del giorno. L’obiettivo è di assicurare i finanziamenti per il completamento delle opere previste in Sardegna. Il secondo emendamento fa riferimento «al raddoppio della statale Sassari-Olbia, al sistema stradale di Arzachena e al potenziamento dell’aeroporto di Olbia».
 L’ordine del giorno, infine, impegna il governo «ad attivare ogni utile iniziativa in grado di porre La Maddalena in condizione di ospitare vertici internazionali al più alto livello». Sanciu ieri pomeriggio ha fatto un sopralluogo a La Maddalena e ha parlato si «situazione eccezionale» per l’andamento dei lavori. «Siamo certi - ha dichiarato - che il governo completerà tutti i lavori programmati nell’arcipelago e nel Nord Sardegna». Sanciu ha anche detto di aver apprezzato gli emendamenti delle minoranze (Idv e Pd) che «vanno nella stessa direzione». Perché allora gli emendamenti dei senatori sardi del Pdl? Forse per non lasciare le richieste esplicite alle opposizioni.
 E tra le opposizioni darà battaglia anche l’Idv. Alla vigilia del dibattito al Senato sulla conversione in legge del decreto terremoto, il coordinatore sardo Federico Palomba ha annunciato la presentazione di una «batteria di emendamenti» per garantire che alla Sardegna, dopo il trasferimento del G8 da La Maddalena a L’Aquila, «non sia tolto neanche un euro» e che la copertura sia a carico dei fondi stanziati per il ponte sullo stretto di Messina. Palomba, che non siede a Palazzo Madama ma a Montecitorio, seguirà comunque da vicino la seduta. Dopo aver contestato il governo per il ritiro, la scorsa settimana, dell’emendamento sullo spostamento del vertice in Abruzzo, Palomba ha detto che l’obiettivo è di arrivare alla «totale copertura, a carico dello Stato e non della Regione, dei fondi per le opere previste dall’ordinanza del 20 novembre 2007, senza pregiudizio per quelli da destinare allo sviluppo dell’Abruzzo». «Cercheremo di scardinare il forziere - ha spiegato il deputato sardo dell’Idv - riservato da Berlusconi per l’inutile ponte sullo stretto di Messina, che andrà a vantaggio solo dei soliti privilegiati, come è successo prima con l’operazione Alitalia e presto accadrà anche con le pericolose e vetuste centrali nucleari, antistoriche ma sempre utili per i profitti che consentono a chi le deve costruire».
 

Denuncia degli egologisti: «Fanghi contaminati usati per i banchinamenti»

LA MADDALENA. Non si placa la tempesta di polemiche sui cantieri per il G8 che non si farà più. Secondo una denuncia del presidente dell’associazione ambientalista “Sardegna libera”, Angelo Cremone, un’ordinanza del presidente del Consiglio (la 3716 del 19 novembre 2008) sarebbe in evidente contrasto con le leggi di tutela ambientale e avrebbe consentito, nella zona dell’Arsenale, lavori di banchinamento che potrebbero rivelarsi in futuro una causa di inquinamento.
 Secondo Cremone, che ha presentato un esposto ai carabinieri del Noe, circa 40 mila metri cubi di fanghi contaminati, sarebbero stati scaricati all’interno dei cassoni di cemento armato, utilizzati come «strutture di contenimento e di riprofilatura della linea di costa» tra Cala Camiciotto e la banchina dell’ex deposito cavi Telecom.
 I fanghi sarebbero il risultato del dragaggio del fondo marino nello specchio d’acqua davanti all’ex Arsenale.
 Secondo Cremone, i fanghi, anche se non fossero pericolosi, avrebbero dovuto essere “stabilizzati”, come previsto dal decreto legge 152 del 2006, e, solo successivamente al trattamento, essere scaricati nei cassoni di calcestruzzo. Ma nella legge è prevista anche una tabella nella quale sono fissati i limiti massimi consentiti di inquinamento dei fanghi. Limiti oltre i quali non è consentito il loro utilizzo all’interno di quelle che, tecnicamente, vengono chiamate “casse di colmata”, usate per il banchinamento.
 Per “Sardegna libera”, quindi, la procedura prevede in questi casi la bonifica dei fanghi di dragaggio, per riportare sotto un livello di pericolosità i materiali inquinanti. Gli ambientalisti chiedono perciò ai carabinieri del Noe una serie di verifiche. Prima di tutto il livello di contaminazione dei fanghi dragati ed eventualmente utilizzati per le “colmate”. Nell’esposto si chiede anche: la verifica dello stato di avanzamento dei lavori, cosa si è fatto per non disperdere in acqua le sostanza inquinanti, di che tipo sono i materiali utilizzati per la stabilizzazione dei fanghi e quali vantaggi economici possano derivare dalla semplice stabilizzazione dei fanghi contaminati invece che dalla loro bonifica o smaltimento.
 Insomma, un bel pasticcio.
 «L’ordinanza firmata da Berlusconi - dice Cremone - contraddice chiaramente la normativa. Quei fanghi di dragaggio dovevano essere bonificati e solo una parte, quindi, resa inerte, poteva essere utilizzata nei banchinamenti. Ora i rischi sono che quei materiali possano filtrare nuovamente in mare, provocando danni molto seri in un’area che dovrebbe avere una destinazione turistica».
 Alla fine, un commento amaramente ironico da parte del leader ambientalista: «Trovo che sia semplicemente ridicolo che, proprio lì, il governo proponga di organizzare un summit mondiale sull’ambiente! Dopo essersi liberati dagli americani e dai loro sommergibili nucleari, ora, grazie a Berlusconi, alla Maddalena devono temere un nuovo tipo di inquinamento».
 

Avviato il trasferimento dell’ospedale mobile

Sono iniziate nei giorni scorsi le operazioni di smontaggio e di trasferimento all’Aquila dell’ospedale mobile che era stato precedentemente allestito a La Maddalena in vista del G8 di luglio. Lo ha fatto sapere la Protezione civile. Una parte dei moduli che compongono la struttura è già al polo logistico della Regione Abruzzo di Avezzano, dove saranno stoccati in attesa di essere posizionati all’Aquila.
 In accordo con la direzione generale e sanitaria dell’Ospedale San Salvatore si sta provvedendo, intanto, alla predisposizione dell’area dove sarà situata la struttura e alla contemporanea riorganizzazione delle tende dell’ospedale da campo, che comunque - sottolinea il Dipartimento - «non interromperà nessuna delle numerose attività di assistenza sanitaria che garantisce dal 6 aprile scorso».
 La struttura modulare che caratterizza l’ospedale mobile proveniente da La Maddalena misura milleottocento metri quadrati e potrà essere adattata e integrata perfettamente, secondo la Protezione civile, alle necessità dell’Ospedale San Salvatore. L’ospedale mobile disporrà di 50 posti letto e sarà dotato di sala operatoria, sala radiologia, sala terapia intensiva, laboratori di analisi e ambulatorio oltre, ovviamente, a tutte le apparecchiature mediche e tecnologiche.
 Proseguono, inoltre, i lavori all’interno dell’Ospedale San Salvatore al fine di rendere di nuovo agibile una parte della struttura entro la fine di maggio. Tutte le iniziative, rileva la Protezione civile, «sono pertanto pienamente operative nel rispetto dei tempi indicati per i’rispettivi interventi’ e saranno in grado di assicurare la completa e più puntuale gestione di tutte le prestazioni sanitarie per i cittadini aquilani».
 

 

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