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GIOVEDÌ, 27 AGOSTO 2009

L’assessore provinciale Zanchetta: «Chiedo la sostituzione di Bonanno»

LA MADDALENA. «Come assessore provinciale all’Ambiente scriverò al ministro Stefania Prestigiacomo per chiedere la rimozione di Giuseppe Bonanno: il presidente del parco nel suo mandato ha fallito, e adesso è perfettamente inutile che gridi “aiuto-aiuto!” quando i buoi sono già scappati». Non usa mezzi termini, Pierfranco Zanchetta, esponente del Partito democratico che conosce a fondo l’arcipelago. E non solo perché alla Maddalena è nato e vive da oltre mezzo secolo.
 Come giornalista in passato ha realizzato decine d’inchieste sulle spiagge care al regista Michelangelo Antonioni e all’attore Gian Maria Volontè. Poi ha svolto un ruolo attivo nello staff che, dal 1998 al 2000, sotto la guida del docente universitario Ignazio Camarda, ha fatto muovere all’Ente parco i primi passi: molto prima, quindi, della gestione Cualbu e Bonanno, che si sono poi succeduti nel coordinamento. E ora, da amministratore per il territorio gallurese, continua a tenere sotto controllo i guai di una oasi naturalistica che tutto mondo c’invidia.
 Ma perché l’attuale presidente dovrebbe dare le dimissioni o comunque andar via? «I motivi sono parecchi - risponde Zanchetta - Intanto, Bonanno oggi invoca maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine, ma dimentica che l’obiettivo non è sicuramente quello di trasformare La Maddalena in un parco di polizia. Poi, sa molto bene, ma fa finta di dimenticare, che i rapporti con il Comune e la Provincia dipendono dal fatto che gli enti locali si sono sempre battuti perché la gestione faccia capo alla Comunità del parco, un organismo nel quale i rappresentanti del territorio potrebbero avere un ruolo determinante, decisivo, e non secondario». «L’amministrazione municipale deve continuare a mantenere la sovranità assoluta - è la conclusione su questo punto - Non può essere certamente espropriata delle proprie risorse naturali».
 Infine, sempre secondo Zanchetta, dagli oppositori politici indicato come uno degli amministratori che non si tirerebbe indietro se incaricato di guidare le future sorti del parco, i fallimenti dell’attuale gestione sono legati ad altri due fattori.
 «Bonanno oggi invoca il numero chiuso per i visitatori, ma non si capisce per quale ragione in questi due anni non l’abbia attuato, dato che il regolamento glielo consente da tempo - spiega in chiusura l’assessore - D’altro canto, poi, sottovaluta del tutto l’uso indiscriminato che si fa del territorio. Le spiagge delle nostre isole stanno subendo non da oggi un fenomeno di erosione imponente: se non freniamo subito sbarchi così massicci e selvaggi, tra vent’anni non ci sarà più sabbia».

 

Il presidente: nessuna riserva indiana

  LA MADDALENA. Polemico botta e risposta tra Matteo Sanna, consigliere regionale del Popolo della libertà alla guida della commissione Urbanistica, e il presidente del parco, Giuseppe Bonanno.  Per l’esponente della maggioranza «la tutela ambientale e la reale fruibilità è un’altra cosa rispetto alla riserva indiana e alla campana di vetro che i pseudo ambientalisti vorrebbero crearle attorno». Per questo motivo «i diversi atti di vandalismo vanno combattuti con rigore, ma in maniera diversa rispetto alle noiose proposte di ‘numero chiuso’ o di interdizione di vaste aree di parco».  «Nessuna riserva indiana», replica Bonanno, «ma per le spiagge più sensibili occorre una gestione più razionale. «Inoltre - aggiunge - le politiche del parco devono essere condivise con la nuova amministrazione regionale, con la quale si è instaurato un proficuo dialogo. Mi auguro che anche il consigliere Sanna, che avrei il piacere di incontrare per discutere dei problemi del territorio, voglia contribuire in tal senso». «È infatti dal 2007 che chiedo agli enti locali di sedersi a un tavolo e discutere sulle questioni del territorio, che non possono essere ovviamente risolti solo da un Ente gestore così piccolo e con poche risorse - prosegue il presidente riaffermando le sue posizioni - Ma negli ultimi due anni - e questo forse il consigliere Sanna non lo sa - le richieste di collaborazione sono cadute sempre nel vuoto. Per di più, dall’amministrazione Soru sono stati stralciati oltre un milione di euro destinati al Parco».

 

 

 

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