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DOMENICA, 15 NOVEMBRE 2009
Nessun vertice alla Maddalena
Braccio di ferro tra Marcegaglia e Bertolaso
per l’ex arsenale
Saltato il summit con la Serbia ora sono incerti anche
i prossimi a partire da quello con la Russia

LA MADDALENA. Berlusconi aveva annunciato otto vertici per (ri)lanciare
l’immagine e l’economia della Maddalena, dopo il G8 scippato. Finora, c’è stato
solo quello con la Spagna. E’ saltato quello con la Serbia, spostato a Roma.
Sono incerti i prossimi, a cominciare da quello con la Russia. Perché? Perché le
strutture turistiche non sono pronte e perché la Vuitton Cup si prende molto
spazio.
Il vertice. Giovedì scorso si è tenuto un vertice a Roma. Convocato
dalla presidenza del Consiglio, vi hanno partecipato i rappresentanti di
Regione, Comune, protezione civile e del gruppo Marcegaglia. Unica notizia
diffusa: la Vuitton Cup si farà a maggio alla Maddalena. Niente di nuovo,
dunque. Almeno apparentemente. Perché dietro le quinte si sono manifestati punti
di vista diversi (e non sempre conciliabili). Guido Bertolaso, capo della
protezione civile, è stato nominato da Berlusconi commissario straordinario per
la Vuitton Cup, la seconda regata velica al mondo per importanza. Avrà gli
stessi poteri che aveva per il G8: per legge, potrà derogare alle leggi. Una
decisione eccezionale presa dal Governo per dargli la possibilità di fare tutto
senza intoppi, vista la ristrettezza dei tempi. Bertolaso ha bisogno soprattutto
di una struttura: quella dell’ex arsenale. Sarà quello il centro organizzativo
della regata, da qui fino a maggio. Ed è per questo che, anche finito il 2009,
l’anno del G8, Bertolaso potrebbe continuare a tenerne la gestione. Quella che
avrebbe dovuto passare a Mita Resort, la società della Marcegaglia che ha vinto
la gara. Al momento, la Marcegaglia è ferma: non ha potuto avviare l’arredamento
dell’hotel. La data di consegna è slittata da luglio a settembre, infine ai
primi di novembre. Un ritardo che rischia di far saltare il lancio della
struttura per l’estate del 2010 e che, per ora, ha fatto annullare i vertici
internazionali programmati. A cominciare da quello con la Serbia, per passare a
quello con la Russia. Senza l’hotel funzionante, non è possibile organizzarli.
La protesta. In questo quadro di grande incertezza, la Provincia è assai
preoccupata. Nelle settimane scorse, l’assessore provinciale all’Ambiente
Pierfranco Zanchetta (Pd) ha inviato una lettera alla struttura di missione del
G8: il depuratore, realizzato con 10 milioni di euro, non funziona, e i reflui
scaricano direttamente nella linea di costa, invece che nella condotta
sottomarina. La struttura di missione ha scaricato le colpe sulla società che ha
realizzato l’impianto. La società, Opere pubbliche spa, sostiene invece di aver
terminato tutti i lavori, e certifica la piena funzionalità dell’impianto. Chi
ha ragione?
Opere abbandonate. Il caso dell’impianto di depurazione, clamoroso, non
è il solo che allarma La Maddalena. «Non sappiamo nulla dell’arsenale - dice
Zanchetta -. E’ stato assegnato? E in caso contrario, perché? Che cosa sta
succedendo? Al momento, non ci sono lavori in corso, quindi temiamo che la
stagione 2010 possa essere compromessa. Senza la struttura aperta, non ci
saranno assunzioni, non ci sarà la ricaduta economica che La Maddalena aspetta
con ansia».
L’altro albergo, quello realizzato al posto dell’ospedale militare, è in una
situazione peggiore: il primo bando di gara per la sua gestione è andato
deserto, il secondo - annunciato da Bertolaso a settembre - non è stato ancora
pubblicato.
«Non solo - chiude Zanchetta -: la Regione, che l’ha finanziato e che è
titolare di quell’area, non è entrata in possesso della struttura. Rischiamo di
assistere a una colossale incompiuta, e a essere penalizzata sarà La Maddalena.
Ma la Regione non ha proprio niente da dire?».
Guido Piga
Fonte: La nuova Sardegna |