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MERCOLEDÌ, 03 FEBBRAIO 2010

Bertolaso: «Ma quale abbandono, alla Maddalena compiuto un autentico miracolo»

LA MADDALENA. Attraversare gli spazi vuoti dell’hotel sorto sulle ceneri dell’ospedale militare dà i brividi. Sembra di essere stati catapultati sul set di Shining. Silenzio, lo stesso che si tocca qualche centinaio di metri più in là, negli spazi dell’ex arsenale. Ma non siamo in un film, è la realtà. In cui regna la paura. Quella dei tanti disoccupati che non sanno quale sarà il loro futuro e quello delle loro famiglie. Un coro di anime dolenti, che prendono corpo nella tenda piazzata all’esterno della struttura passata sotto il controllo della Mita di Emma Marcegaglia, Tar permettendo. Sono i vigilantes finiti a spasso perché licenziati.
 Il silenzio si rompe. Arrivano gli uomini della Protezione civile. C’è Bertolaso, con lui Cappellacci. E ancora, Stefano Boeri che ha guidato il pool di architetti che hanno progettato le strutture per il G8, e Vincenzo Onorato, l’armatore che con il suo impegno ha dato una spinta importante all’arrivo della Vuitton cup nell’isola. Il sottosegretario è entusiasta. Ha convocato la visita guidata delle strutture sorte per ospitare il G8, per mostrare che non c’è abbandono o incuria. La stampa ha esagerato. Semplicemente c’è bisogno di ordinaria manutenzione, quella che necessitano in inverno anche gli alberghi a cinque stelle della Costa Smeralda. «Qui è stata compiuta un’opera titanica - dice Bertolaso - la più grande bonifica di sempre». Mostra le foto dell’arsenale di un anno e mezzo fa: una accozzaglia di ruderi, macerie, materiali sparsi, cloache che scaricavano a mare. Snocciola i dati. «Abbiamo raccolto 62mila tonnellate di rifiuti. Un quinto erano amianto, idrocarburi e metalli. Al posto di quella desolazione ora c’è una struttura fantastica. Quella che ha convinto i francesi a scartare immediatamente qualsiasi altra candidatura e accettare di disputare qui la Luis Vuitton Cup. Un avvenimento che avrà un ritorno molto superiore a qualsiasi G8 e che porterà un indotto di 20 milioni di euro».
 Sul G8 mancato, Bertolaso ha fatto un passaggio. «Quando ho chiesto a Berlusconi di spostare il vertice all’Aquila dopo il terremoto - ha ricordato -, l’ho fatto pensando che sarebbe stato giusto far toccare con mano ai potenti della terra il dolore della martoriata terra d’Abruzzo. Ma siamo stati anche fortunati: nei giorni del G8 all’Aquila il sole splendeva, mentre qui il vento a 50 nodi avrebbe dato seri problemi all’organizzazione oltre che rimandare a tutto il mondo un’immagine negativa del posto».
 Ora però, l’immagine non sembra delle migliori. Se le strutture sono belle, sono anche vuote, prive di ospiti, di anima, di gente che ci lavori dentro. Senza dimenticare che la gara per l’assegnazione dell’hotel battezzato Residenza Carlo Felice, è andata deserta. «I problemi occupazionali non li posso certo risolvere io. Ma c’è l’impegno di tutti. Per la struttura dell’ex ospedale militare stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per la nuova gara. L’hotel inizierà presto a funzionare, e sarà un punto di riferimento importante per il rilancio turistico della Maddalena». C’è molto da lavorare, per la verità. A cominciare dall’esterno della Residenza Carlo Felice. Un albergo di super lusso che, per ora, non ha la piscina. Che davanti ha un panorama minimalista. E un pericolosissimo attraversamento pedonale. Spostandosi alla Casa del mare, l’edificio più spettacolare fra quelli costruiti, è vero che mostra qualche segno di usura. Un vetro tolto in fretta e furia e non ancora rimpiazzato, una porzione di pavimento scolorito perché ci pioveva sopra e non è bastato lucidarlo furiosamente. Dettagli. Bertolaso pensa al futuro. A Caprera, intanto, e poi a Punta rossa. «Verrà ristrutturato il compendio garibaldino - dice -, una delle richieste fatte da Carlo Azeglio Ciampi, che presiede il comitato per i 150 anni dell’unità d’Italia. E pensiamo a un serio piano antincendio, che ora non c’è, nell’isola cara a Garibaldi. Perché il fuoco potrebbe devastarla. A Punta rossa, un sito storico ora abbandonato, vorremmo intervenire ugualmente per salvaguardarlo».
 Il sindaco Angelo Comiti guarda soddisfatto. Lui è a metà del guado, perché se è vero che la Maddalena ha guadagnato tantissimo dai lavori, dall’altra c’è il punto interrogativo di un’economia da reinventare. Via gli americani, largo al turismo. Che però non si improvvisa dall’oggi al domani. «I lavori svolti in vista del G8 - osserva Comiti - hanno dimostrato come il serio impegno delle istituzioni può portare a risultati prodigiosi. Ma questo non basta. Aspettiamo il ritorno di Cappellacci nell’isola. Ha promesso di svolgere qui, a breve, una giunta regionale. Sarà l’occasione per rilanciare i temi dello sviluppo e dell’occupazione di cui questa isola ha bisogno».
 Va giù duro, invece, l’assessore provinciale Pierfranco Zanchetta. Anche lui del Pd, come Comiti, ma in corsa per diventare il suo successore. «Qui per ora c’è solo desolazione - dice fuori dall’ex arsenale -. Se Soru era stato troppo permissivo, Cappellacci è addirittura immobile. La Regione non fa sentire la sua voce. L’arsenale è stato svenduto al gruppo Marcegaglia. Non c’è un piano industriale della Mita. La preoccupazione dei maddalenini e dei sardi sono fondate: a fronte dei 327 milioni spesi, di posti di lavoro se ne vedono pochi».

Enrico Gaviano

Il governatore Cappellacci: «Si riparte con il polo nautico»

LA MADDALENA. Ribadisce l’amore per l’isola e conferma la fiducia nel progetto del polo nautico internazionale nell’ex arsenale. Il presidente Ugo Cappellacci è certo che l’arcipelago ritroverà il sorriso nei prossimi mesi, anche grazie alla Vuitton cup. La giunta ha stanziato 1 milione di euro per sponsorizzare l’equipaggio italiano che parteciperà alla regata velica. Cappellacci promette di vigilare sulla metamorfosi dell’isola, ma chiede un impegno corale.
 «Il polo nautico internazionale è una prima risposta al problema iniziale - dice il governatore -, ridisegnare il futuro dell’isola. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche. Non credo che l’arsenale sia una cattedrale nel deserto. Ma spetta a tutti noi impedire che ciò accada. La Regione può facilitare questi processi e deve continuare a investire in risorse, uomini e mezzi. Ma il territorio, La Maddalena in particolare, deve dare il suo contributo». Cappellacci conferma l’affidamento della gestione dell’ex ospedale militare entro l’estate e respinge le accuse di trascurare La Maddalena. «L’attenzione verso l’isola non si calcola col numero di volte in cui vengo qui - aggiunge -. Penso spesso alla Maddalena e la inserisco nei programmi di lavoro della giunta». La Regione è poi certa che il polo dell’ex arsenale produrrà economia e lavoro. «Se il processo di sviluppo sarà virtuoso e genererà turismo - conclude Cappellacci -, automaticamente ci sarà il coinvolgimento diretto del territorio. Invece di pensare a ritagliare ora il proprio orticello, anche se le imprese hanno diritto alle migliori opportunità di lavoro, bisogna creare i presupposti per il futuro. Non pensiamo solo alla distribuzione delle mele oggi. Ma a piantare degli alberi in modo tale che di mele in futuro ce ne siano per tutti».
 

Passo svelto davanti agli striscioni dei lavoratori

LA MADDALENA. «Bertolaso l’abbiamo visto passare, ma non siamo riusciti a parlare con lui». I 23 lavoratori della Nautilus che da circa dieci giorni stanno manifestando di fronte all’ex arsenale dopo essere stati licenziati, non hanno gradito il fatto che il sottosegretario, il governatore Ugo Cappellacci e il sindaco Angelo Comiti, abbiano tirato dritto di fronte a loro. Ieri i lavoratori hanno manifestato insieme a un gruppo di disoccupati che hanno sventolato bandiere e striscioni. Il confronto tanto atteso con il numero 1 della Protezione civile non c’è stato, ma Bertolaso ha detto di conoscere bene la situazione dei 23 lavoratori: «Avevano un contratto per quanto riguarda la vigilanza dei cantieri. Il contratto è scaduto e ora ci stiamo adoperando perchè almeno una parte di loro possa essere riassunta». I lavoratori, invece, si augurano che la Mita Resort «prenda in considerazione tutti e non solo alcuni». Comunque, per loro, la giornata non è stata del tutto negativa. Dice Carmine De Martino: «L’attenzione mostrata dai media ci fa sperare in una svolta positiva. Abbiamo incassato la solidarietà da parte di moltissime persone e di tanti politici. Ma non dall’amministrazione locale: non siamo soddisfatti di come il sindaco Comiti sta affrontando questa situazione molto delicata».

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

MARTEDÌ, 02 FEBBRAIO 2010

"La Maddalena non è stata abbandonata"
Bertolaso punta sulla Luis Vuitton Cup

Le strutture realizzate alla Maddalena per il G8 "non sono in stato di abbandono, anche se c'è qualche lavoro di manutenzione da fare": ma anzi nell'isola è stata fatta "la più grande bonifica di sempre", che ha permesso di trasformare un luogo che era "una fogna" in un "polo navale e turistico" tra i più importanti del Mediterraneo.

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, respinge al mittente le critiche sulle condizioni delle strutture realizzate sull'isola per il G8, che si è poi svolto a L'Aquila, e in un sopralluogo con i giornalisti illustra quello che sarà il futuro dell'ex Arsenale e degli altri siti realizzati. "Noi non abbiamo nulla da nascondere - esordisce Bertolaso - ma dire che qui c'è uno stato di abbandono è una bugia". Bertolaso ha illustrato tutti gli interventi che sono stati fatti per l'ex Arsenale, ricordando in particolare la rimozione dei fanghi e degli idrocarburi nello specchio d'acqua antistante, l'intervento sul depuratore e la rimozione dell'amianto. "Certo - aggiunge - ci sono cose da sistemare e lavori in corso ma mi pare che non vi siano segni di serio abbandono. Tutti gli hotel della Costa Smeralda hanno in questi mesi invernali una manutenzione minima e vengono invece preparati per l'arrivo della stagione. Accadrà la stessa cosa qui alla Maddalena, dove saremo pronti per la Louis Vuitton Cup di metà maggio"

LOUIS VUITTON CUP - E proprio la competizione velica, tra le più importanti al mondo, sarà l'occasione, dice Bertolaso, per il rilancio dell'intero sistema turistico della Maddalena. "Ci sono tutte le condizioni per rilanciare dal punto di vista turistico e occupazionale questa splendida realtà ed escludo nel modo più assoluto che diventi una cattedrale nel deserto. Con la Louis Vuitton ci sarà un ritorno turistico molto più importante di quanto possa fare qualsiasi G8". Ai giornalisti Bertolaso ha mostrato la struttura dell'ex Arsenale, di proprietà della Regione Sardegna, e che per 30 anni sarà gestita dalla Mita, una società del gruppo Marcegaglia, e l'ex ospedale militare - trasformato in residence - che deve ancora essere assegnato con una gara, che verrà predisposta nei prossimi giorni perché la prima è andata deserta. Alla visita erano presenti anche il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e il leader di Mascalzone Latino, Vincenzo Onorato. "Quello che è stato fatto qui - ha detto il primo cittadino de La Maddalena - può essere additato come fiore all'occhiello di come può funzionare la pubblica amministrazione quando si lavora in sinergia. Sino a due anni qui c'era il divieto d'ingresso: questa struttura era una cloaca a cielo aperto, con fanghi e idrocarburi di ogni specie. Se non fosse arrivato il disegno di ospitare il G8, tutta la bonifica non sarebbe stata compiuta. Qualcosa può ancora essere fatto per migliorare la situazione, ma questo è uno dei poli nautici e alberghieri più importanti del Mediterraneo".

"NON C'E' LAVORO" - Le strutture realizzate alla Maddalena per il G8 poi spostato all'Aquila "non hanno portato nulla" ai cittadini dell'isola. Anzi: "Qui c'è solo disoccupazione e promesse non mantenute". Così una trentina di abitanti della Maddalena, ex sorveglianti e muratori che hanno lavorato alla realizzazione delle opere che dovevano ospitare il vertice mondiale, hanno accolto la delegazione guidata da Guido Bertolaso in visita alle strutture realizzate nell'ex arsenale. In particolare i lavoratori hanno criticato la "Mita Resort", la società del gruppo Marcegaglia che per 40 anni gestirà le strutture. "Stanno assumendo all'estero e qui ci sono padri di famiglia disperati - dicono - noi vogliamo sapere di che morte dobbiamo morire, abbiamo lavorato per 4-5 mesi e poi più nulla". "Qui - aggiungono - finora abbiamo visto solo promesse e disoccupazione".

Vedi anche:

 

MARTEDÌ, 02 FEBBRAIO 2010

Sopralluogo del numero uno della Protezione civile per verificare lo stato dell’ex Arsenale

Bertolaso tenta un nuovo miracolo

Lavori febbrili nell’ultima settimana. Oggi ci sarà anche Cappellacci

LA MADDALENA. La “mission” del sottosegretario Bertolaso, ministro in pectore nonostante il brutto scivolone su Haiti che ha molto irritato Hillary Clinton, anche questa volta è quella di annunciare l’ennesimo miracolo. E cioé che la struttura futuristica costruita nell’area in cui sorgeva il vecchio Arsenale della Marina militare, è stata ristrutturata a tempo di record, così come è stata costruita con portentosa rapidità. Poco importa se non è servita per il tanto atteso G8 alla Maddalena, poi trasferito all’Aquila, e se ha lasciato una scia di polemiche sui suoi costi stellari.
 Bertolaso, dunque, torna nell’arcipelago come regista di una difficile operazione d’immagine, per mostrare l’ennesimo miracolo alla stampa nazionale: un sovralluogo pubblico per verificare che la struttura ideata e progettata da Stefano Boeri sia in perfette condizioni. E stamane alla Maddalena ci sarà anche il presidente della Regione Ugo Cappellacci con tutta la giunta regionale, convocata alle 9.30 nel Comune di Arzachena. Poi il governatore e la sua squadra di governo si trasferiranno alla Maddalena per l’annunciato sopralluogo organizzato dal numero uno della Protezione civile. Bertolaso dovrà soprattutto dare una risposta pubblica all’inchiesta giornalistica di Repubblica che, alcuni giorni fa, ha documentato il precoce deterioramento della struttura e il suo triste stato di abbandono. Insomma, un gioiello che appare già vecchio prima ancora di diventare adulto, prima di rappresentare nei fatti il simbolo di quella rivoluzione economica e sociale della Maddalena che resta ancora oggi poco più di un sogno. Per ora è impossibile sapere cosa è stato fatto in questi giorni, quali lavori sono stati eseguiti per cercare di ridare un aspetto accettabile alla struttura-simbolo del rilancio dell’arcipelago. Di certo c’è che in questa settimana uomini e mezzi hanno lavorato febbrilmente per cercare di cancellare i danni provocati dalla pioggia e dal vento di queste settimane. Sono stati infatti notati all’interno dell’ex Arsenale molti lavoratori e un via vai di mezzi. Si parla di infiltrazioni d’acqua all’interno della struttura, di tetti scoperchiati e di vetri andati in frantumi. Secondo alcune voci, comunque, tutto dovrebbe essere a posto per questa mattina, quando si accenderanno i riflettori dell’attenzione nazionale. La “Mita resort” di Emma Marcegaglia ha avuto le chiavi dell’ex arsenale solo dal primo gennaio e ha cominciato i lavori per preparare la banchina, in attesa della Vuitton Cup. I lavori di riparazione e di vernissage della struttura sono stati invece eseguiti dalla Protezione civile. Intanto, la Mita resort (in attesa dell’esito del contenzioso amministrativo radicato da alcuni imprenditori sardi che ritengono illegittima la concessione data al gruppo Marcegaglia) ha presentato un progetto di massima preliminare per adattare la “creatura” di Boeri agli obiettivi d’impresa. Un progetto che comprende l’area riservata ai delegati, l’edificio del main conference, la struttura per la ristorazione e quella dell’ex reparto elettrico. È prevista anche una torre di controllo e un settore per le attività specialistiche. Quest’ultimo avrà una superficie massima di 1400 metri quadri, una cubatura massima di 4.200 mc e un’altezza di sei metri. Per la torre di controllo, invece, l’altezza sarà concordata con la capitaneria di porto. La destinazione d’uso ammessa non sarà residenziale, ma ricettiva (alberghiera ed extra alberghiera). Saranno poi ospitati uffici, aree destinate all’artigianato, ad attività commerciali, associative, conferenze, ristorazione, pubblici esercizi e attività sportive.

 

I licenziati Nautilus: «Fateci incontrare Bertolaso»

LA MADDALENA. «Non permetteremo a nessuno di speculare o fare propaganda a spese dei lavoratori». I lavoratori della Nautilus, che proseguono il sit-in di fronte all’ex arsenale, rispondono alle dichiarazioni del responsabile della Metropol “disposto ad assumerli”. «È evidente - vanno avanti i disoccupati - la strumentalizzazione. Viviamo un momento difficile. La nostra lotta è e sarà per tutti: precari e disoccupati». I licenziati della Nautilus, che sperano di incontrare oggi Bertolaso, dicono anche: «La riconversione dell’arsenale avrebbe dovuto rilanciare l’economia isolana dopo la chiusura della base Usa. A tutt’oggi, la ricaduta economica è quella di aver creato posti di lavoro a tempo determinato, cancellando quei pochi già esistenti, a margine di un piccolo investimento rispetto al valore reale di una struttura dalle potenzialità enormi. È inverosimile che noi tutti non ci preoccupiamo del futuro nostro e dei nostri figli. Scambiare un bene come l’arsenale che occupava oltre 600 operai in cambio di 100 o 120 posti è vergognoso, ciò accade di fronte al totale silenzio da parte delle istituzioni, nonchè nella più totale indifferenza di noi maddalenini. Chi oggi ha in mano quei nostri beni - concludono -, pensa di poter cancellare con un colpo di spugna quella che era la vera ragione per la quale tali strutture sono state concepite. Diciamo no a una scelta fatta senza tener conto alle vere esigenze occupazionali di noi tutti. 30 milioni di euro a margine di 40 anni di gestione sono gli spiccioli per un caffé. Pretendere svariate centinaia di posti deve essere il punto di partenza per poter aprire un nuovo scenario rispetto a un’economia ormai al declino totale».


Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

 

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