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MERCOLEDÌ, 03 FEBBRAIO 2010 Bertolaso: «Ma quale abbandono, alla Maddalena compiuto un autentico miracolo»
LA MADDALENA. Attraversare gli spazi vuoti dell’hotel sorto sulle
ceneri dell’ospedale militare dà i brividi. Sembra di essere stati
catapultati sul set di Shining. Silenzio, lo stesso che si tocca
qualche centinaio di metri più in là, negli spazi dell’ex arsenale. Ma
non siamo in un film, è la realtà. In cui regna la paura. Quella dei
tanti disoccupati che non sanno quale sarà il loro futuro e quello delle
loro famiglie. Un coro di anime dolenti, che prendono corpo nella tenda
piazzata all’esterno della struttura passata sotto il controllo della
Mita di Emma Marcegaglia, Tar permettendo. Sono i vigilantes finiti a
spasso perché licenziati. Enrico Gaviano Il governatore Cappellacci: «Si riparte con il polo nautico» LA MADDALENA. Ribadisce l’amore per l’isola e conferma la fiducia
nel progetto del polo nautico internazionale nell’ex arsenale. Il
presidente Ugo Cappellacci è certo che l’arcipelago ritroverà il sorriso
nei prossimi mesi, anche grazie alla Vuitton cup. La giunta ha stanziato
1 milione di euro per sponsorizzare l’equipaggio italiano che
parteciperà alla regata velica. Cappellacci promette di vigilare sulla
metamorfosi dell’isola, ma chiede un impegno corale. Passo svelto davanti agli striscioni dei lavoratori LA MADDALENA. «Bertolaso l’abbiamo visto passare, ma non siamo riusciti a parlare con lui». I 23 lavoratori della Nautilus che da circa dieci giorni stanno manifestando di fronte all’ex arsenale dopo essere stati licenziati, non hanno gradito il fatto che il sottosegretario, il governatore Ugo Cappellacci e il sindaco Angelo Comiti, abbiano tirato dritto di fronte a loro. Ieri i lavoratori hanno manifestato insieme a un gruppo di disoccupati che hanno sventolato bandiere e striscioni. Il confronto tanto atteso con il numero 1 della Protezione civile non c’è stato, ma Bertolaso ha detto di conoscere bene la situazione dei 23 lavoratori: «Avevano un contratto per quanto riguarda la vigilanza dei cantieri. Il contratto è scaduto e ora ci stiamo adoperando perchè almeno una parte di loro possa essere riassunta». I lavoratori, invece, si augurano che la Mita Resort «prenda in considerazione tutti e non solo alcuni». Comunque, per loro, la giornata non è stata del tutto negativa. Dice Carmine De Martino: «L’attenzione mostrata dai media ci fa sperare in una svolta positiva. Abbiamo incassato la solidarietà da parte di moltissime persone e di tanti politici. Ma non dall’amministrazione locale: non siamo soddisfatti di come il sindaco Comiti sta affrontando questa situazione molto delicata». Andrea Nieddu Fonte: "La Nuova Sardegna"
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MARTEDÌ, 02 FEBBRAIO 2010
"La Maddalena non è stata abbandonata"
Le strutture realizzate alla Maddalena per il G8 "non sono in stato di abbandono, anche se c'è qualche lavoro di manutenzione da fare": ma anzi nell'isola è stata fatta "la più grande bonifica di sempre", che ha permesso di trasformare un luogo che era "una fogna" in un "polo navale e turistico" tra i più importanti del Mediterraneo. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, respinge al mittente le critiche sulle condizioni delle strutture realizzate sull'isola per il G8, che si è poi svolto a L'Aquila, e in un sopralluogo con i giornalisti illustra quello che sarà il futuro dell'ex Arsenale e degli altri siti realizzati. "Noi non abbiamo nulla da nascondere - esordisce Bertolaso - ma dire che qui c'è uno stato di abbandono è una bugia". Bertolaso ha illustrato tutti gli interventi che sono stati fatti per l'ex Arsenale, ricordando in particolare la rimozione dei fanghi e degli idrocarburi nello specchio d'acqua antistante, l'intervento sul depuratore e la rimozione dell'amianto. "Certo - aggiunge - ci sono cose da sistemare e lavori in corso ma mi pare che non vi siano segni di serio abbandono. Tutti gli hotel della Costa Smeralda hanno in questi mesi invernali una manutenzione minima e vengono invece preparati per l'arrivo della stagione. Accadrà la stessa cosa qui alla Maddalena, dove saremo pronti per la Louis Vuitton Cup di metà maggio" LOUIS VUITTON CUP - E proprio la competizione velica, tra le più importanti al mondo, sarà l'occasione, dice Bertolaso, per il rilancio dell'intero sistema turistico della Maddalena. "Ci sono tutte le condizioni per rilanciare dal punto di vista turistico e occupazionale questa splendida realtà ed escludo nel modo più assoluto che diventi una cattedrale nel deserto. Con la Louis Vuitton ci sarà un ritorno turistico molto più importante di quanto possa fare qualsiasi G8". Ai giornalisti Bertolaso ha mostrato la struttura dell'ex Arsenale, di proprietà della Regione Sardegna, e che per 30 anni sarà gestita dalla Mita, una società del gruppo Marcegaglia, e l'ex ospedale militare - trasformato in residence - che deve ancora essere assegnato con una gara, che verrà predisposta nei prossimi giorni perché la prima è andata deserta. Alla visita erano presenti anche il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e il leader di Mascalzone Latino, Vincenzo Onorato. "Quello che è stato fatto qui - ha detto il primo cittadino de La Maddalena - può essere additato come fiore all'occhiello di come può funzionare la pubblica amministrazione quando si lavora in sinergia. Sino a due anni qui c'era il divieto d'ingresso: questa struttura era una cloaca a cielo aperto, con fanghi e idrocarburi di ogni specie. Se non fosse arrivato il disegno di ospitare il G8, tutta la bonifica non sarebbe stata compiuta. Qualcosa può ancora essere fatto per migliorare la situazione, ma questo è uno dei poli nautici e alberghieri più importanti del Mediterraneo". "NON C'E' LAVORO" - Le strutture realizzate alla Maddalena per il G8 poi spostato all'Aquila "non hanno portato nulla" ai cittadini dell'isola. Anzi: "Qui c'è solo disoccupazione e promesse non mantenute". Così una trentina di abitanti della Maddalena, ex sorveglianti e muratori che hanno lavorato alla realizzazione delle opere che dovevano ospitare il vertice mondiale, hanno accolto la delegazione guidata da Guido Bertolaso in visita alle strutture realizzate nell'ex arsenale. In particolare i lavoratori hanno criticato la "Mita Resort", la società del gruppo Marcegaglia che per 40 anni gestirà le strutture. "Stanno assumendo all'estero e qui ci sono padri di famiglia disperati - dicono - noi vogliamo sapere di che morte dobbiamo morire, abbiamo lavorato per 4-5 mesi e poi più nulla". "Qui - aggiungono - finora abbiamo visto solo promesse e disoccupazione". Vedi anche:
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MARTEDÌ, 02 FEBBRAIO 2010 Sopralluogo del numero uno della Protezione civile per verificare lo stato dell’ex Arsenale Bertolaso tenta un nuovo miracolo Lavori febbrili nell’ultima settimana. Oggi ci sarà anche Cappellacci
LA MADDALENA. La “mission” del sottosegretario Bertolaso, ministro
in pectore nonostante il brutto scivolone su Haiti che ha molto irritato
Hillary Clinton, anche questa volta è quella di annunciare l’ennesimo
miracolo. E cioé che la struttura futuristica costruita nell’area in cui
sorgeva il vecchio Arsenale della Marina militare, è stata ristrutturata
a tempo di record, così come è stata costruita con portentosa rapidità.
Poco importa se non è servita per il tanto atteso G8 alla Maddalena, poi
trasferito all’Aquila, e se ha lasciato una scia di polemiche sui suoi
costi stellari.
I licenziati Nautilus: «Fateci incontrare Bertolaso» LA MADDALENA. «Non permetteremo a nessuno di speculare o fare propaganda a spese dei lavoratori». I lavoratori della Nautilus, che proseguono il sit-in di fronte all’ex arsenale, rispondono alle dichiarazioni del responsabile della Metropol “disposto ad assumerli”. «È evidente - vanno avanti i disoccupati - la strumentalizzazione. Viviamo un momento difficile. La nostra lotta è e sarà per tutti: precari e disoccupati». I licenziati della Nautilus, che sperano di incontrare oggi Bertolaso, dicono anche: «La riconversione dell’arsenale avrebbe dovuto rilanciare l’economia isolana dopo la chiusura della base Usa. A tutt’oggi, la ricaduta economica è quella di aver creato posti di lavoro a tempo determinato, cancellando quei pochi già esistenti, a margine di un piccolo investimento rispetto al valore reale di una struttura dalle potenzialità enormi. È inverosimile che noi tutti non ci preoccupiamo del futuro nostro e dei nostri figli. Scambiare un bene come l’arsenale che occupava oltre 600 operai in cambio di 100 o 120 posti è vergognoso, ciò accade di fronte al totale silenzio da parte delle istituzioni, nonchè nella più totale indifferenza di noi maddalenini. Chi oggi ha in mano quei nostri beni - concludono -, pensa di poter cancellare con un colpo di spugna quella che era la vera ragione per la quale tali strutture sono state concepite. Diciamo no a una scelta fatta senza tener conto alle vere esigenze occupazionali di noi tutti. 30 milioni di euro a margine di 40 anni di gestione sono gli spiccioli per un caffé. Pretendere svariate centinaia di posti deve essere il punto di partenza per poter aprire un nuovo scenario rispetto a un’economia ormai al declino totale».
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