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La Nuova Sardegna

MARTEDÌ, 06 GENNAIO 2004
 
«Io, malato di cancro, chiedo controlli sugli Usa»
Clamorosa denuncia del consigliere Giudice: la Asl ci dia una struttura oncologica
L’esponente provinciale di Forza Italia rivela la sua malattia e spera che il Governo blocchi il potenziamento della base: «Ci diano garanzie che i sottomarini non sono nocivi per la salute»

 LA MADDALENA. Una confessione, pubblica. Un gesto di coraggio civile. E un appello. Giulio Cesare Giudice, consigliere provinciale di Forza Italia, rivela di avere un tumore al ai polmoni e che deve iniziare la chemioterapia. Lo fa perché il suo problema non è soltanto personale, ma riguarda tutti i maddalenini che sono costretti per un motivo o altro a dover emigrare per sottoporsi alla cura, o per la diagnosi, al centro oncologico di Sassari o a quello di Olbia. Insomma, decine di chilometri in auto (passando per il traghetto): un supplizio in più che, secondo Giudice, potrebbe essere evitato: «La Asl intervenga».
 «Non è giusto - inizia Giudice - che succeda questo: noi maddalenini non siamo carne da macello, ma dobbiamo avere tutta l’assistenza che hanno tutti gli italiani. Percorrere i chilometri per arrivare ad Olbia o Sassari non è piacevole, soprattutto al ritorno: il fisico non regge, ma siamo obbligati a farlo». Giudice, ancor prima che si ammalasse, aveva richiesto al direttore generale dell’Asl Scarteddu la creare un centro oncologico assistenziale alla Maddalena. Stavolta, il consigliere a una denuncia pubbica e coinvolge anche il consiglio provinciale e il presidente Franco Masala. «E’ lui che deve intervenire - riprende Giudice - e sollecitare Scarteddu affinché questo centro si realizzi. I maddalenini non devono essere costretti ad andare a Olbia a fare la chemioterapia. Questa va fatta alla Maddalena, ma non per pretendere un qualcosa di speciale: è la posizione e l’insularità della città che ci costringe a chiedere ciò».
 In verità c’è stato un periodo brevissimo in cui i malati sostenevano al Paolo Merlo la chemio, poi tutto era stato annullato. «Sarà stata una decisione presa dallo stesso Scarteddu, che è un bravo direttore generale perché deve far quadrare i conti. Ma non può risparmiare su tutto, non può non tenere conto dell’insularità della Maddalena e degli ammalati maddalenini. Se vuole risparmiare che risparmi su altro, altrimeni condanna noi maddalenini».
 Il suggerimento che Giudice dà a Scarteddu è quello di richiedere altri soldi alla Regione, tramite il presidente Masala. Se non basta, «dobbiamo arrivare al ministro Sirchia: non dobbiamo ritenerci gli ultimi della scala, valiamo quanto gli altri, siano essi romani, milanesi o bolognesi».
 Ma Giudice parla anche degli Usa, della loro presenza, di cui poco si sa, in termini di salute. Dice lui: «Il vantaggio che l’isola ha, è dato dalla presenza degli americani. Se esiste questa presenza, se alcuni li vogliono e altri no (io non sono anti americano), è un’occasione da sfruttare. Basterebbe richiedere al ministro Sirchia di far arrivare alla Maddalena scienziati per l’inquinamento nucleare: se esiste inquinamento in aria, nella terra nell’acqua, per effettuare delle ricerche che possano mettere in condizioni tutti di sapere la verità. Certo, per questo ci vogliono soldi, tanti, ma il Governo ci ha imposto di accettare gli americani e allora il primo problema da affrontare è quello della salute. Se noi abbiamo le garanzie che gli americani devono restare, allora possiamo trattare col Governo, mettendolo in condizioni di negoziare non concedendo agli Usa la ristrutturazione o il potenziamento della base navale di Santo Stefano; insomma, opponendoci con tutte le forze. Solo così destra e sinistra, coese, riesciranno a impedire agli americani il loro disegno, se non daranno risposte sulla salute. Solo così si arriverà a un accordo, magari facendo passare l’Arsenale al Comune e non al Parco, perché è il Comune deve avere l’assistenza da parte del Governo per creare economia».
Andrea Nieddu

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