La Nuova Sardegna
| MERCOLEDÌ, 07 GENNAIO 2004 |
| Tagli nell’impresa di pulizie della Marina, allarme dei sindacati |
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LA MADDALENA. Non è finito il calvario per i
cinquanta lavoratori della Splendit Splendor, l’impresa di pulizie, con sede
a Napoli, che da qualche tempo operava all’interno della marina militare
italiana. In una nota, inviata alle organizzazioni sindacali, è emerso come
la ditta abbia perso l’appalto con l’ente militare. La Splendit Splendor era sempre stata restìa ad affrontare le parti sociali. Basti pensare a tutti gli episodi in cui le organizzazioni sindacali avevano sollecitato incontri che la dirigenza ha sempre ignorato, fino a dover ricorrere all’espletamento delle procedure presso la direzione provinciale del lavoro di Sassari, dove, ancora oggi, è in corso una conciliazione. Le organizzazioni sindacali non hanno ancora avuto notizie ufficiali in merito al nuovo soggetto che ha vinto l’appalto delle pulizie con la marina militare. Per contro, però, circolano già delle voci allarmistiche riguardo nuovi tagli che l’ente governativo intenderebbe effettuare sulle spese inerenti al capitolo delle pulizie. I sindacati sono seriamente preoccupati sulle ripercussioni che tutto questo può avere sulla sicurezza dei posti di lavoro. «Questo governo di maggioranza di centrodestra - dichiara Gaetano Selva, segretario regionale della Uil-Trasporti, - avrebbe dovuto garantire occupazione, invece gestisce solo disoccupazione. Il sindacato non accetta queste regole. Ha già vissuto, nello stesso cantiere, un’esperienza analoga e, pur di salvare i posti di lavoro, i dipendenti sono ricorsi a un contratto di solidarietà decurtandosi ore lavorative». Tra l’altro ci sono le questioni ancora aperte alla direzione provinciale del lavoro di Sassari, tra l’impresa di pulizie e le organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti che hanno ancora in corso delle procedure di conciliazione con la Splendit Splendor. «Chiediamo - conclude Gaetano Selva - anche un intervento forte da parte dell’amministrazione comunale della Maddalena, affinché faccia da supervisore in queste grandi gare d’appalti pubblici, garantendo che tali operazioni non rappresentino solo guadagno per l’appaltante, ma tutelino soprattutto i posti di lavoro dei maddalenini. Tutta la Sardegna conta circa 130mila giovani nella attesa di lavoro e per questo non possiamo permetterci la perdita di un solo posto di lavoro, di certo non a La Maddalena, isola nell’isola, già fortemente stretta in una morsa di forte crisi occupazionale per via di vari problemi». (b.c.) |